Sinodo divisioni su gay e divorziati

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #1

    Sinodo divisioni su gay e divorziati

    Sinodo, relazione votata a maggioranza. Divisione su gay e divorziati: non raggiunto il quorum di due terzi
    E' arrivato il voto conclusivo. Con evidenti divisioni sui temi cruciali del dibattito. E una frenata rispetto alle aperture del primo documento. Nella relazione: "Rispetto per gli omosessuali ma no alle nozze". Scomparso il passaggio che valorizzava il mutuo soccorso tra i partner. Il Papa: "Le discussioni? Mi sarei preoccupato se non ci fossero state"
    E' arrivato il voto conclusivo. Con evidenti divisioni sui temi cruciali del dibattito. E una frenata rispetto alle aperture del primo documento. Nella rel…

    Delle due contrapposte posizioni nessuna ottiene la maggioranza qualificata, 2/3, per diventare posizione formale del vaticano ed essere come tale applicata a tutti.
    Resta l'ambiguita' dove ciascuno si regola salvando dialetticamente la faccia della dottrina.

    Certo che riformare una definizione che vuole i gay, sodomiti, colpevoli di peccato capitale che grida, grida, mica sommessamente e con amorevole discrezione chiede, vendetta, e so cazzi, a dio richiede un triplo salto mortale senza rete dialettico filosofico.
    E i santi monsignori non sembrano personaggi tanto atletici capaci di cio', quindi solito blando segnale per venire incontro alle tensioni che spinge la dottrina formale della chiesa verso l'emarginazione dell'indifferenza e si ribadisce l'antica prassi di conservare l'esistente, perche' e' la variazione innovativa a dover ottenere la maggioranza per diventare regola e in difetto resta l'antico ordine salvo voler prendere atto che attila preme ai confini.
    E nelle situazioni scottanti volare basso e usare a piene mani l'ambiguita' sempre sfruttata per salvare capra e cavoli senza pagare niente.
    Last edited by Il gatto; 19-10-2014, 11:04.
  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #2
    In sostanza il Sinodo straordinario è finito, ma il lavoro continua e per certi versi ricomincia adesso dato che il documento votato ieri verrà presentato alle Conferenze episcopali come «lineamenta» dell’Assemblea ordinaria del prossimo anno. Francesco, proseguendo nella linea della trasparenza, ha voluto che oltre ai testi fossero resi noti anche gli esiti numerici delle votazioni. A riprova del fatto che, come ha detto egli stesso, «il Sinodo si svolge cum Petro et sub Petro, e la presenza del Papa è garanzia per tutti». E che lui, dunque, è «il supremo servitore», in una istituzione in cui «l’autorità è servizio». Parole che, unite alla menzione delle «tentazioni», appaiono come un preciso alt agli opposti estremismi che in questi giorni hanno cercato di tirare la giacca da una parte e dall’altra ai Padri sinodali.

    Per quanto riguarda le persone omosessuali si ribadisce che «non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire nostalgie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la Famiglia. Nondimeno, gli uomini e le donne con tendenze omosessuali devono essere accolti con rispetto e delicatezza».

    Padre Lombardi, nel commentare il mancato raggiungimento del quorum, ha spiegato che non si può parlare di una bocciatura. Ma a questi tre numeri è mancata la quantità di voti necessaria a renderli espressione della volontà sinodale. Infine, in risposta a una specifica domanda sulla discutibile iniziativa del sindaco di Roma Marino, il portavoce ha rimandato al comunicato della Cei. «Il Sinodo – ha detto – in ogni caso ha ribadito che il matrimonio è solo quello tra uomo e donna».

    amate i vostri nemici

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      gli uomini e le donne con tendenze omosessuali devono essere accolti con rispetto e delicatezza».
      Quanndo in un di addivenire dalle lezioni di dottrina scomparira' il peccato capitale di atti impuri contro natura, sodomia, che "grida vendetta" a dio sostituito con scritto ci siamo sbagliati sulla volonta' di dio e ripariamo concretamente al male arrecato, si comincia a ragionare.

      Prima sono tutti palliativi che tentano di ridurre lo sfanculamento a cui sono soggetti.

      E fare certi pasaggi, che implicano variare verita' dottrìnali, almeno cosi' sempre affermate, e' piu' difficile del triplo salto mortale.

      Poi nel proprio club ciascuno le regole se fa da solo, ma fuori dal circolo degli iscritti valgono meno di nulla.


      La questione posta dal papa e votata da una maggioranza relativa dei santi monsignori non e' uno scherzo in quell'ambientino.
      Si tratta di ammettere ai sacramente i gay e i divorziati risposati, ovviamente senza imporgli la castita', cosa che gia' ora risolve il problema.
      Non pecchi piu', ti penti del fatto e tutti sono felici con la faccia salvata.
      Qui si tratta di ammetterli salva restando la loro vita sessuale e cio' va a variare la verita' dottrinale dei peccati mortali quali affermati fino ad ora.
      Un problema da niente, visto che il catalogo dei peccati deriva dal pensiero di dio come interpretato ufficialmente dal clerp nell'infallibilita' affermata delle sue prerogative.
      Last edited by Il gatto; 20-10-2014, 13:00.

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66028

        #4
        Se leggi bene il documento finale e le parole di Papa Francesco, ti vanno via i dubbi: Questione delicata, ma di sicuro non cambiano nè dottrina nè, tantomeno, i Comandamenti. Si giudica il peccato, come male. Mai la persona. Che và sempre accolta e rispettata proprio come faceva Gesù Cristo....
        amate i vostri nemici

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Se ammetti ai sacramenti divorziati e risposati, che attualmente sono pubblici concubini e gay che hanno la loro attivita' sessuale, che attualmente gridano vendetta a dio, hai cambiato la dottrina.
          Se ordini la castita' come presupposto non si pone proprio il problema discusso perche' la cosa e' gia' prevista e non ci devi fare un sinodo e raggiungere una decisione.

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #6
            Amico, il Sinodo era sulla Famiglia. Le questioni correlate richiedono sensibilità e discernimento: Proprio ciò che ha invocato Bergoglio nel documento finale.
            Tutti vorrebbero forzare le cose e tirare la giacchetta della Chiesa dalla loro parte. Ma a guidare, orientare e decidere sarà lo Spirito Santo. Come sempre e come sempre sarà!

            Ciao, a domani.
            amate i vostri nemici

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              Erano i temi di fuoco nel tema generale che, a quanto pare, non poneva particolari problemi, a differenza di questi aspetti dove una parte configura orridi peccati e un'altra una unione diversamente famigliare a cui permettere formalmente i sacramenti, anche perche' informalmente la situazione e' varia.

              Qualche implicazione dottrinale ci sta nella decisione e anche solo nel porre la questione che vede una maggioranza relativa valutare favorevolmente l'accesso.

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                La scure di Bergoglio sui conservatori: via il cardinale contrario all'apertura ai divorziatiLa scure di Bergoglio sui conservatori: via il cardinale contrario all'apertura ai divorziati
                Dopo il Sinodo la prima resa dei conti. Con un giro di nomine alcuni avversari di papa Francesco lasciano il loro incarico.


                TTÀ DEL VATICANO - La prima resa dei conti in Vaticano, dopo la battaglia al Sinodo sulle riforme nella Chiesa, è arrivata. E la scure di Francesco si abbatte sulle teste dei principali oppositori. Con un giro di poltrone il Papa ha nominato il nuovo ministro degli Esteri della Santa Sede, e soprattutto allontanato uno degli avversari più duri: il cardinale americano Raymond Leo Burke, reo di avere criticato Francesco anche in alcune dichiarazioni pubbliche.

                Capo della diplomazia pontificia diviene ora il britannico Paul Richard Gallagher, pescato dalla lontana nunziatura in Australia, e conosciuto da Jorge Mario Bergoglio in Guatemala: un diplomatico di lunghissimo corso, che riporta a pieno titolo i nunzi apostolici alla testa della Segreteria di Stato vaticana. Il titolare degli Esteri fino a ieri, il monsignore corso Dominique Mamberti, è spostato alla Segnatura apostolica (dove diverrà cardinale) con il nuovo incarico di Prefetto del Tribunale supremo (la Cassazione della Santa Sede). A lasciare invece questo ruolo è proprio Burke, insignito di un titolo onorifico, quello di guida del Sovrano Ordine di Malta.

                Solo pochi giorni fa, il porporato americano (alcuni cardinali statunitensi sono fra gli oppositori del Papa argentino), aveva sferrato un affondo durissimo contro Bergoglio, sostenendo che "la Chiesa è senza un timone". E proprio nei 15 giorni di accesa discussione al Sinodo di ottobre Burke era stato fra i più critici della linea di apertura proposta dal Pontefice sui divorziati risposati e gli omosessuali.

                Prima aveva messo anche in dubbio la denuncia di Francesco sugli eccessi del capitalismo. Burke, 66 anni, già arcivescovo di St. Louis, amante della messa tridentina, appassionato collezionista di reperti liturgici e del "galero", il copricapo cardinalizio abolito dopo il Concilio Vaticano II, raccoglie pure molti fan nel web fra i tradizionalisti. Si aspettava questa rimozione, e nei giorni finali del Sinodo con mezze frasi aveva fatto capire ai giornalisti di essere pronto ad accettare la decisione del Papa.

                Una sua intervista aveva fatto discutere, poiché sembrava ribadire la sua appartenenza alle file conservatrici. Ieri ad Aleteia, rete cattolica specializzata in informazione religiosa, ha risposto così: "Certi media semplicemente vogliono cercare di rappresentarmi come se vivessi la mia esistenza da oppositore di Papa Francesco. Non lo sono. So che fa parte del mio servizio dire la verità e noi ora ci troviamo in una situazione in cui molte persone sono confuse". Parlando poi del Sinodo, Burke ha replicato, a proposito di un rischio di scisma: "Se in un certo senso il Sinodo dei vescovi è stato visto andare contro quello che è l'insegnamento costante e la pratica della Chiesa, c'è un rischio perché queste sono verità che non cambiano e non possono essere cambiate".

                Nei giorni scorsi la rivoluzione in Curia propugnata da Francesco aveva cominciato a far rotolare alcune teste minori: il 5 novembre sono stati congedati i due sottosegretari della Congregazione per il Culto divino, l'inglese Anthony Ward, e lo spagnolo Juan-Miguel Ferrer Grenesche. Al loro posto, come sottosegretario unico, promosso Corrado Maggioni. Alla Segnatura Burke viene sostituito dal francese Mamberti, 62 anni, che si assicura così la porpora, com'era per il suo predecessore. Il nuovo responsabile per i rapporti con gli Stati (cioè il ministro degli Esteri), monsignor Gallagher, ha invece 60 anni ed è nato a Liverpool. Nunzio in Australia, vescovo dal 2004, ha prestato servizio nelle rappresentanze diplomatiche pontificie in Tanzania, Uruguay, Filippine, Consiglio d'Europa, Guatemala, Burundi.

                Ieri uno dei protagonisti assoluti del Sinodo, il cardinale 82enne Walter Kasper, considerato come "il teologo di Papa Francesco", ha fatto alcune considerazioni a Washington in una conferenza alla Catholic University of America. Per il Pontefice argentino, ha spiegato Kasper, "non si applicano gli schemi ormai logori di progressista o conservatore". Bergoglio "non è un liberal ma è un radicale, nel senso originale della parola di chi va alla radice". È "il Papa delle sorprese", ed "è riuscito a illuminare l'atmosfera cupa che si era posata sulla Chiesa come una muffa". Ci sono ovviamente giudizi critici sul suo primo anno e mezzo di pontificato, e che presumibilmente torneranno a galla mentre i vescovi Usa si riuniscono a Baltimora per la prima conferenza nel dopo Sinodo: "Gente che dice - ammette Kasper - questo Papa non ci piace perché vuol piacere troppo. Quello che per molti è l'inizio di una nuova primavera, per altri è una temporanea ondata di gelo".


                Lo spirito santo che ispira le maggiranze trasformandole da semplici a qualificate in grado di variare il codice penale dei padri
                Last edited by Il gatto; 09-11-2014, 13:33.

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