[QUOTE=EVOKar;887988]Il vero obiettivo
Controriforma Sacconi sul Lavoro
Collapse
X
-
Non sarebbe meglio che le aziende che non riescono a stare sul mercato chiudano baracca e basta permettendo alle altre di crescere?
Ma tu come ti ci vedi a 40-50 anni?
A cambiare lavoro ogni 2 settimane?
come pensi giri l'economia? Chi compra cosa? con quali soldi? con quale sicurezza?[COLOR="DarkOrange"][SIZE="3"][FONT="Palatino Linotype"][B][CENTER]La pi
Comment
-
Il problema non è questa manovra, il problema deriva da quelle persone che sfruttano i lavoratori, ma la legge anche con questa riforma sarà dalla parte dei lavoratori (vedi art 18).
Ci saranno sempre i sindacati che potranno vigilare sui punti del contratto a termine.
Comment
-
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Angst essen Seele auf
Comment
-
Secondo me è una decisione semplicissima invece. Con inflazione reale al 4% quella programma ta và fissata al limite massimo previsti dalla BCE ovvero al 2%.Originariamente Scritto da EVOKar Visualizza MessaggioNon verrebbe considerata nel computo quella scaturente dai beni alimentari e dall'energia (petrolio), ma ci si focalizzerebbe su quella core.
Non è una decisione semplice, e allo stesso tempo un ritorno alla scala mobile non sarebbe auspicabile.
Inoltre l'inflazione programmata non andrebbe praticata ferreamente a tutte le voci di spesa ma sarebbe meglio se fosse un valore medio dell'aumento delle varie vosi, così da applicare l'inflazione reale ai contratti ed una programmata magari dell' 1% o meno su altre voci di spesa.
E poi si tagliassero gli sprechi invece degli stipendi.
Io credo che un ritorno alla Scala Mobile sia fondamentale! Inevitabile o si muore tutti di fame e scoppia le guerra civile.
Comment
-
La flessibilità non è una scoperta recente. Volente o dolente, il futuro è quello, almeno nella fase iniziale della propria carriera lavorativa.Originariamente Scritto da Anemos Visualizza MessaggioNon sarebbe meglio che le aziende che non riescono a stare sul mercato chiudano baracca e basta permettendo alle altre di crescere?
Ma tu come ti ci vedi a 40-50 anni?
A cambiare lavoro ogni 2 settimane?
come pensi giri l'economia? Chi compra cosa? con quali soldi? con quale sicurezza?
Il punto più che altro è favorire la produttività, brutta parola, odiata dai sindacati e dai lavoratori, ma è l'unica via d'uscita per recuperare margini di profitto mantenendo inalterati i fattori produttivi impiegati. Se per un prodotto l'impresa spende 100 di cui 70 è manodopera e ne ricava 120, come può permettersi di portare il costo del lavoro a 80 se si pretende che anche il prezzo finale rimanga sempre 120? Impossibile. A questo punto interviene, o dovrebbe farlo, una più efficiente utilizzazione delle risorse a disposizione per provare a mantenere il prezzo identico a prima ma diminuendo la quantità di lavoro necessaria per unità di prodotto.
Ciò che non garba ai sindacati ed ai lavoratori. Oltretutto le imprese non sono generatrici di denaro come avveniva in passato, nella fase attuale del ciclo economico soprattutto. Consumi interni ridotti all'osso facendo affidamento, per fortuna, solo sulle quote di export.
Non difendo a spada tratta le imprese, ma bisogna ragionare anche nella loro prospettiva.[COLOR="Black"][SIZE="4"][FONT="Century Gothic"]La foto col sigaro
Comment
-
Se elimini fonti energetiche e derrate alimentari, l'inflazione programmata non risulta poi così scandalosa.Originariamente Scritto da Malcom1975 Visualizza MessaggioSecondo me è una decisione semplicissima invece. Con inflazione reale al 4% quella programma ta và fissata al limite massimo previsti dalla BCE ovvero al 2%.
Inoltre l'inflazione programmata non andrebbe praticata ferreamente a tutte le voci di spesa ma sarebbe meglio se fosse un valore medio dell'aumento delle varie vosi, così da applicare l'inflazione reale ai contratti ed una programmata magari dell' 1% o meno su altre voci di spesa.
E poi si tagliassero gli sprechi invece degli stipendi.
Io credo che un ritorno alla Scala Mobile sia fondamentale! Inevitabile o si muore tutti di fame e scoppia le guerra civile.
Ma come ho già scritto, nei prossimi giorni le diverse parti sociali, sindacati e Confindustria, chiederanno lumi all'Istat al fine di poter stabilire un parametro accettabile che rispecchi per quanto possibile l'economia reale.
La scala mobile senza nessun filtro ha già fallito negli anni '80. Se adegui di continuo gli stipendi all'inflazione reale ci ritroveremo dopo qualche anno con un'inflazione ancora più alta, e con uno spreco di risorse esagerato che non andrà a stimolare la crescita basata sulla produttività, obiettivo questo ormai perseguito da tutte le imprese globali mondiali e risultato vincente in Giappone, tanto da costituire un modello produttivo che ha fondato un'intera dottrina (Toyotismo ed Ohnismo).
Se l'impresa fallisce in seguito all'aumento del costo del lavoro non compensato da maggiori entrate, voglio vedere che fine faranno tutti i lavoratori. Poi magari ci si lamenterà del management dell'azienda, vero? Oppure ci si affiderà alle reti di protezioni sociali, tanto ci sta lo Stato a pararci il culo!
Non si può pretendere di tirare la coperta da un lato e non scoprire una restante parte. Ovvio no?[COLOR="Black"][SIZE="4"][FONT="Century Gothic"]La foto col sigaro
Comment
-
Infatti non è stato posto nessun paletto. Si parla di un indice armonizzato europeo o quanto meno di un indice reale più attinente alla situazione congiunturale attuale fornito dall'Istat. Sindacati, lavoratori e industriali sono disponibili al dialogo, e nei prossimi giorni sapremo che valore verrà preso in considerazione.Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza MessaggioIntanto resta il fatto che l'inflazione, al valore dichiarato a cui la si vorrebbe agganciare è un po' fuori dalla realtà: non so tu che percezione abbia, la stabilire un'inflazione al 1,7% per i prossimi due anni, vuol dire tirare una scura su buona parte dei lavoratori. Già oggi è superiore a quel dato, se il trend resta questo non oso immaginare dove arriverà in futuro.
Pensa che ci sta uno del Pd che citava i mutui per la casa. Saremmo rovinati!Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza MessaggioPoi, scusa, dal paniere per il calcolo vuoi davvero levare gli alimentari, e le fonti energetiche?
Da quel che sapevo, il calcolo dev'essere fatto si sui un paniere stabile nel tempo, ma che sia rappresentativo dei consumi di una famiglia media italiana (quindi genitori più almeno un figlio) e, a meno di famiglie robot, gli alimenti sono rappresentativi dei loro consumi.
A meno che mangiare non sia una necessità...
O meglio, quanto cavolo devono aumentare questi stipendi? è questo il fattore cruciale.
Si pensa all'impresa come ad una entità impersonale, astratta, a cui si può chiedere di tutto. Non è così. Ella stessa è un soggetto giuridico che subisce l'inflazione. Chi ci pensa agli imprenditori?
E' giusto trovare un equilibrio e spalmare il diminuito potere d'aquisto tra tutti gli agenti economici coinvolti.
Perfetto, ma nessuna famiglia si ritroverà sotto un ponte, stanne certo. Questo è quello che vogliono far credere i sindacati, meglio dire una parte dei sindacati (Cgil tanto per cambiare).Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza Messaggio
La produttività puoi incrementarla senza gettare sul lastrico milioni di famiglie.
Altrimenti produrrai, come si dice in gergo, a riempimento di magazzino. Senza alcun beneficio.
Tu pensa che con i premi di produttività gli stipendi aumenteranno in base ai risultati raggiunti, con un minimo salariale garantito a tutti. Cosa ci sta di così catastrofico? Io dico solo spicciola demagogia ed ideologia.
L'esempio fatto ad Anemos: se l'impresa vende a 100 e spende da 70 ad 80, come credi si possa recuperare il gap? o aumenti i prezzi (e ti romperanno i coglioni le Associazioni dei consumatori, e come per un circolo vizioso ciò andrà ad aumentare l'inflazione) o sfrutti al meglio le risorse disponibili (ciò che dovrà essere fatto - meno sprechi, attività esternalizzate, lean production, flessibilità che non significa precarietà, ecc ecc).[COLOR="Black"][SIZE="4"][FONT="Century Gothic"]La foto col sigaro
Comment
-
Certo, ma immagina se si legassero i salari all'inflazione reale considerando tutte le componenti di spesa....arriveremmo al punto da sfiorare una rivalutazione dell'8% e più. In linea col pensiero degli industriali, esiste senza ombra di dubbio un problema di erosione del potere d'aquisto, ma questo non può essere scaricato interamente sulle imprese. La soluzione da trovare sta qui.Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza MessaggioResta il fatto che dal paniere non puoi levare gli alimentari, che sono alla base delle esigenze di una famiglia, ma anche di un singolo. Comprarsi da mangiare è una necessità primaria, non un qualcosa che si fa saltuariamente, e se un salario è il mezzo con cui si dà da vivere ad una persona, prescindere dal costo del cibo, lo vedo come un controsenso.
Infatti, parallelamente, è unanime la richiesta di maggiore competitività per le imprese, efficienza e minori sprechi, e i provvedimenti del ministro Brunetta nel pubblico impiego vanno proprio in questa direzione.Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza MessaggioPoi tu dici chi ci pensa agli imprenditori, come fanno poveri se il prezzo di produzione aumenta... Ma io rilancio: ma gli imprenditori italiani (tranne rari casi) cosa fanno di concreto per rendersi più competitivi? Hanno imparato ad investire, o campano sperando sempre che arrivi qualche sgravio dallo Stato?
Formazione, innovazione tecnologica, son tutte voci su cui ci si dovrà concentrare per superare la crisi tipica della grossa impresa italiana....non possiamo più campare sul groppone delle pmi e delle imprese a conduzione familiare, unico punto di forza del made in Italy. Un pò i discorsi di Montezemolo di qualche tempo fà.
Nella prima parte del tuo pensiero hai ragione, la vedo esattamente come te. E appunto, se non diamo stimolo all'offerta, se non sviluppiamo tutti quegli strumenti capaci di rendere le nostre imprese competitive sul mercato globale, non solo nelle nicchie ma anche nei tradizionali grandi settori e nell'IC, come si fà ad aumentare lo stipendio ai lavoratori?Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza Messaggio
Perché, parliamoci chiaro, di investimenti nel personale, nelle infrastrutture, nei processi produttivi, nella ricerca, se ne fa drammaticamente poco. E a volte quello che si fa è mal gestito.
Parli di ottimizzare i processi, ma esistono molti modi per farlo senza intaccare le forme contributive salariali e senza ricorrere a contratti eccessivamente flessibili.
Sembra che per le aziende, l'unico modo per recuperare terreno sia quello di rinegoziare i contratti dei lavoratori trasformandoli quasi tutti, praticamente, in lavoratori a cottimo. Temo sia un punto di vista assai miope però.
La mobilità dovrebbe essere prevista garantendo dei termini temporali certi entro cui il lavoratore verrebbe reimpiegato, ma stai sicuro che nel caso di tecnici specializzati e per le mansioni che richiedono maggiore competenza, il legame contrattuale rimarrà fondato sulla stabilità nel tempo. L'impresa non ha nessun interesse a perdere manodopera competente e già istruita.Last edited by EVOKar; 01-07-2008, 00:15.[COLOR="Black"][SIZE="4"][FONT="Century Gothic"]La foto col sigaro
Comment
-
E' vero, mi sta bene, ma c'è un problema di fondo: la stabilità.Originariamente Scritto da EVOKar Visualizza MessaggioNon difendo a spada tratta le imprese, ma bisogna ragionare anche nella loro prospettiva.
Secondo te un lavoratore di 40 anni che ha lavorato per 15-20 anni con contratti a termine (insomma, è pure un fortunato se ha lavorato così tanto) verrà assunto a tempo indeterminato o l'azienda lo "congederà" per assumere un altro giovane da sottopagare che è benissimo in grado di fare lo stesso lavoro per metà dello stipendio?
Seguendo la tua logica, quella della massimizzazione del profitto e del "dobbiamo capire le aziende") l'azienda non ci metterà un nanosecondo ad assumere il giovane con un contratto degno di un negriero e a lasciare a gambe all'aria il 40nne e la sua famiglia e casa da mantenere.
Ora... al di la del punto di vista umano della vicenda: hai idea di che costo sociale e di che deleteri effetti sull'economia abbia una tendenza di questo tipo? Il sistema del credito arriverà ad avere concentrazioni abnormi di capitali che NESSUNO VORRA' perchè nessuno sarà tanto pazzo da pensare di potersi impegnare economicamente; Il mercato sarà innondato di prodotti che resteranno sugli scaffali dei negozzi perchè il potere di acquisto sarà in costante discesa e alla fine non sarà minimamente sufficiente a creare offerta; Le aziende non venderanno e dovranno chiudere, e ben presto imprenditore e lavoratore si troveranno entrambi a fare la fila per un piatto di minestra; quelle che non chiuderanno saranno in ogni caso costrette ad aumentaare i prezzi per far fronte al mercato stagnante, e i prezzi continueranno a salire riducendo ancor di più le condizioni di vita delle fasce basse e mediobasse, con ripercussioni significative anche sull'attuale classe medio-alta; Si chiama Stagflazione.
A questo aggiungici la simpatica contingenza economica mondiale che vede l'ulteriore boom dei prezzi di carburante e dei generi alimentari...Qui tornerà la fame, e la nostra società sarà così "flessibile" da piegarsi sotto il suo stesso peso.
Ragionare in termini di mero profitto indiretto, agendo sul costo del fattore di produzione/lavoro, significa non considerare tutto questo.
I lavoratori sono più degli imprenditori, questo vuol dire che sono la maggior parte dei consumatori ed il loro benessere è il benessere del mercato interno.
Bisogna dare stabilità e sicurezza al lavoro, e incentivare i contratti STABILI ed economicamente SICURI. Chi assume a tempo indeterminato deve pagare meno tasse di chi assume con contratti a termine. Non viceversa.[COLOR="DarkOrange"][SIZE="3"][FONT="Palatino Linotype"][B][CENTER]La pi
Comment
-
[QUOTE=acid75;888140]Il problema non
Comment

Comment