I miei pensieri

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  • Revenge

    #16
    Canto d'ombra.

    L'alba dalla luce nera
    getta nell'oscurità le bugie
    travestite da verità e sincerità.
    Mantello che avvolge le speranze
    l'ombra di due estranei negli occhi.
    Spiraglio della fine
    nessuna parola della vitrea essenza
    artificiale
    possesso di una vita.
    Sogni ad occhi aperti
    portati alla realtà
    senza mezzi termini.
    Con uno schiaffo
    una spinta nel vuoto.
    Amaro sapore della rivincita
    superbia
    celando ogni cosa ad un mondo
    un qualcuno
    che non ti è mai appartenuto.
    Sbarrando le porte dell'anima
    l'ultimo spiraglio di luce
    che tengo per me stessa
    senza condividere più nulla.
    Gatta d'argento
    miele di mandragora
    veleno dell'instabile oblio.

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    • Hydra
      Silent war
      • 29/01/08
      • 4041

      #17
      Aggiungo qualche storiella che ho scritto qua e la per il mio blog.

      03/06/09

      Sentivo ogni cosa.
      Il ritmo incessante dell'apparecchio attaccato al mio corpo, che scandiva i battiti del mio cuore.
      La voce di mia madre, vicina a me quanto lontana, che mormorava "La mia bambina" tra i singhiozzi del pianto costante.
      Le carezze di lei sulla mia mano, a volte dolci, altre volte delle strette forti, che cercavano di riportarmi a una realtà che mi era negata.
      Il vociare di sconosciuti, che ripetevano "Non si sveglierà mai più." quando nessuno era presente, quando nessuno a parte me poteva udire quell'amara sentenza.
      Il frusciare del vento che attraversava le finestre, e muoveva delicatamente i miei capelli.
      I passi nella stanza, nervosi, di chi aspettava un miracolo che non sarebbe mai avvenuto.
      La sua presenza vicino a me, che poggiava sulle mie orecchie la mia musica preferita, sperando che potesse sortire qualche effetto.
      Cercavo dei movimenti che non riuscivo a compiere, cercavo una libertà che non avrei più potuto avere.
      Ero intrappolata nel mio stesso corpo.
      E lo sarei stata per sempre.
      [SIZE=1][COLOR="#333399"]Moderatrice scienza, natura e ambiente.[/COLOR][/SIZE]

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      • Hydra
        Silent war
        • 29/01/08
        • 4041

        #18
        01/07/09

        Mi faceva sempre ridere sentir parlare gli altri del tempo.
        Pensavano di non averne, nella loro testa era radicata l'idea che fosse giusto avere fretta, non fermarsi un attimo, notare le cose passare velocemente, senza cercare di fermarle, perchè dietro ad un'opportunità ce ne doveva essere per forza un'altra.
        Era divertente vederli come insetti a raccolta, parti di un gruppo in costante disequilibrio.
        Ignoravano cosa significasse non averlo sul serio il tempo.
        Non sapevano che il mio si stava esaurendo, che il mio corpo era ciò che mi stava conducendo alla fine.
        Quel corpo che avevo sempre tanto amato, che mi aveva dato tante gioie, che significava me stessa, ora mi aveva voltato le spalle e stava diventando la causa della mia fine.
        Non mi voleva consentire di arrivare nemmeno a 30 anni.
        Io stessa ero una bomba ad orologeria, e nessuno sapeva, o neanche si fermava un'istante per accorgersene.
        Non rivelai niente a nessuno, forse perchè non sopportavo parlarne: significava ammetterlo.
        Invece io, temeraria come sempre, ridevo di fronte a quello che sarebbe stato il mio ultimo giorno.
        Trovarono il mio corpo steso a terra una mattina di agosto.
        Era il cuore, dissero. Tutti ignoravano che io fossi malata, che mi stavo sgretolando.
        Non seppero mai cosa significhi non averlo sul serio, il tempo.
        Non lo seppe mai nessuno. Non glielo rivelai.
        [SIZE=1][COLOR="#333399"]Moderatrice scienza, natura e ambiente.[/COLOR][/SIZE]

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        • Hydra
          Silent war
          • 29/01/08
          • 4041

          #19
          22/09/09


          "Perchè noi umani vogliamo sapere tutto, anche se sappiamo che la risposta ci farà male?" si chiese, stringendo quella leggera stola blu tra le mani.
          "Vogliamo sapere, come se fosse l'unica cosa che conta nella vita. E' irrilevante il dolore che poi ci scatenerà l'eventuale rivelazione, a noi basta averne una che soddisfi la nostra curiosità. Non ci fermiamo a pensare."
          Strinse forte intorno al polso quel pezzo di stoffa tanto caro "Non si tratta più di curiosità, arrivati ad un certo punto. E' vero e proprio masochismo. Forse è vero che noi umani non sappiamo vivere senza farci male. Infondo, le cose che fanno male sono quelle che ci attirano maggiormente".
          [SIZE=1][COLOR="#333399"]Moderatrice scienza, natura e ambiente.[/COLOR][/SIZE]

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          • Hydra
            Silent war
            • 29/01/08
            • 4041

            #20
            04/02/09

            Alla fine venni messa faccia a faccia con il mio desiderio più impellente: poter decidere tra amore e amicizia.
            Non avevo mai considerato seriamente i risvolti di una mia eventuale scelta. Avevo scelto di vivere e basta.
            In silenzio presi la borsa marrone scuro, già piena del necessario per vivere lontana da te, e mi avviai per una strada confusa, sconosciuta e familiare al tempo stesso.
            Nel cuore uno stato di necessità pulsante. Ero sicura, a quel tempo, che nulla mi sarebbe mancato della mia vita con te. Di quei momenti, delle risate, delle nostre battute che potevamo capire solo noi sarebbe rimasto solo il contorno, sbiadito e consumato dal mare di ipocrisia che ci ha allontanati.
            Camminavo ormai da qualche ora quando raggiunsi la mia meta, più facilmente di quanto mi aspettassi.
            Forse è vero che ero già stata qui, come mi suggerì quel giorno.
            Bussai alla porta. Il gelo dell'inverno aveva ormai gettato la sua ombra sulle caldi estati e i miti autunni che ricordavo da bambina. Fissavo il legno finemente intagliato, il colore ambrato della tavola che stava immobile davanti ai miei occhi, aspettando che, per volontà del vento o sua, si fosse mossa e avesse rivelato ai miei occhi quel viso.
            Un leggero cigolio, il lamento del cardini vicini a cedere al peso di una porta troppo pesante.
            Lo vidi, forse più bello di quanto lo ricordavo, e i suoi occhi balzarono come fulmini nei miei. Non servì neanche una parola per rivelare il motivo della mia visita.
            Mi prese tra le braccia, stringendomi al massimo delle sue possibilità. Le mie lacrime bagnavano ormai la sua maglia, leggere, quasi impercettibili per me; ma ogni volta che non riuscivo a trattenere una goccia, le sue braccia avevano un sussulto, e la sua voce diveniva più flebile e rassicurante.
            Non ricordo bene cosa mi disse, o se lessi un minimo di sorpresa nei suoi occhi. Penso che si aspettasse di trovarmi oltre la sua porta da un giorno all'altro.
            Comunque sia, non seppi dare una definizione a ciò che provai. Sarà che la mia mente, come la mia vita, sono controllate dal caos e non seguono un ordine logico.
            Sarà che non volevo sentire altro che la sua voce che mi rassicurava.
            Sarà che volevo fuggire, più lontano possibile, da te e da tutto ciò che ci accumunava.
            Fatto sta che feci l'errore più grande della mia vita: assecondare tutti i miei capricci, qualsiasi essi siano stati.
            Il vento soffiava tra le crepe della casa, ormai in rovina. Mi ricordava il mio cuore, rattoppato troppe volte da mani poco abili.
            Mi ricordava il nostro rapporto, troppo instabile e fragile per durare.
            Col senno di poi, capii che quella fu la scelta giusta.
            Last edited by Hydra; 23-12-2009, 16:42.
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            • Hydra
              Silent war
              • 29/01/08
              • 4041

              #21
              30/11/09

              L'acqua continuava a scorrere sul suo corpo, troppo calda per una persona normale, ma troppo fredda affinchè lei potesse sentire qualcosa.
              Le colorava la pelle di un colore rossastro, ma non sentiva dolore, non sentiva caldo.
              Non sentiva nulla.
              Avrebbe voluto che l'acqua fosse stato acido, così da dissolvere la sua pelle, i suoi muscoli, i suoi nervi, oltrepassare le ossa e arrivare diritto all'anima, dove magari sarebbe riuscito a corrodere tutta la lordura e il male accumulati in essa nel corso degli anni.
              Avrebbe voluto che quell'acqua fosse stata lava, fuoco, veleno, ma non acqua, no.
              Quell'elemento talmente puro che faceva risaltare le macchie nere che sembravano oltrepassare il velo leggero della sua pelle.
              S'accasciò nel fondo della doccia, sommersa da quel muro silenzioso.
              L'acqua continuava a scorrere, e il tempo continuava a passare.
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              • dark lady
                la viaggiatrice
                • 09/03/05
                • 70460

                #22
                La prima che hai messo di quest'ultima serie è stupenda.
                “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                • Hydra
                  Silent war
                  • 29/01/08
                  • 4041

                  #23
                  Ti ringrazio cara.
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