La domanda
Una societ
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Io conosco una marea di atei idioti.
Una vera marea.
Conosco molti credenti intelligentissimi, di persona nessun Cattolico intelligente. Penso che il sentimento religioso sia un motore spesso positivo, appaltare la propria coscienza a cariche ecclesiastiche per far sbrigare la propria spiritualità da altri è un'enorme stupidaggine.AHAHAHAHA
AhahahahA
AHAHAHAHA
AHAHA
AHA
H
A
VIAVIA
dietro il passo,
tump tump,
dietro il tasso,
tump tump,
per il cartiglio segreto
dell'
AHAHAHAHA
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Non crediamo che l'ateismo sia solo un passaggio di un processo ad ampio respiro che conduce alla Vera religiosita', al Vero senso religioso. Che sorge dall'intimo e non piu' posticcio ed imposto dall'esterno.
L'ateo e' un incompleto.
Pecca di superficialita' perche' se spingesse le sue riflessioni oltre un certo punto, riaffiorerebbe la religiosita' ed il senso del divino, innato in ogni uomo.
In realta', molti che si professano atei, devono questo al solo fatto di una reazione (avversione) per la Religione costituita i cui fondamenti fanno acqua da tutte le parti.
Invito tutti i Fratelli atei a spingere ulteriormente le loro riflessioni e a ritrovare all'interno di se stessi quelle risposte a cui non hanno trovato soddisfazione all'esterno.
Pace e BeneLast edited by Il Manu; 16-06-2007, 20:11.
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Per chi e' pago di quello che ha non ci sono domande, ma devi spiegarlo a chi ha sacrificato la propria esistenza in cerca di quelle risposte.Originariamente Scritto da -KelevraGeburah- Visualizza MessaggioE se non ci fossero risposte da cercare?
Devi spiegarlo a lui che non ci sono risposte da cercare, ma credo che avrebbe piu' argomenti a sua disposizione di chi non cerca risposte, il che non significa che non ci sia qualcosa di cui valga la pena chiedersi e conoscere, fosse anche solo quella domanda che prima o poi, tutti gli esseri pensanti, almeno una volta durante la loro esistenza si pongono: cosa c'e' dopo la morte?
Pace e Bene
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L'ateo e il credente sono due facce della stessa identica medaglia. Hanno molte più cose in comune di quante credano. Tanto per cominciare entrambi sono convinti di essere portatori della verità. Il credente e l'ateo hanno pochi dubbi e in compenso risposte certe alla maggior parte delle domande esistenziali. Per me sono entrambe posizioni inconcepibili.
Una società ideale avrebbe da essere Laica, non atea. Quindi garantire la libertà di culto agli appartenenti a qualsiasi religione blabla. Detto ciò, preferisco riferirmi genericamente alla spiritualità delle persone piuttosto che alla religione che professano.
E' vero, non è possibile sopprimere nell'uomo la necessità di porsi domande, nè di cercare le proprie risposte.. ma si può far dimenticare questo bisogno di spiritualità anteponendone altri, se necessario inventandoli. Per questo il consumismo, sì, è riuscito in quel che il comunismo ha fallito (sempre detto io che l'uso della forza nelle rivoluzioni culturali è controproducente).
Il vero dramma non si sta consumando nello scontro Chiesa vs comunisti, sotto i riflettori. Quello è un gioco di forze, un'attrazione per rotocalchi, la spiritualità c'entra poco. La spiritualità muore in silenzio.
Nella vetrina di un negozio un manifesto della Philips annunciava l'avvento di un nuovo messia, la televisione, che avrebbe cambiato la nostra vita, trasformandoci, come gli americani, in uomini del futuro. Fermìn Romero de Torres, sempre al passo con i tempi aveva già formulato il suo vaticinio. "La televisione, mio caro Daniel, è l'Anticristo. Mi creda, nel giro di tre o quattro generazioni la gente non sarà più nemmeno in gradi di scoreggiare da sola e l'essere umano regredirà all'età della pietra, alla barbarie medievale, a uno stadio che la lumaca aveva già superato all'epoca del pleistocene. Il mondo non verrà distrutto da una bomba atomica, come dicono i giornali, ma da una risata, da un eccesso di banalità che trasformerà la realtà in una barzelletta di pessimo gusto"
[L'ombra del vento - Carlos Zafòn]
[SIZE="1"]Non pi
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Se trova più argomentazioni potrebbe essere anche solo per una maggior assertività... che, volendo, potrebbe essere basata solo su miriadi di libri letti.ma credo che avrebbe piu' argomenti a sua disposizione di chi non cerca risposte
Anche questa eventualità va considerata.
E se occorresse obbligatoriamente esperienza diretta per conoscerne la risposta?cosa c'e' dopo la morte?Hic
Nunc
Panta
Rei
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[QUOTE=beat;665949][I]Nella vetrina di un negozio un manifesto della Philips annunciava l'avvento di un nuovo messia, la televisione, che avrebbe cambiato la nostra vita, trasformandoci, come gli americani, in uomini del futuro. Ferm[SIZE="4"][COLOR="Blue"][FONT="Book Antiqua"]"Io oso fare tutto ci
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Concordo, esimio dottor ZarathustraIo non ho risposte, ma preferisco vivere di domande irrisolte che accettare le risposte preconfezionate di qualcun altro!
Hic
Nunc
Panta
Rei
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Le domande esistenziali cioè "Chi siamo, dove andiamo e da dove veniamo?" quasi tutti nella vita se le pongono e chi non lo fa semplicemente perchè le ignora.
Sia il credente che l'ateo cmq si danno risposte.
Il credente con un Dio con la creazione e con un paradiso.
Un ateo anche lui CREDE nella non esistenza di un Dio e nell'assenza di un paradiso e quindi della fine della vita con quella materiale.
L'agnostico invece non si da delle risposte ma dubita di entrambe le soluzioni non avendo elementi certi per affermare nessuna delle due cose ma la sua risposta esistenziale sta proprio in questo non dare una risposta e nel coltivare il dubbio.
Quindi tutti alla fine si danno delle ''risposte''.
Uno stato però non può imporre dall'alto una risposta che può solo provenire dall'interno di noi stessi.
Quindi non hanno senso paesi confessionali(Iran) così come paesi atei(l'URSS).
Non credo nemmeno che ci sia differenza intellettiva tra il credente e l'ateo.
Ci possono essere persone intelligenti credenti e atee stupide e viceversa.
Odifreddi per esempio nel suo ultimo libro non cerca infatti di dire che i credenti siano stupidi e gli atei furbi ma cerca di dimostrare che se una persona si dice Cristiana e Cattolica vuol dire che accetta e crede in tutta una serie di dogmi che se studdiasse in modo approfondito si vedrebbe come sono falsati manipolati costruiti poco credibili e per nulla certi e quindi una qualsiasi persona dotata di raziocinio se studiasse in modo approfondito il cattolicesimo prima di aderirivi non potrebbe che dirsi non cristiano da qui il titolo del libro.
Basti pensare che il dogma dell'assunzione della vergine maria(cioè quel dogma che afferma che Maria, madre di Gesù, al momento della sua morte si trasferì immediatamente, sia con l'anima che con il corpo, in Paradiso, dove fu "assunta", ricevuta)è stato proclamato nel 1950...cioè una cosa importante sulla vergine maria si è scoperta e proclamata 1950 anni dopo la morte di Dio?idem per il dogma dell'Immacolata Concezione di Maria(stabilisce che la madre di Gesù, fin dal suo concepimento, non fu macchiata dal "peccato originale") fu proclamato nel 1854...cioè son cose insensateLast edited by Microemozioni; 17-06-2007, 21:02."Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
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Ma della esistenza/non-esistenza di Dio non se ne parla più da Kant, eh.Originariamente Scritto da Hristo Visualizza MessaggioI Dogmi non si "scoprono", la venerazione a Maria Immacolata era già presente nella tradizione cristiana da secoli, e furono le apparizioni di Lourdes, e i messaggi che la Madonna diede a convincere il Papa a proclamare l'immacolata concezione dome Dogma.
Condivido l'idea di beat sull'ateismo come religione, credio in Dio o nel Nulla sono due facce della stessa medaglia. Sono due prese di posizione, due risposte alla stessa domanda.
Oggi in Occidente, mi dispiace dirlo, la domanda non viene neppure posta. Nessuno la pone, di certo in televisione non si sente parlare di Dio (Messori dice che "tra persone educate non si parla di certe cose"), di Dio non si fa pubblicità e non lo si trova nei supermercati. E non è che al suo posto di sia il Nulla degli Atei. Semplicemente mi pare che non ci sia niente. C'è totale indifferenza.
E' difficile trovare delle questioni sulla quale si può dire di essere completamenti indifferenti. Però mi sembra che per moltissime persone l'esistenza o l'inesistenza di Dio sia un problema di poco, pochissimo, nessun conto.
Salvo poi dire "Dio, dov'eri!" quando accade qualcosa di brutto.For Kunsten Maa Vi Evig Vike
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Che non ha senso discutere sull'esistenza/non-esistenza di Dio e su un sacco di altri concetti detti trascendentali, come l'immortalità dell'anima o l'infinito.Originariamente Scritto da Hristo Visualizza MessaggioChe disse questo signor Kant? Scusate l'ignoranza ma ho fatto ragioneria.
"L'uomo ha sempre preteso di dimostrare l'esistenza di un Essere che abbia le stesse caratteristiche del mondo (mirabile, saggiamente conformato, ecc...), ma trascura che queste caratteristiche sono determinate e relative a noi, che in quanto finiti non possiamo fare esperienza dell'infinito. È comunque importante notare che Kant non assume una posizione atea, in quanto non nega l'esistenza di Dio, ma semplicemente nega la possibilità di dimostrarla: egli è pertanto agnostico."
Sezione Dialettica Trascendentale.
Immanuel Kant - WikipediaFor Kunsten Maa Vi Evig Vike
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