Sai che c'è Marco, che non tutti si sentono parte di una comunità e comunque, anche in questo caso, non pensi che la comunità dovrebbe accettare le scelte dei membri che ne fanno parte? In cosa, una mia decisione di questo genere dovrebbe ledere agli altri membri della comunità?Mi potresti spiegare per piacere?
Merci
Ducunt fata volentem, nolentem trahunt- il fato conduce dolcemente chi lo segue, trascina chi gli resiste.
La tua libera scelta, in questo caso, produce un movimento di opinione che afferma che l'esistenza in determinate situazioni non è degna di essere vissuta; che l'esistenza in determinate situazioni non è utile a nessuno; che l'esistenza in determinate condizioni è un peso per gli altri, la società, le persone care.
Perciò questo fenomeno diventa causa di depressione esistenziale, per chi si trova in quelle determinate situazioni, e produce l'effetto di forzare la volontà di quelle persone inducendole a chiedere la morte.
In definitiva l'eutanasia, con il movimento ideologico che inserisce nel pensiero sociale, nient'altro è che una gigantesca induzione al suicidio.
Io non sono così certa di quello che affermi, premetto che parlo generalizzando, ma secondo me spesso è la famiglia del malato che è contro l'eutanasia, non il diretto interessato... accettare il desiderio di una persona cara di porre fine alla propria vita, questo è amore! perché si smette di pensare a quello che si perde e si accetta l'idea che per l'altro la situazione è insostenibile.
Io ho vissuto una situazione di eutanasia...ti assicuro che è stata un'enorme prova d'amore per la persona che ha accettato di perdere una persona cara
COmunque, ripeto, io sono a favore, purché venga regolamentata...altrimenti ci sono dei rischi non irrilevanti che potrebbero chiamarsi "omicidi"....
Ducunt fata volentem, nolentem trahunt- il fato conduce dolcemente chi lo segue, trascina chi gli resiste.
Rispondo qui cercandoi di rispondere a tutti visto che le argomentazioni sono più o meno le stesse!
Ognuno rivendica il diritto di disporre di sè come meglio crede: bè... non può essere così... indipendentemente dalla religione o meno!
L'essere umano è costitutivamente insufficiente a sè stesso! l'essere umano è costitutivamente unito agli altri esseri umani.
Decidere per sè stessi significa decidere ANCHE per altri, soprattutto in ambiti così delicati quali la vita e la morte.
E' innaturale la logica individualista che si è instaurata perfino tra gli ex comunisti! (e questo mi pare a dir poco clamoroso!!!)
Ogni scelta, ogni decisione ha una ricaduta sugli altri! quando poi la scelta è così delicata ce l'ha a maggior ragione.
In una logica individualista ogni individuo rivendica per sè tutti i diritti mentre lascia agli altri ogni dovere!
In una logica comunitaria, che però è la naturale costituzione umana, ogni individuo assume per sè i doveri e riconosce all'altro i diritti.
Ma i diritti non possono essere i desideri o le aspettative, bensì i bisogni primari... ogni cosa che non è bisogno primario NON può essere diritto!
E dunque, in una logica comunitaria, una scelta "libera" che ha ricadute devastanti sugli altri non è accettabile! poichè per gli altri, per molti altri, non sarebbe più una scelta libera ma "forzata".
In una logica comunitaria ogni essere NON appartiene a sè stesso, ma alla comunità!
E non può decidere della propria vita o morte, poichè tale scelta impatta sulla società... fino a pochi anni fa era reato anche il tentato suicidio...
Il tentativo "liberista" in atto è quanto di più disumano stia vivendo la storia umana... mai, MAI nella storia, si era fatta avanti una logica INNATURALE quale l'individualismo! l'egocentrismo! l'egoismo a regola sociale.
la tua è una visione che tende a negare all' individuo un diritto inalienabile che, per noi credenti , è stato dato direttamente da Dio : il libero arbitrio
sono d'accordo sul fatto che l'essere umano sia un piccolo pezzo importante di una comunità , l'umanità , e che la morte di un essere umano è la morte di un piccolo pezzo di umanità , ma la comunità , tranne per autotutelarsi o difedersi NON deve invadere il libero arbitrio della persona.
IO sono sfavorevole all'etuanasia nel senso che per quanto riguarda la mia persona non l'applicherò
ma non posso vietare a pinco pallino ,che è diverso da me e la pensa in modo diverso, di decidere di non affrontare mesi e mesi di coma come malato terminale
ti voglio far capire che qui non si sta parlando di uno che è depresso con un mal di pancia e decide di morire cosi di punto in bianco o di x che entra in coma irreversibile dopo un incidente.
ma di persone che ormai hanno fatto il loro tempo che sono incurabili che soffrono e che entrano in un coma che , visto lo stato oncologico in cui si trovano , avrà come punto di arrivo la morte.
perchè negare a queste persone la riduzione della sofferenza se loro la pensano diversamente da noi ?
Perchè pensiamo che DIo ne possa avere a male? Lasciamo che siano queste persone a preoccuparsene.
L' aborto o la manipolazione genetica sugli embrioni sono tutte scelte che l'uomo o per egoismo o per disperazione compie su un altro essere , che non è persona ma che è vita umana Questa volta invece l'uomo decide secondo coscenza per se appellandosi a quella libertà che nessuno puo negare
ricorda : il LIBERO ARBITRIO .
beh se per te l'eutanasia è suicidio è male
se per pinco è il termine alle sofferenze è bene
comunque sia siamo in presenza di una libera scelta ed interpretazione del bene e del male
LIBERO ARBITRIO
nei casi che hai riportato: furto omicidio ecc
c'è la particolarità che quel libero abitrio è rivolto aglialtri e non a se stessi
quindi diventa una limitazione del libero arbitrio di altri cosa che non puo essere permessa.
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