Veramente io stavo parlando dell'annunciato presidenzialismo e non del premierato forte, che è quello della precedente riforma costituzionale.
Trasformazioni che debbono quindi essere aderenti a tale impostazione e garantite dalla corte costituzionale che invaliderebbe ogni modifica costituzionale in contraddizione con tali principi, cosa che impedisce quello squilibrio dei poteri costitutivi dello stato tanto paventato e valutato quale scopo di berlusconi.
Tuttavia, è in dottrina che nessuna legge costituzionale né riforma costituzionale possa modificare la Costituzione nel suo "spirito", nel nucleo delle libertà fondamentali e della forma di Stato; in tal caso la Corte Costituzionale può intervenire dichiarando incostituzionale l'eventuale riforma, anche se per ora un caso simile appare improbabile.
Della serie per fare la dittatura ci vuole proprio il colpo di stato ed impadronirsi dei poteri con le armi e non con le chiacchiere.
Repubblica semipresidenziale
La repubblica semipresidenziale o semipresidenzialismo o "a tendenza presidenziale" è una forma di governo. In una repubblica semipresidenziale, il governo si trova a dipendere dalla fiducia di due organi designati da due differenti consultazioni elettorali, il Presidente della Repubblica e il Parlamento. Il Primo Ministro viene perciò nominato dal Presidente, ma necessita, insieme al resto del suo esecutivo, della fiducia parlamentare.
Questa forma di governo è caratterizzata dai seguenti punti:
l'elezione del Presidente della Repubblica avviene con voto popolare distinto ed autonomo rispetto a quello del parlamento;
il potere esecutivo è condiviso con il Primo Ministro che però può essere scelto e revocato dal capo di Stato;
Il primo ministro ed il governo possono essere sfiduciati dal parlamento e revocati dal presidente; quest'ultimo non è ovviamente sfiduciabile
lo scioglimento del parlamento da parte del Presidente della Repubblica avviene nei limiti costituzionali.
E arriva anche la variazione di legge elettorale.
Fini: "Per un sistema alla francese
la legge elettorale va cambiata"

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