Vaticano e dignita

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66024

    #16
    Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
    Basta che capìti anche a loro, non serve altro.
    Càpita anche a loro, tranquilla. E fanno scelte che difendono la Vita. Sempre! Dal suo nascere nel grembo materno fino alla sua fine naturale....
    La Chiesa non fa altro che essere coerente: La Vita è un dono indisponibile. Che appartiene a Dio. Chi siamo noi per decidere chi far vivere e chi far morire? Quando vivere e quando morire?
    amate i vostri nemici

    Comment

    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24578

      #17
      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
      La Vita è un dono indisponibile. Che appartiene a Dio. Chi siamo noi per decidere chi far vivere e chi far morire? Quando vivere e quando morire?
      come sarebbe a dire chi siamo noi ?

      siamo i proprietari di quella stessa vita - perché è della vita di quella della persona che decide, non di qualcuno che decide per altri che si parla - nel caso si fosse in disaccordo sulla tua idea di Dio o non ci si credesse;
      piuttosto, chi sei tu per voler imporre la tua visione o ostacolare chi la pensa diversamente sulla propria vita in virtù di una tua opinione o di altri su Dio o altro ?

      possibile che quando si parla di eutanasia tocchi sempre sentire l'ignobile accostamento all'omicidio di altrui ?
      c'è del lardo in Garfagnana

      Comment

      • Bauxite
        Cosmo-Agonica

        • 25/12/09
        • 36341

        #18
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Càpita anche a loro, tranquilla. E fanno scelte che difendono la Vita. Sempre! Dal suo nascere nel grembo materno fino alla sua fine naturale....
        La Chiesa non fa altro che essere coerente: La Vita è un dono indisponibile. Che appartiene a Dio. Chi siamo noi per decidere chi far vivere e chi far morire? Quando vivere e quando morire?
        E chi siete voi per stabilire cosa sia dignitoso e cosa non lo sia?
        Ogni individuo sceglie per il suo modo di vedere la propria vita.
        Voi, per esempio, nella mia non contate nulla.

        Comment

        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66024

          #19
          Se la base di tutto deve essere la volontà individuale, non abbiamo capito niente della vita....

          DIRITTO AL SUICIDIO O SUICIDIO DEL DIRITTO?

          «Giudicare se la vita valga o non valga la pena di essere vissuta, è rispondere al quesito fondamentale della filosofia»: tanto pensava Albert Camus ne Il Mito di Sisifo, con ciò espressamente esigendo l’abbandono di ogni prospettiva ideologica, cioè di carattere aprioristico, per l’adozione dello strumentario razionale tipico della filosofia ai fini della investigazione del suddetto fondamentale problema. Soltanto in quest’ottica, dunque, ci si può accostare ai delicati temi biogiuridici in genere, a quello del suicidio assistito in particolare ed in specie al caso di Brittany Maynard, ragazza statunitense ventinovenne malata di cancro al cervello in stato terminale.
          Secondo quanto hanno riportato le agenzie di stampa, la ragazza, lo scorso gennaio, avrebbe subito una diagnosi secondo cui le sue aspettative di vita non avrebbero superato i sei mesi a causa del diffuso ed inguaribile tumore al cervello registrato dalle analisi mediche, motivo per cui si sarebbe trasferita in Oregon in cui la vigenza del “Death With Dignity Act” le avrebbe consentito di morire, a seguito del consumo di farmaci letali legalmente prescritti da un medico, subito dopo il compleanno del marito lo scorso primo novembre, come puntualmente è avvenuto.
          L’occasione si offre propizia per effettuare alcune brevi considerazioni.
          Sebbene la questione possa coinvolgere differenti piani (come il punto di vista etico, giuridico, filosofico, storico, sociale, economico) e differenti problemi, appare più opportuno in questa sede focalizzare maggiormente l’attenzione su almeno due profili più eminenti: la infondabilità del suicidio (assistito o meno) su base etico-filosofica, cioè prettamente razionale, da un lato, e la natura e il ruolo del diritto dall’altro lato.
          Gli aspetti da trattare sono lunghi ed articolati, ma, date le esigenze di spazio, si può subito riflettere sulla circostanza per cui il suicidio, assistito o meno, soprattutto nell’ambito del decorso di una patologia cronica e/o terminale è ben lungi dal rappresentare una manifestazione di libertà individuale del soggetto che se ne rende responsabile, e ciò per almeno due principali motivi.
          In primo luogo: nella maggior parte dei casi i soggetti che richiedono il suicidio assistito, soprattutto se coinvolti in esperienze patologiche gravi e dolorose, sono soggetti che non sono in grado di valutare serenamente la situazione esistenziale in cui si trovano, proprio a causa dello stato di prostrazione psico-fisica in cui purtroppo giacciono.
          In secondo luogo: sebbene, da parte dei più, si possa ritenere che l’atto suicidiario costituisca l’atto di auto-determinazione per eccellenza, cioè l’ambito applicativo apicale della libertà personale dell’individuo che lo mette in essere disponendo a proprio piacimento della propria vita e del proprio corpo (si pensi per esempio a quanto sentenziava lo Zarathustra di Nietzsche:« Io lodo qui la mia morte, la libera morte che mi viene perché io la voglio»), così non è, in quanto il più delle volte, come fattore logico-deduttivo posto a giustificazione dell’atto suicidiario medesimo si adduce proprio la sofferenza del suicida, causata dallo stato patologico in cui questi versa; insomma, il cortocircuito logico è palese poiché se l’atto suicidiario deve essere inteso, come i più pretendono, quale manifestazione della assoluta libertà dell’individuo svincolato da ogni condizionamento, non può all’un tempo ritenersi per ciò stesso determinato causalmente dallo stato patologico in cui il suicida viene a trovarsi; per converso, ogni stato patologico utilizzato per giustificare la presunta libertà insita in un atto suicidiario nega istantaneamente ed irreparabilmente allo stesso tempo proprio quella libertà che invece si pretende affermi.
          Tuttavia, scandagliando più in profondità, ben altro viene alla luce.
          Se infatti può esistere una vita non libera, quale appunto quella di colui che soggiace alla schiavitù di una tirannia, perfino quella del proprio corpo o di una patologia, riconoscendo sempre un obbligo generale di garantire il massimo della libertà a chiunque, occorre anche pur ammettere che non è possibile una libertà senza vita.
          In altri termini: il diritto di libertà è sempre connesso e geneticamente collegato con il diritto alla vita; una libertà in antitesi con la vita non è vera libertà; è per questo, per esempio, che l’omicidio costituisce oggetto di sanzione in ogni epoca storica e trans-culturalmente. La vita, rectius, il diritto alla vita è il presupposto logico e cronologico di ogni altro diritto, per cui il suicidio non solo non è espressione di libertà, ma è una sua grottesca negazione, palesandosi quindi per ciò che è, cioè totalmente irrazionale ed illogico.
          Non a caso uno dei maestri del pensiero razionale ed illuminista, Kant, così scrive in merito nelle sue Lezioni di etica: «Il suicidio può essere considerato sotto diversi profili […]. I difensori di esso sostengono che l’uomo è un agente libero […]. Per quel che riguarda il corpo egli ne può disporre i molti modi: per esempio facendosi incidere un ascesso o amputare un arto o trascurando una ferita; nei riguardi del corpo sta dunque a lui fare liberamente ciò che gli sembra utile e consigliabile: non dovrebbe egli dunque avere anche la facoltà di togliersi la vita, ove ciò gli apparisse come la cosa più vantaggiosa e raccomandabile? […]. Noi possiamo disporre del nostro corpo in vista della conservazione della nostra persona; chi però si toglie la vita non preserva con ciò la sua persona: egli dispone allora della sua persona e non del suo stato, cioè si priva della sua persona. Ciò è contrario al più alto dei doveri verso se stessi, perché viene soppressa la condizione di tutti gli altri doveri […]. Il suicidio non è abominevole e inammissibile perché Dio lo ha proibito, ma al contrario Dio lo ha proibito perché, degradando al di sotto dell’animalità la dignità intrinseca dell’uomo, è abominevole ».
          Ancora: viene in rilievo qualcosa di ben più allarmante, cioè la concezione del tutto erronea ed equivoca circa la natura e il ruolo del diritto.
          Ammettere la legalizzazione del suicidio, ammettere che il medico debba e possa somministrare sostanze venefiche ogni qual volta il paziente lo richieda, ammettere che la volontà individuale debba sempre e comunque prevalere su ogni altra istanza, perfino contro la vita stessa di chi manifesta tale volontà, significa rivelare una totale incomprensione di fondo della natura del diritto.
          Il tema richiederebbe trattazione a se stante data la sua complessa articolazione, ma in questa sede ci si può limitare ad osservare che il diritto non può essere ridotto alla mera formalizzazione della volontà del singolo; se così fosse, infatti, il diritto coinciderebbe con questa volontà e la sua natura altro non sarebbe che pura volontà.
          Il diritto, invece, è ben altro, e, proprio perché ricomprendente anche, ma non solo la volontà individuale, senza cioè appiattirsi su di essa, svolge il prezioso ed insostituibile ruolo di difesa dei più deboli, anche e soprattutto da quegli atti di volontà che in quanto tali trasgrediscano la retta ragione e le leggi di natura.
          Il diritto, nel caso del suicidio, come precisano tra i tanti Aristotele ed Agostino, difende dalle aggressioni, anche da quelle che ciascuno arreca a se stesso.
          Il diritto, ristretto alla mera ratificazione della volontà individuale, diventa pura certificazione, cioè una semplice e sterile copertura formale di tale volontà; il diritto così inteso, si dissolve, venendo in sostanza totalmente fagocitato dalla volontà; nota Sergio Cotta che «non è difficile capire che in tali casi il diritto è stato appunto usato come un mero strumento, facendo violenza alla sua essenza strutturale, essenza strutturale che si fonda sulla sua giustizia, cioè sulla sua natura relazionale, e non sul semplice dato volontaristico.
          Più che all’esercizio del diritto al suicidio, si assiste insomma, ad un vero e proprio suicidio del diritto.
          Sarebbe opportuno chiedersi allora se il suicidio sia effettivamente libero; se tale libertà sia davvero voluta; se tale volontà sia davvero giuridica; se tale diritto sia davvero giusto all’ombra di una rivendicata onnipotenza volontaristica che rende arbitrariamente disponibile tutto, perfino il sé.
          In conclusione sembrano risuonare, allora, con rinnovata tragicità, le parole del quesito iniziale di Severino Boezio nella sua Consolazione della filosofia: «Vi è dunque qualcuno che ritenga che gli uomini possono tutto? Nessuno, a meno che non sia pazzo».


          «Ammettere la legalizzazione del suicidio significa rivelare una totale incomprensione di fondo della natura del diritto»
          amate i vostri nemici

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24578

            #20
            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
            Se la base di tutto deve essere la volontà individuale, non abbiamo capito niente della vita....
            e a chi deve essere lasciata la tua volontà individuale ? a me ?

            seguendo la tua logica, se io professassi una religione che costringe a mangiare carne a pranzo e cena, in nome del mio dio potrei forse dirti come ti devi regolare ?

            Cono, sembri aver perso il lume della ragione e della realtà:
            tu segui la tua dottrina perché questa è la tua volontà individuale, esattamente come per chi non segue quella dottrina.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • Bauxite
              Cosmo-Agonica

              • 25/12/09
              • 36341

              #21
              Io mica decido per te, Cono.
              Tu , voi, invece credete di poter farlo per noi altri.
              Il diritto a morire decentemente riguarda tutti.
              La morte non è un'invenzione del cattolicesimo.

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #22
                e a chi deve essere lasciata la tua volontà individuale ? a me ?

                seguendo la tua logica, se io professassi una religione che costringe a mangiare carne a pranzo e cena, in nome del mio dio potrei forse dirti come ti devi regolare ?
                Se quel dio e' vero, si.
                Che sia vero lo dimostra il prevalere dei suoi militi che espandono una religione militante per sottomettere il mondo alla volonta' di quel dio, rivelata ai suoi gerarchi ispirati ed infallibili.

                Mo tu vuoi ragionare con l'isis nostrana aspettandoti pure che quella, investita dalla luce di dio, ragioni in termini umani?

                Il suicidio non è abominevole e inammissibile perché Dio lo ha proibito, ma al contrario Dio lo ha proibito perché, degradando al di sotto dell’animalità la dignità intrinseca dell’uomo, è abominevole ».
                Si arriva subito al cani infedeli, poi la pulizia etnica si puo' realizzare con metodi piu' suboli che sparando dove ti bombardano.
                Lo scopo e' trionfare mica farsi bombardare.
                Last edited by Il gatto; 06-11-2014, 18:42.

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                • BiO-dEiStA
                  Eufonista
                  • 22/02/10
                  • 5403

                  #23
                  Il suicidio sarà anche abominevole, ma la tortura e l'omicidio di eretici, infedeli e indesiderati in genere sono stati graditi per millenni agli occhi dell'unico dio, il quale si è più volte adoperato di persona in tal senso.
                  Anzi mi correggo: mi sa che almeno da qualche parte lo sono ancora. Dipenderà dai punti di vista.
                  Originariamente Scritto da Careful with that
                  i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                  Originariamente Scritto da Ned Flanders
                  Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

                  Comment

                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #24
                    Se la gente si suicida si sottrae al potere dominante, normale che tale via di uscita si tenti inibirla.
                    Il potere ha sempre proliferato sul bisogno, se il bisogno manca dii e re si deprezzano.

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66024

                      #25
                      Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
                      Io mica decido per te, Cono.
                      Tu , voi, invece credete di poter farlo per noi altri.
                      Il diritto a morire decentemente riguarda tutti.
                      La morte non è un'invenzione del cattolicesimo.
                      Perlappunto! E nemmeno la Vita, Baux. Sono beni preziosissimi, ma indisponibili.
                      Il guaio è che, come nella Genesi, aneliamo toccare l'Albero della Vita. Che è retaggio esclusivo di Dio.
                      amate i vostri nemici

                      Comment

                      • Bauxite
                        Cosmo-Agonica

                        • 25/12/09
                        • 36341

                        #26
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                        Perlappunto! E nemmeno la Vita, Baux. Sono beni preziosissimi, ma indisponibili.
                        Il guaio è che, come nella Genesi, aneliamo toccare l'Albero della Vita. Che è retaggio esclusivo di Dio.
                        Io anelo a decidere per me.
                        Gli altri tocchino ciò che gli pare.

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #27
                          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                          Perlappunto! E nemmeno la Vita, Baux. Sono beni preziosissimi, ma indisponibili.
                          Il guaio è che, come nella Genesi, aneliamo toccare l'Albero della Vita. Che è retaggio esclusivo di Dio.
                          secondo te Cono, secondo te; non lo dimenticare mai;

                          se pretendi di far valere pubblicamente la tua nozione di Dio, io pretendo altrettanto e magari voglio che tu mangi carne due volte al dì, e un altro che sposi quattro donne e le mantieni...

                          tu ancora non ti sei fatto una ragione che non hai il monopolio, né di Dio, né delle vite altrui;
                          le tue sono solo opinioni; rispettabili, ma opinioni; punto.
                          c'è del lardo in Garfagnana

                          Comment

                          • Bauxite
                            Cosmo-Agonica

                            • 25/12/09
                            • 36341

                            #28
                            Rispettabili solo quando non diventano assillanti.

                            Comment

                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66024

                              #29
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              secondo te Cono, secondo te; non lo dimenticare mai;

                              se pretendi di far valere pubblicamente la tua nozione di Dio, io pretendo altrettanto e magari voglio che tu mangi carne due volte al dì, e un altro che sposi quattro donne e le mantieni...

                              tu ancora non ti sei fatto una ragione che non hai il monopolio, né di Dio, né delle vite altrui;
                              le tue sono solo opinioni; rispettabili, ma opinioni; punto.
                              Sono le diverse opinioni che spesso si incrociano fra loro....
                              Ogni Persona è chiamata a valutare, a discernere, a decidere secondo il proprio background culturale e secondo la propria sensibilità e coscienza. Ben sapendo che le Leggi che regolano il nostro vivere civile, sono perlappunto determinate dal dibattito di tali idee e opinioni.
                              E la Chiesa, nella quale si riconoscono milioni di persone, ha tutto il diritto (anzi, ne ha il preciso dovere!) di far udire la sua voce fra le altre.

                              Buon fine settimana, gente!
                              amate i vostri nemici

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                              • Il gatto
                                Opinionista
                                • 21/11/09
                                • 12721

                                #30
                                Vi va bene perche' il suicidio e' cosa relativamente rara, ma se fossero i tdg, con l'intrallazzo politico da sempre utilizzato dalla casta cattolica, a vietare o creare il boicottaggio alle trasfusioni vedresti che strilli per invocare l'autodeterminazione.

                                Certo non siete nella posizione politica di vietare, non per merito vostro o per riconoscimento dell'autodeterminazione, solo le cannonate che vi hanno ridimensionato, pero i metodi subdoli non li avete abbandonati.
                                Ed ecco che torto collo non riuscite a vietare la pillola del giono dopo, ma fornendo appoggio politico a berlusconi ottenete di renderla di difficile ottenimento sperando che l'aborto effettuato con dolore e rischio nel metodo chirurcico si inibisca, per paura, la richiedente.

                                Comment

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