Ma infatti, la musica è un fatto soggettivo (diversamente mi è difficile comprendere come tu possa anche solo accostare Telemann a Haendel!). Quando parlavo di cavillare non mi stavo riferendo a te, ma agli "strutturalisti" della domenica, che prendono un brano, lo fanno a pezzettini, e poi tirano conclusioni che non interessano a nessuno. C'è gente che ama Verdi, e chi lo detesta, lo stesso con Wagner, Rossini, Cajkovskij, Mahler, Chopin etc. etc. Ovvio che la musica sia un fatto soggettivo...
Riflessione pre-prandiale
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hmmm... no, qui sbagli;Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza MessaggioMa infatti, la musica è un fatto soggettivo (diversamente mi è difficile comprendere come tu possa anche solo accostare Telemann a Haendel!). Quando parlavo di cavillare non mi stavo riferendo a te, ma agli "strutturalisti" della domenica, che prendono un brano, lo fanno a pezzettini, e poi tirano conclusioni che non interessano a nessuno. C'è gente che ama Verdi, e chi lo detesta, lo stesso con Wagner, Rossini, Cajkovskij, Mahler, Chopin etc. etc. Ovvio che la musica sia un fatto soggettivo...
la musica è un fatto soggettivo in termini di relazione tra l'educazione e la capacità di comprensione del testo: se tu puoi apprezzare una poesia in russo e io no, quanto a ritmo, allitterazioni, elementi retorici e musicali che si perderebbero nella traduzione, non vuol dire che quella poesia abbia meno qualità oggettive;
per fare lo strutturalista non basta la domenica; ci vuole una notevole padronanza della materia; piaccia o meno, la scienza dell'analisi musicale spiega molto delle reazioni emotive, anche se ciò può sembrarti spoetizzante;
il tuo errore è pensarla come metro di valutazione, quando è solo spiegazione di certi meccanismi;
per dire, Debussy, che ti lascia fredda, è un genio della sospensione delle risoluzioni di frase, con quelle scale esatonali che rimandano continuamente, come un'amante che prolunghi l'atto; il piacere consiste nel riempire tu, con la tua immaginazione, il vuoto che lascia, con le note che la tua sensibilità ed educazione hanno appreso come necessarie; se prima hai ascoltato tanto Wagner, prestando attenzione agli sviluppi orchestrali, quel sistema ti appare chiaro e immediato, come il passo successivo; Verdi, invece, più abitualmente, si addice agli amanti della sveltina
c'è del lardo in Garfagnana
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Visto che ti ho messo in palese affanno con le citazioni di Mozart e Beethoven (hai risposto alla Cono) ma ho deciso di non infierire, mi sembra di avere il diritto a utilizzarne una terza.
"Esistono due categorie di opere d'arte: quelle che mi piacciono e quelle che non mi piacciono. Non conosco nessun altro criterio" (Cekhov).
semel in anno licet insanire, cotidie melius
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Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza MessaggioVisto che ti ho messo in palese affanno con le citazioni di Mozart e Beethoven (hai risposto alla Cono) ma ho deciso di non infierire, mi sembra di avere il diritto a utilizzarne una terza.
"Esistono due categorie di opere d'arte: quelle che mi piacciono e quelle che non mi piacciono. Non conosco nessun altro criterio" (Cekhov).
E no, qua intervengo e contesto la frase di Cehkov e la trasformo in "Esistono due categorie di opere d'arte, quelle che capisco e quelle che non capisco"
La parola ARTE si applica ai risultati di troppi mestieri diversi, cito, ad esempio, un 'maestro d'ascia' in un cantiere navale, ed è indubbio che il suo lavoro siaun'operad'arte, ma troppo spesso, nell'epoca moderna, si swpacciano per capolavori d'arte, opere incomprensibili edanche il settore musicale non è stato esente da questo inesorabile progresso, con le pagine di musica dodecafonica, che per ne diventa più brevemente, musica cafonica.
Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace.Pánta rhêi hōs potamós
arecata è il 2° nick-name di Blasel
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Guardi che è esattamente quello che dice Cekhov!Originariamente Scritto da arecata Visualizza MessaggioE no, qua intervengo e contesto la frase di Cehkov e la trasformo in "Esistono due categorie di opere d'arte, quelle che capisco e quelle che non capisco"
La parola ARTE si applica ai risultati di troppi mestieri diversi, cito, ad esempio, un 'maestro d'ascia' in un cantiere navale, ed è indubbio che il suo lavoro siaun'operad'arte, ma troppo spesso, nell'epoca moderna, si swpacciano per capolavori d'arte, opere incomprensibili edanche il settore musicale non è stato esente da questo inesorabile progresso, con le pagine di musica dodecafonica, che per ne diventa più brevemente, musica cafonica.
Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace.
semel in anno licet insanire, cotidie melius
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non lo volevo dire, per rispetto, ma sei proprio tu che hai risposto alla Cono, citando per autoritàOriginariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza MessaggioVisto che ti ho messo in palese affanno con le citazioni di Mozart e Beethoven (hai risposto alla Cono) ma ho deciso di non infierire, mi sembra di avere il diritto a utilizzarne una terza.
"Esistono due categorie di opere d'arte: quelle che mi piacciono e quelle che non mi piacciono. Non conosco nessun altro criterio" (Cekhov).
senza confutare in modo puntuale;
e tantomeno questo mi crea affanno; prima di tutto perché sono consapevole dei miei limiti; in secondo luogo perché ho comunque una certa padronanza tecnica della materia e del linguaggio in cui essa si esprime;
infatti, mi puoi rispondere solo per affermazioni arbitrarie, poetiche se vuoi; ma le questioni di linguaggio mostrano indiscutibilmente profili oggettivi;
mi diverto parecchio con la musica, perché ci sono praticamente nato; con l'eccezione di mio padre, in famiglia sono tutti musicisti, dilettanti o professionisti; uno fu direttore della Scala e per 29 anni dell'Opera di Budapest, miglior amico di Bàrtok e scopritore della Callas, che aveva come cameriera durante un soggiorno a NY e inviò nella sua città natale, Verona, per un provino;
da quando sono nato ho sempre ascoltato musica, letteralmente tutto il giorno, da Wagner a Moskowitz, dai Beatles a Kurt Weill e Brubeck; poi ho studiato chitarra jazz e relativa teoria;
per me è come un bel gioco, un piacere, e non certo un investimento identitario di spiritualità nobilitata e snob; perciò non vado certo in affanno se devo argomentare l'eventuale scarso interesse che mi può suscitare qualche mostro sacro o la predilezione per l'opera di qualcuno considerato "minore";
me ne strabatto altamente le palle, perché, almeno in questa materia, sono in grado di esprimere giudizi, giusti o sbagliati, criticabili, ma fondati comunque su valutazioni consapevoli e non su riverenza nei confronti di feticci di nobiltà artistica.c'è del lardo in Garfagnana
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Ecco, ti sei scaldato...
Le citazioni per autorità mostrano indiscutibilmente profili oggettivi... Parlando seriamente: mi pare che entrambi eccediamo in direzioni opposte, tu per tecnicismo, io per sensibilità.semel in anno licet insanire, cotidie melius
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un po' sì, ma non certo per amor proprio;Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza MessaggioEcco, ti sei scaldato...
non amo l'idea snob della "frequentazione dell'arte" come promozione identitaria; ripeto, per me è un bel gioco, divertente, come una pratica artigianale; come musicista sono consapevole di non avere alcun talento, ma anche di essere in grado di riconoscere quello altrui in una buona misura;
dipende a che titolo si esprime l'autorità, e con quali argomenti;Le citazioni per autorità mostrano indiscutibilmente profili oggettivi...
la musicologia studia il linguaggio in un modo scientifico, verificabile e confutabile; ovviamente si tratta solo di uno strumento per la comprensione, non certo per attribuire patenti universali di poeticità;
è una distinzione che non ha senso; la sensibilità dipende dall'educazione, la quale a sua volta è una questione tecnica;Parlando seriamente: mi pare che entrambi eccediamo in direzioni opposte, tu per tecnicismo, io per sensibilità.
sei molto coinvolta identitariamente nella musica, perciò è un percorso scomodo;
ma se parlassimo di grammatica e sintassi in relazione alle capacità di fruire di un testo poetico la questione ti apparirebbe semplicissima:
leggi Leopardi ad un analfabeta che dispone di un vocabolario ridottissimo - cioè, tecnicamente impreparato - e poi mi racconti
c'è del lardo in Garfagnana
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Sottoscrivo. La musica, a prescindere dal fatto che esiste comunque una oggettiva capacità tecnica da parte di chi la esegue, è solo una questione di sensibilità. Di quanto sa colpirti le corde dell'anima. Inutile disquisire sui "meccanismi del piacere dell'ascolto". Che sono completamente differenti da un soggetto all'altro, per questioni culturali, educazionali e quant'altro. Ognuno ha una propria sensibilità musicale.Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio«Händel capisce gli effetti meglio di chiunque di noi. Quando compone, lui colpisce come un colpo di tuono" (Mozart).
"Il maestro di tutti noi ... il più grande compositore che sia mai vissuto. Vorrei scoprirmi la testa e inginocchiarmi davanti alla sua tomba" (Beethoven).
Non so quali fossero le aspettative di questi due signori rispetto alla musica di Haendel... Io mi limito ad ascoltare la mia sensibilità rispetto a un brano, senza cavillare si strutture o sistemi. Il cuore, in campo musicale, per me è il miglior giudice. Forse è per questo che, PER ME, certi brani di Haendel mi arrivano in fondo all'anima mentre il brano di Debussy postato da arecata mi lascia freddo come il ghiaccio.
Per me la musica è anche un modo per accompagnare diversi momenti della mia giornata. Ieri mentre facevo i mestieri mi ascoltavo le Nozze di Figaro a tutto volume. Mentre scrivo (vabbè in questo momento ascolto il tg) mi faccio accompagnare dal metal. Altre volte pulisco al ritmo del rock leggero. Dipende da tante cose.
La musica piace nella misura delle sensazioni che ci provoca in quel momento.“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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Vedi, la grammatica e la sintassi della musica sono una cosa assai spinosa... Già il grande Buscaroli ironizzava su quelli che pretendevano di equiparare Bach a Telemann o Mozart a suoi oscuri contemporanei proprio in base al linguaggio musicale.
Non credo affatto che la sensibilità dipenda dall'educazione. Si sono visti fior di caproni sciogliersi in lacrime davanti a una lied. Famoso è il caso di Tolstoj, un vero caprone musicale, pescato a frignare come un marmocchio durante un concerto del Cajk...semel in anno licet insanire, cotidie melius
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nell'ambito di una comune cultura, la sensibilità è quasi sempre comune, come base essenziale;Originariamente Scritto da dark lady Visualizza MessaggioSottoscrivo. La musica, a prescindere dal fatto che esiste comunque una oggettiva capacità tecnica da parte di chi la esegue, è solo una questione di sensibilità. Di quanto sa colpirti le corde dell'anima. Inutile disquisire sui "meccanismi del piacere dell'ascolto". Che sono completamente differenti da un soggetto all'altro, per questioni culturali, educazionali e quant'altro. Ognuno ha una propria sensibilità musicale.
al punto che si possono attribuire prerogative (quasi) assolute alle tonalità di chiave;
certamente alcune cadenze e relazioni di intervalli hanno proprietà fisiche naturali tali da indurre determinate emozioni in misura statisticamente rilevante;
i meccanismi del piacere dell'ascolto non sono affatto diversi a seconda del soggetto; possono essere diverse le singole relazioni tonali e di intervallo che suscitano quella reazione, ma questo non smentisce certo la regola dell'"attesa e risposta" come modulazione del piacere musicale.c'è del lardo in Garfagnana
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altra autorità, senza argomentazione tecnica; facile ironizzare così...Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza MessaggioVedi, la grammatica e la sintassi della musica sono una cosa assai spinosa... Già il grande Buscaroli ironizzava su quelli che pretendevano di equiparare Bach a Telemann o Mozart a suoi oscuri contemporanei proprio in base al linguaggio musicale.
non confondere le carte:Non credo affatto che la sensibilità dipenda dall'educazione. Si sono visti fior di caproni sciogliersi in lacrime davanti a una lied. Famoso è il caso di Tolstoj, un vero caprone musicale, pescato a frignare come un marmocchio durante un concerto del Cajk...
è ovvio che la musica possa emozionare anche chi non la conosca come linguaggio;
esattamente come un semi-illetterato può entusiasmarsi per un romanzetto sentimentale scritto secondo clichés narrativi banali e di facile presa; embè ?
questo non inficia certo la possibilità di stabilire categorie diverse di composizioni in base a criteri oggettivi.c'è del lardo in Garfagnana
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Ma guarda che lui argomenta, è un musicologo mica la Pazza di Acerra... Il discorso che fa è molto complesso (almeno per me), ma se sei interessato lo puoi trovare nella sua monumentale opera su Bach.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioaltra autorità, senza argomentazione tecnica; facile ironizzare così...
semel in anno licet insanire, cotidie melius
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io mi riferivo alla tua citazione, che, non riportando argomentazioni, dismette opinioni altrui senza un possibile contraddittorio.Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza MessaggioMa guarda che lui argomenta, è un musicologo mica la Pazza di Acerra... Il discorso che fa è molto complesso (almeno per me), ma se sei interessato lo puoi trovare nella sua monumentale opera su Bach.c'è del lardo in Garfagnana
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Allora presentami un criterio oggettivo di valutazione...semel in anno licet insanire, cotidie melius
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