Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
Inceghniere sehr effektiv, qvando motore muofe

in questi dispositivi cartesiani, per la mia esperienza - vale quel che vale - manca l'imprevedibile;
vale a dire la circostanza di un incontro che in qualche misura sfugge a ciò che preventiviamo di volere, ma sollecita una crescita;
un tipo ideale può benissimo essere tale nel rafforzare tratti che potrebbero essere discutibili, oppure no; non si sa;
in concreto, se penso alle mie esperienze migliori, devo dire che non le avrei probabilmente scelte su un catalogo, ma si sono rivelate come fondamentali, magari proprio perché andavano a ravanare in anfratti psichici dove c'era bisogno;
per questo ho reiterato la domanda cui ha risposto Bau; specularmente, se posso rappresentare mie attitudini utili in quel senso, mi è più facile vedere in tempo reale, capire i messaggi di una persona e l'eventualità che, oltre ad eventuale attrazione, si potrebbero mettere in moto percorsi gratificanti per entrambi;
ecco, se io avessi un* figli*, cercherei di sollecitare questa capacità di percepire consapevolmente queste dinamiche e riconoscerle in modo esplicito; *
* disponibili esempi, ove il tutto risulti oscuro; prodotto surgelato
Forse l’imprevedibile non manca: gli incontri decisivi raramente coincidono con ciò che pensavamo di voler scegliere.
Molte esperienze significative non sarebbero finite in nessun catalogo e funzionano perché toccano zone che non avevamo previsto ma che erano pronte a muoversi.
In questo senso, la domanda sul “cosa porto” non misura il valore personale, ma la disponibilità a lasciarsi modificare dall’incontro. L’attrazione può avviare tutto, ma sono la percezione reciproca, l’adattamento ai tempi, ai ritmi e ai piccoli compromessi quotidiani a far capire se qualcosa sta realmente accadendo.
Se dovessi trasmetterlo a un* figli*: non come scegliere “bene”, ma come riconoscere quando l’imprevedibile smette di essere casuale e diventa significativo.
In altre parole, il vero test non è il catalogo ideale, ma la capacità del sistema, due persone, tempi e micro-compromessi, di funzionare insieme senza doverlo spiegare a posteriori.