Originariamente Scritto da axeUgene
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Io dico che siamo tutti interpreti. Io non suonerò mai come Chopin e lo stesso Chopin non suonerà mai come se stesso al tempo della prima stesura del notturno 19.
Detto questo c'è da dire che bisogna solo imparare nel senso che tutti siamo nessuno e tutti siamo interpreti - torno a dire. Che uno critichi un altro per interpretazioni errate è quindi un bifolco a prescindere. E' esattamente come leggere un testo: ci sono mille variabili e mille mila interpretazioni. Io non leggerò mai lo hobbit come lo lesse Tolkien nel suo circolo insieme a Lewis.
Poi è ovvio, se il tempo è in 5/4 e tu mi fai un 2/2 battendo i piedi, faccio una smorfia ma di sicuro non ti giudico l'interpretazione.
Si può giudicare solo quello che è assoultamente oggettivo: tecnica, stile, movimento, ritmo e tutto quello che concerne lo spartito. ovviamente ci sono le dovute esagerazioni.
Liszt, esempio, era un cafone, puttaniere che alla fine diventa pur frate (a detta del mio maestro perchè non t******* più) ma in ogni caso era una rock star del tempo perchè aveva interpretazioni tutte sue inimitabili.
Michelangeli lo stesso, baremboim (come si scrive) uguale, M° Horowitz stesso preciso. Tutto sta nel cercare la interpretazione che più si avvicina alla tua sensibilità artistica tale da permetterti di dire: guarda che bello questo pezzo, sembra che parli di me! (prima cosa che ho detto all'età di 5 anni quando suonavo il beyer).
Un unico consiglio misto: chi parla troppo cancellalo a prescindere. chi dà giudizi sullo stile interpretativo cestina.
segui il cuore quando ascolti. Se ti piace allevi PER LA SUA INTERPRETAZIONE ascoltalo e dì che PER TE E PER QUELLO CHE ESPRIME LUI è meglio di beethoven.
Originariamente Scritto da Full di Jack
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dunque parliamo di 20 anni fa bene o male quindi le cose sono cambiate ma rimangono fisse alcune cose:
- perugia: non è un conservatorio per pianisti ma per fiati (trombe) ergo come livello per i pianisti è di serie b se non c anche perchè ho avuto allievi "trasferiti" da quello e devo dire che non erano delle "menti" ma anzi.
- milano: sicuramente meglio di perugia ma non il top per composizione al contrario di Como, Lecco che sono le roccheforti del nord (e in italia oserei). milano diciamola brutta, ha il "nome" e quindi ha una fila di studenti da qui a napoli perchè chi esce DALL'ILLUSTRISSIMO CONSERVATORIO DI MILANO ha il bigliettino di carta apriporte. un pò come laurearsi alla liuc e alla bocconi, qualcosa cambia, sopratutto per le aziende. io mi sono diplomato a milano nel 95 quando ancora c'erano i magnifici quattro (cercati chi sono) ma ho sempre preso (per crescere) lezioni private dal mio maestro di una vita proprio per non perdere la mia identità. Sono dei cazzoni, assolutamente il top per pianoforte perchè insegnano i grandi nomi ma abbastanza scarsi per gli archi e composizione. Milano, per composizione è di serie c senza il minimo dubbio. Se vuoi comporre a milano vai alle civiche - fondazione del comune - dipartimento di musica e lì ci sono grandissimi nomi uguali a Milano ma abbordabili anche a liceali che vogliono imparare. due su tutti: Verrando e Pessina.
tirando le somme: allevi si è diplomato in conservatori - per le materie di specializzazione - di serie b e c. ergo lui, come tecnica, è di serie b e c.
Se fosse andato per piano a milano e composizione a lecco e fosse uscito con lo stesso punteggio e con lo stesso diploma avrei più rispetto sicuramente.
Io sono un fedele sostenitore che un pezzo di carta non ti faccia diventare mio "collega" (sono un insegnante di pianoforte e cembalo) ma le persone alle tue spalle.
qualcosa di non chiaro? spero di no.



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