La settimana di 28 ore

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  • sandor
    Opinionista

    • 07/10/10
    • 3414

    #76
    il problema del sistema paese è a mio avviso la scarsa suscettibilità di essere messo in confronto (confronto serio) con la realtà tedesca. in germania i "non più utili" sono messi alla porta. se non producono più e se non hanno la capacità di essere ancora "utili" in un qualche settore, c'è la morte - lenta quanto si vuole - ma tant'è. lo stato sociale ti garantisce solo fino ad un certo punto. meglio morire - per loro - che continuare a vivere in una situazione di povertà indecorosa. poi quello che fuoriesce in termini di notizie "edificanti" e viene ripreso dai quotidiani italiani, beh, lascia il tempo che trova...
    http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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    • Yele
      abstract
      • 16/08/16
      • 6082

      #77
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      questa è una definizione ottocentesca; l'economia è una scienza sociale, per definizione inesatta, ma che si avvale del metodo scientifico di elaborazione dei dati per trarre linee tendenziali e confutabili di interpretazione dei vincoli di causa-effetto;
      di mezzo c'è il fattore umano, quindi definiscila pure scienza sociale, ma non è certo in grado di enunciare leggi predittive, altrimenti le crisi.... magari si evitavano.
      L'elaborazione dei dati... va be'... l'aggregazione...è difficile.

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66024

        #78
        Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggio
        L'economia è una disciplina umanistica (derivata dalla filosofia morale), non una scienza esatta.
        Analogamente la storia.
        Non puoi usare l'esperienza economico-storica come un precedente, per determinare andamenti futuri, con condizioni al contorno completamente diverse.
        Impulso di abbracciarti! Mi trovi assolutamente d'accordo. Ma oggi viviamo nella "cultura" dello scarto. Vali solo se produci ricchezza.
        amate i vostri nemici

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        • Yele
          abstract
          • 16/08/16
          • 6082

          #79
          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
          Impulso di abbracciarti! Mi trovi assolutamente d'accordo. Ma oggi viviamo nella "cultura" dello scarto. Vali solo se produci ricchezza.
          Anch'io penso che ci sia un po' troppo predominio dell'economico sul politico/sociale. Sarà semplicistico, ma credo che si facciano un po' troppe cose senza prima riflettere se valga la pena di farle davvero.

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24578

            #80
            Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggio
            di mezzo c'è il fattore umano, quindi definiscila pure scienza sociale, ma non è certo in grado di enunciare leggi predittive, altrimenti le crisi.... magari si evitavano.
            L'elaborazione dei dati... va be'... l'aggregazione...è difficile.
            eh, certo, perché i fornai alle 2 del mattino citofonano a tutti gli abitanti del quartiere per sapere quante michette, sfilatini e baguette i clienti compreranno quel giorno
            se tu dirigi l'asl di un distretto pieno di anziano spendi per un cto e non per un sert; ceto, ormai c'è la possibilità che gli ottuagenari, invece di rompersi il femore, siano tutti vecchi fan dei Grateful Dead e si facciano gli acid-test collettivi, stile dr Hoffman

            peraltro, io ho scritto esattamente che otre un certo orizzonte non è possibile prevedere; ma sei proprio tu che fai questo errore ipotizzando una crescita della tecnologia che comporta un taglio netto del lavoro, oltre l'orizzonte del ragionevolmente prevedibile, e poi dici che il metodo su cui appoggi questa previsione non è scientificamente attendibile;
            usalo in modo appropriato, oppure dotati delle capacità di leggere e criticare le previsioni che leggi, e vedrai che le cose sono più chiare.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • Yele
              abstract
              • 16/08/16
              • 6082

              #81
              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
              eh, certo, perché i fornai alle 2 del mattino citofonano a tutti gli abitanti del quartiere per sapere quante michette, sfilatini e baguette i clienti compreranno quel giorno
              se tu dirigi l'asl di un distretto pieno di anziano spendi per un cto e non per un sert; ceto, ormai c'è la possibilità che gli ottuagenari, invece di rompersi il femore, siano tutti vecchi fan dei Grateful Dead e si facciano gli acid-test collettivi, stile dr Hoffman

              peraltro, io ho scritto esattamente che otre un certo orizzonte non è possibile prevedere; ma sei proprio tu che fai questo errore ipotizzando una crescita della tecnologia che comporta un taglio netto del lavoro, oltre l'orizzonte del ragionevolmente prevedibile, e poi dici che il metodo su cui appoggi questa previsione non è scientificamente attendibile;
              usalo in modo appropriato, oppure dotati delle capacità di leggere e criticare le previsioni che leggi, e vedrai che le cose sono più chiare.
              Simpatico

              cmq le statistiche sono oggetti delicati e complessi, questo sto dicendo. E l'economia non è mai riuscita a prevedere ed evitare bolle e crisi.
              Che è diverso dal dire che la statistica non ha alcun valore o che l'economia sia una scienza esatta.

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66024

                #82
                Bolle e crisi sono come le guerre: Scientificamente programmate per far soldi.
                amate i vostri nemici

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