La vita privata dei politici:

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  • Misterikx
    whatever..
    • 24/03/05
    • 15327

    #31
    Originariamente Scritto da Misterikx Visualizza Messaggio
    Interessante notare come i giornalisti cambiano idea
    o "linea editoriale" quando ce da fare...carriera.

    http://ricerca.repubblica.it/repubbl...n-privato.html
    il link ripescato
    http://ricerca.repubblica.it/repubbl...n-privato.html
    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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    • borgo_zio
      Berlin Bleibt Deutsch
      • 30/03/08
      • 2973

      #32
      [QUOTE=nahui;997596]In alcune nazioni, come[COLOR="Red"] gli Stati Uniti, la vita privata di un politico influenza molto l'opinione degli elettori sulla sua reale capacit
      SO FAR SO BURP!!.

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      • kaabor
        Banned
        • 25/08/07
        • 53

        #33
        Vita privata?

        [B] Vita privata?

        Il direttore del tg della rete tv ammiraglia, a
        sostegno (od a pretesto) del silenzio sulle
        scabrose notizie riguardanti i padrone, ha
        affermato che, questa

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        • kaabor
          Banned
          • 25/08/07
          • 53

          #34
          L'ammiraglia

          [B]Il telegiornale dell'ammiraglia

          Il telegiornale pi

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          • kaabor
            Banned
            • 25/08/07
            • 53

            #35
            L'utilizzatore

            [B]L'utilizzatore

            Una volta, in una regione del profondo sud
            si affermava che: "Comandare

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            • kaabor
              Banned
              • 25/08/07
              • 53

              #36
              Spazzatura?

              [B]Spazzatura?

              "E' solo spazzatura!" Cos

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              • Boyakki
                *
                • 01/05/06
                • 1740

                #37
                Anche se, Bossi è stato l' unico del governo che non avrebbe salvato le banche, o che almeno dopo averle salvate, voleva che restassero alle condizioni governative, ma per carità Tremorti non poteva sentire l' unica cosa intelligente detta Bossi in vita sua.
                Beh, Bossi ha di sicuro esperienza in queste cose, visto che la sua banca (CrediEuroNord, per chi non se la ricorda) è fallita miseramente, facendo perdere tutto il capitale ai quasi 3000 soci, per non parlare dei correntisti, e vedendosi i sodali del partito e amministratori dell'istituto condannati per riciclaggio... Ecco un altro caso in cui uno sguardo più attento alle attività non esattamente pubbliche di un politico farebbe un gran bene ai cittadini. Tremonti ineffetti avrebbe dovuto prendere il senatùr come monito per il futuro.... cacchio dagli aeroporti, alle banche, ai residence in croazia (anche lì ha bruciato 10 miliardi di lire eh, mica noccioline), tutti i soldi che Bossi tocca diventano polvere. E la cosa bella è che i soci sono sempre padani. E continuano a dargli soldi...

                Una volta, in una regione del profondo sud
                si affermava che: "Comandare è meglio che
                fottere".
                Oggi questa affermazione si è trasformata
                in: "Comandare è meglio che utilizzare".
                ma lol
                [I]Sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessit

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                • gamtisezesura
                  Opinionista
                  • 19/05/06
                  • 232

                  #38
                  ecco perch

                  Comment

                  • borgo_zio
                    Berlin Bleibt Deutsch
                    • 30/03/08
                    • 2973

                    #39
                    Originariamente Scritto da Boyakki Visualizza Messaggio
                    Beh, Bossi ha di sicuro esperienza in queste cose, visto che la sua banca (CrediEuroNord, per chi non se la ricorda) è fallita miseramente, facendo perdere tutto il capitale ai quasi 3000 soci, per non parlare dei correntisti, e vedendosi i sodali del partito e amministratori dell'istituto condannati per riciclaggio... Ecco un altro caso in cui uno sguardo più attento alle attività non esattamente pubbliche di un politico farebbe un gran bene ai cittadini. Tremonti ineffetti avrebbe dovuto prendere il senatùr come monito per il futuro.... cacchio dagli aeroporti, alle banche, ai residence in croazia (anche lì ha bruciato 10 miliardi di lire eh, mica noccioline), tutti i soldi che Bossi tocca diventano polvere. E la cosa bella è che i soci sono sempre padani. E continuano a dargli soldi...


                    ma lol
                    Non sto qui, e non starò mai qui a sentenziare sulle abilità nascoste di quel povero idiota malato che prende il nome di Bossi, però il provvedimento legislativo che ha solo salvato le banche, senza per altro obbligarle a fornire credito ai cittadini in difficoltà, lui non l' avrebbe fatto. Che poi i leghisti, tutti abbiano il cervello di una nocciolina mangiata da una scimmia è risaputo, com' è risaputo che senza l' Italia starebbe meglio. Però, in questo caso specifico si sono dimostrati dalla parte della gente, tutta e non dei ricchi.
                    SO FAR SO BURP!!.

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                    • diana
                      Opinionista
                      • 22/06/09
                      • 109

                      #40
                      la vita privata dei politici

                      x ailis

                      non arrabiarti piu' di tanto, hai detto bene , gli italiani lo hanno voluto e continuano a volerlo,
                      perche' e' un furbo, uno che la sa lunga, bello brillante, uno che si e' fatto da solo ( ? ??????) ,potente,
                      uno che alla fine rimane sempre a galla
                      intelligente
                      colto (? :mmh? se mai erudito)

                      e loro lo amano , vorrebbero essere come lui, storia vecchia lo sappiamo.
                      Non possiamo fare come Don Chisciotte.
                      Agli italiani si e' ristretta la materia grigia,ma ormai da molti anni,
                      il mondo lo sa.
                      IL Fegato Grosso , il sangue acqua
                      ammalarsi ,perche'?
                      Gia' lo detto lavoro in un Ente Pubblico, mi sono ammalata ,ma molto
                      ora basta , proteggo la mia vita, tu proteggi la tua, mi raccomando.

                      Con Affetto, ciao

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66040

                        #41
                        La verità che non può dire
                        di GIUSEPPE D'AVANZO

                        Berlusconi esige da noi, per principio e diritto divino, come se davvero fosse "unto dal Signore", la passiva accettazione dei suoi discorsi. Pretende che non ci siano repliche o rilievi alle sue parole. Reclama per sé il monopolio di un'apparenza che si cucina in casa con i cuochi di famiglia. Senza contraddittorio, senza una domanda, senza un'increspatura, senza la solidità dei fatti da lui addirittura non contraddetti, senza un estraneo nei dintorni. Vuole solo famigli e salariati. Con loro, il Cavaliere frantuma la realtà degradata che vive. La rimonta come gli piace a mano libera e ce la consegna pulita e illuminata bene. A noi tocca soltanto diventare spettatori - plaudenti - della sua performance. Berlusconi ci deve immaginare così rincitrulliti da illuderci di poter capire qualcosa di quel che accade (è accaduto) non servendoci di ciò che sappiamo, ma credendo a ciò che egli ci rivela dopo aver confuso e oscurato quel che già conosciamo. Quindi, via ogni fatto accertato o da lui confessato; via le testimonianze scomode; via documenti visivi; via i giornalisti impiccioni e ostinati che possono ricordarglieli; via anche l'anchorman gregario e quindi preferito; via addirittura la televisione canaglia che da una smorfia può rivelare uno stato d'animo e una debolezza.

                        Berlusconi, che pare aver smarrito il suo grandioso senso di sé, si rimpannuccia sul divano di casa affidandosi alle calde cure del direttore di Chi. Insensibile alle contraddizioni, non si accorge dell'impudico paradosso: censurare i presunti pettegolezzi dalle colonne di un settimanale della sua Mondadori, specializzato in gossip. Dimentico di quanto poca fortuna gli abbia portato il titolo di Porta a Porta (5 maggio) "Adesso parlo io" (di Veronica e di Noemi), ci riprova. "Adesso parlo io" strilla la copertina di Chi. Il palinsesto è unico.

                        In un'atmosfera da caminetto, il premier ricompone la solita scena patinata da fotoromanzo a cui non crede più nessuno, neppure nel suo campo. La tavolozza del colore è sempre quella: una famiglia unita nel ricordo sempre vivo di mamma Rosa e nell'affetto dei figli; l'amore per Veronica ferito - certo - ma impossibile da cancellare; la foto con il nipotino; una vita irreprensibile che non impone discolpa; l'ingenuità di un uomo generoso e accogliente che non si è accorto della presenza accanto a lui, una notte, di una "squillo" di cui naturalmente non ha bisogno e non ha pagato perché da macho latino conserva ancora il "piacere della conquista".

                        Acconciata così la sua esistenza che il più benevolo oggi definisce al contrario "licenziosa", chi la racconta in altro modo non può essere che un "nemico". Da un'inimicizia brutale sono animati i giornali che, insultati ma non smentiti, raccontano quel che accade nelle residenze del presidente. Antagonisti malevoli, prevenuti o interessati sono quegli editori che non azzittiscono d'imperio le loro redazioni. C'è qualcosa di luciferino (o di vagamente folle) nella pretesa che l'opinione pubblica - pur manipolata da un'informazione servile - s'ingozzi con questo intruglio. Dimentico di governare un Paese occidentale, una società aperta, una democrazia (ancora) liberale, il capo del governo pare convinto che, ripetendo con l'insistenza di un disco rotto, la litania della sua esemplare "storia italiana" possa rianimare l'ormai esausta passione nazionale per l'infallibilità della sua persona. È persuaso che, mentendo, gli riesca di sollecitare ancora un odio radicale (nell'odio ritrova le energie smarrite e il consenso dei "fanatizzati") contro chi intravede e racconta e si interroga - nell'interesse pubblico - sui lati bui della sua vita che ne pregiudicano la reputazione di uomo di governo e, ampiamente, la sua affidabilità internazionale. Berlusconi sembra non voler comprendere quanto grave - per sé e per il Paese - sia la situazione in cui si è cacciato e ha cacciato la rispettabilità dell'Italia. Ha voluto convertire, con un tocco magico e prepotente, le "preferite" del suo harem in titolari della sovranità popolare trasformando il suo privato in pubblico. Non ha saputo ancora spiegare, dopo averlo fatto con parole bugiarde, la frequentazione di minorenni che ora passeggiano, minacciose, dinanzi al portone di Palazzo Chigi. Ha intrattenuto rapporti allegri con un uomo che, per business, ha trasformato le tangenti alla politica in meretricio per i politici. Il capo del governo deve ora fronteggiare i materiali fonici raccolti nella sua stanza da letto da una prostituta e le foto scattate da "ragazze-immagine", qualsiasi cosa significhi, nel suo bagno privato mentre ogni giorno propone il nome nuovo di una "squillo" che ha partecipato alle feste a Villa Certosa o a Palazzo Grazioli (che pressione danno a Berlusconi, oggi?).

                        La quieta scena familiare proposta da Chi difficilmente riuscirà a ridurre la consistenza di quel che, all'inizio di questa storia tragica, si è intravisto e nel prosieguo si è irrobustito: la febbre di Berlusconi, un'inclinazione psicopatologica, una sexual addiction sfogata in "spettacolini" affollati di prostitute, minorenni, "farfalline", "tartarughine", "bamboline" coccolate da "Papi" tra materassi extralarge nei palazzi del governo ornati dal tricolore. Una condizione (uno scandalo) che impone di chiedere, con la moglie, quale sia oggi lo stato di salute del presidente del Consiglio; quale sia la sua vulnerabilità politica; quanta sia l'insicurezza degli affari di Stato; quale sia la sua ricattabilità personale. Come possono responsabilmente, questi "buchi", essere liquidati come affari privati?

                        La riduzione a privacy di questo deficit di autorità e autorevolezza non consentirà a Berlusconi di tirarsi su dal burrone in cui è caduto da solo. Ipotizzare un "mandato retribuito" per la "escort" che ricorda gli incontri con il presidente a Palazzo Grazioli è una favola grottesca prima di essere malinconica (la D'Addario è stata prima intercettata e poi convocata come persona informata dei fatti). Evocare un "complotto" di questo giornale è soltanto un atto di intimidazione inaccettabile.

                        Ripetendo sempre gli stessi passi come un automa, lo stesso ritornello come un cantante che conosce una sola canzone, Berlusconi appare incapace di dire quelle parole di verità che lo toglierebbero d'impaccio. Non può dirle, come è sempre più chiaro. La sua vita, e chi ne è stato testimone, non gli consente di dirle. È questo il macigno che oggi il capo del governo si porta sulle spalle. Non riuscirà a liberarsene mentendo. Non sempre la menzogna è più plausibile della realtà. Soprattutto quando un Paese desidera e si aspetta di sentire la verità su chi (e da chi) lo governa.

                        (24 giugno 2009)
                        amate i vostri nemici

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66040

                          #42
                          BARI - Patrizia D'Addario infila la mano nella borsa. Ne estrae il registratore più noto d'Italia. Ha un sorriso teso: "Se registrate voi, registro anch'io...". "Io lo faccio sempre. Grazie a questo registratore ho potuto vedere condannato l'uomo che abusava di me. Io non ricatto. Dico la verità. Ma nella vita, spesso, per farti credere servono delle prove". Patrizia accetta di parlare con Repubblica a una condizione. "Eviterò di affrontare i dettagli dell'inchiesta".

                          Il presidente del Consiglio dice: "Quella donna? Ne ignoravo il nome e non ne avevo in mente il viso".
                          "Se avessi voglia di scherzare, direi che non ricorda perché girano troppe ragazze che mi somigliano tra Palazzo Grazioli e, a leggere i giornali, Villa Certosa. Invece io la faccia di quell'uomo me la ricordo bene. L'ho avuta troppo vicina per dimenticarne i dettagli. Ma non ho voglia di scherzare. Mi stanno massacrando".

                          Lei stessa ha detto di essere una escort.
                          "Avrei potuto continuare a fare quella vita senza svelarmi e prendermi le buste del presidente con 10 mila euro. Io, invece, quando ho capito di essere stata ingannata, ho deciso di ribellarmi. Io sono l'unica che ha il coraggio di dire il mestiere che fa. Le altre tacciono, frequentano Papi, incassano le buste, fanno carriera e chiedono rispetto".

                          Partiamo dall'inizio. Lei ha detto che a presentarla a Gianpaolo Tarantini è stato un amico comune, tale "Max". E' Massimiliano Verdoscia?
                          "Non lo so. Io lo conoscevo come Max".

                          Può chiarire quanti soldi ha avuto in totale per i due incontri a Palazzo Grazioli?
                          "Mille euro. Li ho avuti solo la prima volta per partecipare alla cena a Palazzo Grazioli. La seconda volta, quando sono rimasta tutta la notte, non ho avuto nulla. Se non la promessa che sarei stata aiutata a costruire finalmente quel residence per il quale ho le carte in regola e ho pagato già per ben quattro volte gli oneri di edificabilità".

                          Andiamo alla prima volta a palazzo Grazioli. Metà ottobre 2008.
                          "Io, a differenza di Silvio Berlusconi, ricordo ogni dettaglio. Quando arrivai saranno state le 22. Presi l'ascensore. Attraversai un lungo corridoio che si apriva in un salone dove trovai già molte ragazze. Altre arrivarono dopo. In totale saremo state una ventina".

                          Ne conosceva qualcuna?
                          "Alcune ricordavano dei volti televisivi. In realtà, mi colpì un altro particolare".

                          Quale?
                          "Mentre la gran parte di noi, come ci era stato detto, indossava abiti neri corti - il mio era di Versace - e trucco leggero, due ragazze che stavano sempre vicine, avevano pantaloni lunghi. Ho saputo, ascoltando quello che dicevano in pubblico, che erano due escort lesbiche che lavoravano sempre in coppia".

                          C'erano ragazze minorenni?
                          "Non mi misi a chiedere le età".

                          C'erano ragazze straniere?
                          "Mi sembrarono tutte italiane. E tutte mostravano, a differenza mia, una grande familiarità con la casa e il presidente. Lo chiamavano tutte Papi".

                          Lei non lo chiamava Papi?
                          "Io lo chiamavo Silvio. Mi disse di getto: "Come sei carina". Aveva una camicia nera. Quando si sedette notai i tacchi delle scarpe. Volle che mi sedessi accanto a lui nel salone con divani, dove proiettarono un lunghissimo video. Si vedevano i suoi incontri con i leader internazionali, i comizi, una folla che cantava "Meno male che Silvio c'è". Tutte le ragazze, a quel punto, fecero la "ola"".

                          E lei?
                          "Ero distratta da un barboncino bianco che leccava i miei piedi e quelli del presidente. Lui lo chiamava Frufrù e mi disse che glielo aveva regalato la moglie di Bush".

                          Quanto durò il video celebrativo?
                          "Fu lunghissimo. Il Presidente si alzava per chiedere champagne e focaccine. Poi, finalmente andammo in sala da pranzo. Un tavolo lunghissimo su cui volteggiavano tantissime farfalle. Di tulle, carta velina e altro materiale. Di vari colori. Farfalle ovunque, attaccate ai centro tavola e ai candelabri. Ho fatto indigestione di farfalle. La cena andò avanti fino all'alba. Ma non una cena da gourmet. Bresaola con sottaceti. Tagliatelle ai funghi. Cotolette con le patate. Torta di yogurt, che poi fu la cosa che mi piacque di più. Ne presi tre porzioni. Era morbida, come quelle della nonna".

                          Una cena così non può finire all'alba.
                          "Ci si interrompeva continuamente. Per canti, balli, barzellette. Berlusconi usò anche una storiella per parlare di me. Mi fissava e diceva. "Conosco una ragazza che non crede più agli uomini. La farò ricredere. La andrò a prendere con il mio jet privato". Poi, con il Presidente ballai. Un lento suonato dal pianista della casa. Era "My way". Ballammo molto vicini. Non si ricorda il mio volto?".

                          Quando lei andò via, qualcuna delle ragazze rimase?
                          "Non posso rispondere. Posso solo dire che era quasi mattina".

                          Il presidente dice: "Mi è stato insegnato a non andare a dormire se c'è anche un solo documento di cui occuparsi sulla scrivania". Lei ricorda se il presidente si è assentato per esaminare qualche dossier? Per rispondere a qualche telefonata?
                          "Il presidente ci parlava di molte cose del suo lavoro. Ma si è alzato soltanto per prendere i regalini. Ci teneva a distribuirli lui. Noi aprivamo e c'era l'obbligo di indossarli. Le solite farfalline, tartarughine, bracciali, collanine, anelli".

                          Che sensazione le rimase di quella sera?
                          "Un harem. Anzi. Gli harem sono una cosa seria che io conosco bene. Perché sono stata tre volte a Dubai. Gli sceicchi, a modo loro, rispettano le loro mogli. Se ne circondano, le precedono, ma le mostrano con orgoglio. Quello che vidi, invece, non mi piaceva. Esisteva solo lo sceicco: lui".

                          Ha mai sentito parlare di Noemi Letizia?
                          "Dopo la nota vicenda, sì. Ma non posso entrare nei dettagli. In generale, ripensando a quella storia, posso solo dire che non ho parole".

                          Lei tornò a palazzo Grazioli la sera del 4 novembre. Tarantini disse "lui vuole te".
                          "Evidentemente si ricordava di me".

                          E' la sera in cui resta l'intera notte. La notte dell'elezione di Obama, durante la quale, inutilmente si cerca di tirare fuori dalla stanza il presidente. Almeno fino alla colazione.
                          "Su quella notte non posso dire".

                          Ma è vero che lui la invitò a rimanere per la colazione?
                          "Sì. Non in sala da pranzo. Fu una cosa più intima".

                          La accusano di aver ordito un complotto a pagamento. La definiscono una "ricattatrice".
                          "E' ridicolo. In questa storia non ho mai preso un soldo da nessuno. Ho deciso di parlare il 31 maggio. Quando capii di essere stata ingannata. Che nessuno mi avrebbe aiutato nel mio progetto di vita: la costruzione del residence. Il premier era a Bari. Mi riconobbe e mi salutò. Poi, mi fece bloccare dalla scorta, nonostante fossi una delle sue candidate. Per altro, riconobbi chi mi fermò. Uno degli uomini della scorta che avevo visto a palazzo Grazioli fare altre cose".

                          Cosa?
                          "Guardarmi la sera del 4 novembre mentre il presidente, seduto su divano, mi accarezzava esplicitamente".

                          Quindi decise quel giorno?
                          "Fu l'ultima goccia. Parlai subito con un fotoreporter di Oggi. Ma c'era già stato dell'altro".

                          Il furto nel suo appartamento?
                          "Stranissimo furto. Avvenne in maggio. Pochi giorni dopo che avevo confidato a un amico che ero in possesso delle registrazioni dei miei incontri con il presidente".

                          L'amico era Gianpaolo Tarantini?
                          "No. E non ne posso fare il nome".

                          Cosa rubarono?
                          "Computer, cd musicali, tutta la biancheria intima, i miei vestiti di Versace, compreso quello che avevo indossato a Roma. Mi spaventai e cominciai a capire".

                          Per questo motivo cercò un avvocato?
                          "Cercai un avvocato per l'intervista che volevo fare con Oggi. Poi non se ne fece nulla e il mio avvocato rimase accanto a me quando, con mia grande sorpresa, l'8 giugno venni convocata come testimone dal pm".

                          L'inchiesta ha accertato festini organizzati in cinque residenze con esponenti politici locali.
                          "Non ho mai partecipato".

                          Ha frequentato il vicepresidente della Regione, il Pd Sandro Frisullo?
                          "Non so chi sia".

                          (25 giugno 2009)
                          amate i vostri nemici

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                          • kaabor
                            Banned
                            • 25/08/07
                            • 53

                            #43
                            Beato telecomando

                            Beato telecomando
                            Si provi a pensare per un attimo soltanto
                            come potrebbe essere la vita di un
                            cittadino italiano senza il telecomando.
                            Sarebbe una catastrofe, un inferno, una
                            sofferenza!
                            Quando ministri-donna ("ministre", come
                            vengono chiamate, ma delle le quali non

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                            • falcopellegrino
                              pensatore dei 2 millenni
                              • 28/07/05
                              • 1895

                              #44
                              [QUOTE=Xilinx23;1003707]Illazioni?

                              Veramente c'
                              l 'importante

                              Comment

                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66040

                                #45
                                Beh...Falco....se consideriamo attendibile Berlusconi, con tutte le sue condanne, guai giudiziari, impeachments....conditi dai suoi giornalieri "Non ho mai detto che"....stiamo freschi!
                                amate i vostri nemici

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