"Ognuno sta solo sul cuor della terra" dice un poeta, ma per me non
solitudine
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Tag: Nessuno
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non credo nemmeno io alla teoria di ogni uomo è un'isola.
Ma se entra nella discussione il cuore (quello biblico) allora ci si può ragionare.
Io sono rapporto. Ultimamente sono rapporto con l'infinito, con Dio.
Ma proprio questo rapporto esige come prerequisito la libertà ed è qua che siamo soli. Nessuno può decidere per te quanto ti vuoi giocare in quel rapporto; nessuno ti può dire quanto fidarti di Dio. Ci sei tu con la tua ragione e il tuo cuore (quella somma di esigenze di bellezza, verità, giustizia, amore che ci costituisce tutti)
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Per me invece ogni uomo e' un'isola, e come un'isola e' radicato profondamente in in un "qualcosa" di comune a tutti gli uomini, addirittura a tutti gli esseri viventi. Pratico la meditazione come momento di ritrovo con me stesso (un me stesso diverso, con cui non ho a che fare nella maggior parte della giornata e con cui cerco di familiarizzare) e questo di per se' basterebbe per poter dire di non essere soli.
Pero' siamo tutti fisicamente e mentalmente separati gli uni dagli altri, questo fa di noi delle isole sole in mezzo al mare.
Si puo' essere soli in una caverna isolata dal mondo e in ottima compagnia, e si puo' essere in mezzo a via Roma il sabato pomeriggio ed essere soli come un cane."Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
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Io penso che ogni individio in fondo è solo!!!
Solo con se stesso,con i propri pensieri,i propri dubbi,le proprie paure e soprattutto con le proprie scelte.
Per quanto si possa essere di ottima compagnia,oppure pieni di amici,alla fine si è sempre da soli ad affrontare le situazioni,a decidere,ad agire!
Può sembrare banale,scontato,ma secondo me è così.
Si potrebbero fare mille esempi di persone vitali,attive,e circondate di persone,ma poi nei momenti di difficoltà si sono rese conto pure loro che per andare avanti e proseguire verso una direzione piuttosto che in un'altra,si ha bisongo di se stessi,di sapersi ascoltare e capire!!!
...Lo sciocco non perdona e non dimentica. L
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Giusto!! La solitudine, quando è cercata per meditare o per interrogarsi profondamente, può fare solo del bene.Originariamente Scritto da poke.kiakkere Visualizza Messaggio"Ognuno sta solo sul cuor della terra" dice un poeta, ma per me non è così. non "sta solo" se non per propria volontà.
per infiniti motivi, a partire dal rifiuto di se stessi e degli altri.
certo è che la solitudine ammazza più di tante malattie.
quando si cerca la solitudine per meditare, non è solitudine, ma incontro con se stessi, o con dio (per chi crede).
che ne pensate?
"Non ho mai trovato il compagno che mi facesse così buona compagnia come la solitudine." Henry David Thoreau
Passò due anni in piena solitudine, costruendosi una baracca nei boschi e vivendo in pieno contatto con la natura. Unica risposta ad una società, quella americana della metà del 1800 già schiava del mercantilismo (oggi diremmo consumismo) dalla quale prese le distanze. Scrisse anche un saggio sulla disobbedienza civile, alla quale poi si sarebbe ispirato Gandhi. Si rifiutò infatti di pagare le tasse che sarebbero servite a finanziare la guerra contro il Messico, giudicata profondamente ingiusta in quanto attuata con lo scopo di espandere i territori statunitensi. Tutte queste valutazioni, possono essere raggiunte solo grazie alla meditazione in piena solitudine che aiuta profondamente a rifletteresui veri valori della vita, senza condizionamenti esterni.
Bambol utente of the decade
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il "qualcosa", che mezzoOriginariamente Scritto da okno Visualizza MessaggioPer me invece ogni uomo e' un'isola, e come un'isola e' radicato profondamente in in un "qualcosa" di comune a tutti gli uomini, addirittura a tutti gli esseri viventi. Pratico la meditazione come momento di ritrovo con me stesso (un me stesso diverso, con cui non ho a che fare nella maggior parte della giornata e con cui cerco di familiarizzare) e questo di per se' basterebbe per poter dire di non essere soli.
Pero' siamo tutti fisicamente e mentalmente separati gli uni dagli altri, questo fa di noi delle isole sole in mezzo al mare.
Si puo' essere soli in una caverna isolata dal mondo e in ottima compagnia, e si puo' essere in mezzo a via Roma il sabato pomeriggio ed essere soli come un cane.
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Ad uno strato piu' superficiale posso dire che sono emozioni e stati d'animo. Paura, odio, fastidio, malessere. Non so come definirle, ma queste "energie negative" si percepiscono sicuramente piu' facilmente, per chi ha voglia di "sentirle".
Descriverlo non posso, so solo che il piu' delle volte tu comprendi, e basta."Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
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ho capito; comprendere, richiede un "dispositivo" allenato.Originariamente Scritto da okno Visualizza MessaggioAd uno strato piu' superficiale posso dire che sono emozioni e stati d'animo. Paura, odio, fastidio, malessere. Non so come definirle, ma queste "energie negative" si percepiscono sicuramente piu' facilmente, per chi ha voglia di "sentirle".
Descriverlo non posso, so solo che il piu' delle volte tu comprendi, e basta.
io credo, ed ho sperimentato in tal senso, che a volte siamo come antenne empatiche, e percepiamo le emozioni empatiche (empatizzanti) degli altri, comprendendo e assimilando informazioni sul loro stato d'animo. le antenne le hanno tutti, ma alcuni, specialmente se abituati all'ascolto delle proprie istanze interiori, hanno un "dispositivo" di ricezione molto pi
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Ed e' esattamente di empatia che volevo parlare
Questa non e' sicuramente che la scorza, non immagino quali altre cose si possano percepire, o sentire, o che altro. Ma non sono cosi' allenato.
Per questo e per altri motivi, secondo me, la solitudine e' una condizione in cui l'uomo casca, ma che non corrisponde alla realta'. Chi e' solo si e' convinto o e' stato convinto - da altri - di esserlo."Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
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Io penso di averne seriamente bisogno per sopravvivere perché a volte l'eccessivo contatto umano mi procura claustrofobia.
Non ho mai attribuito alla solitudine una connotazione negativa; ammetto che a volte posso sentirmi incompresa e quindi,in senso lato, diciamo sola.. ma il mio impulso alla condivisione forse è troppo contenuto per risentire di questo. Non so se questa condizione sia in qualche modo innata oppure solo una successiva consapevolezza accentuata dagli eventi.
Ovviamente questa percezione, quasi superfluo precisarlo, la posso avvertire in una dancehall come rinchiusa in un faro. Penso valga per tutti.
Se avessi un altro approccio, magari a causa di trascorsi diversi e la metabolizzassi sotto forma di abbandono, rifiuto, alienazione totale e via dicendo, magari potrei soffrirne, non so.Last edited by Lilith9; 21-01-2010, 23:20.
~ Behind every kiss: A potential Judas ~
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