Insegnamento Occulto attivo

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  • Il Manu
    Opinionista
    • 21/03/07
    • 1676

    #1

    Insegnamento Occulto attivo

    Riceviamo un messaggio in cui veniamo "accusati" di parlare solamente di generiche nozioni senza "insegnare" nulla intorno a cosa possa servire, una volta realizzato che tutto non è così come appare, ad uscire da questa spirale in cui l'uomo crea e percepisce una realtà fittizia.

    Noi possiamo dire che non è nostro ufficio dare di questi insegnamenti, ma è peculiarità di altri individui questa grave responsabilità.

    Ciò non toglie che noi non siamo in grado di erogare tali nozioni. Diciamo nozioni poichè sono tali finchè non diventano vivente realtà nell'individuo.

    Chi cerca conferme e prove in quel corpus di Conoscenze, in quella sinossi dell'esistente che abbiamo tracciato fin dal nostro primo intervento, con infinita pazienza per sommo amore verso altri esseri, non potrà che trovarle dentro se stesso.

    Ma che significa dentro se stesso? Questa affermazione così inflazionata! Sembrano retoriche e vuote parole quando si tratta di tradurle in una reale esperienza interiore.

    E allora poniamo adesso la base di alcuni insegnamenti di cui tutti, indistintamente, potranno trarne beneficio, ma che solo chi li ripeterà per un tempo sufficente potrà svelarne l'Arcano, poichè è vero che necessitano di tempo, ma "il Padre mio viene nella notte come un ladro..."
    Si inizi dunque questo viaggio dentro se stessi, l'unico che abbia veramente un senso.

    Partiamo dal corpo fisico che è ciò che più di "vicino" a voi avete. Che cosa è questo corpo fisico?

    Se lo si osserva dal punto di vista della materia fisica,questo corpo che vedete e percepite come un'entità materiale, a livello di materia atomica assomiglia ad un firmamento, all'universo astronomico, in cui grandissimo è lo spazio occupato da materie estremamente rarefatte rispetto allo spazio occupato da materie solide.

    Ma se continuiamo questa meditazione secondo le Verità che già vi abbiamo enunciato, addirittura giungiamo a considerare come questo corpo fisico non esista come un ente a sé, che nasce cresce vive evolve e muore, ma sia frazionato in una miriade di momenti, di situazioni che lo contemplano dalla vita alla morte in un Cosmo che è Eterno presente.

    Sorge una prima considerazione: "IO, diciamo pure ancora IO, se questo ci serve ad abbreviare e a capire meglio un concetto, IO non sono identificabile con il mio corpo. Il mio corpo è un ente a sé stante e, forse, non è per niente un ente. E' qualcosa che mi fa percepire delle sensazioni, che mi pone in contatto con il piano fisico. Dunque io potrei - ed entra in gioco l'immaginazione - pensare di fuoriuscire da questo corpo; perché questo corpo altro non è che un vestito, secondo l'immagine cara agli orientali, qualcosa che non è identificabile con me stesso.

    Ciò che io percepisco come freddo e caldo non è che una situazione appartenente al piano fisico, relativa ad uno spazio circostante al mio corpo; ma se esco fuori da questo vestito, immediatamente il mio freddo e il mio caldo cesseranno, perché interrompo il collegamento fra il centro di sentire che io sono e l'ambiente nel quale si produce il caldo o il freddo, o nel quale esiste qualcosa che io denuncio come caldo e freddo.

    E così è del dolore che mi assilla. Io ho una parte del mio corpo che è sofferente, ma non sono io che soffro. Percepisco questa sensazione di dolore perché sono unito al mio corpo, ma se fuoriesco dal mio corpo il dolore non è più da me percepito.

    Ma allora cosa sono Io?

    Io sono un piccolo cosmo che ha in sé ogni risorsa. Agenti esterni all'ambiente nel quale è il mio corpo attaccano questo veicolo, ma, attraverso un meccanismo di comunicazione, la mia mente comanda al mio corpo di aggredire e annullare questi agenti esterni, e il mio corpo si mantiene in salute.

    Dunque in me, in questo microcosmo che io sono, esiste un'infinità di possibilità. Inconsciamente la mia mente comanda al corpo di respingere l'attacco di agenti esterni che potrebbero danneggiarlo ed io neppure mi accorgo di essere stato attaccato. Ma se unisco la mia volontà e la mia mente cosciente all'azione della mente incosciente, io posso risvegliare nel mio corpo quelle difese naturali che combattono gli attacchi provenienti dall'esterno: perché non sono io che soffro: è il mio corpo.

    Questa è la meditazione che dovete fare: disgiungere, nell'identificazione di voi stessi, voi stessi dal vostro corpo fisico.

    Quando siete riusciti ad operare questa separazione, e questo può essere fatto anche nella vita di ogni giorno, improvvisamente, quando siete su un mezzo pubblico, direte: "Ecco, il mio corpo viene trasportato da qui a là, ed io lo seguo, ma io sono indipendente da lui: potrei, se lo volessi, con appropriati esercizi, astrarmi da questo trasporto e rientrare nel mio corpo quando fosse giunto a destinazione".

    Quando siete riusciti a staccare l'identificazione di voi stessi con il vostro corpo, allora dovete pensare alla Verità che il tempo non esiste ma esiste uno scorrere che la vostra consapevolezza, incapace di abbracciare più "tempi" in UNO, deve necessariamente scorrere in successione: come questo corpo, che siete ancora abituati a considerare come un tutt'uno che ha una sua vita intera, in effetti sia spezzettato, suddiviso, sciorinato in una infinità di rappresentazioni. Direte: "Io non sono vecchio: è il mio corpo che è rappresentato vecchio, ed io subisco quelli che si dicono gli acciacchi della vecchiaia perché sono legato a quelle rappresentazioni di un corpo vecchio e pieno di acciacchi.

    Ma io posso reagire anche a questa condizione contingente, come a tutte le altre. Posso, se lo voglio, perché sono indipendente, astrarmi da quegli acciacchi!" E così via.

    Rileggete più volte quanto sopra esposto e imparate questo Mantra al fine di spostare l'attenzione ai piani più sottili cosi come esigono certi esercizi insegnati dal sistema Yoga, secondo i quali si cerca appunto di raffinare le capacità sensorie degli individui. Il primo e il più elementare di questi esercizi consiste nel dire: "Io ho un corpo fisico, non sono il mio corpo fisico" da cui:

    IO NON SONO IL MIO CORPO FISICO

    Ma è necessario che l'impegno in questa apparente semplice operazione sia totale, non recitatelo ora, per curiosità, e poi farlo cadere nel dimenticatoio. Voi per i prossimi 3 mesi dovete abbracciare questo potentissimo Mantra cercando di comprenderne la portata, farlo diventare vostro, vostra stessa esistenza, vostra stessa essenza.

    Diventi il primo pensiero la mattina appena alzati e sia l'ultimo quando spegnete la luce dal vostro letto, nella notte.

    Non chiedeteci "le prove", "gli studi", "le conferme" di ciò. Fatelo se sentite che possa trovarsi in queste parole una Verità antica come e più del Mondo. Passate oltre, senza domandare nulla, se credete siano solo panzane.

    Per oggi può bastare.

    Pace e Bene
    Last edited by Il Manu; 11-12-2007, 03:01.
  • Il Manu
    Opinionista
    • 21/03/07
    • 1676

    #2
    Gi

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    • Raff

      #3
      faccio una riflessione personale forse anche fuori luogo,

      forse Manu l'insegnamento occulto va a chi ne fa espressamente richiesta.

      se me lo proponevano prima avrei deriso e considerato la materia cazzate come qualcuno già ha evidenziato

      forse sbaglio ..non ho nulla da insegnarti ..era solo una mia riflessione dopo aver costatato la derisione di questa argomentazione con notevole dispiacere
      Last edited by Ospite; 12-12-2007, 12:19.

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      • errezerotre
        shake your mind!
        • 18/01/07
        • 3679

        #4
        Ma è possibile rimanere un "io" e contemporaneamente percepire il piano astrale?

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        • Il Manu
          Opinionista
          • 21/03/07
          • 1676

          #5
          [QUOTE=Raff;792090]faccio una riflessione personale forse anche fuori luogo,

          forse Manu l'insegnamento occulto va a chi ne fa espressamente richiesta.

          se me lo proponevano prima avrei deriso e considerato la materia cazzate come qualcuno gi

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          • Il Manu
            Opinionista
            • 21/03/07
            • 1676

            #6
            [QUOTE=errezerotre;792163]Ma

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            • errezerotre
              shake your mind!
              • 18/01/07
              • 3679

              #7
              Ma se esiste un io, e questo io non è legato al corpo fisico, a cosa è legato?
              Non è tutto maya, anche l'esistenza di un "io" osservante?

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              • Il Manu
                Opinionista
                • 21/03/07
                • 1676

                #8
                [QUOTE=errezerotre;792254]Ma se esiste un io, e questo io non

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                • errezerotre
                  shake your mind!
                  • 18/01/07
                  • 3679

                  #9
                  Infatti distinguevo proprio fra "sè" ed "io". La perdita dell' io (inteso come ciò che io sono per effetto sia del sè sia dell'ambiente in cui vivo) non è necessaria per astrarsi da questo piano? O meglio, non è una conseguenza necessaria, dato che su altri piani non ha ragion d'essere?
                  Lo dico perchè il pericolo maggiore di queste tecniche mi sembra proprio la depersonalizzazione, dato che tendiamo ad identificarci con l'io piuttosto che col sè. Ma soprattutto, se tutto è uno che senso ha l'esistenza di un "sè"? Non è solo un'altra "struttura della simmetria", sebbene di ordine superiore poco più importante dell'io?

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                  • Il Manu
                    Opinionista
                    • 21/03/07
                    • 1676

                    #10
                    "Allora, che cosa rimane di me?"

                    "Chi sono Io veramente?"

                    Rimane la cosa pi

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                    • Il Manu
                      Opinionista
                      • 21/03/07
                      • 1676

                      #11
                      "Io non sono il mio pensiero"

                      L'argomento "non esistenza dell'io" può lasciarvi alquanto sospettosi. Certo, tutti siete propensi ad ammettere, oralmente, una volta dativi gli elementi della sua costituzione organica, che l'io non esiste, ma meno propensi a scendere ad una indagine, a capire che cosa succede da questa non esistenza.

                      Si vuota il mondo!

                      La non esistenza dell'io non è che l'epilogo dell'insegnamento Occulto.
                      Ora, come stimolare una meditazione intelligente sulla visione della realtà che vi circondai? Cominciando proprio ad esaminare l'essere che noi siamo, che voi siete; cominciando a ripetere che il corpo fisico non esiste.

                      Ma dire: "Io non sono il mio corpo fisico", vuol dire comprendere il significato al di fuori della suggestione, nella realtà; vuol dire comprendere l'essenza di tale affermazione e non seguire una suggestione; vuol dire comprendere perché voi non siete il vostro corpo fisico, meditare tanto profondamente da raggiungere questa convinzione non attraverso l'illusione, la suggestione, ma attraverso il ragionamento.

                      Il ragionamento, il ragionare è uno strumento che ha a disposizione l'uomo - quest'uomo che non è neppure il pensiero, perché l'uomo è il pensatore, è colui che pensa. E anche qua non si tratta di giungere all'autoconvinzione attraverso la ripetizione della frase "Io non sono il mio pensiero", cioè attraverso la suggestione, ma raggiungere la convinzione di tale affermazione; comprendendo intimamente la sua realtà.

                      Voi sapete, secondo la verità dei Piani superiori dell'esistenza e delle materie conseguenti, che il piano mentale dove ha sede il pensiero è anch'esso composto di una materia che in realtà non esiste, così com'è il piano astrale e il piano fisico. Dunque l'individuo o l'essere non è il pensiero, ma il pensatore.

                      Il "Cogito ergo sum" deve essere ridimensionato.

                      Pace e Bene

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                      • errezerotre
                        shake your mind!
                        • 18/01/07
                        • 3679

                        #12
                        Si vuota il mondo!
                        La non esistenza dell'io non è che l'epilogo dell'insegnamento Occulto.
                        Dunque l'individuo o l'essere non è il pensiero, ma il pensatore.
                        Quello che intendevo per "depersonalizzazione"
                        Ma qual'è lo scopo dell'esistenza dell'io? "Farsi altro" dal proprio io ed addirittura da sè non è controproducente? Perchè esistiamo come materia oltre che come energia?Perchè il tempo?

                        E soprattutto, una volta capite e comprese tutte queste cose, perchè il mio io (dal quale comunque in vita non mi potrò mai astrarre totalmente) non si sente realizzato? Perchè questo inganno? Perchè creare un io se lo scopo dell'io è trascendere se stesso?

                        Scusa per le troppe domande, spero tu ne abbia capito il senso, ne avrei molte altre ma per ora meglio fermarmi qui.

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                        • Il Manu
                          Opinionista
                          • 21/03/07
                          • 1676

                          #13
                          [QUOTE=errezerotre;792780]Quello che intendevo per "depersonalizzazione"
                          Ma qual'

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                          • Il Manu
                            Opinionista
                            • 21/03/07
                            • 1676

                            #14
                            [QUOTE=errezerotre;792780]Quello che intendevo per "depersonalizzazione"
                            Ma qual'

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                            • Il Manu
                              Opinionista
                              • 21/03/07
                              • 1676

                              #15
                              IO NON SONO IL MIO IO

                              Ma se noi togliamo il corpo fisico, se togliamo il corpo astrale e poi togliamo il corpo mentale, che cosa rimane di questo individuo?

                              Rimane il sentire della sua Coscienza.

                              Questo sentire va ben focalizzato. Si può parlare di sentire in senso lato, generalizzato, comprendendo in questo termine ogni forma di sensibilità; ma il sentire di cui ora parliamo, quello che sopravvive alla sensazione, al pensiero, è un sentire del tutto diverso: è un sentire che fa parte della radice più profonda dell'individuo, che rimane anche nell'alternarsi dei cicli delle vite e delle morti; è un sentire che non fa parte della materia grossolana.

                              Voi conoscete la filosofia yoga e i suoi vari sistemi per giungere alla disillusione del mondo che circonda l'individuo.

                              Il sistema dell'Hata Yoga, ad esempio, sposta la concezione dell'io ad un io superiore; dice: "Io non sono il mio corpo fisico, io non sono il mio corpo astrale, io non sono il mio corpo mentale, ma io sono il mio sé, il mio spirito". E questo può essere vero, ma solo se si riesce a capire che cosa è questo "sé", che non è l'io! Se pensate che quello che abbiamo detto corrisponda al sistema yoga non ci avete seguito, perché noi non facciamo questo processo di sublimazione dell'io: noi stiamo invece tentando di distruggere l'io, di mostrarvi come questo io non esista, non sia che una percezione illusoria.

                              Quando dite: "Io non sono il mio corpo fisico", se in questa affermazione non tenete presente perché non siete il vostro corpo fisico (perché il vostro corpo fisico in realtà non esiste); se nel dire questo non partite da questa convinzione e da questa immagine, allora voi non fate altro che spostare l'io ad un piano superiore.

                              Altrettanto vale per il corpo astrale e per quello mentale: se facendo questa meditazione non tenete presente la realtà delle cose, non fate che sublimare il vostro io, non fate che dire: "io non sono la bassezza del mio corpo fisico, né l'infimo grado dei miei desideri, né la povertà dei miei pensieri: il mio io risiede in piani ben più alti e di tutt'altra natura!".

                              Questa meditazione o autosuggestione non è la stessa alla quale vi esortiamo.

                              Che significa dire: "L'uomo non è il suo corpo fisico, il suo corpo astrale e il suo pensiero, ma è unicamente il suo sé spirituale"? Non è vero niente!, perché l'individuo quando è incarnato è il suo sé, la sua scintilla divina, la sua collana di sentire, i suoi pensieri, il suo corpo astrale e il suo corpo fisico: è un microcosmo che comprende tutto questo. Dire "Io non sono il mio corpo fisico, il mio corpo astrale, il mio corpo mentale" , ha significato solo se, attraverso questa affermazione, giungiamo a capire che "Io non sono neppure il mio io". Solo in questo senso ha un significato.

                              Pace e Bene

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