[QUOTE=Gloucester;1083408]Questa giornata merita davvero.
Stamattina, prima della lezione di pensiero ebraico, stavo leggiucchiando una sezione scelta completamente a caso di Maimonide sino a quando non mi imbatto in una nota che fa riferimento ad Onkelos ed alla sua traduzione aramaica della Torah. Meno di mezz'ora dopo lo stesso Onkelos sarebbe stato citato dal docente, per la prima volta dopo ventisei lezioni, come esempio della tendenza al proselitismo del giudaismo anteriore all'affermazione del cristianesimo.
Tardo pomeriggio, prima dell'inizio della seconda lezione di pensiero ebraico, io ed una mia collega stiam chiacchierando circa il seminario su Rosenzweig ed il suo "La stella della redenzione" che dovremo seguire domani; noto che ha acquistato "Introduzione al giudaismo" di De Benedetti e le chiedo di gettarci un occhio. Apro a caso e lo sguardo mi cade sulla nota che fa riferimento, tanto bene, ad un passo de "La stella della redenzione".
Divertito le faccio notare la coincidenza e cos
Stamattina, prima della lezione di pensiero ebraico, stavo leggiucchiando una sezione scelta completamente a caso di Maimonide sino a quando non mi imbatto in una nota che fa riferimento ad Onkelos ed alla sua traduzione aramaica della Torah. Meno di mezz'ora dopo lo stesso Onkelos sarebbe stato citato dal docente, per la prima volta dopo ventisei lezioni, come esempio della tendenza al proselitismo del giudaismo anteriore all'affermazione del cristianesimo.
Tardo pomeriggio, prima dell'inizio della seconda lezione di pensiero ebraico, io ed una mia collega stiam chiacchierando circa il seminario su Rosenzweig ed il suo "La stella della redenzione" che dovremo seguire domani; noto che ha acquistato "Introduzione al giudaismo" di De Benedetti e le chiedo di gettarci un occhio. Apro a caso e lo sguardo mi cade sulla nota che fa riferimento, tanto bene, ad un passo de "La stella della redenzione".
Divertito le faccio notare la coincidenza e cos


, che in persiano significa "Libro dei Re", ossia quello ch’è considerato il poema nazionale iraniano composto nell’XI secolo da Ferdowsi. Sul perché un italiano possa avere un cognome che richiami il titolo di un poema medievale persiano non ho risposte plausibili, ma questa è un’altra storia. Il giorno precedente avevo acquistato in libreria "Il mulino di Amleto" di Santillana e von Dechend, ma senza avere avuto nemmeno il tempo di dargli un’occhiata, cosa che mi sono accinto a fare nel corso del pomeriggio. Apro il libro a caso e mi cade l’occhio sull’incipit del terzo capitolo (p. 60) che tanto bene si apre con una citazione dallo Shahnameh di Ferdowsi. La cosa non finisce qui; il giorno dopo torno in libreria perché sarebbe dovuto arrivare un altro volume che avevo ordinato, un saggio di Kenneth Chase sullo sviluppo delle armi da fuoco nell’Oriente medievale. Torno a casa, anche in questo caso apro il libro a caso per dargli una prima occhiata, e la prima immagine in cui mi imbatto (p. 198) è la rappresentazione di una scena di caccia… tratta da una copia cinquecentesca dello Shahnameh.
, come diceva Gesù.
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