[QUOTE=Bruco;1216797]Complimenti crepuscolo, una vera e propria lezione di storia che, senza dubbio,
A chi necessita l'adorazione?
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Il rapporto con dio, per motivi ormai non troppo misteriosi, esiste; anzi, visto che stiamo in tema ti posso confessare questo: moltissimi anni or sono, trovandomi in situazioni che ritenevo irrisolvibili, poiché più grandi delle mie possibilità "umane", in cuor mio l'ho invocato, anche se la cosa non mi ha risolto la situazione. Perciò, essendo io nato in un contesto religioso, un simile atteggiamento poteva essere giustificato: una tantum; infatti poi mi sono detto che, in tali frangenti non è per nulla criticabile rivolgersi a un qualcosa che ci hanno fatto credere superiore; quello che invece trovo criticabile e fazioso, è di adorare questa entità ogni minuto della giornata che, tra l'altro, la considero anche una offesa alla sua creazione o, più semplicemente, un fatto egoistico, poiché vuol dire che quel dio ha fatto un lavoro di poco valore se ha la necessità di implorarlo ogni momento anche per i più piccoli problemi, come quello del callo formatosi sul piede sinistro.Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza MessaggioGrazie Bruco, ma il mio merito è solo di aver sintetizzato studi già effettuati.
Però, a mio avviso, anche se il discorso risulta prettamente storico-archeologico, non dimostra che non esista un rapporto tra Dio e l'uomo.Last edited by Bruco; 22-07-2010, 20:57.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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Sono perfettamente d'accordo con te.Originariamente Scritto da Bruco Visualizza MessaggioIl rapporto con dio, per motivi ormai non troppo misteriosi, esiste; anzi, visto che stiamo in tema ti posso confessare questo: moltissimi anni or sono, trovandomi in situazioni che ritenevo irrisolvibili, poiché più grandi delle mie possibilità "umane", in cuor mio l'ho invocato, anche se la cosa non mi ha risolto la situazione. Perciò, essendo io nato in un contesto religioso, un simile atteggiamento poteva essere giustificato: una tantum; infatti poi mi sono detto che, in tali franagenti non è per nulla criticabile rivolgersi a un qualcosa che ci hanno fatto credere superiore; quello che invece trovo criticabile e fazioso, è quello di adorare questa entità ogni minuto della giornata che, tra l'altro, la considero anche una offesa alla sua creazione o un fatto egoistico, poiché vuol dire che quel dio ha fatto un qualcosa di poco valore se ha la necessità di implorarlo ogni momento, anche per i più piccoli problemi, come quello del callo formatosi sul piede sinistro.
Il Dio in cui credo è quello che mi ha indicato Gesù ( o il Gesù che traspare dal NT che mi va molto bene perché è umano, affettuoso, disponibile e coraggioso), senza intermediari obbligati di nessun tipo; starà eventualmente a me decidere chi ascoltare ed eventualmente seguire nell'esempio.
Ricordati solo questo che per Gesù Dio era un padre affettuoso che amava sinceramente; quindi come ben puoi capire un buon padre, anche se fosse il Padre-eterno, non desidera affatto essere adorato ( lo riscontro io stesso con i miei figli), eventualmente ascoltato perché dietro i suoi insegnamenti si nasconde l' affetto per i figli. E, o nel bene o nel male, come disse il profeta,siamo tutti figli di un padre comune (evoluzionismo
)
L'adorare è solo un gesto di disperazione come giustamente hai sottolineato tu.Last edited by crepuscolo; 22-07-2010, 13:01.
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Allora se la vuoi vedere più chiara dovresti pensare ad un amico.Originariamente Scritto da Bruco Visualizza MessaggioQuesta aggiunta non la vedo ben collegata con il primo brano, in quanto dottrinale ed estemporanea.
Anche sull'amicizia avrei molto da dire perché se non alla prima occasione, ma in un'occasione determinante per te, anche un amico di solito, messo alla prova, o ti tradisce o non ti capisce come vorresti. Quando..., non so se ti è mai capitato,...ti trovi o ti metti in opposizione a tutto un modo di ragionare che ti circonda..., perché senti che tale modo è continuamente in contraddizione, e ciò coinvolge anche le persone più care, che, bada bene, pensano di essere nel giusto ed in definitiva vogliono il tuo bene,...allora quando sei una una tale situazione dove improvvisamente tutto il mondo ti sembra o ti si mostra ipocrita hai bisogno di qualcuno, per non sentirti solo nel mondo; ebbene quel qualcuno, in quel momento è stato per me Gesù Cristo e ciò che ha detto.
E con questo penso di averti edotto perché ho fatta mia fin dentro il mio essere quelle illuminanti parole messe in bocca a Gesù: " Nessuno ha un amore più grande di questo. dare la vita per i propri amici"
Aggiungo solo che a volte il dare la vita, Gesù lo ha fatto realmente, significa rinunciare a se stesso o meglio al proprio io egoistico, che spesso ci rende schiavi del mondo ( o modo di ragionare del mondo) senza che noi ce ne accorgiamo.Last edited by crepuscolo; 22-07-2010, 22:11.
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Non so quale sia il livello della tua conoscenza sulla storia, crep, poiché quello fatto da Gesù è stato attuato chissà quante migliaia di volte, in anni o secoli prima di lui, e senza pretendere che la morte di un uomo potesse liberare il mondo dal peccato; infatti, come appurato, il suo intento non si è affatto realizzato.Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza MessaggioAllora se la vuoi vedere più chiara dovresti pensare ad un amico.
Anche sull'amicizia avrei molto da dire perché se non alla prima occasione, ma in un'occasione determinante per te, anche un amico di solito, messo alla prova, o ti tradisce o non ti capisce come vorresti. Quando..., non so se ti è mai capitato,...ti trovi o ti metti in opposizione a tutto un modo di ragionare che ti circonda..., perché senti che tale modo è continuamente in contraddizione, e ciò coinvolge anche le persone più care, che, bada bene, pensano di essere nel giusto ed in definitiva vogliono il tuo bene,...allora quando sei una una tale situazione dove improvvisamente tutto il mondo ti sembra o ti si mostra ipocrita hai bisogno di qualcuno, per non sentirti solo nel mondo; ebbene quel qualcuno, in quel momento è stato per me Gesù Cristo e ciò che ha detto.
E con questo penso di averti edotto perché ho fatta mia fin dentro il mio essere quelle illuminanti parole messe in bocca a Gesù: " Nessuno ha un amore più grande di questo. dare la vita per i propri amici"
Aggiungo solo che a volte il dare la vita, Gesù lo ha fatto realmente, significa rinunciare a se stesso o meglio al proprio io egoistico, che spesso ci rende schiavi del mondo ( o modo di ragionare del mondo) senza che noi ce ne accorgiamo.
In tal senso, potrei portare l'esempio di Socrate che, preferì bere la cicuta e morire (gli avevano offerto la libertà se lasciava Atene), solo per salvaguardare un principio morale. Cosi a spanne, mi ricordo di Attilio Regolo che, per mantenere la parola data fece una morte orrenda, forse più di quella fatta da Gesù, e per molto meno.
Perciò, l'esempio di un uomo che per le sue idee o principi preferisce morire, può essere considerata una cosa eccezionale, ma non fino al punto d’impiantarci sopra una religione che, tra l'altro, ha causato milioni di morti in tutto il mondo, a fronte della sola morte di un uomo, altrimenti oggi avremo il quadruplo delle religioni esistenti.
Gesù era un uomo speciale? Può darsi, ma di quegli uomini ce ne sono stati a migliaia sulla terra, ma poi si sono messi da parte senza tanti clamori. Per questo ho chiesto il tuo grado di conoscenza della storia, poiché da Socrate o dai presocratici, di principi eccezionali che hanno sconvolto positivamente il mondo, e da riempirci l'anima di tutti gli uomini della terra, ve n’è sono stati a migliaia.
Per esempio, Socrate era poverissimo, solo perché non pretendeva nessun compenso per insegnare ai suoi allievi; anzi, proprio per quegli insegnamenti, molto democratici e avanzati, a preferito morire piuttosto che rinnegarli. Anito e company ne sanno qualcosa.Last edited by Bruco; 23-07-2010, 18:53.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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Ehilàààà Bruco, come va'?
Se si ama si adora, l'adorazione e' la logica conseguenza dell'amore. Altrimenti si potrebbe dire la stessa cosa della preghiera, no? Perche' pregare, se Dio sa' gia' tutto? Al contrario, il credente ha bisogno del rapporto costante col suo Dio, di quell'intimita' forte che caratterizza il suo modo di vivere, il suo modo di rapportarsi alla vita e agli altri.....
Adorare e' dunque attingere. Attingere alla sorgente d'acqua pura di Dio.amate i vostri nemici
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In questo "Sublime", cono, hai scolpito la tua perenne contraddizione nella pietra, a futura memoria, poiché Fuchur ha affermato l'esatto contrario di quanto hai specificato tu sull'adorazione e, anche se solo per umanità, io avevo dato credito alla tua versione.Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioSublime.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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Mah, ho riletto perbene il tutto e credo di poter affermare che Fuchur e Conogelato hanno la stessa visione profo nda della questione ^ adorazione ^. Bruco ne sottolinea solo i limiti; quelli legati al mero rito, alla mera abitudine"Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l
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L'adorazione di Dio non è semplice e poco misteriosa come tu dici, e non basta solo invocarlo.Originariamente Scritto da Bruco Visualizza MessaggioIl rapporto con dio, per motivi ormai non troppo misteriosi, esiste; anzi, visto che stiamo in tema ti posso confessare questo: moltissimi anni or sono, trovandomi in situazioni che ritenevo irrisolvibili, poiché più grandi delle mie possibilità "umane", in cuor mio l'ho invocato, anche se la cosa non mi ha risolto la situazione.
E poi che razza di Dio hai invocato?
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Esatto, e dobbiamo anche dire che il concetto di originalità in ambito letterario è tutto moderno. Usanza degli antichi era ripetere,copiare, spesso affinando, levigando, adattando. Si dice addirittura che Omero fosse un nome collettivo, non una singola persona esistita storicamente, e che le sue opere fossero il risultato di un rimaneggiamento continuo durato per molti anni. Questo non toglie nulla alla eternità delle sue opere. Quindi dobbiamo guardare all'antico testamento come ad una opera mirata alla funzionalità per un popolo. Probabilmente il dio egizio Aton è la prima forma conosciuta di dio unico. Ci dobbiamo comunque chiedere appunto per il criterio di funzionalità cosa incide il concetto di vero o non vero, di copiato o di originale. La rappresentazione è sempre una cosa umana. Se quella che io chiamo mucca, un altro la chiama cow,e un altro kuh, non per questo dobbiamo pensare che c'è un grosso problema di diversificazione o di copiatura. Infatti le risse tra i fedeli di Allah e quelli di Dio sono più questioni di fanatismo, in quanto la parola Allah sta alla parola cow come la parola Dio sta alla parola mucca, sono traduzioni di una identica realtà in termini comunicabili. Potremmo dire al limite, senza paura di essere smentiti, che è tutto falso, poichè la mucca non è rappresentata nè dalla parola mucca nè dalla parola cow, e Dio non è rappresentato nè dalla parola Dio, nè dalla parola Allah. Altre forme di adattamento sono relative alle situazioni contingenti del periodo o del luogo in cui le particolarità religiose si manifestano. Il divieto di mangiare carne di maiale nell'islam è una misura igienica nata a causa dei problemi epidemiologici, come la repressione sessuale del cristianesimo è dovuta al clima libertino antecendente. Ma nessuna delle due particolarità è falsa, semplicemente è adeguata al popolo cui si rivolge.Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza MessaggioQuesto modo di procedere è sempre esistito e nulla toglie alla nostra unità ed al nostro modo originale di pensare.
Il Vecchio Testamento, come dissi per i Vangeli, è un testo teologico più che storico, anche se aspetti storici esistono; chi l'ha scritto voleva comunicare ai credenti suoi simili un modo di concepire e percepire il mondo e la realtà circostante; era un voler spiegare, con i migliori mezzi a disposizione, la presenza di un Dio popolare e trascendente.
Infatti è nel periodo dell'esilio che gli Ebrei si interrogarono sull'esclusività del loro Dio ed arrivarono a percepire concetti di universalità che prima non esistevano; addirittura i re babilonesi erano giudicati strumenti nelle mani di Yahweh.
Infatti avvelenarsi con la carne di maiale guasta non avvicina ad Allah, e perdersi nella sensualità non avvicina a Dio. Come dire, anche l'assoluto a volte deve ricorrere al "come mi canti te la suono", dato che l'assoluto esiste nell'occhio di chi vede, e se l'occhio è relativo, l'assoluto si deve fare relativo, mutevole. Dire che si tratta di invenzioni, è come dire che la poesia è invenzione, ed in effetti se leggiamo la divina commedia, non possiamo credere che sia storia reale, però poi si crea una misteriosa risonanza interna, e quella è più reale di tante induzioni azzardate che la scienza pretende di poter fare sullo scibile umano. Quindi la religione come commistione di psicologia e poesia? Neanche, perchè definire psicologia la psicologia e poesia la poesia è comunque un determinismo positivista.
L'universo è molto più oscuro di quel che si pensa, e la luce della scienza molto più fioca e tremolante di quel che si presume.Last edited by Fuchur; 14-08-2010, 17:35._______________________________________
Gli oggetti hanno la capacit
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