Bisogni indotti

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  • Breakthru
    Opinionista

    • 30/04/19
    • 5134

    #1

    Bisogni indotti

    prendo la definizione dal web

    "Bisogni indotti bisogni non avvertiti in modo istintivo dall’individuo, bensì determinati dall’azione di campagne pubblicitarie sviluppate dai produttori e distributori di quei beni e servizi che presentano un potenziale di soddisfacimento di tali bisogni."

    Se avete voglia

    Quali sono secondo voi questi bisogni, fatemi degli esempi

    Quando finisce la necessità e inizia il superfluo?

    Quali fragilità e infelicità umane le campagne pubblicitarie sfruttano per poter vendere "il proprio rimedio"?
    Last edited by Breakthru; 05-03-2025, 11:26.
  • LadyHawke
    Osservatrice

    • 29/04/19
    • 9338

    #2
    Be' c'è qualcuno che non si lascia influenzare dalle campagne pubblicitarie, dai volantini super scontati dei supermercati o di sconti personalizzati inviati dal supermercato abituale?
    Non compriamo sempre per una necessità immediata ma spesso anche in vista di tempi peggiori, per cose che hanno lunga scadenza per risparmiare, o almeno cercano di convincerci che la motivazione sia questa.
    Ecco approfittare di uno sconto per una calza di cui si sa d'aver bisogno che si usa, ci sta benissimo, è una cosa, trasformarsi in "accumulatori seriali" invece è un'altra cosa, a meno di essere collezionisti di scarpe, abiti, francobolli, torce elettriche ecc...

    Quando finisce la necessità e inizia il superfluo?
    Quando fai scorta esagerata di qualcosa che comunque non ti serve nell'immediato.
    La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
    Confucio

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    • Breakthru
      Opinionista

      • 30/04/19
      • 5134

      #3

      Comment

      • LadyHawke
        Osservatrice

        • 29/04/19
        • 9338

        #4
        Ahooo c'è chi è appassionato di Ikea
        C'è chi invece ha riempito il garage di....non so che cosa e siccome non è contento anche il secondo garage....se c'è bisogno per una seconda auto....non c'è più spazio!
        Eppure qualche anno fa lo spazio c'era, per l'auto di mio padre.
        Per fare spazio a cose nuove bisogna buttare il vecchio....mi sa che qualche volta butterò il "vecchio" ....consorte! E ritroverò lo spazio

        Quando si sfocia nella patologia? Cioè si diventa accumulatori seriali?
        Quando non si riesce più ad entrare in casa?
        Allora c'è ancora tempo.

        Quali fragilità e infelicità umane le campagne pubblicitarie sfruttano per poter vendere "il proprio rimedio"?
        Non lo so cosa sfrutta il marketing, l'illusione di risparmiare? Un qualche bisogno o illusione di averne bisogno?
        La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
        Confucio

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        • doxa
          Opinionista
          • 30/04/19
          • 2659

          #5
          Per esempio acquistare un nuovo telefono cell. 5 G

          Ma è proprio necessario ?

          E i prezzi sono elevati

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          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70464

            #6
            I bisogni indotti sono tantissimi. I social hanno contribuito ad incrementarli. Ma non solo. Basti pensare al fatto che non appena parli di qualcosa o lo cerchi su internet immediatamente saltano fuori ovunque pubblicità mirate.
            Ovvio che se dico che mi servono un paio di stivali nuovi perché i miei si sono rotti, e mi escono le pubblicità mirate di tutti gli stivali del mondo, di fatto è comunque un bisogno reale, ma magari accanto a questo poi vedo le pubblicità di un paio di sandali e penso: "Ma che belli, quasi quasi me li compro". Quello è un bisogno indotto.
            Credo che l'importante sia essere capaci di comprendere la differenza. Anche perché credo non ci sia nulla di male nel comprare qualcosa che ci piace, anche se non ci è assolutamente indispensabile. L'importante è esserne consapevoli.
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24587

              #7
              Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
              Quali fragilità e infelicità umane le campagne pubblicitarie sfruttano per poter vendere "il proprio rimedio"?
              ho già risposto nei pensierini

              le identità sono tanto più fragili quanto più si è liberi; la religione ha offerto per millenni un quadro di riferimento simbolico in cui orientarsi; con la Modernità e la successiva secolarizzazione, il nazionalismo è diventato la nuova religione civile; una cosa che può essere democratica, nel senso di spirito da comunicare a tutti, di necessità, come per la religione;

              d'altro canto, l'essere umano libero deve potersi identificare, e il mercato risponde a questa esigenza che naturalmente si riversa sui consumi e sul tempo libero, che diventano uno "stile", il riflesso di come ci si immagina e si vorrebbe essere riconosciuti e identificati;

              si usano testimonial tra personaggi in grado di evocare certi modelli , come in tutti i sistemi di comunicazione, c'è sempre una rincorsa sempre più veloce, perché è basata sul raffronto; prima è stato l'abbigliamento e ciò che era visibile socialmente; quando la massa ha assimilato quello come codice, per rimanere frustrata - attorno ai 90 - l'offerta/terreno si è spostata sul corpo, dove il fanatismo in genere era prerogativa dei ceti "bassi";

              ora è tutto molto frammentato e caotico, anche perché le opportunità di mobilità sociale si sono molto ridotte; perciò, l'immaginario di auto-promozione è depresso;
              ci sono anche varie "spiritualità alternative", para-religiose o laiche, l'animalismo, il veganesimo, ecc...

              tutti "prodotti", se non altro, in senso culturale, sebbene smuovano comunque tanti soldi; qualche ritorno di fiamma di miti identitari, la Nazione, la superiorità nei confronti dell'immigrato, ecc... il tradizionalismo religioso nell'Islam è il "prodotto" identitario più evidente; ma in effetti da 50 anni, quando è tramontato il sogno antagonista della Russia sovietica, altro prodotto bufala;

              ma anche cultura & arte sono prodotti; in effetti, la letteratura con l'avvento del cinema nel Novecento ha esaurito la sua funzione di creazione di identità popolari; Hugo avrebbe girato un film dei Miserabili, e non credo siano molte le persone che possano indicare un libro scritto dopo il 1950 che ha cambiato loro l'immaginario, se non in una prospettiva strettamente privata;
              chi scrive oggi, si cimenta in un "genere", quello della pagina scritta, destinata a produrre quell'emozione privata, non a parlare di Grandi temi pubblici;

              in effetti, nel sistema come è ora, non vedo più la tendenza a indurre consumi, che oramai sono già strutturati e segmentati; c'è una battaglia all'interno di questi segmenti; il tutto si è talmente raffinato, in simbiosi col pubblico dei consumatori, che discrezione e sobrietà sono diventati un plus da evidenziare, che fa classe. e consente pure strategie di promozione per l'offerta di segmenti "poveri", spacciandoli per chic e anticonformisti; insomma, per il laureato dipendente dello stato e sotto-pagato
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • Vega
                Opinionista

                • 04/05/05
                • 17958

                #8
                Biologicamente parlando, tutto questo non va altro che a sfruttare il nostro cervello ovvero il sistema del piacere, il circuito della ricompensa, dai bisogni di base a quelli acquisiti.
                Tutto questo sistema non si attiva a cose fatte, con la soddisfazione di aver raggiunto "la meta" ma proprio già dalla ricerca, dallo scopo che vorremmo raggiungere. Le ricerche iniziate sui topi hanno messo proprio in luce che il cervello si accende nelle aree deputate al piacere nel momento in cui inziano la ricerca di cibo ecc...
                E vai di dopamina, catturata in particolare dal nucleus accumbens, che ci dà la motivazione, pieno di recettori per questo neurotrasmettitore.
                Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                • Breakthru
                  Opinionista

                  • 30/04/19
                  • 5134

                  #9
                  Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
                  Per esempio acquistare un nuovo telefono cell. 5 G

                  Ma è proprio necessario ?

                  E i prezzi sono elevati
                  Non so in che condizione fosse il tuo cellulare, l'inganno scatta è quando si cambia solo per avere il modello nuovo a quasi parità di prestazioni. Lì chi compra il cellulare ultimo modello raramente lo fa per il cellulare stesso ma per quello che quel cellulare comunica ( o crediamo comunichi) agli altri prima che a noi stessi

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                  • Breakthru
                    Opinionista

                    • 30/04/19
                    • 5134

                    #10
                    Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                    I bisogni indotti sono tantissimi. I social hanno contribuito ad incrementarli. Ma non solo. Basti pensare al fatto che non appena parli di qualcosa o lo cerchi su internet immediatamente saltano fuori ovunque pubblicità mirate.
                    Ovvio che se dico che mi servono un paio di stivali nuovi perché i miei si sono rotti, e mi escono le pubblicità mirate di tutti gli stivali del mondo, di fatto è comunque un bisogno reale, ma magari accanto a questo poi vedo le pubblicità di un paio di sandali e penso: "Ma che belli, quasi quasi me li compro". Quello è un bisogno indotto.
                    Credo che l'importante sia essere capaci di comprendere la differenza. Anche perché credo non ci sia nulla di male nel comprare qualcosa che ci piace, anche se non ci è assolutamente indispensabile. L'importante è esserne consapevoli.
                    Le scarpe! Ho una figlia che sta uscendo dall'adolescenza e ti posso dire che tra i ragazzini le scarpe, la marca, quanti soldi ci hai speso vogliono dire sentirsi a proprio agio nel gruppo o sentirsene esclusi

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                    • Breakthru
                      Opinionista

                      • 30/04/19
                      • 5134

                      #11
                      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                      ho già risposto nei pensierini

                      le identità sono tanto più fragili quanto più si è liberi; la religione ha offerto per millenni un quadro di riferimento simbolico in cui orientarsi; con la Modernità e la successiva secolarizzazione, il nazionalismo è diventato la nuova religione civile; una cosa che può essere democratica, nel senso di spirito da comunicare a tutti, di necessità, come per la religione;

                      d'altro canto, l'essere umano libero deve potersi identificare, e il mercato risponde a questa esigenza che naturalmente si riversa sui consumi e sul tempo libero, che diventano uno "stile", il riflesso di come ci si immagina e si vorrebbe essere riconosciuti e identificati;

                      si usano testimonial tra personaggi in grado di evocare certi modelli , come in tutti i sistemi di comunicazione, c'è sempre una rincorsa sempre più veloce, perché è basata sul raffronto; prima è stato l'abbigliamento e ciò che era visibile socialmente; quando la massa ha assimilato quello come codice, per rimanere frustrata - attorno ai 90 - l'offerta/terreno si è spostata sul corpo, dove il fanatismo in genere era prerogativa dei ceti "bassi";

                      ora è tutto molto frammentato e caotico, anche perché le opportunità di mobilità sociale si sono molto ridotte; perciò, l'immaginario di auto-promozione è depresso;
                      ci sono anche varie "spiritualità alternative", para-religiose o laiche, l'animalismo, il veganesimo, ecc...

                      tutti "prodotti", se non altro, in senso culturale, sebbene smuovano comunque tanti soldi; qualche ritorno di fiamma di miti identitari, la Nazione, la superiorità nei confronti dell'immigrato, ecc... il tradizionalismo religioso nell'Islam è il "prodotto" identitario più evidente; ma in effetti da 50 anni, quando è tramontato il sogno antagonista della Russia sovietica, altro prodotto bufala;

                      ma anche cultura & arte sono prodotti; in effetti, la letteratura con l'avvento del cinema nel Novecento ha esaurito la sua funzione di creazione di identità popolari; Hugo avrebbe girato un film dei Miserabili, e non credo siano molte le persone che possano indicare un libro scritto dopo il 1950 che ha cambiato loro l'immaginario, se non in una prospettiva strettamente privata;
                      chi scrive oggi, si cimenta in un "genere", quello della pagina scritta, destinata a produrre quell'emozione privata, non a parlare di Grandi temi pubblici;

                      in effetti, nel sistema come è ora, non vedo più la tendenza a indurre consumi, che oramai sono già strutturati e segmentati; c'è una battaglia all'interno di questi segmenti; il tutto si è talmente raffinato, in simbiosi col pubblico dei consumatori, che discrezione e sobrietà sono diventati un plus da evidenziare, che fa classe. e consente pure strategie di promozione per l'offerta di segmenti "poveri", spacciandoli per chic e anticonformisti; insomma, per il laureato dipendente dello stato e sotto-pagato
                      L'identità è veramente una cosa tanto delicata, nessuno ci pensa mai o se si domanda chi sono io non riesce a definirsi oltre a quelli che sono titoli, rapporti sociali, ideologie a cui si è aderito ... tutte cose esterne e periture nella maggior parte dei casi

                      Chi non ha appigli esterni facilmente si crea un'identità con il consumo di prodotti, adeguandosi ai modelli proposti, irraggiungibili per profitto

                      Affermare di non saper rispondere chi sono io io, può aprire voragini di terrore che non tutti sono disposti a osservare

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                      • Breakthru
                        Opinionista

                        • 30/04/19
                        • 5134

                        #12
                        Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                        Biologicamente parlando, tutto questo non va altro che a sfruttare il nostro cervello ovvero il sistema del piacere, il circuito della ricompensa, dai bisogni di base a quelli acquisiti.
                        Tutto questo sistema non si attiva a cose fatte, con la soddisfazione di aver raggiunto "la meta" ma proprio già dalla ricerca, dallo scopo che vorremmo raggiungere. Le ricerche iniziate sui topi hanno messo proprio in luce che il cervello si accende nelle aree deputate al piacere nel momento in cui inziano la ricerca di cibo ecc...
                        E vai di dopamina, catturata in particolare dal nucleus accumbens, che ci dà la motivazione, pieno di recettori per questo neurotrasmettitore.
                        Il sistema del piacere, la conquista di un bene che ci appaga ma solo temporaneamente e poi di nuovo alla ricerca

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66028

                          #13
                          Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
                          L'identità è veramente una cosa tanto delicata, nessuno ci pensa mai o se si domanda chi sono io non riesce a definirsi oltre a quelli che sono titoli, rapporti sociali, ideologie a cui si è aderito ... tutte cose esterne e periture nella maggior parte dei casi

                          Chi non ha appigli esterni facilmente si crea un'identità con il consumo di prodotti, adeguandosi ai modelli proposti, irraggiungibili per profitto

                          Affermare di non saper rispondere chi sono io io, può aprire voragini di terrore che non tutti sono disposti a osservare
                          Perfetto
                          amate i vostri nemici

                          Comment

                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66028

                            #14
                            Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
                            Il sistema del piacere, la conquista di un bene che ci appaga ma solo temporaneamente e poi di nuovo alla ricerca
                            Brava, un circolo vizioso che lascia ogni volta più affranti e più vuoti: come se ne esce?
                            amate i vostri nemici

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                            • Breakthru
                              Opinionista

                              • 30/04/19
                              • 5134

                              #15
                              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                              Perfetto
                              Sì ma vale per tutti i generi ok

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