Riporto brevemente l'intro che si puo' trovare su wikipedia alla voce femminismo:
Nella mia esperienza il solo parlare di femminismo fa esplodere pressochè istantaneamente tutte le sfumature maschiliste che si annidano nelle pieghe comportamentali delle persone (me incluso), e sono certo che questo thread non farà eccezione. Tuttavia lo trovo terapeutico in quanto in un modo o nell'altro parlarne puo' scatenare un sincero esame delle proprie idee, dei propri preconcetti, della propria cultura. Spesso diamo per scontato di essere le persone migliori che possiamo essere, ed altrettanto spesso crediamo a questa roboante cazzata.
Passiamo agli spunti per la discussione.
Quando sentite parlare di femminismo qual è la vostra prima reazione? A cos'è che pensate?
Vi schierate pro o contro? O non avvertite la necessità di avere un'opinione a riguardo?
« Il femminismo è stato il primo momento politico di critica storica alla famiglia e alla società »
(Manifesto di Rivolta femminile, luglio 1970)
Con il termine femminismo, generalmente, si può indicare:
- la posizione o atteggiamento di chi sostiene la parità politica, sociale ed economica tra i sessi, ritenendo che le donne siano state e siano tuttora, in varie misure, discriminate rispetto agli uomini e ad essi subordinate;
- la convinzione che il sesso biologico non dovrebbe essere un fattore predeterminante che modella l'identità sociale o i diritti sociopolitici o economici della persona;
- il movimento politico, culturale e sociale, nato storicamente durante l'Ottocento, che ha rivendicato e rivendica pari diritti e dignità tra donne e uomini e che - in vari modi - si interessa alla comprensione delle dinamiche di oppressione di genere.
Il femminismo è un movimento complesso ed eterogeneo che si è sviluppato con caratteristiche peculiari in ogni paese ed epoca. Molti fattori contribuiscono a definire e ridefinire il concetto di femminismo e le pratiche politiche ad esso connesse (ad esempio classe, etnia, sessualità). Al suo interno ci sono quindi diverse posizioni e approcci teorici, tant'è che ad oggi alcune studiose, teoriche e/o militanti femministe parlano di femminismi.
In particolare esistono teorie contrastanti riguardo l'origine della subordinazione delle donne ed in merito al tipo di percorso che dovrebbe essere portato avanti per liberarsene: se lottare solo per le pari opportunità tra uomini e donne, se criticare radicalmente le nozioni di "identità sessuale" e "identità di genere", oppure - ancora - se eliminare alla radice i ruoli e quindi tale subordinazione.
(Manifesto di Rivolta femminile, luglio 1970)
Con il termine femminismo, generalmente, si può indicare:
- la posizione o atteggiamento di chi sostiene la parità politica, sociale ed economica tra i sessi, ritenendo che le donne siano state e siano tuttora, in varie misure, discriminate rispetto agli uomini e ad essi subordinate;
- la convinzione che il sesso biologico non dovrebbe essere un fattore predeterminante che modella l'identità sociale o i diritti sociopolitici o economici della persona;
- il movimento politico, culturale e sociale, nato storicamente durante l'Ottocento, che ha rivendicato e rivendica pari diritti e dignità tra donne e uomini e che - in vari modi - si interessa alla comprensione delle dinamiche di oppressione di genere.
Il femminismo è un movimento complesso ed eterogeneo che si è sviluppato con caratteristiche peculiari in ogni paese ed epoca. Molti fattori contribuiscono a definire e ridefinire il concetto di femminismo e le pratiche politiche ad esso connesse (ad esempio classe, etnia, sessualità). Al suo interno ci sono quindi diverse posizioni e approcci teorici, tant'è che ad oggi alcune studiose, teoriche e/o militanti femministe parlano di femminismi.
In particolare esistono teorie contrastanti riguardo l'origine della subordinazione delle donne ed in merito al tipo di percorso che dovrebbe essere portato avanti per liberarsene: se lottare solo per le pari opportunità tra uomini e donne, se criticare radicalmente le nozioni di "identità sessuale" e "identità di genere", oppure - ancora - se eliminare alla radice i ruoli e quindi tale subordinazione.
Nella mia esperienza il solo parlare di femminismo fa esplodere pressochè istantaneamente tutte le sfumature maschiliste che si annidano nelle pieghe comportamentali delle persone (me incluso), e sono certo che questo thread non farà eccezione. Tuttavia lo trovo terapeutico in quanto in un modo o nell'altro parlarne puo' scatenare un sincero esame delle proprie idee, dei propri preconcetti, della propria cultura. Spesso diamo per scontato di essere le persone migliori che possiamo essere, ed altrettanto spesso crediamo a questa roboante cazzata.
Passiamo agli spunti per la discussione.
Quando sentite parlare di femminismo qual è la vostra prima reazione? A cos'è che pensate?
Vi schierate pro o contro? O non avvertite la necessità di avere un'opinione a riguardo?


La mia generazione è cresciuta con diritti acquisiti, le femministe anni '70 ci sembravano folkloristiche: loro bruciavano i reggiseni, noi compravamo il Wonderbra. Invece dopo una quarantina d'anni di "diritti" e "parità", un paio di generazioni di maschi che avrebbero dovuto essere educati da madri consapevoli, scopriamo che in fondo si è trattato di un inganno, che la libertà sessuale si è tradotta in mercificazione del corpo, e comunque le donne libere sempre puttane sono. Poi i femminicidi, la difficoltà di applicare le leggi sull'aborto e sulla contraccezione di emergenza a causa degli obiettori, l'abbandono del lavoro, i neonati che ancora muoiono nei cassonetti, le donne politiche oggetto di studi di moda e scoop col gelato...
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