In omaggio al Sig. EmilioSansone...
E' partita, a fine anno 2004, la vera e propria grande riforma della Pubblica amministrazione digitale di cui si parlava da tempo e di cui si era attuata solo una parte, anche se rilevante.
Il Consiglio dei Ministri, su proposta di Lucio Stanca, Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, ha infatti esaminato il decreto legislativo relativo al “Codice dell’amministrazione digitale”.
Con esso andranno presto in soffitta le “peregrinazioni burocratiche” dei cittadini e delle imprese da un ufficio all’altro per farsi rilasciare documenti e certificati vari; le banche dati e le anagrafi elettroniche delle Pubbliche amministrazioni saranno invece obbligate a “dialogare” tra loro per accelerare le procedure e garantire legalità e trasparenza; i documenti informatici avranno pieno valore probatorio; documenti, libri, repertori, scritture anche contabili potranno essere conservati su supporti informatici, eliminando così una enorme quantità di carta e ottenendo rilevanti risparmi.
Il “Codice dell’amministrazione digitale”, che dovrebbe essere operativo nei primi mesi del 2005, tra l’altro chiarisce le regole che disciplinano l’uso delle Tecnologie per l’Informazione e la Comunicazione-ICT anche tra i privati.
"Il Codice, che mette al centro l’idea del Diritto del Cittadino ad una ‘amministrazione amica ed efficiente’, è frutto di una meticolosa opera di riscrittura in chiave moderna di tutte le molte norme che hanno attinenza, diretta o indiretta, con l’utilizzo dell’ICT nell’azione amministrativa e nei rapporti tra i privati”, ha detto il Ministro Stanca, “ed è in sintonia con il principio Comunitario secondo il quale le norme in materia devono essere scritte in modo tecnologicamente neutrale, tale da non irrigidire e pregiudicare l’uso e l’applicazione delle ulteriori evoluzioni tecnologiche".
Dopo aver rilevato che “la progressiva entrata in operativa del Codice determinerà importanti risparmi e grandi incrementi di efficienza nell’apparato burocratico”, Stanca ha sottolineato che “l’innovazione, alla base del progresso e del benessere economico e sociale, deve andare di pari passo con un’adeguata regolamentazione giuridica, altrimenti le norme obsolete rischiano di diventare un ostacolo allo sviluppo.
Questo nuovo quadro regolatorio si propone di favorire la diffusione dell’ICT per l’ammodernamento e la competitività dell’Italia, offrendo agli operatori pubblici e privati una cornice normativa organica ed univoca.
Il Codice dell'amministrazione digitale rappresenta una vera e propria riforma, obbligando l’intera organizzazione ed i dipendenti pubblici non solo a fare ricorso all’informatica, ma ad accettarla quale principale strumento operativo”.
Proprio per favorire lo scambio dei dati, il ministro ha ricordato che è già stato approvato dal Consiglio dei Ministri e dalla Conferenza Stato-Regioni il decreto che istituisce il Sistema Pubblico di Connettività-SPC, una sorta di “autostrada del Sole digitale”, ritenuto “uno tra i più importanti e complessi progetti di telecomunicazioni e di ICT messi in cantiere nel nostro Paese, che consentirà la condivisione, l’integrazione e lo scambio di dati e di informazioni tra le Amministrazioni statali, regionali e locali sulla base di standard comuni e condivisi, in modo sicuro, permettendo così la collaborazione e soprattutto l’interazione in tempo reale tra tutti gli uffici pubblici e lo svolgimento in via informatica dei procedimenti amministrativi connessi”, ha concluso il ministro Lucio Stanca sottolineando che “insomma, l’insieme di questi due decreti costituirà una straordinaria occasione di innovazione per l’intero Paese”.
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E' partita, a fine anno 2004, la vera e propria grande riforma della Pubblica amministrazione digitale di cui si parlava da tempo e di cui si era attuata solo una parte, anche se rilevante.
Il Consiglio dei Ministri, su proposta di Lucio Stanca, Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, ha infatti esaminato il decreto legislativo relativo al “Codice dell’amministrazione digitale”.
Con esso andranno presto in soffitta le “peregrinazioni burocratiche” dei cittadini e delle imprese da un ufficio all’altro per farsi rilasciare documenti e certificati vari; le banche dati e le anagrafi elettroniche delle Pubbliche amministrazioni saranno invece obbligate a “dialogare” tra loro per accelerare le procedure e garantire legalità e trasparenza; i documenti informatici avranno pieno valore probatorio; documenti, libri, repertori, scritture anche contabili potranno essere conservati su supporti informatici, eliminando così una enorme quantità di carta e ottenendo rilevanti risparmi.
Il “Codice dell’amministrazione digitale”, che dovrebbe essere operativo nei primi mesi del 2005, tra l’altro chiarisce le regole che disciplinano l’uso delle Tecnologie per l’Informazione e la Comunicazione-ICT anche tra i privati.
"Il Codice, che mette al centro l’idea del Diritto del Cittadino ad una ‘amministrazione amica ed efficiente’, è frutto di una meticolosa opera di riscrittura in chiave moderna di tutte le molte norme che hanno attinenza, diretta o indiretta, con l’utilizzo dell’ICT nell’azione amministrativa e nei rapporti tra i privati”, ha detto il Ministro Stanca, “ed è in sintonia con il principio Comunitario secondo il quale le norme in materia devono essere scritte in modo tecnologicamente neutrale, tale da non irrigidire e pregiudicare l’uso e l’applicazione delle ulteriori evoluzioni tecnologiche".
Dopo aver rilevato che “la progressiva entrata in operativa del Codice determinerà importanti risparmi e grandi incrementi di efficienza nell’apparato burocratico”, Stanca ha sottolineato che “l’innovazione, alla base del progresso e del benessere economico e sociale, deve andare di pari passo con un’adeguata regolamentazione giuridica, altrimenti le norme obsolete rischiano di diventare un ostacolo allo sviluppo.
Questo nuovo quadro regolatorio si propone di favorire la diffusione dell’ICT per l’ammodernamento e la competitività dell’Italia, offrendo agli operatori pubblici e privati una cornice normativa organica ed univoca.
Il Codice dell'amministrazione digitale rappresenta una vera e propria riforma, obbligando l’intera organizzazione ed i dipendenti pubblici non solo a fare ricorso all’informatica, ma ad accettarla quale principale strumento operativo”.
Proprio per favorire lo scambio dei dati, il ministro ha ricordato che è già stato approvato dal Consiglio dei Ministri e dalla Conferenza Stato-Regioni il decreto che istituisce il Sistema Pubblico di Connettività-SPC, una sorta di “autostrada del Sole digitale”, ritenuto “uno tra i più importanti e complessi progetti di telecomunicazioni e di ICT messi in cantiere nel nostro Paese, che consentirà la condivisione, l’integrazione e lo scambio di dati e di informazioni tra le Amministrazioni statali, regionali e locali sulla base di standard comuni e condivisi, in modo sicuro, permettendo così la collaborazione e soprattutto l’interazione in tempo reale tra tutti gli uffici pubblici e lo svolgimento in via informatica dei procedimenti amministrativi connessi”, ha concluso il ministro Lucio Stanca sottolineando che “insomma, l’insieme di questi due decreti costituirà una straordinaria occasione di innovazione per l’intero Paese”.
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