Il femminismo all'alba del 2015

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  • Kyra
    Disappointed Idealist
    • 24/10/05
    • 22455

    #1

    Il femminismo all'alba del 2015

    Riporto brevemente l'intro che si puo' trovare su wikipedia alla voce femminismo:


    « Il femminismo è stato il primo momento politico di critica storica alla famiglia e alla società »
    (Manifesto di Rivolta femminile, luglio 1970)


    Con il termine femminismo, generalmente, si può indicare:

    - la posizione o atteggiamento di chi sostiene la parità politica, sociale ed economica tra i sessi, ritenendo che le donne siano state e siano tuttora, in varie misure, discriminate rispetto agli uomini e ad essi subordinate;
    - la convinzione che il sesso biologico non dovrebbe essere un fattore predeterminante che modella l'identità sociale o i diritti sociopolitici o economici della persona;
    - il movimento politico, culturale e sociale, nato storicamente durante l'Ottocento, che ha rivendicato e rivendica pari diritti e dignità tra donne e uomini e che - in vari modi - si interessa alla comprensione delle dinamiche di oppressione di genere.

    Il femminismo è un movimento complesso ed eterogeneo che si è sviluppato con caratteristiche peculiari in ogni paese ed epoca. Molti fattori contribuiscono a definire e ridefinire il concetto di femminismo e le pratiche politiche ad esso connesse (ad esempio classe, etnia, sessualità). Al suo interno ci sono quindi diverse posizioni e approcci teorici, tant'è che ad oggi alcune studiose, teoriche e/o militanti femministe parlano di femminismi.

    In particolare esistono teorie contrastanti riguardo l'origine della subordinazione delle donne ed in merito al tipo di percorso che dovrebbe essere portato avanti per liberarsene: se lottare solo per le pari opportunità tra uomini e donne, se criticare radicalmente le nozioni di "identità sessuale" e "identità di genere", oppure - ancora - se eliminare alla radice i ruoli e quindi tale subordinazione.

    Nella mia esperienza il solo parlare di femminismo fa esplodere pressochè istantaneamente tutte le sfumature maschiliste che si annidano nelle pieghe comportamentali delle persone (me incluso), e sono certo che questo thread non farà eccezione. Tuttavia lo trovo terapeutico in quanto in un modo o nell'altro parlarne puo' scatenare un sincero esame delle proprie idee, dei propri preconcetti, della propria cultura. Spesso diamo per scontato di essere le persone migliori che possiamo essere, ed altrettanto spesso crediamo a questa roboante cazzata.
    Passiamo agli spunti per la discussione.

    Quando sentite parlare di femminismo qual è la vostra prima reazione? A cos'è che pensate?
    Vi schierate pro o contro? O non avvertite la necessità di avere un'opinione a riguardo?
    I'm laying down, eating snow
    My fur is hot, my tongue is cold
    On a bed of spider web
    I think of how to change myself

    A lot of hope in a one man tent
    There's no room for innocence
    So take me home before the storm
    Velvet mites will keep us warm.
  • okno
    Party Crasher
    • 30/03/06
    • 15292

    #2
    Mi sembra naturale schierarsi con chi vuole distruggere qualsiasi regime di discriminazione e subordinazione basata esclusivamente su una condizione di nascita.

    Riconoscere che le donne siano in qualche modo discriminate rispetto agli uomini è abbastanza semplice, sembra che ci siano diversi studi a dimostrazione: dalle differenze di reddito a quelle di mansione e di possibilità di impiego. Dal fatto che in qualche modo esse per secoli nella nostra società abbiano rappresentato una categoria inferiore di essere umano è dimostrato dal fatto che da un momento in poi hanno potuto lavorare, hanno potuto studiare, hanno potuto votare. L'uomo bianco tutte queste cose le faceva già e poi gliele ha concesse, se non è subordinazione questa.

    E' così scontato che mi sembra assurdo anche dover giustificare la mia scelta. Eppure se ci si divide in fazioni è perché dall'altra parte c'è chi la pensa in modo diverso, vorrei sapere chi e come.
    "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


    -=1313=-

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    • BiO-dEiStA
      Eufonista
      • 22/02/10
      • 5403

      #3
      Non credo che le femministe di oggi abbiano le stesse rivendicazioni e ragion d'essere di quelle di un secolo fa. Tolto il fenomeno di costume, se non proprio il costume, ormai resta ben poco.
      A meno che la battaglia contro la violenza sulle donne non sia qualcosa che riguarda le femministe in quanto tali, piuttosto che la società intera, già oggi per certi versi la donna è più tutelata dell'uomo. Vedi come vanno a finire le cause di divorzio, con l'affido dei figli e un sostanzioso assegno di mantenimento (a tutto favore del lavoro nero oltretutto), ma anche i contributi a fondo perduto per l'imprenditoria femminile.
      Poi se vogliamo mettiamoci pure la politica sociale nulla da parte dello stato italiano, per cui fare figli al giorno d'oggi è diventata un'impresa da eroi, ma nemmeno questo fenomeno mi sembra colpire solo le donne, bensì la famiglia in genere.
      Originariamente Scritto da Careful with that
      i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
      Originariamente Scritto da Ned Flanders
      Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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      • nahui
        Astensionista

        • 05/03/09
        • 21040

        #4
        Originariamente Scritto da okno Visualizza Messaggio
        E' così scontato che mi sembra assurdo anche dover giustificare la mia scelta. Eppure se ci si divide in fazioni è perché dall'altra parte c'è chi la pensa in modo diverso, vorrei sapere chi e come.
        Beh, a parole siamo tutti politicamente correttissimi, magari anche in buona fede, solo che nei fatti discriminiamo, senza neanche rendercene conto. Puoi ben proclamare di non essere razzista, ma se tua figlia ti fa vedere la foto del ragazzo che le piace, quello è di colore ed a te prende un colpo, vuol dire che un po' lo sei.
        Fino ad una decina d'anni fa mi proclamavo contraria al femminismo, sostenevo anzi di essere maschilista La mia generazione è cresciuta con diritti acquisiti, le femministe anni '70 ci sembravano folkloristiche: loro bruciavano i reggiseni, noi compravamo il Wonderbra. Invece dopo una quarantina d'anni di "diritti" e "parità", un paio di generazioni di maschi che avrebbero dovuto essere educati da madri consapevoli, scopriamo che in fondo si è trattato di un inganno, che la libertà sessuale si è tradotta in mercificazione del corpo, e comunque le donne libere sempre puttane sono. Poi i femminicidi, la difficoltà di applicare le leggi sull'aborto e sulla contraccezione di emergenza a causa degli obiettori, l'abbandono del lavoro, i neonati che ancora muoiono nei cassonetti, le donne politiche oggetto di studi di moda e scoop col gelato...
        E poi sono diventata grande, ed ho una figlia. E sono diventata consapevole del recinto in cui sono vissuta, del fatto che la mia carriera si è arrestata quando ho avuto un figlio, del fatto che nove volte su dieci nei pranzi di famiglia non dico quello che penso, ecc. ecc. ecc.
        Nel nostro dialetto c'è una parola che descrive la donna, la moglie, la figlia perfetta: 'ngarbata, cioè "garbata", dolce, gentile, abile in cucina e nei lavori domestici, premurosa, attenta e modesta. E' questo il recinto che ho avuto: la porta è aperta, ma per avere amore ed approvazione ci devi stare dentro, spesso in competizione con le altre a chi è più 'ngarbata.
        Al pensioero che mia figlia debba affrontare lo stesso ricatto e lavaggio del cervello mi si ritorcono le budella. Quindi sì, sono femminista.
        Buon pranzo !
        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
        (George Bernard Shaw)

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        • Bauxite
          Cosmo-Agonica

          • 25/12/09
          • 36341

          #5
          Solo per un attimo si può credere che la lotta delle donne, che parte con le suffragette e che negli anni Settanta conosce solo uno spicchio del movimento, sia prettamente ed esclusivamente affare loro.
          Così come credo che uno dei maggiori problemi della lotta per l'integrazione e per i diritti dei neri sia stata la mossa, tutta politica, di far credere che quelle rivendicazioni riguardassero solo loro.
          Il rovesciamento della dinamica avviene non solo per empatia o conoscenza del problema, ma quando si ravvisa la possibilità che ciò che accade a chi viene emarginato, considerato un problema, persona non grata, incapace di decidere da solo per ciò che lo riguarda, supponente e presuntuoso quando tenta di tirare fuori la testa dal sacco in cui è stato messo, possa un giorno avvenire per tutti.

          A me hanno dato gran noia le quote rosa.
          Trovo che l'essere considerate come in via di estinzione sia una delle cose più strane che le donne abbiano vissuto.
          Inoltre questo criterio è diventato in breve tempo ecumenico, inglobando soggetti senza nessuna capacità particolare in ambiti in cui, sicuramente, non meritavano di stare.
          C'è sempre il rischio di diventare troppo aperti dopo essere stati così fortemente chiusi e proprio in quel momento si fa un grosso danno alla società e ai soggetti che si intende "preservare" dopo essersi accorti di aver avuto comportamenti discutibili per decenni.
          Così , oltre a non favorire nessuno, si arricciano nasi e si rende un non servizio alla "categoria"
          Perché è stata proprio questa la novità delle quote rosa: le donne sono diventate una categoria. Non persone di genere femminile, ma in fila dopo le foche, i panda, le tigri, i giocattoli che non fanno più, i gelati che non vengono più prodotti e i cartoni animati anni '80.
          Noi siamo lì e ci hanno concesso, con tanto di approvazione da parte di molte donne, un tot di spazio.

          Evidentemente bisognava fare così?
          Io non lo so.

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          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70460

            #6
            Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
            Beh, a parole siamo tutti politicamente correttissimi, magari anche in buona fede, solo che nei fatti discriminiamo, senza neanche rendercene conto. Puoi ben proclamare di non essere razzista, ma se tua figlia ti fa vedere la foto del ragazzo che le piace, quello è di colore ed a te prende un colpo, vuol dire che un po' lo sei.
            Fino ad una decina d'anni fa mi proclamavo contraria al femminismo, sostenevo anzi di essere maschilista La mia generazione è cresciuta con diritti acquisiti, le femministe anni '70 ci sembravano folkloristiche: loro bruciavano i reggiseni, noi compravamo il Wonderbra. Invece dopo una quarantina d'anni di "diritti" e "parità", un paio di generazioni di maschi che avrebbero dovuto essere educati da madri consapevoli, scopriamo che in fondo si è trattato di un inganno, che la libertà sessuale si è tradotta in mercificazione del corpo, e comunque le donne libere sempre puttane sono. Poi i femminicidi, la difficoltà di applicare le leggi sull'aborto e sulla contraccezione di emergenza a causa degli obiettori, l'abbandono del lavoro, i neonati che ancora muoiono nei cassonetti, le donne politiche oggetto di studi di moda e scoop col gelato...
            E poi sono diventata grande, ed ho una figlia. E sono diventata consapevole del recinto in cui sono vissuta, del fatto che la mia carriera si è arrestata quando ho avuto un figlio, del fatto che nove volte su dieci nei pranzi di famiglia non dico quello che penso, ecc. ecc. ecc.
            Nel nostro dialetto c'è una parola che descrive la donna, la moglie, la figlia perfetta: 'ngarbata, cioè "garbata", dolce, gentile, abile in cucina e nei lavori domestici, premurosa, attenta e modesta. E' questo il recinto che ho avuto: la porta è aperta, ma per avere amore ed approvazione ci devi stare dentro, spesso in competizione con le altre a chi è più 'ngarbata.
            Al pensioero che mia figlia debba affrontare lo stesso ricatto e lavaggio del cervello mi si ritorcono le budella. Quindi sì, sono femminista.
            Buon pranzo !
            Ho vissuto più o meno lo stesso percorso. Cresciuta in una famiglia fondamentalmente fascista e dal regime totalitario, anch'io mi sono sempre proclamata contraria al femminismo. Lo trovavo assurdo, quasi ridicolo. Mi sono sempre detta che scendere in piazza a bruciar reggiseni non avrebbe assolutamente risolto nulla.
            Poi mi sono scontrata col mondo del lavoro, in un ambiente maschilista fino al midollo, dove tu donna vali meno per principio. Mi sono scontrata con le pretese di uomini che ti calpestano senza batter ciglio per fare carriera, sostenendo di essere migliori di te solo perché sono uomini. Che pensano di poterti trattare come un oggetto sessuale, come un orpello, come una parte dell'arredamento, mentre tu sgomiti per tenerti stretto il tuo posto e per portare avanti la tua carriera facendo il triplo della fatica che fa un uomo.
            Ciò detto concordo con Bauxite: le lotte pseudofemministe di questi anni hanno solo danneggiato la categoria "donna", relegandola al ruolo di una specie protetta, da preservare. Creando una discriminazione a mio avviso ancora più grave: nel momento in cui etichetti qualcuno, lo discrimini, c'è poco da fare.
            Non so se sono femminista. Se lo sono, sono una femminista atipica, perché preferisco combattere le mie battaglie ogni giorno dall'interno, dall'ambiente in cui lavoro e vivo, piuttosto che scendere per strada a urlare.
            Alla fine credo che le donne siano le principali nemiche di se stesse, oggi. Consentiamo che il nostro corpo venga mercificato come un oggetto, lasciamo che sia una sorta di trofeo per gli uomini... siamo le prime ad "esibirci" come animali da circo, vendendoci al miglior offerente. Finché la donna per prima non cambia mentalità, non credo che le cose potranno mai cambiare...
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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            • okno
              Party Crasher
              • 30/03/06
              • 15292

              #7
              Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
              Beh, a parole siamo tutti politicamente correttissimi, magari anche in buona fede, solo che nei fatti discriminiamo, senza neanche rendercene conto. Puoi ben proclamare di non essere razzista, ma se tua figlia ti fa vedere la foto del ragazzo che le piace, quello è di colore ed a te prende un colpo, vuol dire che un po' lo sei.
              Non importa, avrò pure il diritto di cedere al demone del razzismo ogni tanto pure io.

              Che poi scommetto che anche fosse bianco ma con la cresta in testa e piercing ovunque mi prenderebbe un colpo lo stesso, non penso sia l'esempio giusto.

              Quello che voglio dire è che non possiamo evitare che succeda a noi personalmente di discriminare, le istituzioni però devono operare affinché si rispettino le pari opportunità, si tratti di legiferare o di insegnare dalle scuole elementari che siamo allo stesso livello.

              Io sono addirittura convinto che nel mio piccolo qualcosa stia facendo alla causa. Anche perché, parliamoci chiaro, se aspettiamo che siano le donne a pensarci state fresche.
              "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


              -=1313=-

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                Alle donne riesce molto difficile allearsi, pensano piu' a fregare l'ipotetica rivale che a raggiungere i propri obiettivi.

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                • nahui
                  Astensionista

                  • 05/03/09
                  • 21040

                  #9
                  Se, vi piacerebbe. Tutte a fare la lotta nel fango per il fallo o una sua sublimazione. Per fare un discorso serio è meglio lasciare da parte tutti i luoghi comuni, su entrambi i sessi. Parliamo di individui.
                  Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                  (George Bernard Shaw)

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                  • Mina.
                    Heating up
                    • 29/06/10
                    • 1296

                    #10
                    Sono un po' combattuta sull'argomento, perchè quando si parla di femminismo sento tutti dire una cosa diversa e tutti con la convinzione granitica che quello che pensano sia la cosa giusta, e forse questo è parte del problema.
                    C'è chi è convinto che le donne debbano fare le mamme, chi che debbano lavorare e collaborare con l'uomo, chi pensa che siano diverse dagli uomini e chi che siano uguali, chi dice che la colpa di come vanno le cose adesso sia delle donne che non sono abbastanza femministe. Io quand'ero adolescente ho sviluppato una forte avversione verso il modello di donna patriarcale e ho passato diversi anni ad essere rancorosa nei confronti del mondo, aggressiva specialmente nei confronti degli uomini interpretando molti dei loro comportamenti come un'espressione di arroganza o mancanza di rispetto nei miei confronti in quanto donna, senza rendermi conto di essere diventata prigioniera del pregiudizio, che si è tradotto nel costante bisogno di dimostrare a tutti che io ero capace, anche se ero donna. Ancora adesso ogni tanto ci casco, ma ci sto lavorando.
                    Ora, sono diventata più o meno allergica all'argomento, e non perchè penso che sia poco importante, semplicemente mi sono stancata del modo in cui se ne parla, da tutte le parti, per farla breve mi sono magistralmente rotta il cazzo di sentire dire a tutti quanti che cosa una donna dovrebbe essere, sminuzzandola al microscopio alla ricerca della verità riguardo l'identità femminile, o riguardo l'esistenza dell'identità femminile. Ho conosciuto donne quarantenni che vivono da sole e sono felici di non essersi mai sposate, altre di trenta sposate con figli che amano fare le mamme e se potessero fare le casalinghe lo farebbero, e penso che ciascuna di queste andrebbe rispettata. Più in generale, penso che ogni persona andrebbe rispettata, e dovrebbe esserle concessa la possibilità di crearsi la propria indipendenza e ritagliarsi il proprio spazio all'interno della società un po' dove vuole.
                    A questo proposito, credo che il “femminismo” abbia fatto uno sbaglio, perchè ha messo le donne in competizione con gli uomini invece di chiedere il riconoscimento del lavoro che le donne hanno sempre svolto. Perchè alla fine tutto si riduce alla possibilità di essere indipendenti, una volta che hai quello tutte le altre libertà vengono di conseguenza, gli equilibri cambiano e la società lentamente si riassetta da sé.

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                    • okno
                      Party Crasher
                      • 30/03/06
                      • 15292

                      #11
                      Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                      Se, vi piacerebbe. Tutte a fare la lotta nel fango per il fallo o una sua sublimazione. Per fare un discorso serio è meglio lasciare da parte tutti i luoghi comuni, su entrambi i sessi. Parliamo di individui.
                      Si ma la mia era una battuta, ho scordato l'ASCII del sarcmark.
                      "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


                      -=1313=-

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                      • Kyra
                        Disappointed Idealist
                        • 24/10/05
                        • 22455

                        #12
                        Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio
                        Non credo che le femministe di oggi abbiano le stesse rivendicazioni e ragion d'essere di quelle di un secolo fa. Tolto il fenomeno di costume, se non proprio il costume, ormai resta ben poco.
                        A meno che la battaglia contro la violenza sulle donne non sia qualcosa che riguarda le femministe in quanto tali, piuttosto che la società intera, già oggi per certi versi la donna è più tutelata dell'uomo. Vedi come vanno a finire le cause di divorzio, con l'affido dei figli e un sostanzioso assegno di mantenimento (a tutto favore del lavoro nero oltretutto), ma anche i contributi a fondo perduto per l'imprenditoria femminile.
                        Poi se vogliamo mettiamoci pure la politica sociale nulla da parte dello stato italiano, per cui fare figli al giorno d'oggi è diventata un'impresa da eroi, ma nemmeno questo fenomeno mi sembra colpire solo le donne, bensì la famiglia in genere.
                        Non so perchè il tuo commento mi dia tanto fastidio, forse perchè non me lo aspettavo. Non da te, non in questi toni.
                        Ovviamente il fatto che ti dia del tu lo fa sembrare molto personale, e non siamo certo in intimi rapporti.

                        Credo che tu abbia risposto troppo in fretta.

                        Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                        Beh, a parole siamo tutti politicamente correttissimi, magari anche in buona fede, solo che nei fatti discriminiamo, senza neanche rendercene conto. Puoi ben proclamare di non essere razzista, ma se tua figlia ti fa vedere la foto del ragazzo che le piace, quello è di colore ed a te prende un colpo, vuol dire che un po' lo sei.
                        Fino ad una decina d'anni fa mi proclamavo contraria al femminismo, sostenevo anzi di essere maschilista La mia generazione è cresciuta con diritti acquisiti, le femministe anni '70 ci sembravano folkloristiche: loro bruciavano i reggiseni, noi compravamo il Wonderbra. Invece dopo una quarantina d'anni di "diritti" e "parità", un paio di generazioni di maschi che avrebbero dovuto essere educati da madri consapevoli, scopriamo che in fondo si è trattato di un inganno, che la libertà sessuale si è tradotta in mercificazione del corpo, e comunque le donne libere sempre puttane sono. Poi i femminicidi, la difficoltà di applicare le leggi sull'aborto e sulla contraccezione di emergenza a causa degli obiettori, l'abbandono del lavoro, i neonati che ancora muoiono nei cassonetti, le donne politiche oggetto di studi di moda e scoop col gelato...
                        E poi sono diventata grande, ed ho una figlia. E sono diventata consapevole del recinto in cui sono vissuta, del fatto che la mia carriera si è arrestata quando ho avuto un figlio, del fatto che nove volte su dieci nei pranzi di famiglia non dico quello che penso, ecc. ecc. ecc.
                        Nel nostro dialetto c'è una parola che descrive la donna, la moglie, la figlia perfetta: 'ngarbata, cioè "garbata", dolce, gentile, abile in cucina e nei lavori domestici, premurosa, attenta e modesta. E' questo il recinto che ho avuto: la porta è aperta, ma per avere amore ed approvazione ci devi stare dentro, spesso in competizione con le altre a chi è più 'ngarbata.
                        Al pensioero che mia figlia debba affrontare lo stesso ricatto e lavaggio del cervello mi si ritorcono le budella. Quindi sì, sono femminista.
                        Buon pranzo !
                        Io non posso darti 10 e lode perchè sono un uomo e tu sei una donna, quindi ti dò un 7.

                        Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
                        A me hanno dato gran noia le quote rosa.
                        Trovo che l'essere considerate come in via di estinzione sia una delle cose più strane che le donne abbiano vissuto.
                        Inoltre questo criterio è diventato in breve tempo ecumenico, inglobando soggetti senza nessuna capacità particolare in ambiti in cui, sicuramente, non meritavano di stare.
                        C'è sempre il rischio di diventare troppo aperti dopo essere stati così fortemente chiusi e proprio in quel momento si fa un grosso danno alla società e ai soggetti che si intende "preservare" dopo essersi accorti di aver avuto comportamenti discutibili per decenni.
                        Così , oltre a non favorire nessuno, si arricciano nasi e si rende un non servizio alla "categoria"
                        Perché è stata proprio questa la novità delle quote rosa: le donne sono diventate una categoria. Non persone di genere femminile, ma in fila dopo le foche, i panda, le tigri, i giocattoli che non fanno più, i gelati che non vengono più prodotti e i cartoni animati anni '80.
                        Noi siamo lì e ci hanno concesso, con tanto di approvazione da parte di molte donne, un tot di spazio.
                        Considerazioni in ordine sparso:

                        - non credo che il problema siano state le quote rosa in quanto tali, se ci penso razionalmente erano un ottimo modo di inserire immediatamente persone capaci in ambienti mono-maschili, una cosa altrimenti impossibile in altro modo;

                        - sicuramente l'applicazione è stata una serie di pessime decisioni (indovinate prese da chi?) non del tutto involontarie;

                        - non sono certo state le quote rosa a categorizzare o oggettificare le donne, temo, anzi.. dimostrano solo come un'ottima idea, a livello razionale, venga facilmente distrutta e snaturata da sovrastrutture patriarcali.
                        I'm laying down, eating snow
                        My fur is hot, my tongue is cold
                        On a bed of spider web
                        I think of how to change myself

                        A lot of hope in a one man tent
                        There's no room for innocence
                        So take me home before the storm
                        Velvet mites will keep us warm.

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                        • Kyra
                          Disappointed Idealist
                          • 24/10/05
                          • 22455

                          #13
                          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                          Ho vissuto più o meno lo stesso percorso. Cresciuta in una famiglia fondamentalmente fascista e dal regime totalitario, anch'io mi sono sempre proclamata contraria al femminismo. Lo trovavo assurdo, quasi ridicolo. Mi sono sempre detta che scendere in piazza a bruciar reggiseni non avrebbe assolutamente risolto nulla.
                          Poi mi sono scontrata col mondo del lavoro, in un ambiente maschilista fino al midollo, dove tu donna vali meno per principio. Mi sono scontrata con le pretese di uomini che ti calpestano senza batter ciglio per fare carriera, sostenendo di essere migliori di te solo perché sono uomini. Che pensano di poterti trattare come un oggetto sessuale, come un orpello, come una parte dell'arredamento, mentre tu sgomiti per tenerti stretto il tuo posto e per portare avanti la tua carriera facendo il triplo della fatica che fa un uomo.
                          Ciò detto concordo con Bauxite: le lotte pseudofemministe di questi anni hanno solo danneggiato la categoria "donna", relegandola al ruolo di una specie protetta, da preservare. Creando una discriminazione a mio avviso ancora più grave: nel momento in cui etichetti qualcuno, lo discrimini, c'è poco da fare.
                          Non so se sono femminista. Se lo sono, sono una femminista atipica, perché preferisco combattere le mie battaglie ogni giorno dall'interno, dall'ambiente in cui lavoro e vivo, piuttosto che scendere per strada a urlare.
                          Alla fine credo che le donne siano le principali nemiche di se stesse, oggi. Consentiamo che il nostro corpo venga mercificato come un oggetto, lasciamo che sia una sorta di trofeo per gli uomini... siamo le prime ad "esibirci" come animali da circo, vendendoci al miglior offerente. Finché la donna per prima non cambia mentalità, non credo che le cose potranno mai cambiare...
                          Secondo me, visto che hai già fatto tanta strada partendo da una base che tu stessa definisci fascista, potresti fare il miglio in più e non cadere nella trappola di trovare colpevole il comportamento delle vittime.
                          I miei due centesimi, ovviamente.

                          Originariamente Scritto da Mina. Visualizza Messaggio
                          Sono un po' combattuta sull'argomento, perchè quando si parla di femminismo sento tutti dire una cosa diversa e tutti con la convinzione granitica che quello che pensano sia la cosa giusta, e forse questo è parte del problema.
                          C'è chi è convinto che le donne debbano fare le mamme, chi che debbano lavorare e collaborare con l'uomo, chi pensa che siano diverse dagli uomini e chi che siano uguali, chi dice che la colpa di come vanno le cose adesso sia delle donne che non sono abbastanza femministe. Io quand'ero adolescente ho sviluppato una forte avversione verso il modello di donna patriarcale e ho passato diversi anni ad essere rancorosa nei confronti del mondo, aggressiva specialmente nei confronti degli uomini interpretando molti dei loro comportamenti come un'espressione di arroganza o mancanza di rispetto nei miei confronti in quanto donna, senza rendermi conto di essere diventata prigioniera del pregiudizio, che si è tradotto nel costante bisogno di dimostrare a tutti che io ero capace, anche se ero donna. Ancora adesso ogni tanto ci casco, ma ci sto lavorando.
                          Ora, sono diventata più o meno allergica all'argomento, e non perchè penso che sia poco importante, semplicemente mi sono stancata del modo in cui se ne parla, da tutte le parti, per farla breve mi sono magistralmente rotta il cazzo di sentire dire a tutti quanti che cosa una donna dovrebbe essere, sminuzzandola al microscopio alla ricerca della verità riguardo l'identità femminile, o riguardo l'esistenza dell'identità femminile. Ho conosciuto donne quarantenni che vivono da sole e sono felici di non essersi mai sposate, altre di trenta sposate con figli che amano fare le mamme e se potessero fare le casalinghe lo farebbero, e penso che ciascuna di queste andrebbe rispettata. Più in generale, penso che ogni persona andrebbe rispettata, e dovrebbe esserle concessa la possibilità di crearsi la propria indipendenza e ritagliarsi il proprio spazio all'interno della società un po' dove vuole.
                          Questa prima parte mi sembra fantastica, e riesco ad immedesimarmi completamente in quello che dici.

                          Originariamente Scritto da Mina. Visualizza Messaggio
                          A questo proposito, credo che il “femminismo” abbia fatto uno sbaglio, perchè ha messo le donne in competizione con gli uomini invece di chiedere il riconoscimento del lavoro che le donne hanno sempre svolto. Perchè alla fine tutto si riduce alla possibilità di essere indipendenti, una volta che hai quello tutte le altre libertà vengono di conseguenza, gli equilibri cambiano e la società lentamente si riassetta da sé.
                          L'unico neo lo trovo qui. Non credo che sia il "femminismo" ad aver sbagliato. Il femminismo in quanto movimento non è altro che l'espressione delle idee delle persone che lo sostengono, e ovviamente le persone possono sbagliare. Se c'è un errore è da ricercarlo nelle idee, e negli ambienti dove queste idee nascono e vengono raffinate.

                          Credo fermamente che i femministi, intendendo tutte le persone che in qualche modo sono attive all'interno della lotta alle ineguaglianze di genere, non siano perfetti e che siano anche loro vittime di sacrosante trappole mentali ed ideologiche, ma sono anche convinto che abbiano fondamentalmente ragione.
                          I'm laying down, eating snow
                          My fur is hot, my tongue is cold
                          On a bed of spider web
                          I think of how to change myself

                          A lot of hope in a one man tent
                          There's no room for innocence
                          So take me home before the storm
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                          • BiO-dEiStA
                            Eufonista
                            • 22/02/10
                            • 5403

                            #14
                            Originariamente Scritto da Kyra Visualizza Messaggio
                            Non so perchè il tuo commento mi dia tanto fastidio, forse perchè non me lo aspettavo. Non da te, non in questi toni.
                            Ovviamente il fatto che ti dia del tu lo fa sembrare molto personale, e non siamo certo in intimi rapporti.

                            Credo che tu abbia risposto troppo in fretta.
                            Bah.
                            Secondo me il fatto puro e semplice è un altro: solo chi è coglione può fare solo il coglione.
                            Originariamente Scritto da Careful with that
                            i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                            Originariamente Scritto da Ned Flanders
                            Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

                            Comment

                            • Bauxite
                              Cosmo-Agonica

                              • 25/12/09
                              • 36341

                              #15
                              Considerazioni in ordine sparso:

                              - non credo che il problema siano state le quote rosa in quanto tali, se ci penso razionalmente erano un ottimo modo di inserire immediatamente persone capaci in ambienti mono-maschili, una cosa altrimenti impossibile in altro modo;

                              - sicuramente l'applicazione è stata una serie di pessime decisioni (indovinate prese da chi?) non del tutto involontarie;

                              - non sono certo state le quote rosa a categorizzare o oggettificare le donne, temo, anzi.. dimostrano solo come un'ottima idea, a livello razionale, venga facilmente distrutta e snaturata da sovrastrutture patriarcali.
                              Io non ho scritto che le quote rosa siano un problema, a me danno noia per i motivi che ho scritto.
                              La categoria del "salvatele" invece l'hanno creata, ma ovviamente è una sotto categoria.

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