Clientelismo, Questione Morale e Partitocrazia

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  • emiliosansone
    Daltonico pip
    • 21/11/05
    • 810

    #1

    Clientelismo, Questione Morale e Partitocrazia

    Ho ripescato per caso un vecchio articolo del magistrato Gian Carlo Caselli sull'Unità.it del settembre 2004:

    L'Unità è il quotidiano online con le ultime notizie di politica, cronaca, economia e attualità, esteri. Tutte le ultime news in tempo reale


    Questo articolo, intitolato "La nuova questione morale", ruotante attorno al rapporto tra politica e affari, sembra scritto oggi. Ai vari sostenitori e fiancheggiatori di partiti le opinioni in esso contenute sembreranno qualunquiste, ma siccome rispecchiano il mio modesto pensiero al riguardo, e dato che non è tanto facile dare del qualunquista a Caselli, vi invito a leggerlo.

    Su una sola cosa dissento leggermente da Caselli, che ha espresso il seguente concetto:
    "Questione morale significa trasformazione della politica in lobby d'affari, contaminazione fra apparati dei partiti e mondo affaristico-economico. Ne sono figli il clientelismo e varie forme di illegalità, dalla corruzione alle collusioni con la mafia".

    Per tentare di individuare una qualche praticabile strategia finalizzata a depurare la torbida brodaglia formata da politica, economia e finanza pubblica e privata, sarebbe forse il caso di ipotizzare che il clientelismo abbia generato la partitocrazia affaristica, e non viceversa.

    Ho notato, infatti, anche dalle discussioni più o meno agitate che si sviluppano su queste pagine, che la partigianeria partitica è un ingrediente immancabile, con poche eccezioni. In queste condizioni mi sembra praticamente impossibile arrivare al nocciolo del problema.

    Attualmente, per esempio, sono sotto i riflettori della cronaca giudiziaria le porcherie finanziarie effettuate prevalentemente dagli "aggrovigliati" di sinistra. Questo genera immediatamente la felicità della partigianeria di destra, che può finalmente sbizzarrirsi a sparare melma sugli avversari, con il preciso scopo di propagandare la propria "accozzaglia", in una sorta di apoteosi del "mal comune mezzo gaudio".

    Se prossimamente, cosa tutt'altro che improbabile, venissero fuori altri nomi, oltre a quelli già disponibili, di elementi destrorsi coinvolti in operazioni finanziarie perseguibili a norma di codice penale, si assisterebbe a una esaltazione della partigianeria di sinistra, con inversione del "lancio di melma".

    Questo tipo di atteggiamento mentale, marcatamente clientelare, sposta completamente l'attenzione dal problema principale che è e rimane la melma. Nessuno, o pochi, pare abbiano interesse a spalar via l'immondizia. Qual'è il risultato finale? Semplice: la quantità di marciume prodotto dalla politica deviata continua a crescere indisturbata. Se un cretino come me lo fa presente, viene immediatamente bollato di qualunquismo.

    Visto che il suddetto meccanismo si mantiene funzionante e immutato da almeno 50 anni, vuol dire che il bandolo della matassa si trova da un'altra parte. Forse si deve provare ad abbattere dalle fondamenta la mentalità clientelare. In tale prospettiva, si deve partire dal basso. Ci vuole una bella "campagna anticlientelismo" che persuada la gente che è demenziale ricorrere a un politicante per cercare lavoro, ottenere un certificato o una licenza d'esercizio commerciale, evitare una fila a uno sportello, vedersi riconosciuto un diritto legale acquisito, ecc.

    La mentalità clientelare è stata vista concretamente molte volte nel Sud Italia, in occasione di tentati arresti di criminali mafiosi: non è infrequente il caso che i cittadini facciano di tutto per ostacolarne la cattura. E' ancora più diffusa, e non solo al Sud, l'omertà. Sopravvive ancora, ed è in ottima salute, la cultura della "raccomandazione" in tutti gli ambienti.

    C'è qualche segnale di risveglio tra parecchi giovani, che manifestano contro la mafia, espongono nelle aule scolastiche l'elenco degli "onorevoli wanted" (i famosi 23 parlamentari condannati in via definitiva), si danno da fare nel volontariato sociale, ma non basta.

    Come dice Caselli, per esempio, Andreotti è stato riconosciuto colpevole di associazione mafiosa e, pur essendo il reato prescritto, evidentemente non è innocente. Ma qua siamo in Italia, la questione morale non esiste, e pertanto un reato prescritto è come se non fosse stato compiuto. Insomma: prescrizione, insufficienza di prove o innocenza, nella nostra mentalità sono la stessa cosa, mentre in realtà rappresentano situazioni molto diverse tra di loro.

    Sempre per lo stesso motivo, e cioè la presunta inconsistenza della questione morale, abbiamo conflitti d'interessi nella politica visibili anche a un sordo-cieco, ma è tutto a posto. Nessuno ci fa più caso. Le coscienze sono addormentate. Qual'è il narcotico che ci siamo auto-inoculati? Mentalità clientelare: facile da trovare e, apparentemente, a basso costo.

    Continuando così, la politica diventerà sempre più putrida. Inoltre, le dispute si ridurranno a un unico argomento: "la mia "accozzaglia" ha fatto meno porcherie della tua, quindi siamo migliori noi". Ovviamente l'antagonista risponderà con la stessa frase, invertendo le "accozzaglie". Non sembra esserci granchè di ideologico o di progressista, in un discorso così strutturato.
    Last edited by emiliosansone; 10-01-2006, 01:59.
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  • Piotr Aleksejevic
    Zar autocrate di tutte le Russie
    • 24/11/05
    • 7926

    #2
    Emilio, che t'aggio a dicere ...

    purtroppo mi sono anche un po' stancato di fare 'sti discorsi e trovarmi
    sempre coinvolto in sterili diatribe del tipo che dici tu.

    Si vede che agli Italiani ... la maggioranza ... le cose stanno bene cos
    CONIGLIO MANNARO

    "Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
    Gianni-Emilio Simonetti

    La calma

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    • emiliosansone
      Daltonico pip
      • 21/11/05
      • 810

      #3
      Bravo, Piotr. Bella risposta. Vedo che su parecchie cose concordiamo. Tu sei amareggiato, io sono annoiato. Evidentemente, vista la scarsa partecipazione a questo tipo di argomentazioni, conviene fare tentativi molto sporadici, dato che non sembra possibile per il momento "afferrare il toro per le corna". Bisogna rimanere realisti e persuadersi che, per il momento, la situazione politica vigente incontra, al di là delle invettive e delle lamentele, il favore della maggior parte dei cittadini, che preferiscono confrontarsi o scontrarsi su presunte divergenze ideologiche, piuttosto che su concreti tentativi di "asportazione del letame". D'altra parte dicono che qua siamo in democrazia e perciò i dissidenti si devono adeguare ai gusti della maggioranza.

      A questo punto ci si può solo auspicare (e pure su questo concordiamo) che la magistratura continui a fare il "cincinnato della politica", sopravvivendo ai tentativi di strumentalizzazione e di delegittimazione che, a seconda delle circostanze, le vengono rivolti. La Forleo, che ha fatto partire l'attuale polverone, ha tracciato la strada: le inchieste giudiziarie devono partire solo quando nel torbidume si trovano simultaneamente coinvolti sia i destrorsi che i sinistrorsi, in modo che nessuno possa dire a priori, come è avvenuto per tangentopoli: "i magistrati fanno politica". Tuttavia non mi meraviglierei se i politicanti, superato lo smarrimento iniziale, coniassero un nuovo slogan: "i magistrati sono qualunquisti, e perciò fanno comunque politica, perchè in tal modo cercano di colpire indistintamente i rappresentanti delle istituzioni".

      A questo punto mi chiedo: non si stava meglio nel vecchio Far West americano? Per lo meno c'era più trasparenza, diavolo cornuto!
      [COLOR="Purple"]Tutto

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      • Tom
        Banned
        • 06/01/06
        • 228

        #4
        Seguite l"inchiesta sul lobbismo americano

        Originariamente Scritto da emiliosansone
        Bravo, Piotr. Bella risposta. Vedo che su parecchie cose concordiamo. Tu sei amareggiato, io sono annoiato. Evidentemente, vista la scarsa partecipazione a questo tipo di argomentazioni, conviene fare tentativi molto sporadici, dato che non sembra possibile per il momento "afferrare il toro per le corna". Bisogna rimanere realisti e persuadersi che, per il momento, la situazione politica vigente incontra, al di là delle invettive e delle lamentele, il favore della maggior parte dei cittadini, che preferiscono confrontarsi o scontrarsi su presunte divergenze ideologiche, piuttosto che su concreti tentativi di "asportazione del letame". D'altra parte dicono che qua siamo in democrazia e perciò i dissidenti si devono adeguare ai gusti della maggioranza.

        A questo punto ci si può solo auspicare (e pure su questo concordiamo) che la magistratura continui a fare il "cincinnato della politica", sopravvivendo ai tentativi di strumentalizzazione e di delegittimazione che, a seconda delle circostanze, le vengono rivolti. La Forleo, che ha fatto partire l'attuale polverone, ha tracciato la strada: le inchieste giudiziarie devono partire solo quando nel torbidume si trovano simultaneamente coinvolti sia i destrorsi che i sinistrorsi, in modo che nessuno possa dire a priori, come è avvenuto per tangentopoli: "i magistrati fanno politica". Tuttavia non mi meraviglierei se i politicanti, superato lo smarrimento iniziale, coniassero un nuovo slogan: "i magistrati sono qualunquisti, e perciò fanno comunque politica, perchè in tal modo cercano di colpire indistintamente i rappresentanti delle istituzioni".

        A questo punto mi chiedo: non si stava meglio nel vecchio Far West americano? Per lo meno c'era più trasparenza, diavolo cornuto!
        Se in Italia le leggi fossero messe in esecuzione come negli US
        avremo piu moralita e serieta nella polititica italiana.
        Un esempio il caso ..Abramoff..
        Last edited by Tom; 11-01-2006, 19:47.

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        • emiliosansone
          Daltonico pip
          • 21/11/05
          • 810

          #5
          Originariamente Scritto da Tom
          Se in Italia le leggi fossero messe in esecuzione come negli US
          avremo piu moralita e serieta nella polititica italiana.
          Un esempio il caso ..Abramoff..
          Veramente bruttino, questo caso Abramoff, se
          [COLOR="Purple"]Tutto

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          • N3m0
            Eterodosso
            • 02/10/04
            • 3895

            #6
            La trasparenza è un problema globale, così come la democrazia è attualmente messa in discussione in tutto il mondo.
            La situazione in italia è solo più paradossale e pacchiana...
            [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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            • emiliosansone
              Daltonico pip
              • 21/11/05
              • 810

              #7
              Originariamente Scritto da N3m0
              La trasparenza è un problema globale, così come la democrazia è attualmente messa in discussione in tutto il mondo.
              La situazione in italia è solo più paradossale e pacchiana...
              Mi sembra giusto e auspicabile che nel mondo si continui a discutere attorno alla democrazia. Per quanto difettosa e deviata a favore di particolarismi possa risultare la sua pratica applicazione, una democrazia è, almeno in teoria, sempre perfettibile perchè consente la libera circolazione delle idee di tutti.

              Per quanto riguarda invece la trasparenza nella politica nostrana, ritengo che se almeno su quella non riusciamo a fare qualche passo avanti in tempi brevi, rischiamo il crollo della democrazia. Non ci si può aspettare che la magistratura supplisca all'infinito all'incapacità dei politicanti di comportarsi, se non correttamente, almeno decentemente nei confronti degli amministrati. Il magistrato, infatti, può intervenire solo quando "i buoi sono già scappati". Se la mandria è troppo numerosa, quante bestie sarà possibile recuperare?

              Fassino è stato oggi intervistato da Santalmassi di radio24. Ha affermato, tra l'altro, che:
              - Non esistono attualmente politici di area DS sottoposti a indagini della magistratura.
              - Se realmente Berlusconi (che ieri era dal Vespa assieme a Bertinotti) dispone di informazioni a carico di parlamentari DS sul tormentone Unipol, è grave che non sia ancora andato in pretura a "cantare". Se invece parla per dare aria ai denti, dovrebbe tacere.
              - Spera che non tutta la campagna elettorale sia centrata sulle vere o presunte malefatte dei politici, ma che si possa anche parlare di problemi concreti del paese.

              A parole, i discorsi di Fassino sono convincenti. Ammette pure di aver sbagliato a valutare gli eventi interni alla famigerata scalata (uhm...), me che lui e gli altri DS sono tutti bravi e onesti. Su questo punto, a mio parere, si è sbilanciato troppo. Pur volendo ammettere (se non esce altro dopo la arcinota intercettazione) la sua "buonafede", è veramente difficile credere che nessuno da quelle parti ha messo le dita nel vaso della marmellata.

              Il più "cazzuto" di tutti, mi pare, è Bertinotti che ieri sera è riuscito a far tacere pure il Silvione e gli ha ribattuto colpo su colpo senza nessuna incertezza. Per la prima volta si è visto un Berlusconi superstar appannato dal vecchio Fausto.

              Rimane il forte bisogno di chiarezza, particolarmente in questo paese, dove il groviglio tra politica e affari è diventato quasi inestricabile. Ovviamente stiamo parlando di trasparenza mentre le cose avvengono, non dopo, quando ce le dicono i magistrati.

              Un'ultima considerazione: le cifre sentite finora attorno ai movimenti torbidi di bancòpoli sono attestate sui 3 - 400 milioni di euro, che è 'na "pazziella" rispetto a Parmalat. Com'è 'sta storia? E' solo la punta dell'iceberg, siamo diventati tutti più "onesti" o è la campagna elettorale diffamatoria che mira a tenere alta la polvere?

              Vedete quante domande un disgraziato si deve fare se non c'è trasparenza?
              [COLOR="Purple"]Tutto

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              • Tom
                Banned
                • 06/01/06
                • 228

                #8
                Gli USA e l"italia

                [QUOTE=emiliosansone]Mi sembra giusto e auspicabile che nel mondo si continui a discutere attorno alla democrazia. Per quanto difettosa e deviata a favore di particolarismi possa risultare la sua pratica applicazione, una democrazia

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                • N3m0
                  Eterodosso
                  • 02/10/04
                  • 3895

                  #9
                  a mio parere la corruzione dei politici è solo uno degli aspetti, nemmeno più importanti in un ottica sistemica. Ciò che mi preoccupa è l'inquinamento e la debolezza strutturale degli organi democratici rispetto agli interessi economici.
                  [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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                  • Tom
                    Banned
                    • 06/01/06
                    • 228

                    #10
                    [QUOTE=N3m0]a mio parere la corruzione dei politici

                    Comment

                    • N3m0
                      Eterodosso
                      • 02/10/04
                      • 3895

                      #11
                      anche questo è vero, giusta osservazione

                      mica tanto
                      [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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                      • emiliosansone
                        Daltonico pip
                        • 21/11/05
                        • 810

                        #12
                        Originariamente Scritto da Tom
                        In un paese dove non si rispettano le leggi
                        e non si condannano i trasgressori,
                        e i politici sono corrotti
                        dove sta la soluzione ?
                        Beh, forse qualche cosa inizia a muoversi, anche se lentamente.

                        Si comincia per esempio a sentire qualche parola di autocritica da parte dei politici. Fassino e D'Alema, del centrosinistra, hanno ammesso di aver sbagliato qualche cosa sulla faccenda degli scandali bancari, anche se (cos
                        [COLOR="Purple"]Tutto

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                        • N3m0
                          Eterodosso
                          • 02/10/04
                          • 3895

                          #13
                          diciamola anche tutta: i politici non sono molto onesti perchè la legalità dipende dal grado di ricchezza.
                          Attenzione, il mio non è qualunquismo, è semplicemente un (amara) considerazione sociologica
                          Se è vero (come è vero) che nelle carceri occidentali gli immigrati, i derelitti ed il basso ceto sociale sono sovrarappresentati è vero anche che tendenzialmente non si riscontrano diminuzioni nel tasso di infrazoni di leggi/regole scalando tutte le fasce sociali, anzi.
                          Da molti studi, specie quelli condotti nelle metropoli americane, è emerso che per quanto riguarda le infrazioni -ed anche i reati- i giovani appartenenti a ceti sociali più elevati trasgredivano, ed in misura anche maggiore.
                          Per tutta una serie di reati poi, il cerchio si stringe ancor di più, perchè solo con un certo livello di istruzione si possono commettere certi illeciti, e solo con determinati tipi di lavoro (per esempio quello autonomo/libero) si possono ad esempio eludere/evadere le tasse.
                          Per quanto riguarda i grandi ed enormi interessi la logica e la portata del nostro ragionamento diventa sistemica. Coinvolge cioè tutta l'economia, ed è capace di destabilizzarla. Non è solo il caso delle grandi multinazionali, ma anche di aziende come Parmalat o la Fiat.
                          Lì la logica non segue i modelli che apprendiamo sui tomi liberisti, nè le dinamiche sono automatiche e meccanicistiche, derivate da un modello ideale sempre uguale a se stesso.
                          I politici si muovono in questo contesto, dove la legalità non è sempre funzionale al sistema e dove la "concertazione" assomiglia molto al clientelarismo.
                          Questo a mio modo di vedere è uno -se non il principale- dei problemi.
                          [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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                          • emiliosansone
                            Daltonico pip
                            • 21/11/05
                            • 810

                            #14
                            E' senz'altro come tu dici, Nemo ma, se vogliamo trovare una qualche strategia positiva praticabile, dobbiamo addentrarci un pò più a fondo nel problema. Guardando tutta la faccenda dal lato economico, e semplificando, è come se avessimo una struttura a sviluppo verticale, nella quale troviamo, in basso, elementi molto leggeri e numerosi. Salendo progressivamente verso l'alto, il peso cresce. Decidiamo di associare il peso alle risorse economiche possedute dai singoli. Ai massimi livelli abbiamo pochi "mattoni" estremamente pesanti. Questo è esattamente il contrario di quello che avviene nelle costruzioni edili. Per tenere in piedi il palazzo, le strutture più robuste dovrebbero essere spostate in basso, al livello delle fondazioni, altrimenti si rischia il crollo. Oppure, ed è quello che si dovrebbe fare se effettivamente da qualche parte nel mondo ci si volesse avvicinare alla democrazia, dovremmo costruire una struttura bassa e larga, con mattoni di peso poco diverso tra di loro.

                            Dato che l'umanità non riesce a liberarsi dal demone della prevaricazione, e che perciò molti tentano bovinamente di diventare pesanti e di salire in alto, la struttura sta in piedi solo se la base non viene schiacciata. E qua si aprono 2 possibilità:
                            1) rinforzare opportunamente i mattoni dei piani bassi, che devono sopportare la maggior parte del peso.
                            2) evitare che i mattoni in alto diventino troppo pesanti.

                            Il rimedio 1) consiste nel far ripartire seriamente gli investimenti produttivi e lo sviluppo economico.

                            Il rimedio 2) corrisponde all'abbattimento esteso e generalizzato delle rendite parassitarie.

                            Nulla vieta di impiegare miscugli dei due sistemi suddetti.
                            In poche parole, servirebbe un pò di buona politica di stampo socialista. Ho semplificato ma spero di aver reso l'opinione.
                            [COLOR="Purple"]Tutto

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                            • N3m0
                              Eterodosso
                              • 02/10/04
                              • 3895

                              #15
                              Oggi abbiamo avuto l'esempio di questo intreccio, con Berlusconi ha ha lanciato un attacco non solo a d'alema, ma anche a casini tirando in ballo le generali -> e quindi caltagirone -> e quindi casini, che ha sposato la figlia...
                              [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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