Qualche lettore "silenzioso" ci chiede se esiste la possibilità di fare qualcosa di fattivo per emanciparsi dalla condizione umana per raggiungere una maggior chiarezza e auto-consapevolezza, per poter avere una visione del mondo che non sia qualla pessimista e delusa dell'uomo odierno. In sintesi si chiede se si può accelerare l'evoluzione dell'individuo senza aspettare che i colpi della vita, di numerose vite, diano i loro frutti.
La domanda parte da una prospettiva errata che fa ritenere reale il divenire del tempo e quindi reale l'Evoluzione legata a questo trascorrere. Tutto è già. Ma quà sta il paradosso, nonostante voi siate già quello che siete è possibile, per libera scelta, percorrere delle scorciatoie. Quelle scorciatoie calcate nei secoli da molti e da coloro che nel vostro adesso sono i vostri Fratelli Maggiori.
Voi quindi cercate un rimedio che possa darvi la felicità e la pienezza interiori: lo cercate perché siete stanchi della vita, annoiati e delusi, dolenti per qualche motivo.
Questo tanto invocato e ricercato rimedio si chiama Realtà, ma proprio perché è Realtà non può essere comunicata.
L'uomo è solo di fronte alla verità. Nessuno può capire, comprendere per lui.
Se ascoltate le nostre parole per il loro suono e non per comprendere, e non per aprirvi a quello che esse vogliono significare e suscitare in voi - e lo possono solo attraverso voi stessi - la vostra vita rimane un correre affannoso ora qua e ora là, capace solo di deludervi. Stanco della vita, annoiato e deluso, dolente per qualche motivo, l'uomo che cerca la felicità e la pienezza interiori si pone l'interrogativo: "Che cosa posso fare?".
"Niente" , è la risposta: "Conosci te stesso".
Nei momenti di slancio si vorrebbe portare la pace nel mondo: ma prima di questo, si guardi se si è in pace con i propri vicini. Da questo si deve cominciare.
Non ci si pentirà certo delle grandi cose che non si sono fatte perché non si potevano fare, ma delle piccole che si sono tralasciate.
Si comincia dalle piccole cose per arrivare alle grandi; si comprendono le piccole cose per comprendere le grandi. Ma le piccole cose, se esistono, credete che non siano degne di attenzione? In verità una cosa diviene piccola nel momento che si supera o si comprende.
Qui sta la causa del vostro soffrire: vorreste conoscerla per poterla eliminare, ma per questa liberazione dovete conoscere voi stessi.
La causa del vostro soffrire può risiedere nel veicolo fisico, in quello astrale, nel mentale o nella più alta espressione del sé. Sì, anche quando sembra provenire dal fato, in realtà non è che l'eco di un vostro agire di "allora" che torna e vi atterrisce.
Tutto quanto si ha, si deve pagare. Nessuno può essere sfruttato, perché non esiste privilegio in un Cosmo perfetto.
Voi definite privilegiato chi, per certi diritti dei quali può avvalersi, ha una potestà maggiore della vostra. Ma nella Realtà il privilegiato non è tale, poiché egli non si sente alcun diritto, bensì solo il dovere di beneficare.
Chi ama non ha diritti, ha solo doveri; e solo chi comprende, ama; e solo chi ama, può sapere; e solo chi sa, ha una potestà. Tale potestà è tanto più grande quanto più si ama, quanto più si è altruisti.
Ora iniziamo il viaggio più ardito dell'Uomo, quello dentro se stesso.
Pace e Bene
La domanda parte da una prospettiva errata che fa ritenere reale il divenire del tempo e quindi reale l'Evoluzione legata a questo trascorrere. Tutto è già. Ma quà sta il paradosso, nonostante voi siate già quello che siete è possibile, per libera scelta, percorrere delle scorciatoie. Quelle scorciatoie calcate nei secoli da molti e da coloro che nel vostro adesso sono i vostri Fratelli Maggiori.
Voi quindi cercate un rimedio che possa darvi la felicità e la pienezza interiori: lo cercate perché siete stanchi della vita, annoiati e delusi, dolenti per qualche motivo.
Questo tanto invocato e ricercato rimedio si chiama Realtà, ma proprio perché è Realtà non può essere comunicata.
L'uomo è solo di fronte alla verità. Nessuno può capire, comprendere per lui.
Se ascoltate le nostre parole per il loro suono e non per comprendere, e non per aprirvi a quello che esse vogliono significare e suscitare in voi - e lo possono solo attraverso voi stessi - la vostra vita rimane un correre affannoso ora qua e ora là, capace solo di deludervi. Stanco della vita, annoiato e deluso, dolente per qualche motivo, l'uomo che cerca la felicità e la pienezza interiori si pone l'interrogativo: "Che cosa posso fare?".
"Niente" , è la risposta: "Conosci te stesso".
Nei momenti di slancio si vorrebbe portare la pace nel mondo: ma prima di questo, si guardi se si è in pace con i propri vicini. Da questo si deve cominciare.
Non ci si pentirà certo delle grandi cose che non si sono fatte perché non si potevano fare, ma delle piccole che si sono tralasciate.
Si comincia dalle piccole cose per arrivare alle grandi; si comprendono le piccole cose per comprendere le grandi. Ma le piccole cose, se esistono, credete che non siano degne di attenzione? In verità una cosa diviene piccola nel momento che si supera o si comprende.
Qui sta la causa del vostro soffrire: vorreste conoscerla per poterla eliminare, ma per questa liberazione dovete conoscere voi stessi.
La causa del vostro soffrire può risiedere nel veicolo fisico, in quello astrale, nel mentale o nella più alta espressione del sé. Sì, anche quando sembra provenire dal fato, in realtà non è che l'eco di un vostro agire di "allora" che torna e vi atterrisce.
Tutto quanto si ha, si deve pagare. Nessuno può essere sfruttato, perché non esiste privilegio in un Cosmo perfetto.
Voi definite privilegiato chi, per certi diritti dei quali può avvalersi, ha una potestà maggiore della vostra. Ma nella Realtà il privilegiato non è tale, poiché egli non si sente alcun diritto, bensì solo il dovere di beneficare.
Chi ama non ha diritti, ha solo doveri; e solo chi comprende, ama; e solo chi ama, può sapere; e solo chi sa, ha una potestà. Tale potestà è tanto più grande quanto più si ama, quanto più si è altruisti.
Ora iniziamo il viaggio più ardito dell'Uomo, quello dentro se stesso.
Pace e Bene

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