Integralismo cattolico?

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  • nightfly
    * little wing *
    • 09/06/07
    • 661

    #166
    Provo ad andare nell'ordine in cui leggo:

    [QUOTE=Qfwfq;678020]
    Lo Stato laico incoraggia anzi la pratica religiosa concedendo ampia libert
    [I][SIZE="1"]Quello che la realt

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    • Gloucester
      Opinionista
      • 29/03/06
      • 5314

      #167
      Originariamente Scritto da nightfly Visualizza Messaggio
      Ma allora... io torno al punto di partenza: perchè invece accade che in Italia tutto ciò sia un problema dello stato?
      La domanda che hai posto mi ricorda molto l'aneddoto di S. Agostino sulla riva del mare: non dico che sia un quesito insolubile come quello della Trinità, ma di certo preferirei svuotare il mare con una tazza, piuttosto che affrontarlo di petto. Semplicisticamente potrei osservare che in Italia il processo di laicizzazione dello Stato non è stato portato sino ad oggi a compimento. Anzi, rispetto alla monarchia savoiarda che sin dalla presa di Roma era stata legata al soglio pontificio da rapporti quantomeno conflittuali, coi Patti Lateranensi stipulati dal fascismo e successivamente con il rinnovo del concordato avutosi sotto gli auspici dell'allora PSI di Craxi è stato dato modo alla Chiesa di rafforzare significativamente la propria posizione all'interno delle istituzioni.

      Sicuramente, se l'intento era quello di disarmare il Vaticano delle proprie armi politiche, concedendogli ampie libertà e disponibilità di mezzi in cambio di una sua sostanziale non ingerenza nella vita politica del paese, si è sbagliato e di molto il colpo. Che sino al 1861 la Chiesa di Roma abbia rappresentato l'unica entità secolare (giacché di entità statale strictu senso si può a ben diritto parlare soltanto a partire dalle Constitutiones Aegidianae) stabile e duratura della nostra penisola è dato che non può essere trascurato: poiché, sin dal contrasto fra Gregorio Magno ed i Longobardi, il soglio pontificio fu indotto ad assumere una sua dimensione politica, a fare politica, e a sviluppare col tempo una tradizione di potere che era impensabile potesse dismettere dall'oggi al domani.

      Il problema è nebuloso. L'attuale situazione è da ascriversi ad indebite ingerenze della Chiesa Cattolica oppure ad una sostanziale fragilità dello Stato Italiano ? Perchè la Chiesa (direttamente od indirettamente) ha sempre fatto e sempre farà politica sub specie di catechizzazione delle masse, e quindi non spetta ad altri che allo Stato stesso la difesa delle proprie prerogative. Cosa significa parlare di Stato Italiano ? In altri termini, fermo restando che, come ho precisato precedentemente, lo Stato è in primo luogo un'entità astratta caratterizzata e plasmata da valori fondanti e condivisi, è questo un modello di riferimento applicabile allo Stato Italiano ? Esistono valori largamente e fortemente condivisi dalla cittadinanza, in grado di plasmare una coscienza civica in grado di sostenere l'edificio statale ?

      Ho i miei dubbi: a tutt'oggi ci trasciniamo il fardello di un'unificazione tutt'altro che compiuta che si nutre ancora di particolarismi, frazionamenti e fazionismi: uno storico inglese ebbe una volta a dichiarare che il fazionismo costituisce uno dei tratti più spiccatamente caratterizzanti del popolo italiano, non foss'altro per le sue spiccatissime caratterizzazioni regionali. Ammesso, ovviamente, che di popolo si possa parlare e non di un coacervo di popolazioni racchiuse ed amalgamate arbitrariamente entro i confini di uno scatolone statale senz'anima. Nell'ormai storica mancanza di valori civici realmente condivisi, di un progetto laico di ampie prospettive e di lunga scadenza in grado di compattare, alimentare ed orientare la vita comunitaria del neonato Stato Italiano credo sia stato pressoché naturale (e fors'anche inevitabile) tentare di appellarsi al comune retaggio cattolico in qualità di unico reale collante dello Stato che si andava erigendo attorno allo scarno ma omogeneo scheletro della monarchia sabauda.

      Credo che i disvalori sovente contraddittori ed il richiamo quantomeno teatrale alla romanità operato successivamente dal fascismo abbiano ulteriormente intorbidato le acque: non è possibile apparecchiare l'unificazione di un popolo stimolandola a colpi di baionetta e di proclami staraciani indirizzati all'Opera Dopolavoro. Né tale unificazione può procedere esclusivamente mediante una Kulturkampf volta all'alfabetizzazione del popolo ed alla standardizzazione della lingua parlata se poi mancano, ennesimamente, i valori di riferimento in cui un cittadino, specchiandovisi, riconosce se stesso come individuo avente pieni diritti ed allo stesso tempo come parte di un contesto più ampio e ben definito.

      Il cattolicesimo, anche quando divenuto strisciante a causa della crisi della pratica religiosa, è rimasto nel dopoguerra e per tutto il corso della Prima Repubblica l'unico collante nazionale cui fare appello: l'unico termine che potesse identificare un gruppo ben definito cui fare riferimento, anche e soprattutto politicamente. E si continua a fare riferimento a questo gruppo ancor oggi, in uno stato sostanzialmente acefalo, benché il cattolicesimo si sia trasformato in una serie di riti stereotipati e luoghi comuni con cui gli stessi fedeli hanno grandemente perso dimestichezza dai quali hanno guadagnato distanza. Ma continua a rappresentare un'astrazione politica allettante in mancanza di categorizzazioni altrettanto comode ed immediate; ed è per questo che a mio avviso l'attuale classe politica italiana nutre la perniciosa tendenza ad essere più realista del re. O più papista del papa, date le circostanze.

      Perchè se non si facesse riferimento al presunto comune sentimento religioso che altrettanto ipoteticamente e fantomaticamente dovrebbe accomunare la maggioranza (rigorosamente silenziosa) del popolo italiano, si dovrebbe drammaticamente dichiarare l'inesistenza di qualsiasi altro tipo di appiglio per impostare una qualsivoglia azione politica. E concludere, con un'onestà nient'affatto italica, che nel corso degli ultimi cinquant'anni lo Stato Italiano, salvo rari guizzi di fermento civico prontamente estinti e privi di conseguenze significative, è stato un meccanismo dedito a girare a vuoto.
      Last edited by Gloucester; 28-06-2007, 22:56. Motivo: Suddivisione in paragrafi come da richiesta

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      • nightfly
        * little wing *
        • 09/06/07
        • 661

        #168
        Originariamente Scritto da Qfwfq Visualizza Messaggio

        ... Perchè se non si facesse riferimento al presunto comune sentimento religioso che altrettanto ipoteticamente e fantomaticamente dovrebbe accomunare la maggioranza (rigorosamente silenziosa) del popolo italiano, si dovrebbe drammaticamente dichiarare l'inesistenza di qualsiasi altro tipo di appiglio per impostare una qualsivoglia azione politica.
        Complimenti per la tua analisi storica, veramente notevole... ma anche molto triste, a dire il vero!

        Non so se la causa di questo stato di cose risieda proprio nelle ragioni storiche che hai esposto tu... di sicuro la tua è un'interessante prospettiva, e qualcosa mi dice che non hai tutti i torti.
        Ma non posso negare che l'idea di una nazione che ha come unico collante un (peraltro ormai decisamente superificiale ed esteriore) sentimento religioso, mi rattrista profondamente: è il segno del fatto che non solo difettiamo del senso civico di cui parli tu, ma proprio di una cultura, di un'identità. E non parlo, ovviamente, di un'identità strettamente nazionale, ma proprio di una cultura laica, di una cultura vera... l'unica che, a mio avviso, fornisce l'identità ad un popolo, proprio nel rispetto delle differenze tra i singoli.

        P.S. Lodevolissima la divisione in paragrafi! Grazie davvero.
        Last edited by nightfly; 28-06-2007, 23:14. Motivo: Ringraziamento per divisione in paragrafi
        [I][SIZE="1"]Quello che la realt

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        • AxelTexasRanger

          #169
          [QUOTE=nightfly;678543]Complimenti per la tua analisi storica, veramente notevole... ma anche molto triste, a dire il vero!

          Non so se la causa di questo stato di cose risieda proprio nelle ragioni storiche che hai esposto tu... di sicuro la tua

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          • volperossa
            Opinionista
            • 07/06/07
            • 1034

            #170
            Se la chiesa
            [B]Piuttosto che maledire il buio

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            • nightfly
              * little wing *
              • 09/06/07
              • 661

              #171
              [QUOTE=Axelrose86;678618]Guarda che il suo esposto non
              [I][SIZE="1"]Quello che la realt

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              • nightfly
                * little wing *
                • 09/06/07
                • 661

                #172
                [QUOTE=volperossa;678634]Se la chiesa
                [I][SIZE="1"]Quello che la realt

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                • AxelTexasRanger

                  #173
                  Originariamente Scritto da nightfly Visualizza Messaggio
                  Be', è chiaro che l'analisi storica condotta da ofwfq è assolutamente corretta... ed è chiaro anche che, per (troppi) secoli la chiesa abbia avuto questo ruolo di collante per l'Italia.

                  Quando parlo di "teoria", mi riferisco all'idea che ancora oggi, qualunque forza politica si trovi al governo, il nostro paese non sia in grado di togliersi di dosso questa veste cattolica, pena il ritrovarsi senza un'identità culturale.
                  Se permetti, questa idea mi rattrista molto.
                  è vero anche quello,la destra non lo fa per ovvie ragioni,appunto perchè almeno teoricamente in questa cosa ci crede,la sinistra perchè si sta pian piano dissolvendo e diventando 1 partito 1 pò a se,ma non oserei + definirli fortemente di sinistra,poi comunque da 1 pò di tempo a questa parte la sinistra prende anche voti di gente religiosa sarebbe controproducente schierarcisi contro(perfino Bertinotti o Rizzo se ne guardano dallo schierarsi apertamente contro),nonostante la probaganda politica di Ruini verso Forza Italia,come partito da associare ai credenti.
                  Se vogliamo parlare storicamente,la chiesa ha avuto il ruolo contrario per l'Italia cioè dissolvente,non era abbastanza potetente da unirla,ma era sempre in grado di trovare qualche buon re cristiano che la difendeva verso gli attacchi di chi,avrebbe voluto divenire signore dell'Italia unita,Italia che avrebbe voluto unirsi da molto tempo prima di quanto non gli sia stato permesso dalle circostanze politiche.
                  La cosa che unisce i popoli secondo i filosofi è la religione in sè,la morale le regole,non certo il Vaticano

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #174
                    Si puo' benissimo vivere in uno stato laico avendo stima della dottrina della chiesa. Attingendo a questo e a quello, discernendo di volta in volta cio' che e' buono da cio' che non lo e'.....
                    La cosa + triste e' il pregiudizio.
                    amate i vostri nemici

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                    • AxelTexasRanger

                      #175
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      Si puo' benissimo vivere in uno stato laico avendo stima della dottrina della chiesa. Attingendo a questo e a quello, discernendo di volta in volta cio' che e' buono da cio' che non lo e'.....
                      La cosa + triste e' il pregiudizio.
                      Vero e giusto,ma tutto è relativo,per me due etero anche che convivono e diventano coppia di fatto sono una cosa come 1 altra,per Bagnasco una mostrusità-_- o no?

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66028

                        #176
                        Cio' non vieta che si possa cercare di capire la fonte e le motivazioni di chi vede il mondo diversamente da noi. E' questo che manca, oggi come oggi, in Italia. L'ha sottolineato molto bene Veltroni, mercoledi.
                        amate i vostri nemici

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                        • AxelTexasRanger

                          #177
                          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                          Cio' non vieta che si possa cercare di capire la fonte e le motivazioni di chi vede il mondo diversamente da noi. E' questo che manca, oggi come oggi, in Italia. L'ha sottolineato molto bene Veltroni, mercoledi.
                          E pensi che io non lo faccio????Solo mi suona male questo voler dettare legge,perch

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66028

                            #178
                            Amen, come vuoi.
                            amate i vostri nemici

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                            • errezerotre
                              shake your mind!
                              • 18/01/07
                              • 3679

                              #179
                              Partiti?
                              Cosa sono i partiti?
                              Io vedo solo la squadra dei rossi e quella degli azzurri, si combattono ma giocano allo stesso gioco, pupazzini manovrati da mille mani sudate come quelli del calcetto.
                              Io sono libero di scegliere il capitano che mi pare (quello rosso o quello azzurro), nella certezza che comunque non cambierà un cazzo, perchè posso scegliere il pupazzino, ma non chi lo manovra.

                              In una situazione politica del genere è logico che chi propugna idee forti e "di partito", ed un progetto grandioso,come la chiesa, abbia un'ingerenza notevole. Il patriottismo nasce, a mio parere ancor prima che dalle radici, da progetti comuni...tutti insieme per uno scopo, sia questo il cristianesimo o la guerra o il comunismo o l'eliminazione delle streghe o quant'altro.
                              Attualmente gli obbiettivi comuni sarebbero avere tutti più soldi e la guerra al terrorismo, e non fatico a capire il perchè molte persone preferiscono sentirsi guidate da chi predica il cristianesimo che non dai capi politici.

                              Tuttavia la chiesa ci marcia sopra, sfruttando il proprio potere politico per rendere legge degli uomini la parola di dio (o la loro interpretazione di essa, che come giustamente è stato fatto notare è vietato criticare pena l'eresia).
                              I politici contemporaneamente sono accumunati dal desiderio di ricevere più voti, ed essendo i cattolici una gran fetta dell'elettorato si guardano bene dal criticare ""la parola di dio"".

                              Berlusconi ha divorziato. Un re ha dovuto fare uno scisma per questo, mentre lui viene accolto da molti come un difensore dei valori cristiani.
                              Berlusconi è ricco. Berlusconi probabilmente ha rubato. Berlusconi segue o propugna l'insegnamento del cristo?
                              Ma come lui praticamente tutti i politici, eppure mai la curia ha avuto niente da ridire. L'importante è che seguano la legge dell'uomo (o che vi scampino, giacchè da quella si pu&#242 e che facciano rispettare con la violenza e la prigionia le leggi di dio.

                              E poi si stupiscono se le madonne piangono sangue...

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                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66028

                                #180
                                Mah, hai fatto un gran minestrone. Che te devo di'....ognuno renderà conto a Dio, alla fine, del suo operato. Si chiami Mario Rossi, Berlusconi, Ratzinger, Errezerotre o Conogelato...
                                amate i vostri nemici

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