Di fatto, secondo me, non esiste alcuna differenza tra ateo e credente in Dio, tutti e due sono fatti di carne ed ossa, gioiscono e soffrono. L'unica differenza, a mio avviso, sta nel senso che ognuno dà di questa carne; gli atei pensano che la vita finisca alla morte del corpo, i credenti invece pensano che la vita non finisca con la morte; ma non è detto (anzi è discriminatorio e aggiungerei una presunzione assurda) che l'ateo, o il pagano di una volta, non debba avere un cuore come gli altri. Io, che credo di essere credente, devo sottolineare che Gesù ha trovato più fede in un pagano come il centurione romano che in coloro che si professavano credenti come i figli di Abramo.
Mi trovo in totale disaccodo con Manu, se uno non crede nell'esistenza di dio non vuol dire che non abbia un etica!! Io ad esempio sono agnostica, ma non per questo sono insensibile ed egoista. Cerco di comportarmi in modo da non nuocere agli altri e ho rispetto per le altre forme di vita. Anzi...credo fermamente nel principio di non fare male agli altri e di aiutare il prossimo quando è possibile! Il paradosso poi è che io vengo da una famiglia profondamente cattolica, dove spesso sono stata vittima di comportamenti tutt'altro che cristiani!
non so se sono OT , io credo invece che vivere la vita secondo quanto scritto o quanto letto e capito , seppur su un testo sacro come è la Bibbia , non sia precisamente il senso per cui siamo qua in questa valle di lacrime
che senso avrebbe vivere col libretto di istruzioni in mano?
Spiegami allora come dovrebbe essere così proviamo a confrontare i nostri credo.
Per quanto riguarda il libretto d'istruzioni è vero che se rimane solo libretto e non lo attualizzi non ha senso.
Mi trovo in totale disaccodo con Manu, se uno non crede nell'esistenza di dio non vuol dire che non abbia un etica!! Io ad esempio sono agnostica, ma non per questo sono insensibile ed egoista. Cerco di comportarmi in modo da non nuocere agli altri e ho rispetto per le altre forme di vita. Anzi...credo fermamente nel principio di non fare male agli altri e di aiutare il prossimo quando è possibile!
Qui sono d'accordo.
Il paradosso poi è che io vengo da una famiglia profondamente cattolica, dove spesso sono stata vittima di comportamenti tutt'altro che cristiani!
Qui no, perché non è né un paradosso quello che hai detto ma è la normale vita sta a te trovarne il senso.
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