"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
C'entra, se rifletti bene. Oggi e' stato bombardato il quartiere cristiano di Beirut, molti palestinesi sono di religione cristiana, i rapporti fra Santa Sede e Israele sono tutto sommato buoni e in + il Vaticano l'ultima cosa che si augura e' uno scontro fra religioni...
Non lo metto in dubbio, ma oserei dubitare dell'autorevolezza internazionale (e delle capacità di mediazione) del Vaticano, specialmente in un conflitto che vede contrapposti islamici sciiti e ebrei.
Io credo che i migliori mediatori (dotati sia di bastone che di carota) potrebbero essere gli stessi paesi arabi, e in particolare quelli a maggioranza sunnita. Ad ogni modo il seguente articolo mi fa pensare che ci siano poche possibilità di un conflitto in cui i paesi arabi si coalizzano.
[QUOTE=Hristo]L'esistenza oggigiorno dello stato d'Israele non pu
CONIGLIO MANNARO
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
Guerra chiama guerra, violenza chiama violenza. A cosa e' servito l'intervento americano in Iraq? Assistiamo invece ad una recrudescenza dei fondamentalismi (Hamas ha vinto in Palestina, Amadinejab in Iran...) E intanto il greggio vola...vola....e molti ci guadagnano!
E la sua richiesta di pace è sicuramente la piu genuina e super partes.
E poi c'era la marmotta che confezionava la cioccolata.
Originariamente Scritto da Hristo
Due popoli in uno stato proponi? Nel 1948 i palestinesi avrebbero accettato di sottostare alle leggi di uno stato ebraico? Pensa al ruolo dell'ebreo nella società araba, il servo che non conta nulla, "il maiale" impuro. Nessun arabo avrebbe mai accettato di vivere sotto il potere di uno stato governato da ebrei; e nessun ebreo si sarebbe sentito sicuro all'interno di un paese a maggioranza araba (palestinese).
E perché questo stato dovrebbe essere ebraico? Non potrebbe essere democratico?
Nel 1948 i palestinesi proposero, senza trovare il consenso né di israele né delle nazioni vincitrici, di federare i due stati, mantenendo due governi distinti. Il problema è che sono gli ebrei (in particolare i sionisti) che non ce li vogliono, non hanno alcuna intenzione a sottostare a una legge che non sia quella ebraica. Quindi non starebbero nemmeno in uno stato democratico composto sia da islamici che da ebrei. Gli islamici invece sì, almeno i sunniti.
Il problema di questa guerra è che esce dal coro delle solite agitazioni palestinesi: è evidente che c'è stata una azione esterna indipendente dai governi sunniti palestinese e libanese per destabilizzare la situazione che stava cominciando a calmarsi. Se dietro tutto questo c'è l'Iran, Israele non è una vittima come è abituata a considerarsi, ma una illustre pedina che si sta facendo manovrare in uno scontro interno al mondo islamico.
Di fatto Israele, nella sua autodifensiva escalation ha travolto due tentativi (Libano e Palestina) di costituire stati islamici moderni e autonomi. E questo può solo tornar comodo agli sciiti...
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