Originariamente Scritto da Xilinx23
La donna dice si', poi a met
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mi domandavo il perchè di questo desiderio di interrompere inequivocabilmente il rapporto (ovviamente rapporto non con un partner occasionale o che cmq conosce da poco).
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Mi sembra ovvio che se durante il rapporto per qualche motivo la donna voglia interrompere non si possa far altro. Se si insiste verbalmente non credo si possa considerare stupro, ritardando eventualmente i tempi. Noi possiamo interrompere quando vogliamo, poi eventualmente se la donna ci costringe sul piu' bello a smettere possiamo sempre denunciarla :Flower:
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Tante persone forse dimenticano la lunga tradizione (un po' vergognosa devo dire) avvocatesca che per anni fece assolvere fior fior di stupratori in base al concetto della "vis grata puellae", ovvero, per chi non conoscesse il latino il principio che si assumeva tratto dall'esperienza e poi passato ai concetti giuridici con un percorso "culturale", sicuramente condizionato dal fatto che fino alla metà degli anni 60/70 la quasi totalità degli addetti ai lavori della giustizia era costituito da maschi, principio in base al quale una certa dose di violenza nell'approccio sessuale era da considerarsi lecita anzi, addirittura, "grata" alla fanciulla oggetto di tali avances in quanto, da una parte, era necessaria a vincere la "naturale ritrosia" dall'altro era conferma di una "passione travolgente" a cui l'uomo non poteva porre freno.
Da qui come logica conseguenza il fatto che se una donna non si faceva massacrare di botte prima di essere violentata si poteva in qualche modo presumere una sorta di consenso, seppur non pieno e incondizionato.
Altra conseguenza furono dotte dissertazioni nelle nostre aule di giustizia su quali esatti atti potessero essere considerati violenza carnale o semplici "atti di libidine"...ve li risparmio..
Da un certo punto in poi (metà anni 70) le donne stuprate iniziarono ad essere difese da donne avvocato e gli imputati ad essere giudicati da Tribunali dei quali facevano parte anche donne: certi discorsi non si sono più sentiti ma mi sembra di ritrovarli qui sul forum.
Sono ragionamenti che sanno di vecchio, di fascicoli ammuffiti, di sentenze pronunciate in anni in cui esisteva il delitto d'onore e la legge lo prevedeva come scusante anche dell'omicidio, in cui le donne non avevano voce in capitolo, dove il sesso era un tabù di cui manco si parlava.
Chi fa certi discorsi ancora nel 2006 sa di vecchiume...Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Angst essen Seele auf
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Premessa : Non so niente di questo caso, nCONIGLIO MANNARO
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
La calma
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Originariamente Scritto da Silvia62Tranquilla sei in buona compagnia .... sicuramente fra poco ti diranno che solo una donna poteva scrivere certe cose ....
Rimedio?? Ignorare
Silvia62, io almeno ho la fortuna di vivere in un posto dove (perdonatemi la generalizzazione) la maggior parte degli uomini non la pensa cos
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Anche se da una persona che esprime certe tesi politiche mi sarei aspettato qualcosina di più, ti rispondo dicendo che il reato di violenza sessuale coinvolge aspetti molto discutibili e molto poco giuridici per cui quando se ne parla non si deve ricorrere a concetti troppo generali e astratti come fai tu.Originariamente Scritto da Piotr AleksejevicIo la penso così, forse ho una mentalità ammuffita, ma non trovo giusto
equiparare quella che sarebbe semplice ignoranza/ sordità/ insensibilità
di un partner al gravissimo reato che è l'abuso sessuale, con tutte le
conseguenze che ne derivano.
Determinanti sono le qualità personali delle persone coinvolte.
Questo mi sembra evidente.
Infatti, se devo capire se in un atto sessuale vi è stato consenso o meno come faccio a stabilirlo senza cercare di capire la personalità di chi tale consenso esprime?
Come faccio a stabilire a priori che un certo comportamento maschile è stato interpretato come seria minaccia o come vera e propria violenza se non capisco chi è il presunto stupratore?
Su tali considerazioni processuali, si innesta un discorso culturale che vede profondamente cambiati nella percezione delle persone (giudici e avvocati compresi) concetti quali "libertà personale", "libera determinazione delle scelte", "libertà sessuale", tale percezione muta a seconda dell'ampiezza e del significato che diamo a questi concetti.
Di conseguenza muta il concetto giuridico di "violenza", "costrizione" e conseguentemente di stupro.
Il pallosissimo excursus storico di prima voleva dimostrare che certe posizioni espresse nella discussione sono legate a concetti di "libertà" e "libera determinazione" che appartengono a un mondo arcaico.
Se una donna si concede ad un rapporto sessuale lo deve fare in piena libertà e tale libertà comprende (vorrei anche vedere) il diritto di cambiare idea quando cazzo le pare.
Non capisco perchè una donna deve avere per legge il diritto di recesso se compra una sauna portatile ad una televendita e non deve avere lo stesso diritto per quanto riguarda il proprio corpo.
Io personalmente se dovessi stare con una che cambia spesso idea sul più bello potrei anche incazzarmi e sentirmi frustrato, ma in ogni caso mi farei anche qualche domandina sulle mie capacità amatorie senza per forza trasformarmi in un bruto...Last edited by mat; 25-07-2006, 11:22.Moderatore Debate Square
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