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  • bumble-bee
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    • 10/12/09
    • 15569

    #376
    Originariamente Scritto da efua Visualizza Messaggio
    I disagi delle donne voi
    Non potrete mai capirli
    Le mie tasche si, però, te lo posso assicurare!!!
    Bambol utente of the decade

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    • efua
      Posh&Rebel
      • 07/12/11
      • 34901

      #377
      Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
      Le mie tasche si, però, te lo posso assicurare!!!
      Pensa a tua sorella quanto deve spendere qui per andare da un coiffeur
      -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

      -Where there’s will there’s a way-

      -Work hard have fun & be nice-


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      • dietrologo
        • 27/08/08
        • 9716

        #378
        ben vi sta , fare le fighe a London col Tamigi ha i suoi costi vieni da me sul Brenta che ti porto a mangiare nervetti e cipolle

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        • efua
          Posh&Rebel
          • 07/12/11
          • 34901

          #379
          Originariamente Scritto da dietrologo Visualizza Messaggio
          ben vi sta , fare le fighe a London col Tamigi ha i suoi costi vieni da me sul Brenta che ti porto a mangiare nervetti e cipolle
          Oh guarda proprio io figa qua non sono
          Io sono StraPhiga quando me ne vado in Toscana e mi prendo la mia bella borsa di pelle a Forte dei Marmi a 20 euro
          Allora si
          La mia parrucchiera al sud, me e Maria 35 euro con fattura
          Ci andrò quelle 3-4 volte l'anno
          Vieni al sud che mangi il cuoppo
          -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

          -Where there’s will there’s a way-

          -Work hard have fun & be nice-


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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24578

            #380
            Originariamente Scritto da dietrologo Visualizza Messaggio
            ma a produrre tecnologia e innovazione coi costi italiani hai perso comunque , rimarrà un prodotto tecnologico superiore ma si venderà quello cinese perchè ad un costo inferiore
            beh, il modello di sviluppo basato sulla ricerca tecnologica non lo puoi valutare solo in termini di settore specifico, proprio per quel motivo, ma come ricaduta sugli altri; se pensi alla commercializzazione del device elettronico ovviamente il conto è negativo;

            ma il modello è quello dei brevetti militari o, se vuoi, della F1, con la ricerca sui dispositivi, materiali, procedimenti, che hanno una ricaduta a pioggia su tutti gli altri comparti, dove il prodotto cinese viene a coprire un settore di mercato che per l'industria occidentale è già in un ciclo di obsolescenza; cioè, hanno già nel cassetto le prossime tre generazioni di quel prodotto;
            l'utile "nazionale" di questo processo però è un indotto non è facilmente percepibile a prima vista; e consiste nella domanda di lavoro qualificato in termini di servizi e formazione che un assetto del genere ti richiede; cioè, l'economia si mette in moto perché ti servono scuole professionali, insegnanti, università, laboratori, infrastrutture efficienti;

            ma molti non vogliono, perché per farlo devi sottrarre risorse, credito, a settori deboli, proprio quelli che vogliono essere protetti dalla competizione in perdita, come gli elettrodomestici "bianchi", che sono un prodotto troppo maturo e grezzo, ormai, dove raramente il prezzo nazionale si giustifica in termini di qualità.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • dietrologo
              • 27/08/08
              • 9716

              #381
              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
              beh, il modello di sviluppo basato sulla ricerca tecnologica non lo puoi valutare solo in termini di settore specifico, proprio per quel motivo, ma come ricaduta sugli altri; se pensi alla commercializzazione del device elettronico ovviamente il conto è negativo;

              ma il modello è quello dei brevetti militari o, se vuoi, della F1, con la ricerca sui dispositivi, materiali, procedimenti, che hanno una ricaduta a pioggia su tutti gli altri comparti, dove il prodotto cinese viene a coprire un settore di mercato che per l'industria occidentale è già in un ciclo di obsolescenza; cioè, hanno già nel cassetto le prossime tre generazioni di quel prodotto;
              l'utile "nazionale" di questo processo però è un indotto non è facilmente percepibile a prima vista; e consiste nella domanda di lavoro qualificato in termini di servizi e formazione che un assetto del genere ti richiede; cioè, l'economia si mette in moto perché ti servono scuole professionali, insegnanti, università, laboratori, infrastrutture efficienti;

              ma molti non vogliono, perché per farlo devi sottrarre risorse, credito, a settori deboli, proprio quelli che vogliono essere protetti dalla competizione in perdita, come gli elettrodomestici "bianchi", che sono un prodotto troppo maturo e grezzo, ormai, dove raramente il prezzo nazionale si giustifica in termini di qualità.
              noi se superiamo questa fase lavoreremo per i ricchi cinesi o dei russi , già lo stavamo facendo ma l'embargo europeo deciso dagli Usa per una questione non europea ci ha limitato l'export danneggiando le nostre aziende italiane : vinicole ortofrutticole ecc e dalle mie parti questo problema è molto sentito

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24578

                #382
                Originariamente Scritto da dietrologo Visualizza Messaggio
                noi se superiamo questa fase lavoreremo per i ricchi cinesi o dei russi , già lo stavamo facendo ma l'embargo europeo deciso dagli Usa per una questione non europea ci ha limitato l'export danneggiando le nostre aziende italiane : vinicole ortofrutticole ecc e dalle mie parti questo problema è molto sentito
                il problema di questa prospettiva però è che ti fa diventare un crostaceo, corazza del lusso e interno tenero del basso valore aggiunto; cioè, ti manca proprio quella spina dorsale di ricerca e sviluppo che fa la forza sociale di un paese, per quell'indotto che dicevo; cioè, il lusso, per definizione, è un settore di nicchia: Maserati e Loro Piana non possono produrre ed impiegare tanto; VW sì;
                l'ortofrutticolo o il vinicolo medio ti richiedono braccianti pagati poco e pochi agronomi specializzati;

                mentre se ti chiudi a spirale per il protezionismo, l'impresa che oggi fa lavorare tuo figlio a Bologna, magari deve tornare a Zagabria o altrove, portandosi via tuo figlio, o sostituendolo con un manager locale, privo di impedimenti;
                se tuo figlio è competitivo e trova un posto equivalente in Italia, se il nuovo datore di lavoro opera in un settore maturo a minor valore aggiunto, è probabile o certo che la sua retribuzione sarà decurtata in pari misura;

                del resto, come notava Barrett, quella dell'impoverimento compressivo di una nazione che protegge non è una mia invenzione, ma una semplicissima relazione matematica; certo, contraddetta nella prospettiva del settore protetto, che però si arricchisce a spese dei connazionali, con un travaso di ricchezza tutto interno.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • Bauxite
                  Cosmo-Agonica

                  • 25/12/09
                  • 36341

                  #383
                  Axe, tu che taglio di capelli hai?

                  Comment

                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24578

                    #384
                    Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
                    Axe, tu che taglio di capelli hai?
                    corti, come da foto, taglio autoinflitto da anni, con discreta tecnica e specchi, macchinetta Philips con testina rotante ergonomica; ogni tanto, barbiere locale leghista e milanista.
                    c'è del lardo in Garfagnana

                    Comment

                    • Bauxite
                      Cosmo-Agonica

                      • 25/12/09
                      • 36341

                      #385
                      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                      corti, come da foto, taglio autoinflitto da anni, con discreta tecnica e specchi, macchinetta Philips con testina rotante ergonomica; ogni tanto, barbiere locale leghista e milanista.
                      A me quella cosa degli specchi negli specchi per vedere il taglio dietro non riesce mai.
                      Puntualmente faccio la figura della disagiata col parrucchiere che mi porge il suo specchio.

                      Un giorno finiranno anche gli specchi e allora ci toccherà andare sulla fiducia

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                      • Magiostrina
                        Chiamatemi Margherita
                        • 18/10/17
                        • 3564

                        #386
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        non è che "ci fanno" o faranno produrre; è una libera scelta, un'opportunità in più per chi produce; se si accettasse la tua logica, il produttore di olio evo da 15 euro al lt dovrebbe lamentarsi che per fare il soffritto usi quello da 4 euro, come qualsiasi persona di buon senso, e risparmi 11 euro che spendi altrimenti; cioè, tu consumatrice, grande pubblico, sei più libera e ricca;
                        l'agricoltore che soffre questa situazione non è certo quello che investe e produce alta qualità, ma proprio quello che da decenni è protetto dai sussidi, e in questo modo si fa grandi dormite a spese di tutti, perché i sussidi li paghiamo noi, eh...
                        questo è solo un modo occulto, travestito da politica nazionale, di travasare reddito da tasche italiane ad altre tasche italiane, prive di merito;


                        appunto, non è stata una risposta molto convincente; non entro nei dettagli, tipo i prosciuttari che importano maiali dell'est e poi li trasformano in prodotto "italiano" per non complicare le cose...
                        Ah se lo dici tu. Nell'articolo del Corriere che ho letto io, si parla di sanzioni in caso che la richiesta non venga accettata. Comunque questo è solo un esempio e l'ultimo per dire che a seguire certe regole imposte più o meno rigidamente dalla Ue, la nostra industria alimentare ha perso un po' della qualità che l'ha resa così famosa fra i top quality, mentre la concorrenza di altri paesi si fa sempre più pressante. La Ue protegge e incentiva altri settori, usando l'agricoltura come merce di scambio. Per i paesi del Nord, poco male, ma per noi è deleterio perchè l'alimentare è il nostro fiore all'occhiello.
                        Basta guardarsi intorno e vedere come stanno mangiando gli italiani, i criteri con cui scelgono il loro cibo in casa e fuori casa. Il nostro palato si è imbastardito e non sa più riconoscere la qualità eccellente da quella medio bassa, un po' come capita agli stranieri quando mangiano la nostra cucina o a noi quando mangiamo quella straniera. Se il livello si abbassa, diventi di bocca buona.
                        Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #387
                          Originariamente Scritto da Magiostrina Visualizza Messaggio
                          Ah se lo dici tu.
                          non lo dico io; qualcuno ti impone di comprare prodotti alimentari di bassa qualità ? a me, nessuno; mangio cose mediamente buone;

                          Nell'articolo del Corriere che ho letto io, si parla di sanzioni in caso che la richiesta non venga accettata. Comunque questo è solo un esempio e l'ultimo per dire che a seguire certe regole imposte più o meno rigidamente dalla Ue, la nostra industria alimentare ha perso un po' della qualità che l'ha resa così famosa fra i top quality, mentre la concorrenza di altri paesi si fa sempre più pressante. La Ue protegge e incentiva altri settori, usando l'agricoltura come merce di scambio. Per i paesi del Nord, poco male, ma per noi è deleterio perchè l'alimentare è il nostro fiore all'occhiello.
                          ma guarda che la scarsa qualità di certe produzioni agricole italiane è esattamente il risultato di quella protezione UE, finanziata coi soldi nostri, e che ha consentito ai meno bravi di tenere occupati i terreni, per esempio coi vini da taglio e basso prezzo;
                          nessuna normativa UE impone il basso profilo a chi intenda fare qualità; il guaio è che le banche locali, invece di finanziare chi investe in qualità e rischia, prestano i soldi dei risparmiatori a chi va sul sicuro nell'immediato, amici loro, o loro stessi nei cda della banca, e prende i soldi dei sussidi; ma rischia nel futuro, oltre a fare concorrenza alla qualità nazionale;
                          lo vedi chiaramente, per esempio nel vinicolo del sud; da quando il sistema dei sussidi è entrato in crisi perché non c'erano più i soldi, tanto vinaccio da taglio è stato sostituito da produzioni fantastiche, e abbiamo cominciato a vedere l'Aglianico del Vulture, i grandi bianchi campani, o il Syrah siciliano e altre varietà stratosferiche dell'isola, come le produzioni della famiglia Planeta o di Hauner, che ha fatto conoscere il passito come concorrente dei vini da meditazione francesi, quando era relegato a prodotto secondario ed economico;
                          Basta guardarsi intorno e vedere come stanno mangiando gli italiani, i criteri con cui scelgono il loro cibo in casa e fuori casa. Il nostro palato si è imbastardito e non sa più riconoscere la qualità eccellente da quella medio bassa, un po' come capita agli stranieri quando mangiano la nostra cucina o a noi quando mangiamo quella straniera. Se il livello si abbassa, diventi di bocca buona.
                          così fai confusione tra una sacrosanta battaglia per l'etichettatura dei prodotti, ad evitare truffe e italian sounding che competono con le nostre esportazioni, e protezionismo;

                          le regole UE non impongono nulla ai consumatori, anzi; ti garantiscono in termini di salute e controlli; 30 anni fa potevi trovare di tutto sulla frutta, dato che il disciplinare nazionale dei controlli era facilmente aggirabile coi campioni casuali sui pesticidi; poi scoppiò il caso degli omogeneizzati contaminati e venne fuori il trucco, perciò l'UE - allora CEE - dispose una procedura diversa di edge-testing, tutt'attorno ai campi, che non poteva essere aggirato; idem per gli antibiotici nelle carni;
                          ora, l'agricoltura è un bel ginepraio, ma per colpa dei governi nazionali che la usano come merce di scambio e consenso, non per le regole UE, a parte alcune assurdità plateali, frutto di quei ricatti incrociati; ma è proprio un paese che in prospettiva è avvantaggiato come qualità che ha da guadagnare nel mercato libero interno, dato che in effetti la tendenza nel consumo è a migliorare, scegliere prodotti sempre migliori nell'agroalimentare;
                          la quota che passa a consumi alimentari più scadenti è una frazione rispetto a quella che compie il percorso inverso, e lo vedi ovunque proprio nei supermercati, dove i prodotti sono esposti in modo evidente proprio per promuovere quelli buoni e costosi, con un ricarico maggiore;
                          la mozzarella di gomma o il vino da 1,50 dell'hard Discount - comunque meglio di tanti vini di 30 anni fa - se la puppano gli immigrati poveri e gli stranieri, che piano piano saliranno di livello.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • Magiostrina
                            Chiamatemi Margherita
                            • 18/10/17
                            • 3564

                            #388
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            non lo dico io; qualcuno ti impone di comprare prodotti alimentari di bassa qualità ? a me, nessuno; mangio cose mediamente buone;


                            ma guarda che la scarsa qualità di certe produzioni agricole italiane è esattamente il risultato di quella protezione UE, finanziata coi soldi nostri, e che ha consentito ai meno bravi di tenere occupati i terreni, per esempio coi vini da taglio e basso prezzo;
                            nessuna normativa UE impone il basso profilo a chi intenda fare qualità; il guaio è che le banche locali, invece di finanziare chi investe in qualità e rischia, prestano i soldi dei risparmiatori a chi va sul sicuro nell'immediato, amici loro, o loro stessi nei cda della banca, e prende i soldi dei sussidi; ma rischia nel futuro, oltre a fare concorrenza alla qualità nazionale;
                            lo vedi chiaramente, per esempio nel vinicolo del sud; da quando il sistema dei sussidi è entrato in crisi perché non c'erano più i soldi, tanto vinaccio da taglio è stato sostituito da produzioni fantastiche, e abbiamo cominciato a vedere l'Aglianico del Vulture, i grandi bianchi campani, o il Syrah siciliano e altre varietà stratosferiche dell'isola, come le produzioni della famiglia Planeta o di Hauner, che ha fatto conoscere il passito come concorrente dei vini da meditazione francesi, quando era relegato a prodotto secondario ed economico;

                            così fai confusione tra una sacrosanta battaglia per l'etichettatura dei prodotti, ad evitare truffe e italian sounding che competono con le nostre esportazioni, e protezionismo;

                            le regole UE non impongono nulla ai consumatori, anzi; ti garantiscono in termini di salute e controlli; 30 anni fa potevi trovare di tutto sulla frutta, dato che il disciplinare nazionale dei controlli era facilmente aggirabile coi campioni casuali sui pesticidi; poi scoppiò il caso degli omogeneizzati contaminati e venne fuori il trucco, perciò l'UE - allora CEE - dispose una procedura diversa di edge-testing, tutt'attorno ai campi, che non poteva essere aggirato; idem per gli antibiotici nelle carni;
                            ora, l'agricoltura è un bel ginepraio, ma per colpa dei governi nazionali che la usano come merce di scambio e consenso, non per le regole UE, a parte alcune assurdità plateali, frutto di quei ricatti incrociati; ma è proprio un paese che in prospettiva è avvantaggiato come qualità che ha da guadagnare nel mercato libero interno, dato che in effetti la tendenza nel consumo è a migliorare, scegliere prodotti sempre migliori nell'agroalimentare;
                            la quota che passa a consumi alimentari più scadenti è una frazione rispetto a quella che compie il percorso inverso, e lo vedi ovunque proprio nei supermercati, dove i prodotti sono esposti in modo evidente proprio per promuovere quelli buoni e costosi, con un ricarico maggiore;
                            la mozzarella di gomma o il vino da 1,50 dell'hard Discount - comunque meglio di tanti vini di 30 anni fa - se la puppano gli immigrati poveri e gli stranieri, che piano piano saliranno di livello.
                            E tu fai confusione fra la salute alimentare e il commercio. Ci mancherebbe che i governi non tenessero sotto controllo la sicurezza degli alimenti.
                            Non puoi sul serio usare l'argomentazione del consumatore che non è obbligato a comprare merce di bassa qualità, perchè la gente compra quello che c'è al supermercato e l'angolo dei prodotti artigianali è minuscolo, non sempre presente e molto più costoso. Cioè e il ruolo di guida e supervisione dello Stato va a farsi friggere? Con questo tuo principio, hai risolto in tre secondi la polemica sulla legalizzazione delle droghe: che problema c'è, il consumatore non è mica obbligato a comprarle!
                            Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #389
                              Originariamente Scritto da Magiostrina Visualizza Messaggio
                              E tu fai confusione fra la salute alimentare e il commercio. Ci mancherebbe che i governi non tenessero sotto controllo la sicurezza degli alimenti.
                              Non puoi sul serio usare l'argomentazione del consumatore che non è obbligato a comprare merce di bassa qualità, perchè la gente compra quello che c'è al supermercato e l'angolo dei prodotti artigianali è minuscolo, non sempre presente e molto più costoso. Cioè e il ruolo di guida e supervisione dello Stato va a farsi friggere? Con questo tuo principio, hai risolto in tre secondi la polemica sulla legalizzazione delle droghe: che problema c'è, il consumatore non è mica obbligato a comprarle!
                              che c'entrano le droghe, che comunque di fatto vengono vendute dalla criminalità ?

                              posto che un prodotto alimentare debba essere sanitariamente controllato, cosa dovrebbe fare lo stato, secondo te ?
                              prova ad esprimere una regola e vedrai che si traduce in un'ingiustizia, come nell'esempio dell'olio da soffritto che ti dicevo;
                              perché andresti ad ostacolare l'impresa di chi ti fornisce un olio decente a 4 euro, lavorando su economie di scala efficienti e di massa, e impedirebbe a te di risparmiare 11 euro al litro quando per quell'uso non ti serve un olio di altissima qualità;

                              oltretutto, la tua osservazione è fuori luogo, perché nel commercio - tutto, non solo alimentare - l'esposizione del prodotto di maggiore qualità è interesse del commerciante, perché è quello su cui ha più ricarico e in nessun esercizio si occulta quel prodotto; anzi, nei super tutti i prodotti più cari sono ad altezza di sguardo e mani, mentre quelli super-economici in alto o in basso; è proprio una regola standard su cui esistono infiniti studi; ci ha fatto la trasmissione persino Piero angela
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                                • 27/08/08
                                • 9716

                                #390
                                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                                il problema di questa prospettiva però è che ti fa diventare un crostaceo, corazza del lusso e interno tenero del basso valore aggiunto; cioè, ti manca proprio quella spina dorsale di ricerca e sviluppo che fa la forza sociale di un paese, per quell'indotto che dicevo; cioè, il lusso, per definizione, è un settore di nicchia: Maserati e Loro Piana non possono produrre ed impiegare tanto; VW sì;
                                l'ortofrutticolo o il vinicolo medio ti richiedono braccianti pagati poco e pochi agronomi specializzati;

                                mentre se ti chiudi a spirale per il protezionismo, l'impresa che oggi fa lavorare tuo figlio a Bologna, magari deve tornare a Zagabria o altrove, portandosi via tuo figlio, o sostituendolo con un manager locale, privo di impedimenti;
                                se tuo figlio è competitivo e trova un posto equivalente in Italia, se il nuovo datore di lavoro opera in un settore maturo a minor valore aggiunto, è probabile o certo che la sua retribuzione sarà decurtata in pari misura;

                                del resto, come notava Barrett, quella dell'impoverimento compressivo di una nazione che protegge non è una mia invenzione, ma una semplicissima relazione matematica; certo, contraddetta nella prospettiva del settore protetto, che però si arricchisce a spese dei connazionali, con un travaso di ricchezza tutto interno.
                                che centra con l'export che parlavo io ?

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