[PHP]dopo avere provato la questione morale, ma che questione
Il Senato blocca la vendita della RU486
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[QUOTE=erin;1077518]Non che la cosa mi stupisca, dal momento che l'aborto riguarda le donne e la politica
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[QUOTE=Il gatto;1077559]No, ma se un problema che si dice delle donne, uniche titolari di diritto affermato a gestire il problema, non ci vanno le donne a risoverlo e se le donne non roconoscono a se stesse la validit
Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!
Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.
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Ma a quel partito mi riferivo pure io, anche perchè un punto specifico, l'aborto nel caso, lo si ottiene, mantiene ed estende, sulla base di un assetto di fondo ampio che quindi appunto implica una visione unitaria, dotata di forza politica, che quell'assetto va a realizzare e mantenere.
Convengo quindi che questa unitarietà di intenti non ci sta per gli assetti sociali di fondo e, dico pure che anche l'aborto non gode di quella unitarietà e vastissimo consenso che gli si attribuisce fra le donne, essendo pure queste divise sulle varie posizioni come lo sono gli uomini in forza dei più disparati criteri propri adottati nella gestione individuale del problema.
L'aborto è un problema anche per il partner in quanto, sebbene sia la donna a gestire la fisicità della cosa, lo sconvolgimento che genera un figlio non voluto poi ricade su una un'area più ampia che magari vede la donna capofila in forza della fisicità, oltre al resto, che ricade solo su di lei.
Ma, detto ciò, ti rimane quella che dice aborto si e quell'altra che dice aborto no, sia che il problema non lo abbiano direttamente, sia che lo abbiano e riflettano nel sociale diversi atteggiamenti che hanno nei confronti della questione nel privato.
Al contorno continuano a giocare la confusione e i fraintendimenti su cui giocane le istanze, fermo restando che la legge in vigore, quindi quella va applicata, permette l'aborto, salvaguardando la vita, il che esclude una soppressione causata volutamente del nascituro abortito a cui consegue poi la nuova polemica sulla rianimazione.
Però tanto è al momento, Al fine di salvaguardare la vita....., si permette l'aborto, sola espulsione quindi,...terapeutico, altro punto caldo.
Ovvero si vuole l'aborto a semplice richiesta, invece c'è quello terapeutico limitato ai casi dove si ripristina o serva a mantenere uno stato di salute fisica e/o mentale dell'interessata.
Quindi non essendo considerata la gravidanza di per se stato patologico serve un certificato medico che attesti una possibile patologia fisica o mentale a fronte della prosecuzione di gravidanza e se il medico rileva che non ti ammali e che hai una salute mentale robusta non c'è più permesso di aborto, al netto di limitati casi particolari elencati, stupro es.
Ciò rende la 194 solo parzialmente adeguata alle diverse richieste in essere dando una certa possibilità di aborto e di soppressione quando questa consegue per vie sue e allo stesso tempo non ammettendo una morte causata e un aborto vuolutamente reso contraccettivo libero come vuole un'altra parte delle richieste.
Per ovviare a tale ambiguità che fa contenti, ma allo stesso tempo scontenti tutti, una parte dovrebbe chiedere la soppressione del nascituro a semplice richiesta discrezionale dell'interessata a cui si darebbe l'ovvia risposta: mangiatori di bambini, cosa che quindi non si presenta socialmente presentabile e si insiste su un aborto che significa altro che non si ottiene in quanto non lo si richiede per timidezza propagandistica.
La controparte non vuole l'aborto, ma cosciente di non avere i numeri per ottenerlo continua a condannarlo senza azzardarsi a proporre una legge che lo vieti e si limita lo stesso ad una guerra di propaganda triangolata senza azioni.
In tale bailame nessuno si azzarda a mettere dito sulla patata che scotta e che gli potrebbe esplodere politicamente in mano.
Quindi vissero tutti infelici e scontenti urlandosi contro ciò che gli altri non debbono o debbono secondo il caso fare, tutti convinti che ciò basti da solo a modificare una situazione per semplice effetto del volere che cambi senza tuttavia cambiarla.
E al che resta solo un gran dire di molti, nemmeno di tutti, in tutte le direzioni senza che nessuna direzione si prospetti per chi nel problema ci si trovi a vario titolo.Last edited by Il gatto; 29-11-2009, 15:30.
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Originariamente Scritto da MAGENTINO Visualizza MessaggioFATTO BENE! + 10 PUNTI PARADISO AL SENATO
salutiA parte questi due illuminanti contributi, perchOriginariamente Scritto da MAGENTINO Visualizza Messaggioerin, quanta retorica sterile...bha
salutiMembro del Consiglio degli Admin
[RIGHT][I]L'ironia
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E, quale tentativo di far toccare con mano la difficoltà di costruire una legge, quindi non solo di affermare uno slogan generico che può far intendere senza dire, ma che legge non è anche se fosse scritto, vediamo chi è disponibile a descrivere l'aborto che vuole, dettagliando i risultati concreti che si aspetta di ottenere e, per ottenerli, quanto meno serve chiedere esattamente cosa si vuole.
Non basta perciò lo slogan "aborto libero" a che si ottenga il proprio voluto, serve proprio dichiarare in forma scritta e pubblica, nonchè nominalmente firmata ciò che materialmente si vuole del genere:
Voglio che qualora io insidacalmente lo decida per qualsiasi mia motivazione di cui non mi si deve chiedere ne motivazione, ne spiegazione
1- Il mio stato di gravidanza deve essere interrotto a cura del SSN senza limiti temporali, per cui dal concepimento a quando io, interessata alla cosa, decida di procedere, anche contro un parere che evidenzi un alto rischio medico di sopravvivenza mia, cosa per cui sarà prevista una liberatoria da firmare a cura dell'interessata.
2- Tale aborto deve prevedere l'espulsione del nascituro e la sua certa soppressione a che nessun onere della sua esistenza ne derivi all'interessata ne al presente, ne al futuro, ne di ordine fisico, sociale o mentale.
3-Tale potere di soppressione si estende comunque oltre la nascita, qualora l'espulsione sia regilare fino al x mese, periodo in cui il nascituro e successivamente nato vivo dipenderà completamente, senza altro diritto di alcuno, dalla gestante diventata madre che in tale intervallo disporrà quindi di un potere di soppressione del nato vivo non voluto.
4- Oltre tale limite si procede con il normale trattamento giuridico dei nati vivi.
Direi che questa sia la massima estensione possibile da poter dare a "aborto liberò" e per praticità l'ho descritta.
Mo vediamo cosa, nella sensibilità propria, si andrebbe a limitare, ma anche ad estendere ulteriormente a che uno slogan possa diventare regola di attuazione materiale del vero voluto proprio che nel dire semplicementa diventa un "aborto libero".Last edited by Il gatto; 29-11-2009, 17:53.
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In generaleOriginariamente Scritto da erin Visualizza MessaggioMi spieghi che senso ha parlare di qualcosa di assolutamente non fattibile?
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Uff, santa pazienza.Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza MessaggioRagionamento per assurdo vuol dire prendere per vero qualcosa e controllare a che consequenze questa assunzione porta.
E lo si fa di prassi in qualunque ambito del pensiero. Prima di ogni scelta in teoria andrebbe fatto simile ragionamento.
Una cosa
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