Scelta della scuola superiore

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • nahui
    Astensionista

    • 05/03/09
    • 21040

    #1

    Scelta della scuola superiore

    Figlia è indecisa tra liceo linguistico (scelta caldeggiata da noi genitori) e liceo artistico. Ora come ora, non ha voglia di studiare: fosse per lei farebbe la cassiera da Mc Donald, lo trova figo. A parte farle sperimentare un lavoro estivo da cameriera appena possibile per legge, vorrei conoscere il parere di voi ccciofani che lottate nel mondo del lavoro: fare l'artistico è un suicidio occupazionale, come sospetto, o le cose sono cambiate rispetto alla mia era ?
    Help mum
    Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
    (George Bernard Shaw)
  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24578

    #2
    Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
    Figlia è indecisa tra liceo linguistico (scelta caldeggiata da noi genitori) e liceo artistico. Ora come ora, non ha voglia di studiare: fosse per lei farebbe la cassiera da Mc Donald, lo trova figo. A parte farle sperimentare un lavoro estivo da cameriera appena possibile per legge
    puoi anticipare facendo riposare i suoi vestiti su una sedia accanto ai fuochi durante una sessione di frittura totale e farle sperimentare l'appeal sui ragazzi di quel delicato sentore di Frites, le nouveau parfum Lancome de Paris

    vorrei conoscere il parere di voi ccciofani che lottate nel mondo del lavoro: fare l'artistico è un suicidio occupazionale, come sospetto, o le cose sono cambiate rispetto alla mia era ?
    Help mum
    dico lo stesso, anche se non sono cciofane; nessuna scuola è davvero un suicidio occupazionale, anche perché il lavoro poi è il risultato di troppe altre variabili;

    però, sapere più lingue è oggettivamente un amplificatore di opportunità e - da non trascurare - di autostima sociale e personale, oltre ai benefici intrinseci di apprendimento di sistemi diversi;
    poi, è risaputo sin dai tempi della mia adolescenza che "al linguistico vanno le ragazze più belle"
    c'è del lardo in Garfagnana

    Comment

    • nahui
      Astensionista

      • 05/03/09
      • 21040

      #3
      L'odore di fritto è già familiare
      Il punto è che è molto creativa, ma non è che abbia una passione per l'arte. Ogni volta che vedo banchetti di ragazze bravissime a fabbricare orecchini o borse, il cui valore di mercato non compenserà mai le ore di pazienza artigiana impiegate per produrle, penso a figlia e mi viene male.
      Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
      (George Bernard Shaw)

      Comment

      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24578

        #4
        quello che lei fa spontaneamente nel tempo libero, almeno come inclinazione, è molto importante per individuare tratti rilevanti di un futuro mediamente appagante;
        ma il liceo artistico non aggiunge alla formazione niente che non possa essere coltivato successivamente, e che in genere viene richiesto esattamente dalla passione;

        ma le lingue - e il resto della struttura nozionistica di un liceo decente - offrono una formazione difficilmente recuperabile in seguito, ove questa manchi;

        io sono per le scelte mature e, se possibile, persino per posticipare di un anno l'università, dopo un anno all'estero a vedere il mondo, fare lavoretti e capire se si sta vivendo per soddisfare se stessi o le aspettative altrui; anche perché gli incontri che farà tra ora e i suoi 18/19 anni cambieranno tutte le carte in tavola.
        c'è del lardo in Garfagnana

        Comment

        • dark lady
          la viaggiatrice
          • 09/03/05
          • 70446

          #5
          Concordo con Axe, conoscere le lingue oggi è ciò che ti apre il maggior numero di porte. Ma non esiste una versione di artistico con lingue?
          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

          Comment

          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #6
            Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
            Figlia è indecisa tra liceo linguistico (scelta caldeggiata da noi genitori) e liceo artistico. Ora come ora, non ha voglia di studiare: fosse per lei farebbe la cassiera da Mc Donald, lo trova figo. A parte farle sperimentare un lavoro estivo da cameriera appena possibile per legge, vorrei conoscere il parere di voi ccciofani che lottate nel mondo del lavoro: fare l'artistico è un suicidio occupazionale, come sospetto, o le cose sono cambiate rispetto alla mia era ?
            Help mum
            Secondo me l'artistico si sceglie perchè si desidera solo quello. Già posto in alternativa a un altro indirizzo suggerisce di non fare il passo.
            amate i vostri nemici

            Comment

            • Doppio
              Superstite
              • 04/08/10
              • 4917

              #7
              Giovane lo sono per modo di dire, comunque tra artistico e linguistico non vedo una differenza abissale (tra i licei in generale, gli estimatori del liceo classico mi mangeranno per averlo detto, ma la penso così). A livello occupazionale forse meglio non andarci proprio a scuola, lo dico come battuta provocatoria, ma ritengo ci sia un fondo di verità, quelli della mia età sono stati cresciuti sentendosi dire continuamente che dovevano studiare e che questo avrebbe fatto un'enorme differenza sui nostri curricula, ma da laureato ho dovuto fare i conti con il fatto che difficilmente potevo competere con quei miei coetanei che, non avendo studiato, erano già ben inseriti da lungo tempo nel mondo del lavoro (non che farei a cambio, ma solo perché amo la cultura: ho studiato e tutt'ora studio, anche se non sono più iscritto ad alcuna scuola, per imparare a prescindere dal valore che i miei studi avrebbero avuto in un contesto lavorativo). Da madre che deve convincere la figlia dell'importanza degli studi non ti piacerà sentirlo, ma non sempre tutti questi pezzi di carta costituiscono un vantaggio, anzi ho un amico che da buon disoccupato stava cercando lavoro senza precludersi neanche i posti più umili e in un paio di occasioni si è visto rifiutato perché "troppo qualificato" (capisco anche che un datore di lavoro si in imbarazzo ad assumere un laureato per un posto per ci non servirebbe nemmeno il diploma, ritenendo di non poterci fare affidamento in quanto probabilmente questo cercherà di meglio e lascerà il posto alla prima occasione, però mi turba ugualmente).
              Non avete ancora visto niente

              Moderatore droghe

              Comment

              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24578

                #8
                il punto è che, se di per sé il corso degli studi può non garantire il lavoro, sicuramente forma l'identità e la fiducia;
                la padronanza di - o comunque la familiarità con - più lingue oggi equivale all'istruzione superiore di 60 o 70 anni fa; è una distanza netta e rilevante rispetto alla quasi totalità della popolazione attiva in termini di opportunità;
                mi riferisco, beninteso, alla capacità di trattare al telefono argomenti complessi senza prendere abbagli essenziali, che è cosa diversa dalla nozione scolastica di molti, che ovviamente da sola non basta;
                certamente, senza una frequentazione diuturna delle lingue in età adolescenziale, quando ancora si apprende con una certa facilità, tutto diventa più difficile;

                avessi avuto figli, sarei stato molto tollerante sui risultati scolastici in termini di voti, che avrei cercato di integrare con stimoli a casa; le nozioni si dimenticano, soprattutto se gli insegnanti non sono adeguati, quindi è un po' un terno al lotto;
                ma sulle lingue avrei impostato molto precocemente una (dolce) dittatura educativa, anche per emulazione, perché si tratta di protesi davvero insostituibili che fanno la differenza in molte circostanze;
                davvero, non vorrei esagerare ma, soprattutto per italiani e altri cittadini di paesi di lingue poco veicolari, un livello elevato di padronanza della lingua ospite colloca immediatamente la persona ad un livello di affidabilità e accettazione nel ruolo lavorativo o sociale molto maggiore, perché incide tantissimo sulla valutazione che si determina in tempi rapidi.
                c'è del lardo in Garfagnana

                Comment

                • nahui
                  Astensionista

                  • 05/03/09
                  • 21040

                  #9
                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  davvero, non vorrei esagerare ma, soprattutto per italiani e altri cittadini di paesi di lingue poco veicolari, un livello elevato di padronanza della lingua ospite colloca immediatamente la persona ad un livello di affidabilità e accettazione nel ruolo lavorativo o sociale molto maggiore, perché incide tantissimo sulla valutazione che si determina in tempi rapidi.
                  E' quello che penso anche io. Visto che non ha passioni particolari, tanto vale che impari due o tre lingue straniere: potrà fare la barista a Rimini o l'avvocato a Londra, secondo la voglia che avrà di studiare. Il problema che sta emergendo è che odia il francese, e la maggior parte dei licei linguistici lo prevede come seconda lingua obbligatoria; sono pochissimi quelli che permettono di studiare spagnolo o tedesco.
                  Si è posto anche il problema istituti tecnici o professionali, e qui mi ricollego a quello che scrive Doppio. Figlia non ha voglia di studiare: è la tipa che passa dal 9, quando si degna di stare mezz'ora sui libri, al 4 o al 5, quando non li apre proprio. Però ammetto di avere un pregiudizio un po' snob su questa scelta: per me la cultura personale è di fondamentale importanza, e l'ambiente che ci circonda contribuisce moltissimo alla formazione. L'ambiente degli istituti professionali, per come lo conosco, non mi piace: pieno di ragazzi che, come lei, pensano che sia una scuola "facile", dove si studia poco. Perché andare al ribasso ? Se prendi una buona rincorsa per il salto, magari non raggiungi il ramo più alto, ma sempre meglio che partire e rimanere a quattro zampe, tarpandoti le ali prima ancora di sapere che estensione hanno. Questo mio pensiero è fonte di frustrazione per Marta, e questo mi dispiace. Ho paura di farle troppa pressione, lei per fortuna è un tipo che non tiene le cose dentro, e di questo parliamo chiaramente. Forse sbaglio, riverso le mie ambizioni su di lei. E' molto complicato, riconosco di avere dei pregiudizi.
                  Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                  (George Bernard Shaw)

                  Comment

                  • dark lady
                    la viaggiatrice
                    • 09/03/05
                    • 70446

                    #10
                    Nahui, io ho studiato in un tecnico e ti assicuro che non sono affatto più semplici dei licei (ti basti pensare che all'università all'esame di matematica riuscivamo molto meglio noi usciti da ragioneria che gli usciti dallo scientifico, per dire). Inoltre un tecnico ti apre più sbocchi professionali se non vuoi continuare a studiare. E se si vuole continuare ti da comunque una buona formazione di base (è vero che io parlo dei miei tempi, ora non so come sia in realtà).
                    Ricordo che per le lingue ai miei tempi vi era anche una scuola di "perito aziendale corrispondente lingue estere" in cui si studiavano più lingue straniere.
                    Credo che in ogni caso le ambizioni dei genitori verso i figli siano spesso dannose. I miei mi hanno obbligato a fare economia (come ragioneria prima quando avrei invece voluto fare il classico) perché volevano che diventassi commercialista. Sono cresciuta con quella convinzione ma a me piacevano di più le materie umanistiche, in cui eccellevo.
                    E' finita che ho mollato economia, sono passata a giurisprudenza e intanto sono diventata giornalista. Se avessi seguito le aspirazioni dei miei ora sarei una commercialista infelice, invece che una giornalista felice. E certo, probabilmente economicamente avrei prospettive migliori, ma non cambierei mai la mia vita con quella che i miei avrebbero voluto per me.
                    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                    Comment

                    • nahui
                      Astensionista

                      • 05/03/09
                      • 21040

                      #11
                      Io non la obbligo a fare nessuna scelta, ma le mie preferenze trasudano
                      Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                      (George Bernard Shaw)

                      Comment

                      • Bauxite
                        Cosmo-Agonica

                        • 25/12/09
                        • 36341

                        #12
                        Falle scegliere ciò che vuole davvero.
                        Ora non è il momento di pensare a quanto lavoro troverà se farà ciò che volete. Deve trovare la sua strada secondo le sue propensioni, pur essendo supportata.

                        Volevo fare l' artistico e fui cpstretta al classico.
                        Volevo fare l' accademia di belle arti e ho fatto prima conservazione e poi lingue.

                        Tanto qualsiasi cosa scelga ora non sarà cmq definitiva o irreparabile.

                        Comment

                        • nahui
                          Astensionista

                          • 05/03/09
                          • 21040

                          #13
                          Magari volesse qualcosa davvero !
                          Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                          (George Bernard Shaw)

                          Comment

                          • Bauxite
                            Cosmo-Agonica

                            • 25/12/09
                            • 36341

                            #14
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            il punto è che, se di per sé il corso degli studi può non garantire il lavoro, sicuramente forma l'identità e la fiducia;
                            la padronanza di - o comunque la familiarità con - più lingue oggi equivale all'istruzione superiore di 60 o 70 anni fa; è una distanza netta e rilevante rispetto alla quasi totalità della popolazione attiva in termini di opportunità;
                            mi riferisco, beninteso, alla capacità di trattare al telefono argomenti complessi senza prendere abbagli essenziali, che è cosa diversa dalla nozione scolastica di molti, che ovviamente da sola non basta;
                            certamente, senza una frequentazione diuturna delle lingue in età adolescenziale, quando ancora si apprende con una certa facilità, tutto diventa più difficile;

                            avessi avuto figli, sarei stato molto tollerante sui risultati scolastici in termini di voti, che avrei cercato di integrare con stimoli a casa; le nozioni si dimenticano, soprattutto se gli insegnanti non sono adeguati, quindi è un po' un terno al lotto;
                            ma sulle lingue avrei impostato molto precocemente una (dolce) dittatura educativa, anche per emulazione, perché si tratta di protesi davvero insostituibili che fanno la differenza in molte circostanze;
                            davvero, non vorrei esagerare ma, soprattutto per italiani e altri cittadini di paesi di lingue poco veicolari, un livello elevato di padronanza della lingua ospite colloca immediatamente la persona ad un livello di affidabilità e accettazione nel ruolo lavorativo o sociale molto maggiore, perché incide tantissimo sulla valutazione che si determina in tempi rapidi.

                            Se fai un buon istituto superiore, di ogni genere, non hai che da guadagnare. Non è vero che solo se studi lingue al liceo puoi imparare. Se vai fuori, è meglio.

                            La figlia di nahui mi pare di ricordare che non avessse un buon voto in francese, farebbe un linguistico senzs studiarlo? Non dovrebbe invece riprendere da capo? E in tal caso non andrebbe bene scegliere lingue all' università?
                            A queste domande rispondo sì.

                            Stesso si può dire a proposito dei "lavoretti" con carta e colla. Scusate tanto, ma un buon artistico non indirizza al bricolage e sicuramente dopo si può approfondire o scegliere altro.

                            A me sembra sempre più stressante questo onere che si vuol dare a ragazzi di quattordici anni.
                            L' ambito linguistico è saturo in Italia.
                            Per cui, dando per scontato che cmq un giorno potrebbe partire e imparare le lingue, perché illuderla che sia il solo modo per impararle quello di andare al linguistico?!

                            Comment

                            • nahui
                              Astensionista

                              • 05/03/09
                              • 21040

                              #15
                              Io avevo anche proposto: fai quello che vuoi ma impegnati a studiare privatamente una seconda lingua straniera, a scelta. Risposta: no. In questo mese ci saranno le porte aperte in moltissime scuole: dovrebbe venire per farsi un'idea, no ? Non vuole: sabato mattina ha la palestra, venerdì pomeriggio deve uscire, varie ed eventuali. Si impunta come un mulo. Non è matura.
                              Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                              (George Bernard Shaw)

                              Comment

                              Working...