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axeUgene
fossi un dittatore :D spenderei fior di quattrini e sussidi per far laureare tutti, sussidi alle famiglie e garanzie fino al triennio; la magistrale, si vedrà; ovviamente a partire dalle elementari; poi magari fai l'artigiano e lasci; però vorrei un'opportunità offerta già a tutti i bambini di intravedere qualcosa, e anche ai genitori; che c'entra ?
che le persone che hanno l'opportunità di investire anche in una passione di alto livello di impegno, vivono la vita privata in modo più equilibrato, se non incorrono in particolari sfortune; sono più centrate e fiduciose;
ho precisato che è un'utopia.
Questo lo farei anch'io :D
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Originariamente Scritto da
LadyHawke
Condivido:approved:
È molto più difficile oggi parlarsi e imparare ad ascoltare i bisogni e desideri dell'altro, si vive in una società (occidentale) che ha ritmi frenetici e che punta molto sull'individualità e libertà personale, in pratica per dirla in stile zen un eccesso di ego e desideri e aspettative.
Non che "l'ego" e i propri desideri siano sbagliati ma è l'eccesso che porta confusione.
Manca anche spesso la capacità di andare uno incontro all'altro e trovare dei compromessi, la rinuncia non visti come sacrificio, come succede tra fratelli litiganti, guerre in atto ecc...la coppia e la famiglia alla fine sono il primo nucleo sociale in cui si cresce.
Poi bisogna vedere l'età delle coppie, da giovani si hanno dei progetti e aspettative, più facile che due giovani desiderino formare una coppia ma se poi va male è comprensibile sia piu faticoso ricominciare da capo e relazionarsi di nuovo con altre persone, soprattutto poi se di mezzo ci sono dei figli.
:approved:
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Vega
Quante seghe mentali! Finché c'è pisello e patonza c'è speranza:sisi:
:approved:
Infatti:
:teach:
Come dice il trattato "De arte lignorum sculptura" di ignoto medievale: "Mentem ebanistae sega ducente solitarium pisellum formare conatur, sed sine patonza opus artis perfici non potest."
:mmh?:
Trad: La mente dell’ebanista guida la sega a modellare il solitario pisello, ma ha bisogno della patonza per farne un’opera d’arte.
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Mentre leggevo mi sono ricordata, che negli anni scorsi si era sviluppato il fenomeno del" Sesso scritto", molte persone per lungo tempo hanno usato quei canali, le famose chat d'incontri. Questo fenomeno ha creato molte coppie o almeno è quello che avevo letto tempo fa.
Questa modalità è comunque svincolata da impegni concreti e reali, non so quanto possa aver influenzato il desiderio della vita di coppia del momento attuale.
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restodelcarlino
Forse l’imprevedibile non manca: gli incontri decisivi raramente coincidono con ciò che pensavamo di voler scegliere.
...
Se dovessi trasmetterlo a un* figli*: non come scegliere “bene”, ma come riconoscere quando l’imprevedibile smette di essere casuale e diventa significativo.
In altre parole, il vero test non è il catalogo ideale, ma la capacità del sistema, due persone, tempi e micro-compromessi, di funzionare insieme senza doverlo spiegare a posteriori.
la pace nervosa in situazione di promiscuità degli spazi la sento particolarmente, come il quotidiano del dispendio energetico in mismatch comunicativi, spiegazioni, ecc...
l'imprevedibile, a naso, è la possibilità di rimuovere corazze e liberare energia creativa - in senso lato; non è un gesto spontaneo togliere i braccioli o le rotelline della bici; ma la soddisfazione è tanta, anche se si beve un po' o ci si sbucciano le ginocchia;
ma già avere la percezione di possibilità reciproche sarebbe tanto; cioè, individuare un tipo psichico cui la nostra frequentazione riesce a mobilitare reazioni positive di cui quella persona è contenta, e viceversa; ma sembrerebbe molto difficile dire: io sono così e cosà, e una persona fatta in un certo modo si troverebbe bene, e farebbe progressi - nel suo quadro di priorità, non nel mio, beninteso.
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dark lady
La regola che gli opposti si attraggono secondo me si rappresenta bene nelle relazioni passionali ma brevi. Nel lungo periodo credo sia più facile andare d'accordo se si parte da basi simili e da una visione comune delle cose.
Concordo appieno, oltre al resto è bello anche fare le cose insieme, condividere passioni hobby etc... :approved:
...con una Belen che adora passare il tempo libero guardando la tv magari fumando il cichino non potrei resistere a lungo :sisi:
:mahciao:
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Originariamente Scritto da
restodelcarlino
Ale, condensare due problemi classici in cinque parole e un quesito universale è già un piccolo capolavoro. :clap
Da un lato, il filtro “meglio soli che mal accompagnati” funziona come selezione naturale: oggi la coppia deve aggiungere valore concreto alla vita di ciascuno.
Dall’altro lato, il dilemma simili/opposti diventa interessante se lo guardiamo come compatibilità di sistema: attrazione iniziale sì, ma il vero test è la capacità di adattarsi a tempi, ritmi e piccoli compromessi quotidiani.
In altre parole, non conta solo chi ti attrae, ma con chi funziona restare insieme senza troppi attriti.
È un po’ come un ballerino filiforme che piroetta e solleva una ballerina "in carne"… o Eddy Merckx sullo Stelvio in sella a una Graziella pieghevole ������
Quella dell'adattamento ai compromessi meriterebbe un capitolo a se, per dire, con la mia ex storica (18 anni abbondanti di relazione) i primi tempi ci siamo venuti molto incontro, ad esempio un sabato lei mi aspettava in fondovalle mentre sciavo (lei non voleva saperne nemmeno di provare) ed il seguente io la portavo all'Ikea [tu puoi immaginare quale gioia fosse per me :mmh?:,] questo sistema di, chiamiamolo merce da scambio ha funzionato a lungo ma non in eterno... :sisi:
...con la famigerata invece c'era Intesa perfetta su tutti i fronti, facevamo tutto, escursioni balneazioni etc.in perfetto sincronismo, in teoria avrebbe dovuto durare per sempre ed invece si è consumato tutto (compresi vari tentativi di ampliare la famiglia) in un'estate :Pazienza:
...ci penso spesso sai a quale potrebbe essere il compromesso ideale per chi volesse una relazione seria duratura e possibilmente felice, ma al momento non ho ancora trovato la risposta :dunno:
:mahciao:
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Originariamente Scritto da
nahui
Ma tu hai intervistato le ragazze: grazziearkka :asd:
Intervista i ragazzi: c'è la quota incazzati, la quota che finge di essere evoluto per accoppiarsi (e magari ci crede, finché non è lasciato, tradito, ecc.), la quota davvero evoluti secondo me è un 10%
Beh, si, tra i maschi la situazione è più problematica. Come dicevo, c'è una recrudescenza di patriarcato tra i giovanissimi che mi preoccupa assai.
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Originariamente Scritto da
restodelcarlino
Quello che descrivi mi sembra un fenomeno di isolamento strutturale: l’esposizione digitale cresce, ma la capacità di trasformarla in contatto reale diminuisce.
Non è solo questione di timidezza, città o pandemie: si tratta di una dinamica sociale più ampia, in cui la disponibilità alle occasioni concrete e la capacità di misurarsi con l’altro si indeboliscono, mentre la rappresentazione online amplifica desideri, frustrazioni e percezioni di solitudine.
I social segnalano segnali, ma non costruiscono automaticamente la rete di collegamento tra persone. L’incontro reale richiede tempo, attenzione, piccoli adattamenti quotidiani e un po’ di rischio: tutti elementi che la visibilità virtuale non genera di per sé.
Forse la sfida più interessante oggi non è creare più occasioni, ma allenarsi a riconoscere e cogliere quelle già presenti, imparando a distinguere tra la percezione e la sostanza, tra il bisogno di essere visti e la possibilità di incontrare davvero.
Ci si potrebbe chiedere, ad esempio: quanto le nostre aspettative filtrano ciò che potremmo considerare un incontro significativo? E quanto le modalità di socializzazione digitale influenzano la percezione di ciò che è possibile nel mondo reale?
Beh sicuramente molto.
Per fare un esempio: se sei una persona con un livello culturale medio/alto, difficilmente sceglierai di uscire con persone con cui non riesci a fare conversazione perchè sono prive di argomenti. Ma credo che sia normale e che non c'entrino i tempi di oggi. E' sempre stato così.
Bada bene, parlo di livello culturale, che non significa per forza titolo di studio. Conosco persone con la terza media che hanno più cultura di gente con laurea.
Per quanto riguarda il mondo digitale, credo che esso influenzi tantissimo la capacità di socializzazione nel mondo reale. Basti pensare a cosa la gente scrive. I social sono la cloaca maxima dei più bassi istinti dell'essere umano. Sociologicamente parlando sono un fenomeno quasi inquietante. Dove la gente si sente in diritto di poter dire quello che vuole, con le modalità che vuole.
Quotidianamente, per lavoro, mi trovo a moderare i peggio commenti.