A volte scegliere non è così facile, specialmente una cosa così importante come la carriera universitaria. Sono un ragazzo 19enne ed apparentemente non coltivo interessi riconducibili a corsi di laura, quindi la scelta è stata abbastanza dura. Mi interessa molto la letteratura, la storia, ma anche la scienza a livello teorico, perché trovo profondamente noiosi i numeri, infatti ho dovuto compensare con le materie letterarie alla grave insufficienza riportata in matematica e fisica all'esame di stato. Partendo da questa considerazione, posso gioiosamente dichiarare al mondo intero di aver commesso la cazzata della mia vita, iscrivendomi qualche mese fa ad Economia e Commercio. Inizialmente, sebbene la scelta è stata fatta a mente lucida, avevo considerato solo la versatilità di questa laurea, che sembrava fatta apposta per uno che a 18 anni non sapeva cosa avrebbe voluto fare da grande. Bene, non avevo considerato il fattore "matematica a palate" e ci sto sbattendo il muso ogni giorno, con risultati raccapriccianti ed interesse per lo studio che sfiora il suicidio. Fortunatamente, ripeto e sottolineo fortunatamente, ho la preziosissima possibilità di continuare la piccola attività di famiglia che, sebbene non rientri nella sfera dei miei interessi attuali, è un appiglio saldo in questi tempi bui ed incerti. Trattandosi, sostanzialmente, di una forma di artigianato, ciò che studierei all'università sarebbe "un di più", ma la pratica sul campo è l'unico requisito necessario per apprendere il mestiere. Furbescamente, ho pensato che una formazione da economista, unita a quella d'artigiano, mi avrebbe permesso di portare ad un livello superiore quest'attività, giusto per mettere il mio "mattoncino" su quest'attività che ci portiamo avanti da generazioni. Tutto fila, ma davanti ad un libro di Diritto Privato e con due esami da dare in ritardo (guarda caso, due fondamentali), si tende a vedere tutto sotto un'altra luce, specialmente se la mente accarezza segretamente il desiderio di nutrirsi d'altro.
Ho sempre saputo che i miei interessi erano riconducibili ad un minimo comune denominatore e che questo si chiamasse Psicologia, ma ho frenato questi pensieri, con l'idea che il mondo avesse tra le palle troppi psicologi e che quella fosse la facoltà dove vanno quelli che nella vita non vogliono fare un cazzo. Non so chi me l'abbia inculcata questa convinzione, ma comunque non ho intenzione di esercitare quella professione, se non per necessità o per passatempo (quindi gratuitamente), però persiste la convinzione che quella facoltà, a differenza di Economia, non apporterebbe nessun potenziamento al mio profilo di lavoratore, ma beneficerebbe notevolmente a quello personale.
E' una scelta dura, ma guardandomi in torno vedo, oltre al libro di Diritto (occupa gran parte del mio campo visivo), che la laurea conta sempre di meno, rispetto ad un "portfolio". In fondo, nessuno sa dove ci porta la vita e quale mestiere sceglierà per me il caso, qualsiasi sia la mia scelta universitaria. Sicuramente la vita non è solo domani, ma sopratutto oggi e non so fino a che punto sono disposto a spendere quel che resta della mia gioventù (cit. Sergio Endrigo
) su qualcosa per cui non ho il minimo interesse.
A voi saggi la parola
Ho sempre saputo che i miei interessi erano riconducibili ad un minimo comune denominatore e che questo si chiamasse Psicologia, ma ho frenato questi pensieri, con l'idea che il mondo avesse tra le palle troppi psicologi e che quella fosse la facoltà dove vanno quelli che nella vita non vogliono fare un cazzo. Non so chi me l'abbia inculcata questa convinzione, ma comunque non ho intenzione di esercitare quella professione, se non per necessità o per passatempo (quindi gratuitamente), però persiste la convinzione che quella facoltà, a differenza di Economia, non apporterebbe nessun potenziamento al mio profilo di lavoratore, ma beneficerebbe notevolmente a quello personale.
E' una scelta dura, ma guardandomi in torno vedo, oltre al libro di Diritto (occupa gran parte del mio campo visivo), che la laurea conta sempre di meno, rispetto ad un "portfolio". In fondo, nessuno sa dove ci porta la vita e quale mestiere sceglierà per me il caso, qualsiasi sia la mia scelta universitaria. Sicuramente la vita non è solo domani, ma sopratutto oggi e non so fino a che punto sono disposto a spendere quel che resta della mia gioventù (cit. Sergio Endrigo
) su qualcosa per cui non ho il minimo interesse.A voi saggi la parola

), quindi capisco bene come ti senti.

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