Il soprastante scambio di opinioni tra Piotr e Matthias è significativo, ma, dal mio angolo visuale, non focalizza il problema primario, e cioè quello della genesi delle disuguaglianze. Le ingiustizie vengono originate da una deficienza della mente umana costituita da una degenerazione dell'istinto di conservazione: la tendenza alla prevaricazione, tipica della bestia-uomo. Questa tendenza si esprime concretamente in tutte le occupazioni umane. Si parte dal gioco dei bambini, dove c'è sempre quello che vuol fare il "bullo" a spese degli altri, e si protrae nell'età adulta, qualunque sia l'attività svolta. Il mondo politico è uno dei palcoscenici classici dove tale fuorviante inclinazione trova un favorevole terreno di coltura.
Pur essendo laico, devo dire che Cristo (sto parlando di quello autentico, non di Berlusconi...) trovò 2 millenni fa una massima che, se applicata in modo generalizzato, risolverebbe immediatamente tutti i problemi politici mondiali: "Non fare ad altri ciò che non vorresti fosse fatto a te". Se tale massima fosse applicata a livello globale, la politica diventerebbe un'occupazione superflua. Basterebbe la magistratura a reprimere e rieducare gli eventuali devianti che tentano di utilizzare la permanenza in società per acquisire vantaggi diretti a spese di terzi. Non esisterebbe la distinzione tra proletari e capitalisti, e ogni individuo otterrebbe il giusto riconoscimento da parte di tutti gli altri, in virtù delle sue effettive capacità produttive, a beneficio della comunità nella quale è inserito, prima che di se stesso.
Poichè il cervello umano non riesce a interiorizzare la suddetta elementare modalità di comportamento, le devianze continuano ad imperversare. Esse si esplicano nei modi più vari: sparare frottole in politica, barare nei rapporti umani, trovare gratificazione nella umiliazione o nella soppressione di altri individui, arricchirsi a spese dei "fessi", arrampicarsi socialmente alla "così fan tutti", e via di questo passo.
Potrà sembrare paradossale, ma fino a che avremo bisogno di almeno un duopolio, in termini politici, per regolare la civile convivenza, ci troveremo sempre e comunque di fronte a una forma di prevaricazione. Quando il cervello umano si sarà effettivamente evoluto, e la politica sarà diventata inutile, avremo risolto il problema. Probabilmente occorreranno alcuni millenni per arrivare a questo risultato. Nel frattempo potremmo esserci estinti...
In definitiva, una volta constatato che ci si deve arrabbattare perchè siamo tutti ancora così stupidi da non saper rinunciare alla prevaricazione, mi auspico che in Italia vinca il centro-sinistra, ma lasciando da parte il comunismo, che ormai è decisamente obsoleto e improponibile, perchè comunque "opprime". Se vince il centro-destra, lasciamo stare le guerre civili e cerchiamo di fare un'opposizione al "regime dei semi-dei" degna di questo nome. In ogni caso, è bene che i nodi vengano al pettine. Chi fa politica, non può continuare a farsi i "cazzerelli suoi". Allo stesso tempo il cittadino elettore non può pretendere che il suo governo sia migliore del popolo che lo ha votato...
Pur essendo laico, devo dire che Cristo (sto parlando di quello autentico, non di Berlusconi...) trovò 2 millenni fa una massima che, se applicata in modo generalizzato, risolverebbe immediatamente tutti i problemi politici mondiali: "Non fare ad altri ciò che non vorresti fosse fatto a te". Se tale massima fosse applicata a livello globale, la politica diventerebbe un'occupazione superflua. Basterebbe la magistratura a reprimere e rieducare gli eventuali devianti che tentano di utilizzare la permanenza in società per acquisire vantaggi diretti a spese di terzi. Non esisterebbe la distinzione tra proletari e capitalisti, e ogni individuo otterrebbe il giusto riconoscimento da parte di tutti gli altri, in virtù delle sue effettive capacità produttive, a beneficio della comunità nella quale è inserito, prima che di se stesso.
Poichè il cervello umano non riesce a interiorizzare la suddetta elementare modalità di comportamento, le devianze continuano ad imperversare. Esse si esplicano nei modi più vari: sparare frottole in politica, barare nei rapporti umani, trovare gratificazione nella umiliazione o nella soppressione di altri individui, arricchirsi a spese dei "fessi", arrampicarsi socialmente alla "così fan tutti", e via di questo passo.
Potrà sembrare paradossale, ma fino a che avremo bisogno di almeno un duopolio, in termini politici, per regolare la civile convivenza, ci troveremo sempre e comunque di fronte a una forma di prevaricazione. Quando il cervello umano si sarà effettivamente evoluto, e la politica sarà diventata inutile, avremo risolto il problema. Probabilmente occorreranno alcuni millenni per arrivare a questo risultato. Nel frattempo potremmo esserci estinti...
In definitiva, una volta constatato che ci si deve arrabbattare perchè siamo tutti ancora così stupidi da non saper rinunciare alla prevaricazione, mi auspico che in Italia vinca il centro-sinistra, ma lasciando da parte il comunismo, che ormai è decisamente obsoleto e improponibile, perchè comunque "opprime". Se vince il centro-destra, lasciamo stare le guerre civili e cerchiamo di fare un'opposizione al "regime dei semi-dei" degna di questo nome. In ogni caso, è bene che i nodi vengano al pettine. Chi fa politica, non può continuare a farsi i "cazzerelli suoi". Allo stesso tempo il cittadino elettore non può pretendere che il suo governo sia migliore del popolo che lo ha votato...

che si oppone solo gridando a Berlusconi come all'orco di turno, senza tirare fuori uno straccio di idea concreta in contrapposizione, senza avanzare proposte, ma solo osteggiando in tutto e per tutto il Governo. Troppo comodo tirare fuori le proposte (che coraggio a chiamarle così
solo in campagna elettorale!
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