Apro questo thread su richiesta di un amico forumista, di fede politica
insospettabile
, che intendeva farlo lui stesso ma che forse non
se la sentiva di impelagarsi in un argomento politicamente "rischioso"
o forse non si sentiva neanche la persona giusta per portarlo avanti.
Qui si parlerà del Partito Comunista Italiano, la sua formazione, la
sua storia, i suoi successi ed i suoi insuccessi, i suoi eventuali
meriti e le sue eventuali colpe.
Se ne parlerà, com'è d'obbligo, con senso di veridicità storica e pacatezza.
Non è mia intenzione farne né un esaltazione propagandistica del PCI,
né viceversa una sorta di valvola di sfogo dell'anticomunismo.
Apro il discorso tracciando poche linee storiche essenziali, per dare il
quadro della situazione e la cronologia storica che portò alla formazione
del PCI ... poi andremo avanti anche a seconda degli argomenti di
maggior interesse che saranno sottoposti
Nel 1891 l'Italia è ancora nettamente divisa tra un nord in cui è
presente un relativo sviluppo industriale ed un meridione caratterizzato
dal latifondo e dalla coltivazione estensiva.
L'assetto del potere nello Stato e nella società è determinato da
un'alleanza tra industriali ed agrari, fondata sulla politica protezionistica
che esclude ogni partecipazione al potere da parte delle masse popolari.
A fine secolo questo sistema entra in una crisi, che si manifesta con
i movimenti dei Fasci Siciliani ( 1894 ) e l'Insurrezione Proletaria
di Milano ( 1898 ); la borghesia Italiana è costretta a scendere
a patti col Movimento Operaio.
A partire dall'inizio del XX Sec. Giolitti, che ha sempre dichiarato la
neutralità dello Stato nei confronti dei conflitti di lavoro, apre un nuovo
corso politico fondato su un Accordo Sociale con il Movimento Socialista
Riformista ... a questo Accordo Sociale si oppongono l'ala rivoluzionaria
del Partito Socialista ed il Movimento Sindacalista Rivoluzionario.
Nel 1912, al Congresso Socialista di Reggio Emilia i riformisti perdono
la direzione del partito a favore dell'ala più intransigente.
Uno di questi leaders socialisti emergenti è Benito Mussolini, che diventa
direttore di "Avanti", quotidiano socialista.
Nel 1913, con il Patto Gentiloni, i Cattolici partecipano alla competizione
elettorale in appoggio ad un Giolitti in netta difficoltà.
Il 1914 vede la crisi dell'Internazionale Socialista e del Movimento
Operaio Europeo, che non riescono a far prevalere una politica di pace.
Le posizioni pacifiste dei Socialisti Italiani vengono tradite dal modello
cui aspiravano, il Partito Socialista Tedesco, che invece si schiera con
il proprio governo per appoggiarlo nella conduzione della guerra.
E' allora che i Socialisti Italiani, perso il principale punto di riferimento,
cominciano a guardare con interesse ad un giovane rivoluzionario
socialista Russo, Lenin, allora in esilio in Svizzera.
Mussolini passa dalle posizioni neutraliste del suo partito a quelle
interventiste, e per questo rompe con esso e lascia l'Avanti ...
troverà nuovi seguaci tra i Nazionalisti, ferventi interventisti.
Nel 1915 l'Italia entra in guerra e Lenin lancia a Zimmerwald la
parola d'ordine di "trasformare la guerra imperialista in guerra civile".
Nel 1916, con la Conferenza di Kienthal, nel Movimento Socialista
Antimilitarista si fanno strada le posizioni radicali di Lenin.
Nell'agosto 1917, in Italia scoppiano delle proteste contro il carovita
e la guerra; la rivoluzione di Febbraio, in Russia, porta all'abdicazione
dello Zar ... nel Novembre 1917 anche il Governo Provvisorio Russo
viene rovesciato dalla Rivoluzione Bolscevica.
Nel 1918, alla fine della guerra, si hanno molti moti rivoluzionari in
vari paesi dell'Europa; in Russia intanto, i Controrivoluzionari si
militarizzano e scoppia la Guerra Civile.
Nel 1919, la nuova Legge sul Suffragio Universale permette al PSI
ed al Partito Popolare di eleggere rispettivamente 150 e 100 deputati,
modificando radicalmente l'assetto del potere politico.
Mentre a Parigi si inaugura la Conferenza di Pace, a Mosca si svolge
la Terza Internazionale del Comintern ... il Congresso Socialista di
Bologna delibera l'adesione alla nuova Internazionale Comunista.
Nel 1920 Giolitti torna a formare il governo, ma in settembre lo scontro
sociale porta all'occupazione delle fabbriche.
La sconfitta degli operai segna l'inizio del riflusso del Movimento Proletario.
Intanto, i Bolscevichi Russi sbaragliano definitivamente i Bianchi
Controrivoluzionari ed i loro eserciti.
Nel 1921, a Livorno, da una scissione minoritaria del PSI nasce il
Partito Comunista d'Italia ( P.C.d'I. ), cioè la sezione Italiana della
citata Internazionale Comunista ( Comintern ).
Dopo la grande paura avuta durante l'occupazione delle fabbriche, gli
industriali cominciano a guardare con favore al neonato Partito Fascista.
Intanto, Lenin lancia la sua "Nuova Politica Economica".
OK ... direi che per cominciare basta così ... si può parlare della nascita
del partito, delle differenze col PSI, del pacifismo e del nazionalismo,
ecc ... ecc ...
Quando vi pare andiamo avanti e parliamo anche del PCI durante il
ventennio fascista.
insospettabile
, che intendeva farlo lui stesso ma che forse nonse la sentiva di impelagarsi in un argomento politicamente "rischioso"
o forse non si sentiva neanche la persona giusta per portarlo avanti.
Qui si parlerà del Partito Comunista Italiano, la sua formazione, la
sua storia, i suoi successi ed i suoi insuccessi, i suoi eventuali
meriti e le sue eventuali colpe.
Se ne parlerà, com'è d'obbligo, con senso di veridicità storica e pacatezza.
Non è mia intenzione farne né un esaltazione propagandistica del PCI,
né viceversa una sorta di valvola di sfogo dell'anticomunismo.
Apro il discorso tracciando poche linee storiche essenziali, per dare il
quadro della situazione e la cronologia storica che portò alla formazione
del PCI ... poi andremo avanti anche a seconda degli argomenti di
maggior interesse che saranno sottoposti
Nel 1891 l'Italia è ancora nettamente divisa tra un nord in cui è
presente un relativo sviluppo industriale ed un meridione caratterizzato
dal latifondo e dalla coltivazione estensiva.
L'assetto del potere nello Stato e nella società è determinato da
un'alleanza tra industriali ed agrari, fondata sulla politica protezionistica
che esclude ogni partecipazione al potere da parte delle masse popolari.
A fine secolo questo sistema entra in una crisi, che si manifesta con
i movimenti dei Fasci Siciliani ( 1894 ) e l'Insurrezione Proletaria
di Milano ( 1898 ); la borghesia Italiana è costretta a scendere
a patti col Movimento Operaio.
A partire dall'inizio del XX Sec. Giolitti, che ha sempre dichiarato la
neutralità dello Stato nei confronti dei conflitti di lavoro, apre un nuovo
corso politico fondato su un Accordo Sociale con il Movimento Socialista
Riformista ... a questo Accordo Sociale si oppongono l'ala rivoluzionaria
del Partito Socialista ed il Movimento Sindacalista Rivoluzionario.
Nel 1912, al Congresso Socialista di Reggio Emilia i riformisti perdono
la direzione del partito a favore dell'ala più intransigente.
Uno di questi leaders socialisti emergenti è Benito Mussolini, che diventa
direttore di "Avanti", quotidiano socialista.
Nel 1913, con il Patto Gentiloni, i Cattolici partecipano alla competizione
elettorale in appoggio ad un Giolitti in netta difficoltà.
Il 1914 vede la crisi dell'Internazionale Socialista e del Movimento
Operaio Europeo, che non riescono a far prevalere una politica di pace.
Le posizioni pacifiste dei Socialisti Italiani vengono tradite dal modello
cui aspiravano, il Partito Socialista Tedesco, che invece si schiera con
il proprio governo per appoggiarlo nella conduzione della guerra.
E' allora che i Socialisti Italiani, perso il principale punto di riferimento,
cominciano a guardare con interesse ad un giovane rivoluzionario
socialista Russo, Lenin, allora in esilio in Svizzera.
Mussolini passa dalle posizioni neutraliste del suo partito a quelle
interventiste, e per questo rompe con esso e lascia l'Avanti ...
troverà nuovi seguaci tra i Nazionalisti, ferventi interventisti.
Nel 1915 l'Italia entra in guerra e Lenin lancia a Zimmerwald la
parola d'ordine di "trasformare la guerra imperialista in guerra civile".
Nel 1916, con la Conferenza di Kienthal, nel Movimento Socialista
Antimilitarista si fanno strada le posizioni radicali di Lenin.
Nell'agosto 1917, in Italia scoppiano delle proteste contro il carovita
e la guerra; la rivoluzione di Febbraio, in Russia, porta all'abdicazione
dello Zar ... nel Novembre 1917 anche il Governo Provvisorio Russo
viene rovesciato dalla Rivoluzione Bolscevica.
Nel 1918, alla fine della guerra, si hanno molti moti rivoluzionari in
vari paesi dell'Europa; in Russia intanto, i Controrivoluzionari si
militarizzano e scoppia la Guerra Civile.
Nel 1919, la nuova Legge sul Suffragio Universale permette al PSI
ed al Partito Popolare di eleggere rispettivamente 150 e 100 deputati,
modificando radicalmente l'assetto del potere politico.
Mentre a Parigi si inaugura la Conferenza di Pace, a Mosca si svolge
la Terza Internazionale del Comintern ... il Congresso Socialista di
Bologna delibera l'adesione alla nuova Internazionale Comunista.
Nel 1920 Giolitti torna a formare il governo, ma in settembre lo scontro
sociale porta all'occupazione delle fabbriche.
La sconfitta degli operai segna l'inizio del riflusso del Movimento Proletario.
Intanto, i Bolscevichi Russi sbaragliano definitivamente i Bianchi
Controrivoluzionari ed i loro eserciti.
Nel 1921, a Livorno, da una scissione minoritaria del PSI nasce il
Partito Comunista d'Italia ( P.C.d'I. ), cioè la sezione Italiana della
citata Internazionale Comunista ( Comintern ).
Dopo la grande paura avuta durante l'occupazione delle fabbriche, gli
industriali cominciano a guardare con favore al neonato Partito Fascista.
Intanto, Lenin lancia la sua "Nuova Politica Economica".
OK ... direi che per cominciare basta così ... si può parlare della nascita
del partito, delle differenze col PSI, del pacifismo e del nazionalismo,
ecc ... ecc ...
Quando vi pare andiamo avanti e parliamo anche del PCI durante il
ventennio fascista.


(provoc.)
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