Kabor non hanno senso le cose che riporti ai fini di una "discussione".
Credo ti sia già stato detto.
O partecipi o evita di fare copia e incolla di sta roba in ogni 3d... hai messo 50 "poesie" e nessun contributo alle discussioni. Basta.
Grazie.
Così ha affermato, tutto impettito e fiero,
l'"utilizzatore finale" (con probabile e
grande soddisfazione di certi moderatori
che "moderano" - senza alcuna apparente
abilità - le discussioni su alcuni forum)
a difesa del suo discutibilissimo
operato personale.
E, ahinoi, probabilme è proprio così che
lo vogliono gli italiani!
Occorre però precisare a quale tipo di
italiani si riferisca.
Se si riferisce agli italiani che, in modo
scriteriato e senza alcun vantaggio di
qualsiasi natura lo appoggiano, quasi
lo adorano come una sacra icona, sì,
allora papi ha ragione.
Sono gli italiani che, come il loro modello,
privilegiano il "sembrare", l'"apparire",
piuttosto che l'"essere".
Che parlano per frasi fatte e col continuo
richiamo alla paura dei comunisti, di
"questa sinistra" oscura e minacciosa.
Poveretti: non hanno altri, nè migliori
argomenti nel loro - e limitato - bagaglio
culturale e sono costretti ad utilizzare
quelli di papi.
Sono gli italiani che, dal complesso di
leggi e norme volute dal cavalier furioso
(depenalizzazione del falso in bilancio,
apologia dell'evasione fiscale), hanno
tutto da guadagnare e, per questo, quasi
lo adorano.
Sono gli italiani cultori dei programmi tv
spazzatura e dei notiziari addomesticati,
nei quali il nostro eroe è sempre bello e
vincente.
Sono gli italiani disinformati, per i quali è
più importante una notizia di cronaca nera
che una di politica-sociale, che vivono e
discutono di corna matrimoniali, di omicidi,
di sinistri stradali, matrimoni e divorzi di
divi del cinema, dello sport, della canzone,
di altre amenità.
Ecco: questi sono gli italiani ai quali papi
piace molto!
Ma poi ci sono anche quelli ai quali papi
non piace affatto.
Sono quelli che si vergognano appena
sporgono la testa fuori dai confini nazionali.
Si vergognano di possederne la stessa
cittadinanza a causa dell'immagine che,
costui, ha dato - continua a dare - del
Paese.
Sono gli italiani che cercano le informazioni
al di fuori del circuito ufficiale dei media
"normalizzati", che cercano di capire quale
potrà essere la nuova mossa di bandana
per proteggersi dalla Magistratura di sinistra.
Sono gli italiani che hanno conservato un
minimo di dignità personale e che non
hanno portato il cervello all'ammasso
mediatico.
Ecco: questi sono gli italiani ai quali papi
non piace per niente, anzi, lo detestano!
[QUOTE=kaabor;1014029]Ho deciso di scrivere solo ora per la semplice
ragione che, lasciando trascorrere qualche ora
dalla lettura del Suo "invito", ho avuto pi
[B]Come dicevo sempre alla mia ex moglie, mi rifiuto di guidare pi
Il segretario della Cei alla commemorazione di santa Maria Goretti
"Comportamenti gai e irresponsabili, gravi soprattutto quando coinvolgono minori"
I vescovi: "Libertinaggio
non è affare privato"
Monsignor Mariano Crociata
LATINA - Lo sfoggio di un "libertinaggio gaio e irresponsabile" a cui oggi si assiste, non deve far pensare che "non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati, soprattutto quando sono implicati minori": lo ha detto il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Mariano Crociata, in una omelia pronunciata a Le Ferriere di Latina in occasione di una celebrazione in memoria di Santa Maria Goretti.
"Assistiamo - lamenta il segretario della Cei - ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria salvo poi, alla prima occasione, servirsi del richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico o di altro genere".
Secondo monsignor Crociata, con un riferimento che appare in tutta evidenza diretto alle polemiche degli ultimi mesi che hanno coinvolto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, "nessuno deve pensare che in questo campo non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati; soprattutto quando sono implicati minori, cosa la cui gravità grida vendetta al cospetto di Dio. Dobbiamo interrogarci tutti sul danno causato e sulle conseguenze prodotte dall'aver tolto l'innocenza a intere nuove generazioni. E innocenza vuol dire diritto a entrare nella vita con la gradualità che la maturazione umana verso una vita buona richiede senza dover subire e conoscere anzitempo la malizia e la malvagità. Per questa via - osserva il presule - non c'è liberazione, come da qualcuno si va blaterando, ma solo schiavizzazione da cui diventa ancora più difficile emanciparsi".
In proposito, mons. Crociata ha citato anche quanto detto di recente dal presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco: 'Le responsabilità sono di ciascuno ma conosciamo l'influsso che la cultura diffusa, gli stili di vita, i comportamenti conclamati hanno sul modo di pensare e di agire di tutti, in particolare dei più giovani che hanno diritto di vedersi presentare ideali alti e nobili, come di vedere modelli di comportamento coerenti".
Comment