La sinistra italiana e le grandi bugie

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  • mat
    Il Magnifico
    • 20/05/05
    • 17786

    #91
    Originariamente Scritto da Matthias Visualizza Messaggio
    Riapro un attimo la discussione:
    Ma chi di voi ha letto il libro di Pansa in questione?
    Visto cha hai riaperto la discussione potevi anche leggere il post d'apertura
    http://www.discutere.it/politica/114...tml#post481902
    non mi sembra che per partecipare alla discussione fosse richiesta la lettura dell'opera omnia di Pansa...
    Io personalmente ho letto "Il sangue dei vinti" e l'ho trovato pessimo.
    Scritto frettolosamente e di quasi nessun valore storico, da ciò ho dedotto che si trattava di un'operazione bassamente ideologica in sintonia col clima revisionistico ormai dilagante.
    In ogni caso se tu ti sei preso la briga di leggere tutti i libri del personaggio in questione facci sapere il tuo parere.
    Moderatore Debate Square

    "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
    - P. Conte -


    Angst essen Seele auf

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    • Matthias

      #92
      Se lo hai letto bene come hai letto il mio post, allora non mi stupisce, non ne hai capito nulla...
      Non ho detto che per partecipare sia necessario aver letto "La Grande Bugia", ho solo chiesto chi lo avesse letto (http://www.discutere.it/497440-post79.html), domanda che mi è sorta meditando su tutti i giudizi negativi che ne vengono dati.

      Mat, la fretta è una cattiva consigliera...un clamoroso caso di coda-di-paglia?


      Tra parentesi, visto che dici che è di "nessun valore storico", ne deduco che sei andato a controlllare le fonti di Pansa e le hai trovate mendaci, vero?

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      • mat
        Il Magnifico
        • 20/05/05
        • 17786

        #93
        Non ho il tempo e la voglia di controllare le fonti di Pansa, cosa che sicuramente tu avrai fatto anche per me prima di attribuirgli valore.
        Il problema è un altro.
        Nel libro che ho letto io il sig. Pansa elenca diverse centinaia di episodi accaduti nel giro di alcuni anni in varie parti d'Italia dopo la fine della guerra, episodi che videro coinvolte alcune migliaia di persone.
        Il tutto in 300 pagine o quasi.
        E' evidente che le vicende narrate nel libro lo siano in modo approssimativo e superficiale, e cui prodest tanta approssimazione e astrazione da ogni contesto?
        Pansa narra certi avvenimenti come se l'Italia nel 1945 e nel 1946 fosse stata la Svizzera, un paese prospero e felice su cui si abbatterono orde di partigiani comunisti assetati di sangue e vendetta.
        Facendo questo è scorretto nel metodo e nell'impostazione ed è vergognosa l'operazione ideologica a cui si presta: colpevolizzazione dei combattenti antifascisti con contestuale riabilitazione dei difensori in armi del fascismo.
        Un'informazione storica corretta segue altri metodi e non può avere tesi precostituite: Pansa tesi precostituite le ha eccome!
        Io ad esempio sto leggendo un lavoro di un giovane storico che trovo molto interessante: La Banda Koch : Il Reparto speciale di polizia, 1943-44 / Massimiliano Griner. - Torino : Bollati Boringhieri, 2000. - xx, 432 p. - (Nuova Cultura ; 80).
        Non c'è paragone.
        Griner osserva e descrive di quegli anni tragici alcuni episodi precisi basandosi su ricerche da lui stesso fatte sui documenti conservati negli archivi di stato, sugli atti dei processi, ci descrive le persone e i luoghi e tratteggia il contesto storico più ampio.
        Il lettore può farsi in tal modo un'idea di ciò che accadde, leggendo il libro di Pansa che idea può farti oltre alla convinzione puramente ideologica che i partigiani furono un'accozzaglia di criminali mossi dai più biechi sentimenti?
        Non è un problema di fonti.
        E' un problema di metodo e di contesto.
        Oltre che di valori umani e mi sa tanto che Pansa non è un galantuomo.
        Last edited by mat; 06-11-2006, 16:54.
        Moderatore Debate Square

        "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
        - P. Conte -


        Angst essen Seele auf

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        • Matthias

          #94
          Mat, a mio parere tu ti fai condizionare dal giudizio di molti dei detrattori di Pansa e dal tuo personale giudizio morale sulla sua idea di scrivere "dell'altra parte".
          Hai mai letto Fenoglio?
          Oggi i suoi racconti sono osannati come grandi testimonianze della Resistenza; ai tempi in cui furono pubblicati, e parlo in particolare de "I ventitré giorni della città di Alba" e alla saga di Johnny, Fenoglio fu criticato ferocemente e gli si mossero le stesse accuse mosse a Pansa, e dagli stessi personaggi, in pratica, come il nostro casalese ha fatto giustamente notare, perché osò dare una descrizione schietta della realtà della Resistenza che era ben diversa dalla utopia divulgata da chi aveva interesse a farla apparire ciò che non era.
          Ripeto, io che ho letto tutti questi libri a partire da "I figli dell'Aquila" non concordo affatto con le tue impressioni.Non ne ho né l'idea che Pansa descriva tutti i partigiani come una banda di criminali, né che ne scriva per interesse personale inteso come guadagno né come pretesto per ingraziarsi chi, Berlusconi magari, come ha scritto qualcuno?, né per altro.
          Ne scrive perché necessitava a suo parere di parlare di quello che è successo dall'altra parte dopo aver parlato tanto della Resistenza.
          Chiaro, tu lo accusi di "superficialità", ma il fatto che quello di cui narra sia raccontato in breve non vuol dire che non sia vero o non vada detto.
          La maggior parte di quanto è stato scritto sulla guerra è superficiale e decontestualizzato, vedendolo da questo punto di vista, ma non per questo non lo leggiamo e odiamo alla televisione quando se ne parla.
          L'intento di Pansa magari era non quello di andare a fondo di poche storie ma di raccontarne tante in breve, per dare un'idea di cosa possa essere accaduto?
          A me pare che il contesto, con tanto di storie personali dei protagonisti, sia narrato e in modo non esteso ma sicuramente corretto.

          Comunque, io non sono il difensore di Pansa, lasciamo parlare l'interessato.Il mio invito è leggere "La Grande Bugia", il libro in cui Pansa stesso si difende dalle accuse che molti di voi, seguendo i suoi critici, gli muovono, e rifletterci sopra.
          Non dico che dopo gli darete tutti ragione, ma almeno...
          Last edited by Ospite; 06-11-2006, 17:15.

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          • AxelTexasRanger

            #95
            Originariamente Scritto da gazebo Visualizza Messaggio
            Bè i comunisti hanno dato prova sul campo del loro tasso di democraticità e dell'idea che hanno della libertà di parola. In questo molto ma molto ma molto simili ai loro fratelli mussulmani che sempre difendono. persino alcuni partigiani presenti in sala si sono incxxxxx con quei comunisti da centro sociale che volevano impedire a Gianpaolo Pansa di parlare. ma tanto lo sapete i comunisti fan sempore così. Quando manifestano loro e i loro amici black block no global ecc nond eve volare una mosca e guai alla poilizia che li fronteggia, definita "sbirraglia antidemocratica e fascista". Ma quando quualcuno vuol sollevare il velo sulle porcherie fatte dai loro antenati o da loro, sia con un libro che con una manifestazione, si scatenano in azioni di intimidazione, disturbo e violenza senza remissione alcuna.
            era meglio quando i fascisti ti costringevano ad andare al sabato balilla?????
            a mio modo di vedere la "Democrazia" può essere intesa tale,solo quando si ha davvero intenzione di fare democrazia,immaggina ipoteticamente se si potesse andare da Carlo V,e dirgli facciamo una democrazia,lui ti dice demo cosa????Semplicemente perchè non ha ben in mente il concetto stesso della parola,cosa che passato qualche anno di governo del "Duce",non era lo stesso oggettivamente possibile fare,ragion x cui la democrazia non è sempre edificabile,ed è possibile edificarla solo quando ce ne sono le premesse,cosa che lo scrittore non transigeva,tutti zitti e sotto il "potere" "sovrano"sceso dalle mani di "dio!?"(certo le parole non erano quelle ma il succo si)(la sinistra amica del diavolo cattiva e bugiarda )


            E QUANDO LE COSE NON CI STANNO BENE,è NOSTRO DIRITTO MA SOPRATUTTO DOVERE MORALE OPPORSI,ESSERE GIUDICATI VIOLENTI,da coloro i quali venerano il potere supremo di uno solo,e la disciplina(in altre parole a mio avviso coloro che hanno paura)dev'essere fonte di orgoglio x uno che ha avuto il coraggio di battersi x le propie idee


            xkè se non sbaglio c'era un filosofo che diceva:

            L uomo che non si batte per le propie idee o non ha grandi idee,o non è un grande uomo
            Last edited by Ospite; 06-11-2006, 17:39.

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            • Matthias

              #96
              A) Non era un filosofo, ma un poeta, Ezra Pound, che nel suo paese venne perseguitato per le sue idee filofasciste.
              E con quelle parole non intendeva dire che bisognava essere violenti per manifestare le proprie idee...

              B) cercate di scrivere in italiano, non vi chiedo molto, per favore...

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              • AxelTexasRanger

                #97
                Originariamente Scritto da Matthias Visualizza Messaggio
                A) Non era un filosofo, ma un poeta, Ezra Pound, che nel suo paese venne perseguitato per le sue idee filofasciste.
                E con quelle parole non intendeva dire che bisognava essere violenti per manifestare le proprie idee...

                B) cercate di scrivere in italiano, non vi chiedo molto, per favore...

                A
                Io x le mie idee posso anche essere violento,xk

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                • Matthias

                  #98
                  [QUOTE=Axelrose86;497641]
                  se non riesci ad interpretare le mie frasi

                  Comment

                  • AxelTexasRanger

                    #99
                    [QUOTE=Matthias;497649]No, direi che al contrario

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                    • Piotr Aleksejevic
                      Zar autocrate di tutte le Russie
                      • 24/11/05
                      • 7926

                      #100
                      Originariamente Scritto da Matthias Visualizza Messaggio
                      A) Non era un filosofo, ma un poeta, Ezra Pound, che nel suo paese venne perseguitato per le sue idee filofasciste.
                      E con quelle parole non intendeva dire che bisognava essere violenti per manifestare le proprie idee...



                      Questo
                      CONIGLIO MANNARO

                      "Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
                      Gianni-Emilio Simonetti

                      La calma

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                      • Matthias

                        #101
                        A grandi linee si capisce il senso, condivisibile o meno (a mio parere molto poco), il grosso problema a parte gli errori di grammatica (ribadisco....) è la sintassi...non ti offendere, cerca di essere più lineare, perché veramente si fa fatica a capire quello che scrivi.


                        Piotr, mavaff...

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                        • yuri gagarin
                          Dall'altra parte del muro
                          • 19/06/05
                          • 1336

                          #102
                          Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
                          Non ho il tempo e la voglia di controllare le fonti di Pansa, cosa che sicuramente tu avrai fatto anche per me prima di attribuirgli valore.
                          Il problema è un altro.
                          Nel libro che ho letto io il sig. Pansa elenca diverse centinaia di episodi accaduti nel giro di alcuni anni in varie parti d'Italia dopo la fine della guerra, episodi che videro coinvolte alcune migliaia di persone.
                          Il tutto in 300 pagine o quasi.
                          E' evidente che le vicende narrate nel libro lo siano in modo approssimativo e superficiale, e cui prodest tanta approssimazione e astrazione da ogni contesto?
                          Pansa narra certi avvenimenti come se l'Italia nel 1945 e nel 1946 fosse stata la Svizzera, un paese prospero e felice su cui si abbatterono orde di partigiani comunisti assetati di sangue e vendetta.
                          Facendo questo è scorretto nel metodo e nell'impostazione ed è vergognosa l'operazione ideologica a cui si presta: colpevolizzazione dei combattenti antifascisti con contestuale riabilitazione dei difensori in armi del fascismo.
                          Un'informazione storica corretta segue altri metodi e non può avere tesi precostituite: Pansa tesi precostituite le ha eccome!
                          Io ad esempio sto leggendo un lavoro di un giovane storico che trovo molto interessante: La Banda Koch : Il Reparto speciale di polizia, 1943-44 / Massimiliano Griner. - Torino : Bollati Boringhieri, 2000. - xx, 432 p. - (Nuova Cultura ; 80).
                          Non c'è paragone.
                          Griner osserva e descrive di quegli anni tragici alcuni episodi precisi basandosi su ricerche da lui stesso fatte sui documenti conservati negli archivi di stato, sugli atti dei processi, ci descrive le persone e i luoghi e tratteggia il contesto storico più ampio.
                          Il lettore può farsi in tal modo un'idea di ciò che accadde, leggendo il libro di Pansa che idea può farti oltre alla convinzione puramente ideologica che i partigiani furono un'accozzaglia di criminali mossi dai più biechi sentimenti?
                          Non è un problema di fonti.
                          E' un problema di metodo e di contesto.
                          Oltre che di valori umani e mi sa tanto che Pansa non è un galantuomo.
                          Gli storici italiani hanno preso, giustamente, le distanze da Pansa.....poi è ovvio, il Matthias di turno ci sarà sempre

                          X MATTHIAS:
                          Capisco che non hai mai studiato storia ad un certo livello, ma paragonare un romanziere come Fenoglio ad un giornalista che ha la presunzione di scrivere di storia ce ne vuole.
                          Last edited by yuri gagarin; 06-11-2006, 18:00.
                          GUAI AI NEMICI DEL POPOLO

                          Comment

                          • Matthias

                            #103
                            Yuri, l'essere ragionevoli non

                            Comment

                            • gimbo
                              Banned
                              • 29/07/05
                              • 623

                              #104
                              di pansa ho letto "prigionieri del silenzio". l'ho trovato interessante e molto provocatoria la tesi secondo cui un gran numero di comunisti filo-sovietici furono gettati nell'isola di goli otok, nei pressi della dalmazia, solo a causa del contrasto tra tito e il potere sovietico.
                              Last edited by gimbo; 06-11-2006, 18:03.

                              Comment

                              • Matthias

                                #105
                                A parte che non si tratta di una tesi.

                                Comment

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