anche l'armata rossa contro gli eserciti europei nel '20,
.
L'Armata rossa nel 1920 non esisteva ancora.Cmq formalmente sono d'accordo con te. Pensa che io tra i tanti cimeli sovietici ho anche un bel busto di stalin( a proprositoggi
Simboli "buoni" e simboli "cattivi"
Provo a fare un po' di chiarezza su questa questione.
Falce e Martello simboleggia un movimento nato dalla presa di coscienza
politica e da un patto di solidariet
CONIGLIO MANNARO
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
Caro topo, c'è una bella differenza tra lecito e illecito e tra opportuno e inopportuno.
Il sig. Di Canio oltre ad aver commesso un atto inopportuno incoraggiando una tifoseria già abbondantemente compromessa con l'uso e l'abuso di simbologie nazifasciste, ha anche violato una legge dello Stato.
Uno che gira con la maglietta con l'effige di Stalin potrà anche essere inopportuno ma non viola nessuna legge...se non sei d'accordo con queste distinzioni devi promuovere un referendum abrogativo della legge Scelba, non ci sono molte alternative.
Il gesto di Di Canio, oltre ad essere inopportuno e illecito è anche di cattivo esempio perchè i suoi tifosi si riterranno sempre più autorizzati ad esporre croci uncinate, croci celtiche, striscioni razzisti e altro, in un crescendo difficilmente controllabile.
Il sig. Di Canio non può ignorare il fatto che per migliaia di persone è un idolo, che migliaia di persone saranno spinte ad emulare le sue imprese sportive e non solo, i calciatori ormai non sono solo uomini di sport, sono uomini di spettacolo, influenzano il modo di pensare e di comportarsi dei loro tifosi: propongono dei modelli.
Tutto questo il sig. Di Canio non può ignorarlo e prima di fare certi gesti dovrebbe pensarci cento volte...
caro Yuri, il comunismo è una delle forme espressive dell' uomo più belle che esistano, te lo dico con il cuore davvero, ma non può essere politica e struttura sociale, ha fallito in tutti gli stati dove ha potuto esprimersi!
Non c'è mai stato comunismo in nessuno degli stati che si son detti comunisti, se proprio vogliamo dirla tutta.
Originariamente Scritto da Mototopo
se faccio gli esempi stupidi tipo: trovami un americano che emigri a cuba, o le ragazze russe vengono a prostituirsi in italia e non viceversa, è un modo per ribadire con i fatti che quì da noi, con tutti i nostri difetti, tutte le nostre "cazzate" stiamo molto meglio di quei paesi!
La Russia è diventata la patria del capitalismo liberista in questi anni. E' il tragico banco di prova di ciò che accade lasciare liberi gli impulsi acquisitivi individuali.
E' un paese in cui non è stata gestita la transizione, e questi sono gli effetti. Ma è un paese capitalistico, con i difetti di qualsiasi paese con regime capitalista elevati all'ennesima potenza. Per questo i russi vengono via.
Per altri paesi è la "semplice" oppressione politica, e si è sempre accompagnata ai regimi illiberali od alle svolte involutive di paesi democratici (due esempi su tutti, einstein e charlot).
Quanto a cuba e castro, che nessuno ha difeso, vorrei vedere cosa succederebbe se il paese non si dovesse costantemente difendere da attentati terroristici ed ingerenze varie degli stati uniti.
Questo vale anche per regimi democratici che avevano la sola colpa di ispirarsi idealmente al socialismo: uno su tutti -> allende.
Originariamente Scritto da Mototopo
questa è la mia convinzione, questo è il motivo, tornando in tema, per cui non capisco questa disparità fra apologia fascista nel saluto romano e nella normalità nei simboli comunisti! non voglio essere libero di girare vestito da "balilla", i fascisti devono essere estirpati come la gramigna, però, un minimo dubbio, sul far vedere la faccia di Stalin e CHE' in giro, mi rimane!
A parte il fatto che io gente con magliette staliniane non le ho mai viste (le uniche effigi di stalin & co. le ho viste negli sparuti gruppi del p.m.l.i , che è quanto dire), è stato ricordato da più parti che la croce uncinata in campo rosso non vuol dire altro che il giogo nazi, la falce ed il martello ha un campo semantico e semiologico diverso: oltre che politico e culturale, ovviamente.
[URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non
[QUOTE=Xilinx23]concordo in linea di massima con Nemo, ma vorrei fare delle precisazioni:
Si, ma non solo. O meglio,
" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti."Nahui
Beh, visto che ci sono, mi ci butto anch'io, nell'accesa discussione partita dal gesto, forse casuale, di un calciatore che, notoriamente, è pagato per usare le gambe, non il cervello critico.
Tutti i regimi dittatoriali hanno degli stereotipi imprescindibili, tra i quali, principalmente, la costrizione della libertà e la distruzione violenta dell'opposizione interna. Matteotti, Trozky e Che Guevara, a quanto pare, sono stati eliminati dai rispettivi tiranni (Mussolini, Stalin e Castro), ai quali si erano opposti, e dei quali i tiranni avevano paura, specie a causa del loro potere di persuasione sulle masse. Perciò, se volessimo fare una legge nazionale sui simboli da esporre sulle magliette, il Che, Matteotti e Trozky dovrebbero essere consentiti. Stalin e gli altri no.
Qualcuno, forse, avrà dei dubbi sul fatto che dietro l'eliminazione del Che ci sia lo zampino di Castro, ma questa è l'opinione dei cubani con i quali ho avuto occasione di parlare.
Se in Italia abbiamo una legge che vieta il saluto romano si deve al fatto che qua ci si è dovuti sorbire il fascismo. Se fossimo stati sottoposti alle "purghe staliniane" sarebbe proibito alzare il pugno.
Invece di accalorarci su quale dei colori autoritari (nero e rosso) sia stato meno virulento, forse sarebbe più saggio tentare di eliminare i rigurgiti dittatoriali, più o meno nascosti, che esistono in tutte le cosiddette democrazie occidentali, compreso quella nostrana, ovviamente.
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