Quanto vorrei che tutto ciò divenisse realtà, angelo mio...come può essere così crudele la vita?
che ironia...
ascoltare senza udire...
guardare senza vedere...
sentire senza toccare...
mi sono detta tante volte "dovrei diventare meno sensibile...più cinica...più dura...almeno non sentirei tutto così...." e alla fine invece ringrazio Dio di essere quella che sono, di vivere tutto senza pelle, carne viva esposta al dolore come ad un'infezione, alla gioia come ad un linimento...
Voglio restare sempre così, viva, scalciante, pura luce che a volte viene offuscata da nuvole cariche di nera pioggia, ma che torna sempre a risplendere fulgida e vibrante, supernova nel mio stesso firmamento...
Il mio amico, fratello di tante emozioni, P. è venuto da me l'altra sera, come se io stessa lo avessi chiamato con le parole scritte qui, e ho finalmente potuto appoggiare di nuovo la testa sul suo petto.
Quanto tempo!
Che sollievo!
Che ristoro sentire di nuovo il suo cuore battere calmo, sereno, nonostante le tempeste della sua vita...e quella voce profonda, tranquillante delle mie laceranti esagitate emozioni, mi ha condotto su di un più alto livello di coscienza dove solo lui riesce a vedermi, perchè lui mi ci ha portato la prima volta con tanta fatica...
Vorrei tanto, caro P., smettere di essere la farfalla che continua a sbattere contro quel vetro dietro il quale c'è l'attraente luce e fermarmi tranquilla finalmente a rimirare i miei colori, come tu vorresti per me...
Ci sto provando...ci sto provando davvero questa volta...e farò come mi hai chiesto, prenderò quel quaderno e alla fine di ogni giornata scriverò "oggi mi sono amata un po' di più".
Imparerò, vedrai.
E lucean le stelle...e olezzava la terra...
stridea l'uscio dell'orto...
e un passo sfiorava la rena.
Entrava ella, fragrante,
mi cadea tra le braccia.
Oh dolci baci, o languide carezze,
mentr'io fremente
le belle forme disciogliea dai veli!
Svanì per sempre
il sogno mio d'amore...
L'ora è fuggita,
e muoio disperato...
e muoio disperato... E non ho amato mai tanto la vita!
Tanto la vita...
Tanto la vita...
Il mare di lucciole nel bosco di sera ieri mi ha ricordato ancora una volta quest'aria della Tosca, nella versione cantata da Domingo...amore e disperazione allo stato puro...e come sempre anche solo cantandola nel mio cuore tanti brividi come piccole scosse elettriche hanno percorso il mio corpo...
Neve che vola...ogni tanto parli di Dio. Guarda che e' una grandissima cosa, anche solo aver la consapevolezza che esista! Nulla accade per caso, leggo sotto al tuo nick. Ed e' vero...
Ho visto il fuoco divampare sulle acque, in tetri fiumi sotterranei. Ho sentito il pianto di un bambino puro, divenire le urla della bestia. Ho danzato tra le ombre della notte, dissolvendomi in nebbie chiare. Ho pianto contorcendomi sotto i raggi della luna, circondato da esseri ululanti. Ho dimenticato il mio nome tra sabbie rosse, brancolando nello oblio. Ho assaporato nauseabondi nettari veleniferi, dalle labbra di contorti serpenti. Ho ascoltato canti in pozzi dalle molte zanne, scuotermi i sensi. Ho socchiuso i miei occhi in antri oscuri, abbandonato ad antichi silenzi.
forse avrei dovuto scriverlo qui...ma leggere certe cose in quel 3d è stato come togliere il dito dal buco nella diga e le parole sono fluite liberamente e senza freno alcuno...
Spero sempre che le persone non capiscano mai davvero come ci si senta perchè vorrà dire solo che anche loro sono cadute preda della Bestia.
Quanto è doloroso vedere le porte del mio personale girone dei dannati che si aprono e lasciano entrare un'anima nuova...
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