Qual'è la metafora?
A me sembra una descrizione della realtà di tanto tempo fa. Io oggi non paragonerei mai Dio ad un vasaio, anche se nel vasaio risiede una certa creatività.
E' come dire oggi che i programmi non possono mai capire o immaginare il programmatore che sarebbe Dio. Me coioni.
Il paragone tra i vasi e gli esseri umani per me, oggi. non regge più.
E' molto più bello dire che noi invece riusciamo ad uscire dalla mera materia (vasi o programmi) perché riusciamo a pensare, ed il pensiero è il filo che ci lega a Dio. Non siamo materia inerte, siamo esseri pensanti e con sentimenti anche erotici, ma non solo.
Non capisco che cosa c'entrino la presunzione e la superbia.
Dato l'argomento io avrei dato precedenza al sesso: infatti tra serpenti, alberi, e frutta non riesco proprio a pensare alla presuzione e alla superbia. Casomai vedrei meglio un bel peccatuccio sessuale, con il complesso d'inferiorit
Sei grottesco. Il peccato descritto nel Genesi e' quello che ci accomuna tutti: Voler essere autonomi da Dio. Ambire e anelare al Suo ruolo.....
Che cosa c'entra il grottesco, ho solo espresso un modo di vedere le cose.
A parte il fatto che non ho mai cercato di essere autonomo da Dio e non ambisco certo al suo ruolo, forse tu, troppo oneroso e difficile calcolare e prevedere tutto.
Stavo solo ipotizzando che l'eros, una delle sensazioni pi
Se era vero uomo, evidentemente, disponeva dell'eros come tutti noi. La Sua grandezza e' stata quella di farlo divenire Agàpe!
"I due paradigmi antitetici, eros e agape, l’idea greca e quella cristiana, il principio di prendere e quello di dare, da sempre contrapposti e non sovrapponibili, s’includono considerando che in Dio diamo l’amore agli altri acquisendolo però prima da Dio stesso. Il dare presuppone l’acquisire. L’amore come eros è acquisitivo, è un prendere; l’amore-agape è invece un dare, un donare." http://www.avvenireonline.it/papa/Ap...i/20060128.htm
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