[QUOTE=crepuscolo;1144566]O
Il sesso nel Vangelo
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Dal "Cantico dei Cantici"
Il mio diletto ha messo la mano nello spiraglio / e un fremito mi ha sconvolta. / Mi sono alzata per aprire al mio diletto / e le mie mani stillavano mirra, / fluiva mirra dalle mie dita."
(5, 4-5)
Un esempio di come come, in forma allegorica, si faccia riferimento all'amore carnale anche nella Bibbbia.Membro del Consiglio degli Admin
[RIGHT][I]L'ironia
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Spesso perOriginariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza MessaggioDal "Cantico dei Cantici"
Il mio diletto ha messo la mano nello spiraglio / e un fremito mi ha sconvolta. / Mi sono alzata per aprire al mio diletto / e le mie mani stillavano mirra, / fluiva mirra dalle mie dita."
(5, 4-5)
Un esempio di come come, in forma allegorica, si faccia riferimento all'amore carnale anche nella Bibbbia.
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Voglio dire che il Cristo riconduce il dono della sessualità e dell'amore alla fonte dalla quale traggono origine, Crep: Dio Padre.
"E Dio creo' l'uomo, a Sua immagine lo creo'. Maschio e femmina lo creo'." (Genesi 1)
già all'epoca, come dice Mappina, si era perso di vista l'essenziale, si faceva molta confusione, dando alito a soprusi ingiusti. Gesu' chiarisce in modo sublime la questione.amate i vostri nemici
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[QUOTE=mappina;1145367]non ho capito cono, sorry
che significa che cristo riconduce il dono della sessualitamate i vostri nemici
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L'uomo e' fatto per incontrarsi con l'altro. Adamo, nel racconto della Genesi, trova compiutezza e felicità solo alla vista di Eva....
Quando si rinchiude in se' stesso (lui, tu, io, tutti) diventa preda delle passioni, non e' + arbitro del proprio corpo.
Gen 2, 18-24
18 Poi il Signore Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile”. 19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20 Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. 21 Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. 22 Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. 23 Allora l’uomo disse:
“Questa volta essa
è carne dalla mia carne
e osso dalle mie ossa.
La si chiamerà donna
perché dall’uomo è stata tolta”.
24 Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne
Nel Cap. 2 di Genesi si sottolinea un altro aspetto. Il fatto che l’uomo nella creazione sia unico ed irripetibile è certamente il segno della sua dignità e della sua distinzione da ogni altra creatura ma è anche il segno della sua solitudine.
La scena nella quale Dio fa passare davanti all’uomo tutti gli animali si conclude drammaticamente: l’uomo potrebbe sentirsi qualcosa di importante ma si ritrova triste nel sentirsi solo. Ecco allora l’idea della donna, come aiuto simile a lui. Il termine aiuto traduce solo in parte quello usato dalla Bibbia che è più forte: alleata, cioè persona sulla quale si può contare. E la donna rappresenta per l’uomo questa sicurezza.
La solitudine è una condizione naturale per l’uomo. Il fatto di essere in riferimento a Dio e di trovare solo in Lui il suo compimento lo pone in una situazione di isolamento e di solitudine, perché Dio è sì prossimo, vicino ma è anche irraggiungibile.
La soluzione della donna come aiuto riduce al massimo questa solitudine ma non la elimina del tutto.
Uomo e donna allora, nel disegno di Dio, sono complementari,sono chiamati a entrare in relazione pur nella consapevolezza che non verrà mai superata quella nostalgia di Dio che è la radice della solitudine dell’uomo.
Sempre partendo da questo brano è possibile fare un’altra sottolineatura. L’incontro dell’uomo con la donna è caratterizzato dallo stupore, dalla meraviglia (“Questa volta essa è carne della mia carne...“): è la fase dell’innamoramento e della grazia, perché l’altra/o ti è data gratuitamente.
Questa gratuità contraddistingue quindi i rapporti di coppia e quando essa viene meno i rapporti sono vissuti con la pretesa di poterli gestire in proprio, di poterli programmare, di poterli costruire sull’amore da soli. Il peccato, nella realtà della coppia, è l’incapacità di riconoscere nell’altro qualcuno che è uguale a te, qualcuno che ti è dato per grazia ed insieme al quale si è immagine di Dio. Allora subentra la violenza ed il sopruso, perché l’altro non è riconosciuto come uguale in dignità. La comunione dei due che sono insieme immagine di Dio diventa quasi estraneità. Si rompe la corresponsabilità per cui di fronte al male i due non si assumono più una responsabilità solidale ma ciascuno scarica la colpa sull’altro. Si finisce, in qualche modo, per trattare l’altro più come oggetto che come persona ed il rapporto tipico dell’uomo con gli oggetti è un rapporto di dominio, di sfruttamento.
Il peccato di coppia alla fine è il rinnegare l’immagine di Dio che ci si porta dentro in quanto coppia: la vita non è più vissuta in riferimento a Dio.amate i vostri nemici
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capisco. domanda da bimbi: ma allora, quando tra un uomo e una donna l'amore finisce (non per forza perchè c'è di mezzo un altro), è dio che si è sbajato che ci ha messo accanto la persona non adatta, o noi che eravamo cecati?Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
Il peccato di coppia alla fine è il rinnegare l’immagine di Dio che ci si porta dentro in quanto coppia: la vita non è più vissuta in riferimento a Dio.
e in questo caso, è peccato o no separarsi?haribo addicted
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Se poi leggi un po' dopo, si fa insistentemente riferimento ad una certa chiave che doveva entrare nella toppa (con due p?)Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza MessaggioDal "Cantico dei Cantici"
Il mio diletto ha messo la mano nello spiraglio / e un fremito mi ha sconvolta. / Mi sono alzata per aprire al mio diletto / e le mie mani stillavano mirra, / fluiva mirra dalle mie dita."
(5, 4-5)
Un esempio di come come, in forma allegorica, si faccia riferimento all'amore carnale anche nella Bibbbia.
Ma sicuramente i nostri esegeti del forum trovaranno qualche geniale spiegazione allegorica e morale che ci convincerà che si parlava d'altro.
Stranamente l'esegeta ufficiale non ha saputo trarre invece alcun insegnamento morale sull'episodio delle figlie di Lot, che a mamma ancora calda si scopazzavano il padre ubriaco.
Si vede che aveva finito le metafore.Last edited by marimba; 10-03-2010, 18:41.[I][FONT="Book Antiqua"][SIZE="3"]Ges
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