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La strage di Nizza
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Seguivo una semplice ed elementare logica che chiunque si sarebbe posto. Proprio ieri verso le ore 18,00 su sky tg24 una giornalista intervistava un tunisino pentito che spiegava le diverse dinamiche come avveniva l'arruolamento di giovani per aderire al daesh. Come si evince non mi sono discostato da quello che ho scritto. Riguardo che ognuno può pensarla diversamente hai ragione, si può dire liberamente che il latte e nero e la pece è bianca, tutto dipende dalle domande che ci si pone e le risposte che ci diamo.
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parole in libertà; la "casta", ecc... le regole costituzionali sono state tutte rispettate; non quelle presunte di chi le ignora, certo;Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza MessaggioPotrei anche darti ragione, se fossimo uno stato di diritto nella realtà e non solo sulla carta. Il primo dei poteri costituzionali è in teoria il popolo, quando il suo solo potere è quello di farsi vessare dai rappresentanti di una casta che non si preoccupa più nemmeno di salvare le apparenze facendosi eleggere. Quindi non solo non lo siamo (e non è mai tardi per citare il vecchio adagio no taxation without representation), ma anche lo stato sociale sta andando allo sfascio: parliamo di pensioni e sanità, ad esempio.
nella sostanza, hai anche il partito del comico, che in piena libertà e legittimità governa città importanti;
se poi quel partito non riesce ad incidere più di tanto è solo perché in realtà è costituito su comuni denominatori fittizi, inadatti a produrre scelte definite, dato che l'elettorato rappresenta interessi disomogenei;
è alla disomogeneità che devi guardare per capire lo stallo democratico e l'inattitudine della società a gestire i conflitti tra interessi costituiti; ma questo dipende dalla natura corporativa della società italiana, che demanda al sottogoverno per prassi note;
idem; anche se si tratta di un'idea che in alcuni frangenti potrebbe avere un senso, poste determinate circostanze, è del tutto arbitrario e fuorviante - nel senso di valutazione di tutte le circostanze rilevanti - come chiave interpretativa; soprattutto alla luce di uno score strategico lineare e perfettamente leggibile - volendolo leggere - di oltre 50 anni;Il calcolo politico c'è senz'altro, ma non penso proprio sia quello che dici tu. Neanche il sistema politico più ferreo può controllare tutto, ma una massa impaurita è decisamente più docile, e le si può imporre misure restrittive facendole passare per necessarie. È già successo e succederà ancora.
l'Occidente, volendo semplificare, ha sperimentato tutte le opzioni di intervento, constatando fallimenti a ripetizione; è del tutto ovvio, se ci si mette nella prospettiva dei pianificatori strategici, prendere in considerazione una strategia defilata che offra meno pretesti possibili e lasci spurgare il potenziale identitario dell'Islam come identità politica all'interno del mondo islamico stesso, investendo nella prospettiva che un conflitto generalizzato e di lungo periodo di cui le stesse opinioni pubbliche dei paesi interessati paghino il prezzo induca alla dismissione di quel potenziale ideologico;
tanto per evitare accuse di supercazzola, se gli attentati e le tensioni azzoppano turismo e redditi, come in Egitto, e come si prevede in Turchia, prima o poi i settori più dinamici e con potenziali di leadership di quelle società una regolata se la devono dare e devono esprimere assetti ideologici congruenti;
a me sembra un calcolo ragionevole e prudente, per quanto possa apparire come una forma di passività; alternative "forti" e identitarie rafforzerebbero a loro volta solo il potenziale identitario di un'ideologia che si avvale di simboli elementari e che sull'elementarità sola può far leva;
beh, se leggi la storia, il più delle volte la pace è accompagnata del progresso sociale e dal ricambio delle élites, mentre le "imprudenze" guidate da quelle stesse élites consentono a quelle di interrompere i processi di ricambio; se tu propugnassi l'audacia rivoluzionaria di élites realmente alternative, che esprimono prospettive ideologiche sostanzialmente diverse e nuove - per dire, movimenti radicalmente ecologisti - la cosa potrebbe essere discussa diversamente, ma non vedo questa domanda politica emergere; non in Occidente, almeno;Tradizioni tanto più prudenti quanto più fanno il gioco di chi sta al potere.
qualche voce mi era arrivata; per esempio, un certo Churchill diceva che la democrazia è un sistema orribile; il meno peggio di cui disponiamo;Forse non te l'hanno ancora detto, ma purtroppo il re è nudo da un pezzo
cioè, hai un'idea veramente pessima di me, ed è un vero peccato che tu non abbia fatto carriera politica, perché col tuo modo di esprimerti l'avresti meritato più di tanti altri.
io sono solo curioso e siccome la mia storia di famiglia è intrisa di quei conflitti, sin da bambino ho cercato di immaginare e poi capire; magari i miei nonni che si combattevano dalle tue parti, uno su un aeroplanino di tela e l'altro a requisire previo inchino e baciamano alla contessa ville palladiane per gli alloggi degli ufficiali imperial-regi dopo Caporetto
ma a me piace la musica, il mare, stare in compagnia delle tante belle persone che ho avuto la fortuna di conoscere, mangiare e peccare altrimenti, finché posso
gli ambienti della politica li ho conosciuti e frequentati a distanza abbastanza per capire che sono il vero inferno; oltretutto, pur avendo studiato da diplomatico, se c'è una virtù che proprio mi manca è la capacità di dissimulare; dopo tre nanosecondi mi odiano già tutti;
quando mi capita una discussione su fb faccio incazzare tutti perché incrino puntualmente le certezze mitologiche, sia di quelli molto lontani dalle mie idee, sia di quelli vicini; pensa quanto poco sono adatto alla politica agita
c'è del lardo in Garfagnana
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Come no: repubblica "democratica" fondata sul lavoro (degli altri, finché ce n'è), libertà d'opinione (finché non ti metto la digos alle calcagna), stato laico (come mai solo da noi esiste un concordato e c'è sempre il papa al telegiornale?) e via dicendo.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioparole in libertà; la "casta", ecc... le regole costituzionali sono state tutte rispettate; non quelle presunte di chi le ignora, certo;
Neanche gli altri partiti incidono più di tanto, pur essendo anch'essi rappresentati da comici, per quanto involontari. Io non ci vedo proprio niente di nuovo, tu sì?nella sostanza, hai anche il partito del comico, che in piena libertà e legittimità governa città importanti;
se poi quel partito non riesce ad incidere più di tanto è solo perché in realtà è costituito su comuni denominatori fittizi, inadatti a produrre scelte definite, dato che l'elettorato rappresenta interessi disomogenei;
Se riguardasse solo l'Italia potrei anche darti ragione, ma circa meno quasi è un fenomeno comune a un sacco di paesi ancorché "democratici", mentre gli altri sono governati da gaglioffi conclamati, diversi nei metodi ma della medesima qualità.è alla disomogeneità che devi guardare per capire lo stallo democratico e l'inattitudine della società a gestire i conflitti tra interessi costituiti; ma questo dipende dalla natura corporativa della società italiana, che demanda al sottogoverno per prassi note;
Il che non lo trattiene dal continuare a intervenire, dov'è costretto a farlo ad esempio per mantenere aperti i rubinetti del petrolio. Profughi e immigrati sono anche una risorsa certo, e ce li andiamo a prendere perfino davanti alle spiagge libiche, perché per la loro gestione vengono stanziati fondi considerevoli che vanno a riempire le tasche di qualcuno. Altro che italiani anema e core.idem; anche se si tratta di un'idea che in alcuni frangenti potrebbe avere un senso, poste determinate circostanze, è del tutto arbitrario e fuorviante - nel senso di valutazione di tutte le circostanze rilevanti - come chiave interpretativa; soprattutto alla luce di uno score strategico lineare e perfettamente leggibile - volendolo leggere - di oltre 50 anni;
l'Occidente, volendo semplificare, ha sperimentato tutte le opzioni di intervento, constatando fallimenti a ripetizione;[...]
Tu confondi le élites, che sono gruppi e famiglie di potere, coi capi di governo che mettono la faccia in televisione e che devono agevolare i poteri più grossi grazie ai quali siedono sulla loro poltrona. Una grossa imprudenza da parte tua, non c'è che dire.beh, se leggi la storia, il più delle volte la pace è accompagnata del progresso sociale e dal ricambio delle élites, mentre le "imprudenze" guidate da quelle stesse élites consentono a quelle di interrompere i processi di ricambio;
Mi dispiace; in realtà credevo di farti un complimento.cioè, hai un'idea veramente pessima di me
Originariamente Scritto da Careful with thati miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;Originariamente Scritto da Ned FlandersSono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....
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a parte che l'imperfezione è il marchio riconosciuto e inevitabile di qualsiasi democrazia, le imperfezioni italiane sono il sintomo della cultura politica nazionale; è un motivo per dire che non si tratta di una democrazia ? non credo; nel senso che è possibile emendarla;Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza MessaggioCome no: repubblica "democratica" fondata sul lavoro (degli altri, finché ce n'è), libertà d'opinione (finché non ti metto la digos alle calcagna), stato laico (come mai solo da noi esiste un concordato e c'è sempre il papa al telegiornale?) e via dicendo.
no, di nuovo no, anzi; quello che, volendo approfondire, si può evincere dal sistema politico in senso stretto è che in effetti esso rappresenta la struttura corporativa e patronale preponderante nella società, il cui strumento preferito è il sottogoverno; per questo i partiti, ancorché liberi, non rappresentano mai interessi di classe, in modo adeguato a competere sulla base di politiche alternative;Neanche gli altri partiti incidono più di tanto, pur essendo anch'essi rappresentati da comici, per quanto involontari. Io non ci vedo proprio niente di nuovo, tu sì?
non hai una vera sinistra, ma nemmeno una vera destra thatcheriana che chiede meno stato, a parte il partitino annacquato di Fare per fermare il declino, al 2%; ecco, questo è un indicatore che in politologia dovrebbe suggerire molto in termini di anomalia;
in parte hai ragione; la crisi economica riduce gli spazi del conflitto politico governabile; meno soldi da spendere, redistribuire, meno agibilità politica per conflitti controllati; è un rischio che corre tutto l'Occidente;Se riguardasse solo l'Italia potrei anche darti ragione, ma circa meno quasi è un fenomeno comune a un sacco di paesi ancorché "democratici", mentre gli altri sono governati da gaglioffi conclamati, diversi nei metodi ma della medesima qualità.
mai creduto agli italiani brava gente;Il che non lo trattiene dal continuare a intervenire, dov'è costretto a farlo ad esempio per mantenere aperti i rubinetti del petrolio. Profughi e immigrati sono anche una risorsa certo, e ce li andiamo a prendere perfino davanti alle spiagge libiche, perché per la loro gestione vengono stanziati fondi considerevoli che vanno a riempire le tasche di qualcuno. Altro che italiani anema e core.
certamente, quella del disimpegno è una tendenza strategica, molto suggerita de necessità di economia, in senso politico; il che non esclude metodi tradizionali per questioni di breve periodo; soprattutto, le agenzie che operano e decidono e i relativi interessi sono tantissimi e spesso non coordinati o addirittura confliggenti;
le crisi bancarie lo testimoniano e quello è esattamente un settore in cui gli operatori sono per definizione vincolati al coordinamento, per motivi ovvii; figurati in settori diversi...
a parte che potrebbe venirti in mente da solo che se ricorro a determinati termini in questa materia è improbabile che lo faccia in modo inappropriato, dato che ho una formazione tecnica;Tu confondi le élites, che sono gruppi e famiglie di potere, coi capi di governo che mettono la faccia in televisione e che devono agevolare i poteri più grossi grazie ai quali siedono sulla loro poltrona. Una grossa imprudenza da parte tua, non c'è che dire.
infatti, per élites intendevo esattamente i gruppi di potere, o meglio, le classi dirigenti; il motivo per cui la pace consente una maggiore mobilità sociale, diritti civili e democratici e la contendibilità delle posizioni di potere in senso lato è che si determina una domanda di attività in cui il merito è molto rilevante, produzioni più sofisticate, commercio, cultura, ecc... laddove le emergenze sistemiche richiedono di serrare i ranghi e di non disturbare il manovratore;
lo vedi da te: crisi, povertà, e democrazia e diritti sono il più delle volte inversamente correlate, a parte casi molto particolari;
grazie, l'avevo intuito; ma volevo a mia volta buttarla sulla battuta; sono stato educato alla ruvidezza e ripassato per decenni in ambienti ancora più ruvidiMi dispiace; in realtà credevo di farti un complimento.
c'è del lardo in Garfagnana
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Che differenza c'è tra Andreas Lubitz, 28 anni, Anders Breivik, 37, e Mohamed Lahouij Bouhlel, 31?
Il primo aveva superato i test psicologici per diventare pilota - segno che la psicologia non è una sfera di cristallo per divinare il futuro – il secondo è di estrema destra e si spertica in saluti nazisti ogni vola che lo fotografano, del terzo ancora si sa poco, forse era un fondamentalista religioso, forse no, il suo gesto è stato rivendicato da Isis, ma è difficile pensare a una sua affiliazione ufficiale. Breivik si è inventato un soggetto collettivo che, almeno fino alla strage, era tutto nella sua testa, Bouhlel un soggetto collettivo di riferimento ce l'avrebbe avuto, ma a posteriori. Isis ha esultato per il suo gesto.
Siamo in epoca psicotica, non è la prima e non sarà l'ultima, nessuna apocalisse. Cos'è un'epoca psicotica? Come insegna Paul-Claude Racamier (1924-1996), la psicosi – tra gli altri sintomi familiari - è la negazione di qualsiasi tipo di conflitto. Nei sistemi psicotici “conflitto”, per definizione, significa “distruzione”. Bisogna far sempre finta che tutto vada bene. Nei momenti in cui il conflitto “si mostra” - come direbbe Wittgenstein - si mostra in termini distruttivi, unica sua possibilità, giacché il resto deve essere “dialogo”. Sintassi dei sistemi psicotici." Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui
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Strage di Nizza, la Farnesina conferma: cinque italiani tra le vittime. Ancora un disperso
Avvenuto il riconoscimento di Carla Gaveglio, Maria Grazia Ascoli, Gianna Muset e Angelo D’Agostino. Si aggiungono a Mario Casati, identificato ieri
amate i vostri nemici
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Io invece credo che NON sia possibile emendarla, per il puro e semplice fatto che come altre forme di governo esprime la volontà dei più forti, e ciò dimostra la sempiterna distanza fra ciò che è scritto sulla carta, a cui molti illusi o ipocriti si richiamano, e ciò che avviene nella realtà; se qualche miglioramento avviene è transitorio, in attesa di nuove strette di cinghia. Ogni governo in quanto tale ha il monopolio dell'uso legittimo della forza; la differenza della "democrazia" rispetto alle dittature conclamate sta nel far credere ai propri cittadini di vivere in una società libera e pluralista.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioa parte che l'imperfezione è il marchio riconosciuto e inevitabile di qualsiasi democrazia, le imperfezioni italiane sono il sintomo della cultura politica nazionale; è un motivo per dire che non si tratta di una democrazia ? non credo; nel senso che è possibile emendarla;
I partiti fanno gli interessi dei loro padroni, laddove il marcato corporativismo di marca italica nasconde fin dai tempi di Mussolini le classi e i loro conflitti, lasciando spazio ai rappresentanti del più bieco populismo.i partiti, ancorché liberi, non rappresentano mai interessi di classe, in modo adeguato a competere sulla base di politiche alternative;
Le crisi bancarie sono tipiche del mondo capitalista (o post-capitalista, come va di moda chiamarlo), soprattutto se la moneta non ha una reale base materiale e a farla da padrone sono le speculazioni finanziarie. Se vuoi, ciò che succede in Italia e non altrove è che le banche, dopo aver contribuito a strozzare l'economia e i cittadini, quando piangono miseria esse stesse non falliscono, ma vengono salvate da Pantalone.le crisi bancarie lo testimoniano e quello è esattamente un settore in cui gli operatori sono per definizione vincolati al coordinamento, per motivi ovvii; figurati in settori diversi...
E spero proprio che tu sia in grado di esprimerti a dovere quando vuoi, perché qui dimostri perfino di non capire delle osservazioni elementari.a parte che potrebbe venirti in mente da solo che se ricorro a determinati termini in questa materia è improbabile che lo faccia in modo inappropriato, dato che ho una formazione tecnica;
Nelle "democrazie" più avanzate forse, perché l'Italia è il paradiso dei raccomandati.infatti, per élites intendevo esattamente i gruppi di potere, o meglio, le classi dirigenti; il motivo per cui la pace consente una maggiore mobilità sociale, diritti civili e democratici e la contendibilità delle posizioni di potere in senso lato è che si determina una domanda di attività in cui il merito è molto rilevante, produzioni più sofisticate, commercio, cultura, ecc... laddove le emergenze sistemiche richiedono di serrare i ranghi e di non disturbare il manovratore;
E se per caso crisi e povertà fossero ineliminabili, dato il sistema "democratico" in atto, allora forse saresti d'accordo con me nel dire che la "democrazia" non è emendabile.lo vedi da te: crisi, povertà, e democrazia e diritti sono il più delle volte inversamente correlate, a parte casi molto particolari;Originariamente Scritto da Careful with thati miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;Originariamente Scritto da Ned FlandersSono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....
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un quarto potrebbe dargli e dirgli di mandare subito 100.000 euro ai famigliari in Tunisia senza far l´emigrante per decenni..Originariamente Scritto da meogatto Visualizza MessaggioUn terzo puo' vedere cose sue o volertele far vedere.
" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui
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per dirlo, dovresti definire "i più forti" e poi spiegare il meccanismo in modo confutabile;Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza MessaggioIo invece credo che NON sia possibile emendarla, per il puro e semplice fatto che come altre forme di governo esprime la volontà dei più forti,
ciò - appunto - non dimostra un bel niente; se vuoi dimostrare, fallo in termini razionali, formulando tesi confutabili;e ciò dimostra la sempiterna distanza fra ciò che è scritto sulla carta, a cui molti illusi o ipocriti si richiamano, e ciò che avviene nella realtà;
quindi, i cittadini delle democrazie, secondo la tua tesi, avrebbero oggi le stesse libertà e opportunità di 30, 50, 100 anni fa;se qualche miglioramento avviene è transitorio, in attesa di nuove strette di cinghia.
no, la differenza è nelle leggi e nelle istituzioni - elementi oggettivi - che consentono la possibilità di cambiare governo; cosa che avviene, nel caso non te ne fossi accorto; se i partiti si assomigliano è perché l'opinione e gli interessi che li esprimono non divergono troppo; ma, come puoi constatare, nelle democrazie sono ammessi molti partiti al limite dell'anti-sistema, che prendono anche tanti voti, senza che agli elettori sia impedito di votarli;Ogni governo in quanto tale ha il monopolio dell'uso legittimo della forza; la differenza della "democrazia" rispetto alle dittature conclamate sta nel far credere ai propri cittadini di vivere in una società libera e pluralista.
una bella differenza rispetto alle dittature;
un'opinione, molto allettante per alzare la voce, ma di nessuna consistenza esplicativa; così si può dire tutto e il suo contrario, senza smentite , ma anche senza alcuna descrittività utile;I partiti fanno gli interessi dei loro padroni, laddove il marcato corporativismo di marca italica nasconde fin dai tempi di Mussolini le classi e i loro conflitti, lasciando spazio ai rappresentanti del più bieco populismo.
se fallisce una banca, si porta dietro i correntisti, ossia lo stesso Pantalone;Le crisi bancarie sono tipiche del mondo capitalista (o post-capitalista, come va di moda chiamarlo), soprattutto se la moneta non ha una reale base materiale e a farla da padrone sono le speculazioni finanziarie. Se vuoi, ciò che succede in Italia e non altrove è che le banche, dopo aver contribuito a strozzare l'economia e i cittadini, quando piangono miseria esse stesse non falliscono, ma vengono salvate da Pantalone.
la radice della speculazione finanziaria è quella che dici tu, ma andrebbe capita bene:
tra il 1940 e il 1980 circa, le economie occidentali hanno beneficiato di un'economia produttiva di guerra, prima combattuta, poi in parte fredda; gli armamenti trainavano tutto e 3/4 dell'umanità erano esclusi da competizione e consumi;
negli anni 80, il traino militare è scemato e l'Occidente, per mantenere lo stesso tenore di vita e investimenti - imprese, stati che avrebbero dovuto tassare di più per mantenere servizi, previdenza, ecc... - si è indebitato; la finanza, le banche, hanno fatto il lavoro sporco gonfiando i valori; ma è tutto il sistema ad essersi indebitato e aver speso più di quanto avrebbe potuto, arricchendosi; perché le persone hanno speso, acquistato merci, case, fatto vacanze, ecc...
i banchieri e i finanzieri, nonché altri potenti, si sono arricchiti molto di più in proporzione; ma una grandissima parte della popolazione occidentale ne è stata complice consapevole, o ha fatto finta di non capire;
io mi esprimo bene; non ho capito un concetto espresso da te, forse non bene; possono essere cose indipendenti tra loro;E spero proprio che tu sia in grado di esprimerti a dovere quando vuoi, perché qui dimostri perfino di non capire delle osservazioni elementari.
sì, in Italia la mobilità sociale è molto bassa; altra anomalia che una persona curiosa potrebbe esser interessata ad approfondire, oltre il bar dello sport;Nelle "democrazie" più avanzate forse, perché l'Italia è il paradiso dei raccomandati.
no; se per caso crisi e povertà fossero ineliminabili, destinate a durare a lungo, credo che cadrebbe la democrazia tout-court, come conseguenza politica; cioè, si creerebbero probabilmente condizioni per l'abolizione di strutture democratiche essenziali;E se per caso crisi e povertà fossero ineliminabili, dato il sistema "democratico" in atto, allora forse saresti d'accordo con me nel dire che la "democrazia" non è emendabile.
finora, uno storico di 250 anni ci dice che le democrazie si emendano in senso inclusivo, cioè aumentano la loro democraticità e apertura; non escludo affatto che la tendenza possa invertirsi, ma questo non consente di affermare che le carenze non siano emendabili.c'è del lardo in Garfagnana
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Facciamo un banale esempio. In questo periodo di crisi, sei di quelli che si sono visti ridurre il proprio potere d'acquisto, magari facendosi in quattro per tentare di mantenerlo? Oppure sei di quelli che, mantenendo lo stesso core business, si sono gonfiati le tasche più e meglio di prima? In quest'ultimo caso sei fra i più forti, altrimenti sei fra i più deboli. Il tutto espresso in termini squisitamente quantitativo-monetari. E bada bene, in questo contesto non mi interessa né come né dove questo flusso di denaro abbia modificato i suoi assetti.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioper dirlo, dovresti definire "i più forti" e poi spiegare il meccanismo in modo confutabile;
Lascio volutamente fuori da questo discorso gli imprenditori innovativi, ossia quelli che nella parola crisi hanno visto nuove opportunità (come da significato ambivalente della traduzione cinese del termine), e hanno sviluppato la loro attività magari senza neanche troppi appoggi politici.
Se c'è qualcosa che non dimostra un bel niente sono le tue parole, per quanto fumose possano essere. Leggiti i principi costituzionali e vedi se, come e quanto sono rispettati.ciò - appunto - non dimostra un bel niente; se vuoi dimostrare, fallo in termini razionali, formulando tesi confutabili;
Niente affatto, infatti ho detto esattamente il contrario.quindi, i cittadini delle democrazie, secondo la tua tesi, avrebbero oggi le stesse libertà e opportunità di 30, 50, 100 anni fa;
Cambiare governo non vuol dire cambiare sistema, e ogni sistema si preoccupa della propria autoconservazione con tutti i mezzi disponibili, legali o illegali che siano.no, la differenza è nelle leggi e nelle istituzioni - elementi oggettivi - che consentono la possibilità di cambiare governo; cosa che avviene, nel caso non te ne fossi accorto; se i partiti si assomigliano è perché l'opinione e gli interessi che li esprimono non divergono troppo; ma, come puoi constatare, nelle democrazie sono ammessi molti partiti al limite dell'anti-sistema, che prendono anche tanti voti, senza che agli elettori sia impedito di votarli;
una bella differenza rispetto alle dittature;
Invece la trovo molto utile per spiegare come le tensioni sociali, pur presenti, sfociano anche da noi nelle solite guerre fra poveri.un'opinione, molto allettante per alzare la voce, ma di nessuna consistenza esplicativa; così si può dire tutto e il suo contrario, senza smentite , ma anche senza alcuna descrittività utile;
Diciamola tutta: i correntisti ci perdono comunque, gli impiegati mantengono il posto, gli amministratori delegati si garantiscono le loro buonuscite dopo aver fatto buchi di miliardi. Cui prodest maius?se fallisce una banca, si porta dietro i correntisti, ossia lo stesso Pantalone;
E perché? Solo per aver cercato di prendersi qualche briciola, mentre gli altri si sono divorati la torta intera?i banchieri e i finanzieri, nonché altri potenti, si sono arricchiti molto di più in proporzione; ma una grandissima parte della popolazione occidentale ne è stata complice consapevole, o ha fatto finta di non capire;
Finora le "democrazie" si sono salvate gettando in povertà tre quarti del pianeta, che stavano meglio prima che gli occidentali mettessero il naso nei loro affari. Ora vediamo cosa succederà se anche noi eletti dovessimo fare la stessa fine.no; se per caso crisi e povertà fossero ineliminabili, destinate a durare a lungo, credo che cadrebbe la democrazia tout-court, come conseguenza politica; cioè, si creerebbero probabilmente condizioni per l'abolizione di strutture democratiche essenziali;
finora, uno storico di 250 anni ci dice che le democrazie si emendano in senso inclusivo, cioè aumentano la loro democraticità e apertura; non escludo affatto che la tendenza possa invertirsi, ma questo non consente di affermare che le carenze non siano emendabili.Originariamente Scritto da Careful with thati miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;Originariamente Scritto da Ned FlandersSono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....
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bene, questo è già un criterio, sebbene desunto ex-post, laddove un giudizio politico che vi si riferisse dovrebbe poter identificare in anticipo i poteri, forti, deboli, ecc...Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza MessaggioFacciamo un banale esempio. In questo periodo di crisi, sei di quelli che si sono visti ridurre il proprio potere d'acquisto, magari facendosi in quattro per tentare di mantenerlo? Oppure sei di quelli che, mantenendo lo stesso core business, si sono gonfiati le tasche più e meglio di prima? In quest'ultimo caso sei fra i più forti, altrimenti sei fra i più deboli.
come avevo precisato, dipende dall'orizzonte di tempo: un dettagliante che al change-over abbia speculato sulla forbice tra rincaro all'acquisto e alla vendita nel breve fa parte di un potere forte, che incrementa il guadagno; nelle dinamiche di medio periodo, assediato dalle economie di scala della grande distribuzione diventa un soccombente, che si sarebbe probabilmente giovato di una prospettiva politica che gli avesse suggerito una collocazione identitaria più vicina ai ceti deboli;
qui ti potrebbe tornare utile uno studio sulle distorsioni di mercato in un'economia dove la spesa pubblica incide per oltre il 50% del PIL e l'assenza di un'ideologia liberista tra quei ceti che tradizionalmente l'adottano;
una parte di quei principi è detta evolutiva, non vincolante per scelta del Costituente; altre norme disciplinano invece il funzionamento del sistema e le relative garanzie;Se c'è qualcosa che non dimostra un bel niente sono le tue parole, per quanto fumose possano essere. Leggiti i principi costituzionali e vedi se, come e quanto sono rispettati.
se provi a denunciare in modo puntuale e circostanziato i deficit democratici che individui, se ne può discutere in modo serio; altrimenti è aria fritta;
rileggiti: tu hai scritto che i vantaggi sono solo transitori, prontamente inficiati da stratte successive; col che, dovresti registrare un sostanziale immobilismo civico e di condizioni di vita, anche provvedendo ad un computo attuarializzato della ricchezza in ragione della crescita complessiva di quest'ultima;Niente affatto, infatti ho detto esattamente il contrario.
beh, questo è ovvio e inevitabile; resta che la democrazia è il sistema di gran lunga più elastico nel consentire la rappresentanza di istanze "devianti" esattamente per poterle riassorbire e non escludere quei rappresentati dalla partecipazione;Cambiare governo non vuol dire cambiare sistema, e ogni sistema si preoccupa della propria autoconservazione con tutti i mezzi disponibili, legali o illegali che siano.
la democraticità si misura quantitativamente, e non puoi equiparare democrazie e dittature sulla base dell'idea che le prime non consentano la libertà totale fino alla distruzione stessa del sistema;
certo; è utile se valuti in modo in modo approfondito le circostanze e riesci a spiegare aspetti che altrimenti risultano paradossali;Invece la trovo molto utile per spiegare come le tensioni sociali, pur presenti, sfociano anche da noi nelle solite guerre fra poveri.
è invece fuorviante una ricostruzione selettiva funzionale ad avvalorare una tesi;
[quote]Diciamola tutta: i correntisti ci perdono comunque, gli impiegati mantengono il posto, gli amministratori delegati si garantiscono le loro buonuscite dopo aver fatto buchi di miliardi. Cui prodest maius?
che gli impiegati mantengano il posto è tutto da vedere; poi devi considerare l'effetto domino, dato che il settore bancario è una rete costruita su fiducia e aspettative; per una che lasci cadere, puoi averne mille distrutte dalla paura; i salvataggi di Obama già dovrebbero metter un iguana nell'orecchio di tanti marxisti dilettanti incapaci di adeguare una nozione di capitalismo interventista ai troppi discorsi confusionari sul liberismo;
i meccanismi di premio delle dirigenze sono effettivamente uno degli elementi atti ad amplificare ulteriormente i disastri della finanziarizzazione dell'economia, e questo è un aspetto davvero spinoso che riguarda le regole; se vogliamo discutere di questo in relazione alla democrazia, la cosa ha un senso concreto;
no; perché si è investito in prospettive politiche miopi anziché organizzarne altre più efficienti;E perché? Solo per aver cercato di prendersi qualche briciola, mentre gli altri si sono divorati la torta intera?
per carità, è umanissimo e comprensibile; ma se hai lavorato per anni, o lo ha fatto un tuo famigliare, in un'attività finanziata con soldi pubblici a debito, non puoi non aver considerato l'ambiguità di quella spesa che magari tu non avresti sostenuto come privato, perché inefficiente, solo perché pensavi che il conto non sarebbe arrivato a te;
ecco, questo è un argomento seri, sebbene molto esteso; anche qui bisognerebbe distinguere molto, sul "mettere il naso" e nel formulare ipotesi; e anche qui per ogni schema di causa ed effetto si possono compiere raffronti fattuali per individuare processi;Finora le "democrazie" si sono salvate gettando in povertà tre quarti del pianeta, che stavano meglio prima che gli occidentali mettessero il naso nei loro affari. Ora vediamo cosa succederà se anche noi eletti dovessimo fare la stessa fine.
es.: sono stati gli amerikani a chiedere un'Italia servile e reazionaria, oppure i poteri reazionari interni a negoziare una protezione USA che difendesse quel determinato assetto e solo quello ?
per rispondere hai tanti documenti storici e circostanze di raffronto, che quasi sempre smentiscono rancorose e popolarissime vulgate neo-nazionaliste sul presunto asservimento e cialtronerie conseguenti...c'è del lardo in Garfagnana
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Un'ideologia liberista, oh bene. Che sia forse molto più presente nei paesi scandinavi, dove la percentuale di spesa pubblica rispetto al PIL è anche superiore, come pure la pressione fiscale pro capite rispetto al reddito? Eppure là, mi pare, le cose funzionano un po' meglio che da noi.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioqui ti potrebbe tornare utile uno studio sulle distorsioni di mercato in un'economia dove la spesa pubblica incide per oltre il 50% del PIL e l'assenza di un'ideologia liberista tra quei ceti che tradizionalmente l'adottano;
Quindi l'effetto distorsivo si ha perché la spesa pubblica è elevata, oppure perché lo stato deve mantenere un sistema clientelare, di per sé foriero di sprechi e inefficienze? Ecco un altro bell'esempio di correlazione statistica forte, vera, che conduce a delle spiegazioni false.
Mi pare di averlo già fatto più volte, e potrei portarne altri esempi; se non intendi discuterne l'aria fritta è la tua, non la mia.una parte di quei principi è detta evolutiva, non vincolante per scelta del Costituente; altre norme disciplinano invece il funzionamento del sistema e le relative garanzie;
se provi a denunciare in modo puntuale e circostanziato i deficit democratici che individui, se ne può discutere in modo serio; altrimenti è aria fritta;
Naturalmente il paniere ISTAT delle famiglie cambia col tempo, mentre certi beni che una volta erano voluttuari o addirittura di lusso diventano indispensabili; basti pensare al computer, di cui siamo sempre più schiavi. Ma se vogliamo prendere il tempo libero, l'erosione del reddito, la propensione al risparmio, questi dovrebbero essere indicatori ragionevoli di ciò a cui mi riferisco.rileggiti: tu hai scritto che i vantaggi sono solo transitori, prontamente inficiati da stratte successive; col che, dovresti registrare un sostanziale immobilismo civico e di condizioni di vita, anche provvedendo ad un computo attuarializzato della ricchezza in ragione della crescita complessiva di quest'ultima;
Non sto dicendo che le "democrazie" siano proprio assimilabili alle dittature, se non altro perché per queste ultime in certa misura la manifestazione del dissenso è ancora possibile. Tuttavia, per riprendere il tuo discorso, la differenza è più quantitativa che qualitativa: lo stato di polizia ce l'abbiamo, gli strumenti coercitivi anche, e l'immobilismo del sistema pure. Con tutto ciò ci fanno credere di essere liberi; almeno in questo le dittature sono più oneste.la democraticità si misura quantitativamente, e non puoi equiparare democrazie e dittature sulla base dell'idea che le prime non consentano la libertà totale fino alla distruzione stessa del sistema;
Le ricostruzioni selettive le fai anche tu, e si chiamano analisi marginali. Anche se il più delle volte non ti servono a spiegare un bel nulla, o meglio tutto e il suo contrario, con l'ovvia conclusione che è meglio lasciare le cose come stanno.certo; è utile se valuti in modo in modo approfondito le circostanze e riesci a spiegare aspetti che altrimenti risultano paradossali;
è invece fuorviante una ricostruzione selettiva funzionale ad avvalorare una tesi;
La democrazia è atta a mandare avanti la struttura del capitalismo, di cui i disastri finanziari sono un aspetto. Perciò anche queste disgrazie mi sembrano ineliminabili dal sistema, perfino se si riuscisse a ridurre le buonuscite dei dirigenti.i meccanismi di premio delle dirigenze sono effettivamente uno degli elementi atti ad amplificare ulteriormente i disastri della finanziarizzazione dell'economia, e questo è un aspetto davvero spinoso che riguarda le regole; se vogliamo discutere di questo in relazione alla democrazia, la cosa ha un senso concreto;
Qui stai parlando di quelli che hanno contratto debiti; ma che ne è delle formichine che hanno risparmiato per una vita, per poi ritrovarsi con un buco nell'acqua?ma se hai lavorato per anni, o lo ha fatto un tuo famigliare, in un'attività finanziata con soldi pubblici a debito, non puoi non aver considerato l'ambiguità di quella spesa che magari tu non avresti sostenuto come privato, perché inefficiente, solo perché pensavi che il conto non sarebbe arrivato a te;
Ma guarda, per me è abbastanza irrilevante che sia stato più Truman a fare la voce grossa, oppure De Gasperi a piegarsi a novanta. Ciò che importa è che, come spesso succede sull'altare del capitale, interessi generali siano stati sacrificati a nome di interessi particolari. Ma un governo "democratico" dovrebbe tutelare l'interesse pubblico, nevvero?es.: sono stati gli amerikani a chiedere un'Italia servile e reazionaria, oppure i poteri reazionari interni a negoziare una protezione USA che difendesse quel determinato assetto e solo quello ?
per rispondere hai tanti documenti storici e circostanze di raffronto, che quasi sempre smentiscono rancorose e popolarissime vulgate neo-nazionaliste sul presunto asservimento e cialtronerie conseguenti...Originariamente Scritto da Careful with thati miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;Originariamente Scritto da Ned FlandersSono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....
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In israele garantivano la vita economica dei famigliari dei martiri.Originariamente Scritto da Misterikx Visualizza Messaggioun quarto potrebbe dargli e dirgli di mandare subito 100.000 euro ai famigliari in Tunisia senza far l´emigrante per decenni..
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beh, dai la mia stessa risposta; qui, siccome la spesa pubblica - in forma attiva di sussidi e sgravi espliciti, o omissiva, come tolleranza all'evasione/mancato incasso - ha compensato l'inattitudine al mercato di moltissimi, anche i ceti che tradizionalmente esprimono un'ideologia del meno stato e meno tasse, sono molto inibiti nel farlo;Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza MessaggioUn'ideologia liberista, oh bene. Che sia forse molto più presente nei paesi scandinavi, dove la percentuale di spesa pubblica rispetto al PIL è anche superiore, come pure la pressione fiscale pro capite rispetto al reddito? Eppure là, mi pare, le cose funzionano un po' meglio che da noi.
Quindi l'effetto distorsivo si ha perché la spesa pubblica è elevata, oppure perché lo stato deve mantenere un sistema clientelare, di per sé foriero di sprechi e inefficienze? Ecco un altro bell'esempio di correlazione statistica forte, vera, che conduce a delle spiegazioni false.
forse sono rincoglionito - sai, l'età... - ma non ho letto nulla di puntuale che abbia offerto materia di elaborazione;Mi pare di averlo già fatto più volte, e potrei portarne altri esempi; se non intendi discuterne l'aria fritta è la tua, non la mia.
[quote]Naturalmente il paniere ISTAT delle famiglie cambia col tempo, mentre certi beni che una volta erano voluttuari o addirittura di lusso diventano indispensabili; basti pensare al computer, di cui siamo sempre più schiavi. Ma se vogliamo prendere il tempo libero, l'erosione del reddito, la propensione al risparmio, questi dovrebbero essere indicatori ragionevoli di ciò a cui mi riferisco.[quote]
certo, sono indicatori importanti, e persino quelli riferiti ad esternalità, sempre più considerate; ma non vedo il regresso o la stasi che percepisci; non ancora; piuttosto, vedo un grande crollo delle aspettative, che effettivamente incide molto sulla qualità percepita dell'esistenza; ma questo è un aspetto diverso da quello oggettivo della ricchezza e delle opportunità; a volte coincide, ma in molti casi no;
ecco, queste cose che dici non sono vere; lo stato di polizia non lo vedo affatto, a meno che tu non sia immerso nell'universo ultrà come Cono nella realtà della parrocchia;Non sto dicendo che le "democrazie" siano proprio assimilabili alle dittature, se non altro perché per queste ultime in certa misura la manifestazione del dissenso è ancora possibile. Tuttavia, per riprendere il tuo discorso, la differenza è più quantitativa che qualitativa: lo stato di polizia ce l'abbiamo, gli strumenti coercitivi anche, e l'immobilismo del sistema pure. Con tutto ciò ci fanno credere di essere liberi; almeno in questo le dittature sono più oneste.
a volte, sfuggono picchi di autoritarismo poliziesco, frutto della cultura diffusa di cui dicevo altro del farsi i caxxi propri e in qulo alla libertà degli altri;
idem per l'immobilismo; nel senso che questo è esattamente il desiderio diffuso, rappresentato democraticamente dal quadro e dal sistema politico;
e il motivo è esattamente la larghissima diffusione dei privilegi, anziché dei diritti, per cui una maggioranza che beneficia più o meno direttamente ha una paura fottuta di perdere qualcosa dal cambiamento;
certo, a lungo andare, una democrazia incapace di decidere e scontentare, implode; la versione soft dell'implosione sono esattamente i governi tecnici, che surrogano ciò che la politica non riesce ad esprimere pur di non scontentare i propri bacini di consenso;
la selettività a cui mi riferisco è molto diversa, e cioè quella che omette dati evidentemente rilevanti per avvalorare, o scongiurare la confutazione di una tesi; io questo certamente non lo faccio;Le ricostruzioni selettive le fai anche tu, e si chiamano analisi marginali. Anche se il più delle volte non ti servono a spiegare un bel nulla, o meglio tutto e il suo contrario, con l'ovvia conclusione che è meglio lasciare le cose come stanno.
vero che democrazia e capitalismo sono strettamente correlate; non è detto che i disastri finanziari siano un portato inevitabile e non correggibile; le buonuscite dei dirigenti sono un aspetto di colore, ininfluente;La democrazia è atta a mandare avanti la struttura del capitalismo, di cui i disastri finanziari sono un aspetto. Perciò anche queste disgrazie mi sembrano ineliminabili dal sistema, perfino se si riuscisse a ridurre le buonuscite dei dirigenti.
quella che va rivista è l'attitudine alla distruzione dell'economia reale e dei settori che un certo sistema della finanza produce; qui davvero c'è un meccanismo diabolico, peggiore di un complotto perché nemmeno guidato scientemente; e qui è indispensabile intervenire; io sono ottimista sul fatto che ciò avverrà, e molto pessimista sull'eventualità che si provveda in tempo per evitare tragedie;
anche chi ha individualmente fatto la formichina ha beneficiato del Bengodi, se non altro - ma è raro - in termini ambientali; anche l'agricoltore più parco e morigerato ora 90enne ha avuto un reddito sostenuto al 60% da sussidi, e così la sua pensione; prestazioni sanitarie e farmaceutiche per molti decenni a costo zero - nel senso che le paghiamo oggi - o vantaggi di prossimità, assunzioni di mariti, figli, benefici di vario tipo; ora, moltissime persone ovviamente sono giustificate, perché la percezione quando ti trovi in un sistema è quella, e qualche domanda te la poni se studi economia e magari dai pure retta a quel solone pessimista di La Malfa padre; una minoranza infima e vista da tutti come si guardano gli iettatori...Qui stai parlando di quelli che hanno contratto debiti; ma che ne è delle formichine che hanno risparmiato per una vita, per poi ritrovarsi con un buco nell'acqua?
ciò non toglie che l'Italia è stata il paese dei balocchi per moltissimi, senza che nemmeno quelli si siano particolarmente divertiti; hanno giocato male, e svogliati;
per te, forse; per chi deve spiegare come sono andate le cose e chi è responsabile invece è un dato molto rilevante;Ma guarda, per me è abbastanza irrilevante che sia stato più Truman a fare la voce grossa, oppure De Gasperi a piegarsi a novanta.
ecco, questa semplificazione ti impedisce di percepire la realtà, che è complessa;Ciò che importa è che, come spesso succede sull'altare del capitale, interessi generali siano stati sacrificati a nome di interessi particolari. Ma un governo "democratico" dovrebbe tutelare l'interesse pubblico, nevvero?
quando Truman subordinò il soldi del piano Marshall alla riforma agraria, che De Gasperi voleva, ma i suoi baroni no, quel capitalismo incideva sugli interessi collettivi in che modo ?
la modernizzazione civile e laica chiesta dagli americani e invisa a Pio XII, serviva indubbiamente all'interesse di avere un bacino di consumatori attratti da uno stile di vita moderno, ma portava con sé anche tutto il corredo di progresso civile, istruzione, inclusione; insomma, non è che puoi formulare un'equazione semplice tra capitalismo e distruzione di interessi collettivi di cui la democrazia sarebbe il suggello istituzionale, perché non è così;c'è del lardo in Garfagnana
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