Allevi e Beethoven

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  • Aquila Nera
    Opinionista
    • 15/07/13
    • 176

    #31
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    Aquila, il piano non è il mio strumento, perciò non ho elementi sufficienti di giudizio; Michelangeli mi è sempre piaciuto tanto, un po' per il repertorio, un po' per pregiudizi favorevoli ereditati, e poi per una serie di spiegazioni sulle sue esecuzioni espresse da Roman Vlad una 50ina di anni fa in introduzione di un ciclo di esecuzioni registrate dalla Rai;

    poi ho letto Rattalino, che gli critica molto presunti stravolgimenti o libertà eccessive di interpretazione, tu che dici ?

    Io dico che siamo tutti interpreti. Io non suonerò mai come Chopin e lo stesso Chopin non suonerà mai come se stesso al tempo della prima stesura del notturno 19.
    Detto questo c'è da dire che bisogna solo imparare nel senso che tutti siamo nessuno e tutti siamo interpreti - torno a dire. Che uno critichi un altro per interpretazioni errate è quindi un bifolco a prescindere. E' esattamente come leggere un testo: ci sono mille variabili e mille mila interpretazioni. Io non leggerò mai lo hobbit come lo lesse Tolkien nel suo circolo insieme a Lewis.
    Poi è ovvio, se il tempo è in 5/4 e tu mi fai un 2/2 battendo i piedi, faccio una smorfia ma di sicuro non ti giudico l'interpretazione.
    Si può giudicare solo quello che è assoultamente oggettivo: tecnica, stile, movimento, ritmo e tutto quello che concerne lo spartito. ovviamente ci sono le dovute esagerazioni.

    Liszt, esempio, era un cafone, puttaniere che alla fine diventa pur frate (a detta del mio maestro perchè non t******* più) ma in ogni caso era una rock star del tempo perchè aveva interpretazioni tutte sue inimitabili.
    Michelangeli lo stesso, baremboim (come si scrive) uguale, M° Horowitz stesso preciso. Tutto sta nel cercare la interpretazione che più si avvicina alla tua sensibilità artistica tale da permetterti di dire: guarda che bello questo pezzo, sembra che parli di me! (prima cosa che ho detto all'età di 5 anni quando suonavo il beyer).

    Un unico consiglio misto: chi parla troppo cancellalo a prescindere. chi dà giudizi sullo stile interpretativo cestina.
    segui il cuore quando ascolti. Se ti piace allevi PER LA SUA INTERPRETAZIONE ascoltalo e dì che PER TE E PER QUELLO CHE ESPRIME LUI è meglio di beethoven.


    Originariamente Scritto da Full di Jack Visualizza Messaggio
    Certo, Aquila Nera, che avere gli stessi titoli di studio non significa avere le stesse capacità e competenze, come dici giustamente ciò dipende molto dal maestro avuto e dalla scuola frequentata, non ti volevo paragonare a lui (oltretutto non conoscendoti non mi permetterei) ma mi era saltato agli occhi il fatto che avete gli stessi diplomi , dicevo solo che l' uscita di allevi su Beethoven era fatta in malafede perchè persino gli studenti in erba conoscono i ritmi composti.

    Comunque, soltanto per la cronaca, si diplomò al Morlacchi di Perugia nel '90 in pianoforte e al Verdi di Milano nel '01 in composizione; su chi siano stati i suoi maestri non saprei dire. Da profano ti chiedo come giudichi tu e che reputazione hanno questi due istituti?

    dunque parliamo di 20 anni fa bene o male quindi le cose sono cambiate ma rimangono fisse alcune cose:

    - perugia: non è un conservatorio per pianisti ma per fiati (trombe) ergo come livello per i pianisti è di serie b se non c anche perchè ho avuto allievi "trasferiti" da quello e devo dire che non erano delle "menti" ma anzi.

    - milano: sicuramente meglio di perugia ma non il top per composizione al contrario di Como, Lecco che sono le roccheforti del nord (e in italia oserei). milano diciamola brutta, ha il "nome" e quindi ha una fila di studenti da qui a napoli perchè chi esce DALL'ILLUSTRISSIMO CONSERVATORIO DI MILANO ha il bigliettino di carta apriporte. un pò come laurearsi alla liuc e alla bocconi, qualcosa cambia, sopratutto per le aziende. io mi sono diplomato a milano nel 95 quando ancora c'erano i magnifici quattro (cercati chi sono) ma ho sempre preso (per crescere) lezioni private dal mio maestro di una vita proprio per non perdere la mia identità. Sono dei cazzoni, assolutamente il top per pianoforte perchè insegnano i grandi nomi ma abbastanza scarsi per gli archi e composizione. Milano, per composizione è di serie c senza il minimo dubbio. Se vuoi comporre a milano vai alle civiche - fondazione del comune - dipartimento di musica e lì ci sono grandissimi nomi uguali a Milano ma abbordabili anche a liceali che vogliono imparare. due su tutti: Verrando e Pessina.


    tirando le somme: allevi si è diplomato in conservatori - per le materie di specializzazione - di serie b e c. ergo lui, come tecnica, è di serie b e c.
    Se fosse andato per piano a milano e composizione a lecco e fosse uscito con lo stesso punteggio e con lo stesso diploma avrei più rispetto sicuramente.
    Io sono un fedele sostenitore che un pezzo di carta non ti faccia diventare mio "collega" (sono un insegnante di pianoforte e cembalo) ma le persone alle tue spalle.



    qualcosa di non chiaro? spero di no.

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24578

      #32
      Originariamente Scritto da Aquila Nera Visualizza Messaggio
      Io dico che siamo tutti interpreti. Io non suonerò mai come Chopin e lo stesso Chopin non suonerà mai come se stesso al tempo della prima stesura del notturno 19.
      Detto questo c'è da dire che bisogna solo imparare nel senso che tutti siamo nessuno e tutti siamo interpreti - torno a dire. Che uno critichi un altro per interpretazioni errate è quindi un bifolco a prescindere.
      ...
      Liszt, esempio, era un cafone, puttaniere che alla fine diventa pur frate (a detta del mio maestro perchè non t******* più) ma in ogni caso era una rock star del tempo perchè aveva interpretazioni tutte sue inimitabili.
      Michelangeli lo stesso, baremboim (come si scrive) uguale, M° Horowitz stesso preciso. Tutto sta nel cercare la interpretazione che più si avvicina alla tua sensibilità artistica tale da permetterti di dire: guarda che bello questo pezzo, sembra che parli di me! (prima cosa che ho detto all'età di 5 anni quando suonavo il beyer)
      se non ricordo male - potrei essere impreciso, sono letture di oltre 20 anni fa - Rattalino rimproverava a Michelangeli di cambiare proprio le note, la partitura, non solo espressione o volumi;

      in effetti la domanda che ti avevo posto traguardava proprio la questione della forbice tra filologia e interpretazione, perché nell'insieme dei sentimenti verso quelle opere diventa una questione rilevante, soprattutto per chi è immerso, volente o nolente, nella prassi musicale "popolare" in cui il testo scritto conta molto di meno.
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • Aquila Nera
        Opinionista
        • 15/07/13
        • 176

        #33
        Io non credo proprio che Michelangeli cambiasse le note.
        e nel caso l'avesse fatto dev'essere stato tipo un album di nicchia per intenditori ed estremi fan dove lui avrà scritto a caratteri cubitali che erano interpretazioni integrali.....
        cmq rattalino è da sempre un rosicone: eterno secondo (anche terzo) di allievi colleghi suoi.

        Io ho conosciuto Vidusso sai? uno stronzone di 1* categoria. però una bestia.

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #34
          Originariamente Scritto da Aquila Nera Visualizza Messaggio
          cmq rattalino è da sempre un rosicone: eterno secondo (anche terzo) di allievi colleghi suoi.

          Io ho conosciuto Vidusso sai? uno stronzone di 1* categoria. però una bestia.
          in famiglia ho avuto solo echi lontani e indiretti delle polemiche tra musicisti, critici, ma tutta gente della prima metà del secolo, Bartok, De Sabata...; racconti ascoltati da bambino che in buona parte ho dimenticato; però c'erano aneddoti gustosi, come quello del nonno direttore e burlone che, ad insistenti richieste salottiere di eseguire qualcosa, si produceva in 4 e passa ore di Tristano adattato per piano, a mortificare con sguardi severi vecchiette artritiche propense al sonno
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • Aquila Nera
            Opinionista
            • 15/07/13
            • 176

            #35
            quello è la base ormai.
            chiedi, se puoi, i vari aneddoti tra liszt e chopin oppure di quanto fosse puttaniere puccini

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24578

              #36
              Originariamente Scritto da Aquila Nera Visualizza Messaggio
              quello è la base ormai.
              chiedi, se puoi, i vari aneddoti tra liszt e chopin oppure di quanto fosse puttaniere puccini
              eh, purtroppo oramai sono mancate anche le fonti di seconda o terza mano;

              l'aneddotica su quelli che dici tu fa abbastanza parte della storia dei costumi sessuali, però...

              una che ti posso raccontare, è che il famigliare in questione un giorno, durante un soggiorno a NY,1948, sentì cantare la sua cameriera greca Maria, e la mandò a perfezionarsi nella sua città natale...
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • Full di Jack
                Opinionista
                • 29/04/12
                • 904

                #37
                Originariamente Scritto da Aquila Nera Visualizza Messaggio
                qualcosa di non chiaro? spero di no.
                Esaustivo ed istruttivo, tnx!
                A presto!

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                • Ailis
                  Banana
                  • 06/05/05
                  • 5301

                  #38
                  Se dovessimo fare una similitudine culinaria, Allevi, sarebbe un pacchetto di patatine e Beethoven, un piatto di tagliolini fatti a mano, condito con burro di malga e scaglie di tartufo bianco.
                  Il problema, è che le patatine costano poco, sono un cibo spazzatura che chiunque può comprare. Tutti storcono il naso, perchè è un cibo spazzatura, però alla fine a tutti fa piacere sgranocchiarle, con la consapevolezza che sono una schifezza.
                  I tagliolini al tartufo, continueranno a non poter essere paragonati al sacchetto di patatine, perchè non c'è confronto.
                  "Nulla si sa, tutto si immagina"
                  Federico Fellini

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                  • Aquila Nera
                    Opinionista
                    • 15/07/13
                    • 176

                    #39
                    No, non puoi fare questo paragone. La musica non è cibo anche perchè se tu hai un gusto tale da amare veramente allevi nessuno può dirti niente in quanto fa della buona - a tuo parere- musica. In fondo è anche musica arrangiata molto bene, gli accordi ci sono, la ritmica pure, l'orchestra chiamata dei virtuosi (dio ce ne scampi) ce l'ha tutta pronta. L'unica cosa che manca è il fatto di essere per te. Una musica totalmente in linea con il tuo acume artistico.

                    poi ovvio, studio da una vita quel maledetto piano e tutto quello che lo circonda e trovo obrobrioso tutto quello che tocca quell'uomo, però non posso dire che non faccia musica. si può mettere nel livello (MAESTRO MIO SALVAMI) medio tra i musicisti compositori odierni.



                    c'è di peggio ragazzi, c'è veramente di peggio in tutti i sensi.
                    Diprè insegna come l'arte sia diventata paradosso: come il nulla possa essere venduto. Segue la musica perchè figlia della matematica
                    e a monte chi ci sta? L'economia. tutto torna per alcuni filoni di pensiero: vendere, fare, produrre il nulla per poi venderlo.

                    sob.

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #40
                      Originariamente Scritto da Aquila Nera Visualizza Messaggio
                      c'è di peggio ragazzi, c'è veramente di peggio in tutti i sensi.
                      Diprè insegna come l'arte sia diventata paradosso: come il nulla possa essere venduto. Segue la musica perchè figlia della matematica
                      e a monte chi ci sta? L'economia. tutto torna per alcuni filoni di pensiero: vendere, fare, produrre il nulla per poi venderlo.

                      sob.
                      a parte l'intento commerciale, è interessante la definizione di paradosso, se spiegata in termini di evoluzione del linguaggio;
                      se ti va e hai tempo, sarei interessato al commento
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • Aquila Nera
                        Opinionista
                        • 15/07/13
                        • 176

                        #41
                        fammi una domanda diretta che sono uscito da una splendida pennica e capisco poco un cazzo.

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