Obama e la coerenza.

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  • Bruco
    Opinionista
    • 22/01/10
    • 1801

    #46
    L'esaurimento di situazioni per rottiura di palle.

    [QUOTE=Il gatto;1155207]Ovviamente chi dall'esterno si trova nell'interesse di ridurre e possibilmente spegnere quella conflittualit
    [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #47
      Forse la differenza sta nel fatto che la questioni tu in primis la vedi come una questione tua dove per una qualche ragione, tua, hai una partecipazione emotiva che te la fa dimesionare in un certo modo su scala mondiale, dove però le rotture sono infinite e la loro priorità dipende da tantissime cose, mediamente proprie.
      Che quella tensione per il mondo assuma un aspetto determinante è tutto da dimostrarsi checchè se ne dica, viste le mille altre tensioni anche ben più tese dimenticate che si perdono nelle situazioni lontanee ed estranee, perchè al dunque poi nessuno va a morire per gli altri e manco ci si rovina.
      La situazione ha una certa maggiore attenzione perchè avviene nelle aree petrolifere, ma comunque si perde a fronte di altre situazioni ed in questa generalità generica semmai viene trattata con criteri di interesse ed eventuali costi propri da minimizzare sempre e gestire qualche volta, ma che alla fine non motivano ne una II guerra mondiale, ne un piano marshall.
      Tutte le guerre finiscono, ma anche perchè si vincono e si perdono, oppure una o entrambe le parti si estinguono, le situazioni sono tante.
      La guerra di cecenia pure si direbbe che è finita, per dirne una, il tibet s'è spento, la birmania boh e solo per nominarne alcune che sembravano stessero chissà su quali livelli di priorità globale, finchè però facevano cronaca, poi manco quella sono riuscite più a generare e comunque anche allora non è che abbiano mosso epocali forze, un po di carta e di elettroni su schermi ionizzati, cosa ben diversa da ciò che vrebbero richiesto.
      Ma questo non come auspicio o altro, solo come presa d'atto di ciò che si vede prima di passare ad altro più attuale e concreto nel nostro quotidiano che non è quello altrui e non ci diventa perchè.....tante cose che altri potrebbero pensare e volere, ma con mille motivazioni loro.
      Ne, al contorno, chi pensa di agitarsi per far diventare tuo un suo problema ottiene grandi e positivi risultati per lui perchè, nel caso raro che la cosa riesca, è lui a costituire il tuo problema da eliminare e non il suo problema che sempre sul groppone suo resta.

      Nel caso sembra che obama se ne è fatto parzialmente carico, vedesse lui, è obama.
      Uno potrebbe dire facessero come fece all'epoca istraele, amazen si presenta all'onu con la piantina del suo stato palestinese e chiede il riconoscimento del mondo in quei termini, poi vede quel che ne esce, non è un caso però che tale tentativo venga lasciato ad sine die di tempi più maturi, se e quando, con tante certezze pure, ma pure con tante condizioni al contorno.

      Il mondo non è un tenerone, la seconda guerra mondiale non fu fatta per eliminare un cattivone, ma perchè si stimò che il cattivone aveva capacità e volontà che, una volta sistemati gli affari vicini a lui, poi andasse a sistemarsi quelli lontani, quindi si giocò d'anticipo.
      In uno scenario diverso la rivolta d'ungheria contro l'unione sovietica si aspettava un intervento esterno che però ovviamente non ci fu non ricorrendo una situazione di reale, grave e immediato pericolo proprio, lo stesso con l'occupazione della cecoslovacchia, si credevano che il mondo vibrasse e intervenisse, vibrò un po, ma non intervenne.
      Si intervenne nei balcani, ma non perchè erano belli, ma perchè quella è la porta di accesso terrestre al medioriente e come si difendono le vie marittime proprie, panama, suez, capo di buona speranza, capo horn, si difendono e si presidiano i passaggi terrestri per le proprie rotte di approvvigionamento, sempre che non le si possa aggirare al che subentra l'eterno cacolo del rapporto costi benefici, propri di chi il carico dell'impresa si accolla nel caso, da specificare e che , a fronte del carico accollato, poi pretende e è nella posizione di dettare le sue condizioni, che sono comunque sue e non altrui se non accidentalmente.
      Last edited by Il gatto; 28-03-2010, 10:28.

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      • Bruco
        Opinionista
        • 22/01/10
        • 1801

        #48
        [QUOTE=Il gatto;1155248]
        Si intervenne nei balcani, ma non perch
        [FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #49
          Il coinvolgimento personale, nei suoi limiti, avviene per tanti motivi, di cui uno è quello che indichi, poi semmai c'è da vedere cosa produce, chi va a fare il volontario delle ong, chi brucia bandiere, chi ne parla nel tentavo di alimentare magari una corrente di pensiero che faccia pressione livello dopo livello fino a muovere lo sporco mondo indifferente, chi ne parla e basta, la varianti sono tante.
          Sempre di un certo coinvolgimento si tratta e anche qui ci possiamo ritenere entrambi coinvolti visto che in qualche modo per un qualche motivo nostro il tema ci motiva quantomeno a scrivere queste righe, ciascuno nel suo ambito.
          Però, già tenendoci sul qui, vediamo che solo io e te ci stiamo a dire, ben più pregnante si dimosta es il tema sul sensore alcolici che ferma l'auto e nel suo piccolo anche questo è un indicatore di come si muove il mondo.

          ovvero: la rottura di palle dell'umanità per una storia infinita
          Finchè sono solo i protagonisti a creparci la "rottura di palle" è del tutto tollerabile.
          Pensa quanti morti ci stanno di ben più vicini per le situazioni che li trasformano da vivi a morti e che ti insunuano il retropensiero del domani forse tocca a te, ma forse no, ma forse pure si, forse....domani lo scoprirai.
          Questa è una rottura ben più concreta, immediata e diretta eppure alla fine cosa modifica?
          Se ti va di fumare continui, se ti serve di andare in macchina ci vai, se devi montare su un areo ci monti, certo poi il dire il di prassi del ricordati che devi morire può rompere, ma ovviarvi è altrettanto semplice ed immediato, figurati quando il messagio complessivamente non ti riguarda e comunque non hai nessun modo di metterci mano.
          E pure, realisticamente, se qualcuno si facesse, potendolo, carico delle croci del mondo in senso fisico, quello ideale poco ottiene, come la normale solidarietà morale sempre accordata a tutti, ci mette meno di un secondoo a finire schiacciato a terra e non si trova manco il cireneo.
          Se gli va bene forse passa un'autogrù che casualmente ha tempo da spendere, pagando, ma insomma, non mi sembra quello che ci si sarebbe aspettati o che si vorrebbe significare.

          Al fondo resta una rispettiva visione e valutazione del mondo, ma di questo è già tal mastro cecco a suo tempo diceva: se fossi foco arderei lo mondo e non era casuale, poi lui s'è morto e lo mondo continua a girare senza ardere sulle sue volontà.
          Pensa quanto s'è mosso per l'influenza suina, ma li c'era una rottura possibile diversa e propria, già per altre similari non proprie ecco che la direzione traffico si attiva diversamente.

          Nel concreto della storia tale rottura che ritieni insopportabile non motiva il mondo a definire lui d'ufficio uno stato palestinese che a quel punto potrebbe richiedere, se qualcuno si offre volontario, perchè tali cose sulla volontaria disponibilità del mondo si basano, la costituzione di una linea di interposizione militare che da una parte polverizza kassan e kamikaze, dall'altra f15 e tank, ovviamente con tutti gli annessi e connessi che ciò implica per chi in quella posizione si mette, ovvero di fare una guerra senza regole sue fronti che, oltre a combattersi tra loro, vedono te, li interposto, come comune bersaglio e nemico da volatilizzare.

          Pesa la situazione della somalia quanto sia ben più ardente e umanitaria e per certi versi anche più "semplice" da affrontare e tuttavia la sta fra pirati e signori della guerra, con una onu che ci provò pure a mettere il ditino pacificatore, che semplicemente gli fu staccato, mo ci pensano due volte a fare i pacificatori

          il futuro dell' Onu in somalia
          Le immagini dei “peacekeepers” americani trascinati nella polvere delle strade di Mogadiscio, così come rievocate nel cinema dal film Black Hawk Down (Ridley Scott, 2001) rappresentano ancora oggi un monito per la comunità internazionale.
          Alle prime luci del 3 Ottobre 1993, il comando statunitense lanciò un raid segreto allo scopo di eliminare il generale Muhammad Farrah Aideed, uno dei signori della guerra tra i maggiori protagonisti della lotta fra bande in cui il paese era da due anni sprofondato.
          L’attacco fallì costando la vita a diciotto uomini; due elicotteri MH


          A suo tempo a noi non andò meglio in congo a kindu e le trovaro, alcuni pezzi sulle bancarelle del mercato della carne

          L'eccidio di Kindu (o massacro di Kindu) avvenne l'11 o il 12 novembre 1961 a Kindu, nell'ex Congo belga, dove furono trucidati tredici aviatori italiani, facenti parte del contingente dell'Operazione delle Nazioni Unite in Congo inviato a ristabilire l'ordine nel paese sconvolto dalla guerra civile. I tredici militari italiani formavano gli equipaggi di due C-119, bimotori da trasporto conosciuti come i vagoni volanti, della 46ª Aerobrigata di stanza a Pisa.


          Da cui le rotture è meglio che restino rotture accademiche anzichè materialmente proprie.

          Questo programma spaventava non soltanto i palestinesi, ma gli stessi libanesi musulmani che avevano combattuto contro Beshir. Non mancavano naturalmente i notabili che correvano a giurare fedeltà al nuovo padrone ma neppure i gruppi armati che si preparavano a vendere cara la pelle. Anche dopo la partenza dei fedayin nel settore ovest di Beirut rimanevano milizie potenti: i "Morabitun", nasseriani, gli sciiti del movimento "Amal", i comunisti, i drusi del partito socialprogressista di Walid Jumblat avevano blindati e mortai. Prima di andarsene i palestinesi avevano consegnato loro le armi pesanti. Non era poi detto che le "Forze libanesi" le milizie cristiane di Beshir, avrebbero avuto facilmente partita vinta. Per imporre la sua autorità su Beirut ovest il presidente eletto aveva ancora bisogno dell¹aiuto di Israele: La forza di interposizione gli era d¹intralcio.
          Del resto, neppure i paesi che avevano mandato le truppe erano entisiasti all¹idea di lasciarle ancora a lungo nella gola del lupo. L¹evacuazione delle forze dell¹OLP fu conclusa il primo settembre, in anticipo sul programma stabilito da Philip Habib, e nei giorni successivi i tre contingenti della forza multinazionale preparavano i piani per andarsene tra il 10 e il 16 settembre, una settimana prima cioè della scadenza (rinnovabile) del 21 prevista in origine.
          Mentre la polizia di Beshir Gemayel affilava le armi, anche i più moderati tra i musulmani mostravano di aver paura. Nei quartieri in cui probabilmente ci sarebbe stata battaglia si trovavano le loro famiglie. Il 6 Settembre il primo ministro Shafiq Wazzan e una delegazione di notabili sunniti chiesero ai comandanti della forza multinazionale che rimanessero fino a quando le truppe israeliane non avessero tolto l¹assedio a Beirut. Il 10 Settembre, cedendo alle insistenze dei musulmani, il ministro degli esteri cristiano conservatore Fuwad Butros dichiarò ³Il governo libanese desidera la presenza a Beirut della forza multinazionale almeno fino al 21 Settembre². Era una richiesta ufficiale? ³No², si schermì il ministro, "questo è soltanto il nostro desiderio". Wazzan e Butros erano allora le massime autorità in Libano. Secondo la costituzione, Beshir Gemayel non avrebbe assunto la presidenza fino al 23 settembre, un mese dopo l¹elezione.
          Ma l¹uomo del momento era lui e prevalse la sua volontà. Il rinnovo del mandato della forza multinazionale, ³desiderato² dal governo, non venne chiesto ufficialmente.


          (da "Ruanda, una tragedia africana che si ripete" di R. Minani, T. Kubya, N. Rocca, Edizioni della Battaglia, Palermo 1996)
          Una tragedia africana che si ripete

          Li sono andati ad esaurimento, o a fermare pol pot chi c'è andato?
          Last edited by Il gatto; 28-03-2010, 14:52.

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          • Bruco
            Opinionista
            • 22/01/10
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            #50
            [QUOTE=Il gatto;1155298]Il coinvolgimento personale, nei suoi limiti, avviene per tanti motivi, di cui uno
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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #51
              Troveremo altro per farci una discussione

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