Sinodo, relazione votata a maggioranza. Divisione su gay e divorziati: non raggiunto il quorum di due terzi
E' arrivato il voto conclusivo. Con evidenti divisioni sui temi cruciali del dibattito. E una frenata rispetto alle aperture del primo documento. Nella relazione: "Rispetto per gli omosessuali ma no alle nozze". Scomparso il passaggio che valorizzava il mutuo soccorso tra i partner. Il Papa: "Le discussioni? Mi sarei preoccupato se non ci fossero state"
Delle due contrapposte posizioni nessuna ottiene la maggioranza qualificata, 2/3, per diventare posizione formale del vaticano ed essere come tale applicata a tutti.
Resta l'ambiguita' dove ciascuno si regola salvando dialetticamente la faccia della dottrina.
Certo che riformare una definizione che vuole i gay, sodomiti
, colpevoli di peccato capitale che grida, grida, mica sommessamente e con amorevole discrezione chiede, vendetta, e so cazzi, a dio richiede un triplo salto mortale senza rete dialettico filosofico.
E i santi monsignori non sembrano personaggi tanto atletici capaci di cio', quindi solito blando segnale per venire incontro alle tensioni che spinge la dottrina formale della chiesa verso l'emarginazione dell'indifferenza e si ribadisce l'antica prassi di conservare l'esistente, perche' e' la variazione innovativa a dover ottenere la maggioranza per diventare regola e in difetto resta l'antico ordine salvo voler prendere atto che attila
preme ai confini.
E nelle situazioni scottanti volare basso e usare a piene mani l'ambiguita' sempre sfruttata per salvare capra e cavoli senza pagare niente.
E' arrivato il voto conclusivo. Con evidenti divisioni sui temi cruciali del dibattito. E una frenata rispetto alle aperture del primo documento. Nella relazione: "Rispetto per gli omosessuali ma no alle nozze". Scomparso il passaggio che valorizzava il mutuo soccorso tra i partner. Il Papa: "Le discussioni? Mi sarei preoccupato se non ci fossero state"
Delle due contrapposte posizioni nessuna ottiene la maggioranza qualificata, 2/3, per diventare posizione formale del vaticano ed essere come tale applicata a tutti.
Resta l'ambiguita' dove ciascuno si regola salvando dialetticamente la faccia della dottrina.
Certo che riformare una definizione che vuole i gay, sodomiti
, colpevoli di peccato capitale che grida, grida, mica sommessamente e con amorevole discrezione chiede, vendetta, e so cazzi, a dio richiede un triplo salto mortale senza rete dialettico filosofico.E i santi monsignori non sembrano personaggi tanto atletici capaci di cio', quindi solito blando segnale per venire incontro alle tensioni che spinge la dottrina formale della chiesa verso l'emarginazione dell'indifferenza e si ribadisce l'antica prassi di conservare l'esistente, perche' e' la variazione innovativa a dover ottenere la maggioranza per diventare regola e in difetto resta l'antico ordine salvo voler prendere atto che attila
preme ai confini.E nelle situazioni scottanti volare basso e usare a piene mani l'ambiguita' sempre sfruttata per salvare capra e cavoli senza pagare niente.


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