Il Popolo Italiano
Oggi ho sentito, con attenzione ingiusta ed immeritata, tutto il discorso di Veltroni, a parte le frasi da titolo, sull'unità e sul futuro, su quei concetti astratti che criticare è stupido quanto enunciare, mi hanno colpito due affermazioni, date per scontate, svolazzate lì tra l'ignoranza di questo giornalismo e il disinteresse del popolo.
"In era post-Ideologica è ovvio che siano i cittadini a scegliere il programma politico"
Aiuto.
Conoscendo un po' di cittadini mi spavento, cittadini che sbraitano per emotività poco sensata e cercano di migliorare la loro posizione personale, quanti ne conosco di diversi? 5-6? Sono ottimista.
Fassino, oggi, a sky TG 24 ha anche specificato la frase di Veltroni "ovviamente però si sa che il cittadino non ha la competenza per ogni situazione, quindi un partito deve cercare quello che c'è di buono nelle idee della gente e proporre una sintesi con i regolamenti internazionali".
Bravo Piero.
Probabilmente la frase più giusta che sento dire da un politico da decenni, ma che ammette, implicitamente, che ai cittadini è dato scegliere l'immagine e una frase che manca di una considerazione banale ma funzionale: i cittadini non hanno assolutamente idee delle necessità organiche della nostra economia, vogliono delle cose stupide e, peggio, spendono tutta la giornata ad emozionarsi per il quadro politico che parla della fuffa, dell'immagine, della morale, di cose soggettive, la cui opinione li descrive e li fa parlare di se, insomma la politica POST-IDEOLOGICA, si fonda, non sulla ricerca del pragmatismo, ma sulla ricerca pragmatica di un risultato largamente condiviso e strutturalmente fattibile.
Allora potrebbe uscire la frase di popolo: perché l'Italia non se ne fotte delle regole internazionali? Perché sono le stesse regole internazionali che permettono all'Italia di essere classificata come la quinta maggiore economia USD per commercio con l'estero e l'ottava a parità di potere d'acquisto.
Nonostante oggi noi siamo un paese che ha poche risorse naturali ed è anche un grande importatore di cibo, che non ha importanti giacimenti di ferro, carbone, o petrolio che ha due sole grandi estrazioni di gas naturali, principalmente nella valle del Po e al largo del mar Adriatico, un paese che non ha risorse necessarie per l'industria ed importa più dell'80% dell'energia necessaria. La forza dell'economia Italiana consiste nella lavorazione e produzione di beni, principalmente tramite industrie medio-piccole di proprietà familiare. Le industrie automobilistiche, chimiche, farmaceutiche, elettroniche, della moda e del vestiario sono le più fiorenti.
Ovvero un paese che vive e specula del costume mondiale e che deve la sua sopravvivenza alla capacità di leggere l'immagine e sfruttare le regole economiche contemporanee, regole che fanno si che le produzioni primarie e quelle inutili abbiano la stessa incidenza sul bilancio.
Riprendo un ragionamento non mio, ma che é stato fatto da molti, tra cui Joseph Stiglitz, in questo caso abbiamo una situazione dove un paese con 10 abitanti produttore di piselli di plastica, se sa farli andare di moda, mangia di più di un altro paese produttore di 100 mele con 10 abitanti, anche perché il Fondo Monetario Internazionale si è trasformato presto in una sorta di marito cattivo dei paesi in via di sviluppo, capace di dargli sonniferi per sfamare l'attimo successivo: loro mangiano, perché non hanno altro, mangiano, intanto la massa produttiva che potrebbe innescare un reale sviluppo economico, è addormentata tra i guanciali della disperazione.
Quindi chi vuole cambiare qualcosa per l'Italia, diventi produttore primario, un orto è un esempio di principio valido per invertire le NECESSITA' di un paese, che mangia e gode di lavoro altrui e si permette di criticare chi lo sfama, vedi Cina, vedi altro.
Il Mondo
Detto questo, non ho nessuna fiducia nel mio popolo e la fiducia nel popolo del mondo è vana alla stessa maniera, con la differenza che non lo conosco e quindi potrei sperare in qualche consapevolezza diversa, che probabilmente non c'è. L'indifferenza feroce che ho visto in questo mio piccolo campione di conoscenze e di vita non mi permette neanche lontanamente di sperare in qualcuno che possa compromettere, anche solo la propria macchina, per cercare di costruire un sistema diverso, più funzionale.
Devo necessariamente sperare in un collasso di questo sistema oppure di indirizzare emozioni confuse verso un quadro preciso di riferimento, in ogni caso, portare per mano un prigioniero fuori dalla gabbia, passando per il vuoto, è una missione impossibile.
Ogni prigioniero preferisce la sua gabbia al vuoto, ogni persona accumula costrizioni, definizioni, sicurezze, riempimenti di giornata, l'uomo è naturalmente predisposto a definire un apparato di sicurezze capaci di limitare la propria libertà.
Il mio sogno rimarrà sempre costruire un gruppo di persone capaci di creare un partito Anti-Veltroniano ovvero un partito capace di essere IDEOLOGICO, capace di costruirsi perfettamente prima, in tutti i settori e tutte le applicazioni possibili e poi consegnarsi ad un elettorato, che, comunque, non capirebbe.
L'Ultima frontiera della politica. La distruzione.
Visto che la politica, a differenza di quanto ci ripetono odiosi e stupidi telegiornali è vicinissima al paese ed ascolta, sbagliando, sempre di più le richieste folli di una popolazione impreparata che non conosce le premesse per poter dare un "consiglio" utile, l'unica possibilità di politica reale, è lo scontro frontale con questa società civile. Un gruppo di persone che denunciano ogni aspetto ed ogni abitudine di costume della popolazione, mostrano i difetti e gli sbattono in faccia le loro GRANDISSIME responsabilità rispetto al funzionamento disastroso dell'economia planetaria.
Persone che oppongono ad un sapere specializzato un sapere omogeneo in vare discipline, comprendendo che il collateralismo tra diverse materie è l'unica fonte di sviluppo della materia singola, portando conoscenze e risorse da campi differenti.
Bisogna combattere quindi l'ingranaggio stesso della macchina, lo stesso che ti porta a descriverti con il tuo lavoro e le tue competenze, lo stesso che non permette di ottimizzare una competenza singola nutrendola con i frutti a lei attorno.
Ci sono tutti gli spazi per una nuova avanguardia del pensiero, non è ancora stato assemblato il nuovo sapere per descrivere un'architettura di riferimenti nuovi che portano a considerazioni nuove, viviamo ancora sotto i riflessi di una cultura vecchia, appropiandoci di un modello passato, desueto ed insufficiente per cucircelo intorno, mentre i binari della conoscenza, rimangono nelle redini dello specialista del caso, incapaci di comunicare alle masse i suoi risvolti, le sue nuove deduzioni.
L'unica strada percorribile, è la distruzione, la distruzione di tutte le consapevolezze e le sicurezze dell'uomo contemporaneo, dei suoi sciocchi assunti, dei suoi luoghi comuni, delle sue certezze, delle sue abitudini.
Se qualcuno mi sa dire il modo, camminerò dietro di lui, per qualsiasi strada, anche la più brutta, sporca, lercia, sudicia.
Per qualsiasi strada.
Oggi ho sentito, con attenzione ingiusta ed immeritata, tutto il discorso di Veltroni, a parte le frasi da titolo, sull'unità e sul futuro, su quei concetti astratti che criticare è stupido quanto enunciare, mi hanno colpito due affermazioni, date per scontate, svolazzate lì tra l'ignoranza di questo giornalismo e il disinteresse del popolo.
"In era post-Ideologica è ovvio che siano i cittadini a scegliere il programma politico"
Aiuto.
Conoscendo un po' di cittadini mi spavento, cittadini che sbraitano per emotività poco sensata e cercano di migliorare la loro posizione personale, quanti ne conosco di diversi? 5-6? Sono ottimista.
Fassino, oggi, a sky TG 24 ha anche specificato la frase di Veltroni "ovviamente però si sa che il cittadino non ha la competenza per ogni situazione, quindi un partito deve cercare quello che c'è di buono nelle idee della gente e proporre una sintesi con i regolamenti internazionali".
Bravo Piero.
Probabilmente la frase più giusta che sento dire da un politico da decenni, ma che ammette, implicitamente, che ai cittadini è dato scegliere l'immagine e una frase che manca di una considerazione banale ma funzionale: i cittadini non hanno assolutamente idee delle necessità organiche della nostra economia, vogliono delle cose stupide e, peggio, spendono tutta la giornata ad emozionarsi per il quadro politico che parla della fuffa, dell'immagine, della morale, di cose soggettive, la cui opinione li descrive e li fa parlare di se, insomma la politica POST-IDEOLOGICA, si fonda, non sulla ricerca del pragmatismo, ma sulla ricerca pragmatica di un risultato largamente condiviso e strutturalmente fattibile.
Allora potrebbe uscire la frase di popolo: perché l'Italia non se ne fotte delle regole internazionali? Perché sono le stesse regole internazionali che permettono all'Italia di essere classificata come la quinta maggiore economia USD per commercio con l'estero e l'ottava a parità di potere d'acquisto.
Nonostante oggi noi siamo un paese che ha poche risorse naturali ed è anche un grande importatore di cibo, che non ha importanti giacimenti di ferro, carbone, o petrolio che ha due sole grandi estrazioni di gas naturali, principalmente nella valle del Po e al largo del mar Adriatico, un paese che non ha risorse necessarie per l'industria ed importa più dell'80% dell'energia necessaria. La forza dell'economia Italiana consiste nella lavorazione e produzione di beni, principalmente tramite industrie medio-piccole di proprietà familiare. Le industrie automobilistiche, chimiche, farmaceutiche, elettroniche, della moda e del vestiario sono le più fiorenti.
Ovvero un paese che vive e specula del costume mondiale e che deve la sua sopravvivenza alla capacità di leggere l'immagine e sfruttare le regole economiche contemporanee, regole che fanno si che le produzioni primarie e quelle inutili abbiano la stessa incidenza sul bilancio.
Riprendo un ragionamento non mio, ma che é stato fatto da molti, tra cui Joseph Stiglitz, in questo caso abbiamo una situazione dove un paese con 10 abitanti produttore di piselli di plastica, se sa farli andare di moda, mangia di più di un altro paese produttore di 100 mele con 10 abitanti, anche perché il Fondo Monetario Internazionale si è trasformato presto in una sorta di marito cattivo dei paesi in via di sviluppo, capace di dargli sonniferi per sfamare l'attimo successivo: loro mangiano, perché non hanno altro, mangiano, intanto la massa produttiva che potrebbe innescare un reale sviluppo economico, è addormentata tra i guanciali della disperazione.
Quindi chi vuole cambiare qualcosa per l'Italia, diventi produttore primario, un orto è un esempio di principio valido per invertire le NECESSITA' di un paese, che mangia e gode di lavoro altrui e si permette di criticare chi lo sfama, vedi Cina, vedi altro.
Il Mondo
Detto questo, non ho nessuna fiducia nel mio popolo e la fiducia nel popolo del mondo è vana alla stessa maniera, con la differenza che non lo conosco e quindi potrei sperare in qualche consapevolezza diversa, che probabilmente non c'è. L'indifferenza feroce che ho visto in questo mio piccolo campione di conoscenze e di vita non mi permette neanche lontanamente di sperare in qualcuno che possa compromettere, anche solo la propria macchina, per cercare di costruire un sistema diverso, più funzionale.
Devo necessariamente sperare in un collasso di questo sistema oppure di indirizzare emozioni confuse verso un quadro preciso di riferimento, in ogni caso, portare per mano un prigioniero fuori dalla gabbia, passando per il vuoto, è una missione impossibile.
Ogni prigioniero preferisce la sua gabbia al vuoto, ogni persona accumula costrizioni, definizioni, sicurezze, riempimenti di giornata, l'uomo è naturalmente predisposto a definire un apparato di sicurezze capaci di limitare la propria libertà.
Il mio sogno rimarrà sempre costruire un gruppo di persone capaci di creare un partito Anti-Veltroniano ovvero un partito capace di essere IDEOLOGICO, capace di costruirsi perfettamente prima, in tutti i settori e tutte le applicazioni possibili e poi consegnarsi ad un elettorato, che, comunque, non capirebbe.
L'Ultima frontiera della politica. La distruzione.
Visto che la politica, a differenza di quanto ci ripetono odiosi e stupidi telegiornali è vicinissima al paese ed ascolta, sbagliando, sempre di più le richieste folli di una popolazione impreparata che non conosce le premesse per poter dare un "consiglio" utile, l'unica possibilità di politica reale, è lo scontro frontale con questa società civile. Un gruppo di persone che denunciano ogni aspetto ed ogni abitudine di costume della popolazione, mostrano i difetti e gli sbattono in faccia le loro GRANDISSIME responsabilità rispetto al funzionamento disastroso dell'economia planetaria.
Persone che oppongono ad un sapere specializzato un sapere omogeneo in vare discipline, comprendendo che il collateralismo tra diverse materie è l'unica fonte di sviluppo della materia singola, portando conoscenze e risorse da campi differenti.
Bisogna combattere quindi l'ingranaggio stesso della macchina, lo stesso che ti porta a descriverti con il tuo lavoro e le tue competenze, lo stesso che non permette di ottimizzare una competenza singola nutrendola con i frutti a lei attorno.
Ci sono tutti gli spazi per una nuova avanguardia del pensiero, non è ancora stato assemblato il nuovo sapere per descrivere un'architettura di riferimenti nuovi che portano a considerazioni nuove, viviamo ancora sotto i riflessi di una cultura vecchia, appropiandoci di un modello passato, desueto ed insufficiente per cucircelo intorno, mentre i binari della conoscenza, rimangono nelle redini dello specialista del caso, incapaci di comunicare alle masse i suoi risvolti, le sue nuove deduzioni.
L'unica strada percorribile, è la distruzione, la distruzione di tutte le consapevolezze e le sicurezze dell'uomo contemporaneo, dei suoi sciocchi assunti, dei suoi luoghi comuni, delle sue certezze, delle sue abitudini.
Se qualcuno mi sa dire il modo, camminerò dietro di lui, per qualsiasi strada, anche la più brutta, sporca, lercia, sudicia.
Per qualsiasi strada.
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