C'era una volta un politico autodefinitosi rottamatore che se ne avesse avuto la possibilità, a suo dire, avrebbe cambiato radicalmente le cose, come le avrebbe dette un buon populista. Nonostante democraticamente non gli sia stato consentita tale possibilità, per altre vie è divenuto il deus ex machina della nostra nazione da circa 3 anni.
Si, qualcosa l'ha fatta, dimostrativamente, ma non di certo gli sfaceli promessi e quello che ha fatto è stato realizzato con gli antichi sistemi delle consorterie deludendo sempre più platea e loggione privilegiando l'elite.
La miglior risposta al suo operato l'ha ottenuta nella giornata di ieri, allorquando i cittadini delle 4 più importanti città italiane hanno scelto le amministrazioni locali, preferendo a Torino, Roma e Napoli altri populisti, con largo margine e se Milano, con stretto margine, ha preferito una sua 'creatura', lo ha fatto per contrastare definitivamente un'armata brancaleonina che si autodefinisce 'centro destra'.
Di certo Roma, dopo gli scandali alla regione, la fallimentare gestione Alemanno che subentrava ad un commissario straordinario (Morcone), e la successiva gestione di Ignazio Marino che ha fatto emergere mille e mille retroscena, senza che s'intervenisse in maniera drastica, non poteva dare ulteriore credito a destra e sinistra.
Napoli aveva già dato una risposta analoga 5 anni fa, ma nessun nome valido, sia di destra che di sinistra si è fatto avanti, anzi hanno anche ostacolato possibili revival, favorendo chi ha avuto come slogan 'comune derenzizzato'.
Anche a Torino hanno voluto cambiare, hanno preteso qualcosa di nuovo, che smuovesse la stasi ed il solito tran tran creatosi, mentre a Milano è stato scelto con cura il candidato, in colui che aveva svolto egregiamente il compito di gestire l'EXPO ed il suo successo.
E' vero che a Roma ed a Torino andrà in scena "La corrida", dilettanti allo sbaraglio, ma non credo che andrà peggio di come va oggi.
Si, qualcosa l'ha fatta, dimostrativamente, ma non di certo gli sfaceli promessi e quello che ha fatto è stato realizzato con gli antichi sistemi delle consorterie deludendo sempre più platea e loggione privilegiando l'elite.
La miglior risposta al suo operato l'ha ottenuta nella giornata di ieri, allorquando i cittadini delle 4 più importanti città italiane hanno scelto le amministrazioni locali, preferendo a Torino, Roma e Napoli altri populisti, con largo margine e se Milano, con stretto margine, ha preferito una sua 'creatura', lo ha fatto per contrastare definitivamente un'armata brancaleonina che si autodefinisce 'centro destra'.
Di certo Roma, dopo gli scandali alla regione, la fallimentare gestione Alemanno che subentrava ad un commissario straordinario (Morcone), e la successiva gestione di Ignazio Marino che ha fatto emergere mille e mille retroscena, senza che s'intervenisse in maniera drastica, non poteva dare ulteriore credito a destra e sinistra.
Napoli aveva già dato una risposta analoga 5 anni fa, ma nessun nome valido, sia di destra che di sinistra si è fatto avanti, anzi hanno anche ostacolato possibili revival, favorendo chi ha avuto come slogan 'comune derenzizzato'.
Anche a Torino hanno voluto cambiare, hanno preteso qualcosa di nuovo, che smuovesse la stasi ed il solito tran tran creatosi, mentre a Milano è stato scelto con cura il candidato, in colui che aveva svolto egregiamente il compito di gestire l'EXPO ed il suo successo.
E' vero che a Roma ed a Torino andrà in scena "La corrida", dilettanti allo sbaraglio, ma non credo che andrà peggio di come va oggi.

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