Diciamo così: Tomleo si scandalizza perchè la fallaci semina odio verso i poveri musulmani. Mentre invece pensa sia lecito seminarne a iosa contro gli ebrei come, del resto, fa lui. La coerenza è una virtù rara a trovarsi.
Trovo inoltre sterile il tentativo di Alessio di postare poesie di autori islamici nel tentativo di dimostrarne la grande statura spirituale. Perchè allora io cito il cattolicissimo sommo poeta Dante Alighieri e il sublime l'ultimo canto del Paradiso. (Oddio, manda anche Maometto all'Inferno, ma forse era colpa del clima da crociata del tempo). Personalmente, però, sono persuaso del fatto che ogni religione serbi al suo interno scintille di infinito ed espressioni di grande sensibilità, ad immagine del Dio che onorano. Ma per quanto riguarda l'Islam, in questi ultimi quarant'anni (come ha ben spiegato meglio di me Magdi Allam) si è assistito ad una degenerazione, in senso fondamentalista o integralista che dir si voglia, nell'interpretazione dei testi coranici, da parte della classe dirigente islamica. In sostanza il mondo arabo sta attraversando una forte crisi d'identità causata dal crollo del sogno panarabo del regime nasseriano in Egitto. Da allora molti sperano di trovare nella radicalizzazione del sentimento religioso un motivo di riscatto e di forte appartenenza identitaria. E allora ecco saltare fuori i vari bin Laden, al Zarqawi, i movimenti fondamentalisti di Hamas e altri di matrice wahabita. E' con questo islam che siamo oggi chiamati a scontrarci. Non con le poesiole dal tono seducente e tranquillizzante. Oriana fallaci sbaglierà a considerare il corano un testo per nulla dispensatore di bontà e buoni sentimenti, come sbaglierà a considerare gli islamici un gruppo monolitico con in testa l'idea di distruggere l'occidente, ma almeno ci mette in guardia da fasulli ed istintivi atteggiamenti autocolpevolizzanti, che l'opinione pubblica, soprattutto europea, spesso mette inconsapevolmente in campo, penalizzando così un dialogo costruttivo con il mondo arabo.
Trovo inoltre sterile il tentativo di Alessio di postare poesie di autori islamici nel tentativo di dimostrarne la grande statura spirituale. Perchè allora io cito il cattolicissimo sommo poeta Dante Alighieri e il sublime l'ultimo canto del Paradiso. (Oddio, manda anche Maometto all'Inferno, ma forse era colpa del clima da crociata del tempo). Personalmente, però, sono persuaso del fatto che ogni religione serbi al suo interno scintille di infinito ed espressioni di grande sensibilità, ad immagine del Dio che onorano. Ma per quanto riguarda l'Islam, in questi ultimi quarant'anni (come ha ben spiegato meglio di me Magdi Allam) si è assistito ad una degenerazione, in senso fondamentalista o integralista che dir si voglia, nell'interpretazione dei testi coranici, da parte della classe dirigente islamica. In sostanza il mondo arabo sta attraversando una forte crisi d'identità causata dal crollo del sogno panarabo del regime nasseriano in Egitto. Da allora molti sperano di trovare nella radicalizzazione del sentimento religioso un motivo di riscatto e di forte appartenenza identitaria. E allora ecco saltare fuori i vari bin Laden, al Zarqawi, i movimenti fondamentalisti di Hamas e altri di matrice wahabita. E' con questo islam che siamo oggi chiamati a scontrarci. Non con le poesiole dal tono seducente e tranquillizzante. Oriana fallaci sbaglierà a considerare il corano un testo per nulla dispensatore di bontà e buoni sentimenti, come sbaglierà a considerare gli islamici un gruppo monolitico con in testa l'idea di distruggere l'occidente, ma almeno ci mette in guardia da fasulli ed istintivi atteggiamenti autocolpevolizzanti, che l'opinione pubblica, soprattutto europea, spesso mette inconsapevolmente in campo, penalizzando così un dialogo costruttivo con il mondo arabo.


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