Il convincimento dei papi non è mai stata considerata una valida garanzia di autenticità di checchessia. ANZI.
La scienza mi pare si sia già pronunciata, dichiarando che si trattava di un falso di origine medievale.
E la stessa Chiesa ne ha preso atto, non anteponendovi più la parola "sacra" come faceva in passato.
Nonostante ciò, a mezza voce, si continua a spacciare il telo come la reliquia atutentica, proseguendo con protervia nell'idolatria su cui fonda il potere ecclesiastico.
Chi crede davvero non ha bisogno di simili ciarlatanerie. E ancor meno ne ha bisogno chi fa una scelta di vita basata su valori etici.
Ad alimentare il dibattito, s'è aggiunta la supposizione della grafica statunitense Lillian Schwartz, docente alla "School of Visual Arts" di New York, la quale afferma di aver scoperto che il volto della Sindone combacerebbe con quello di Leonardo Da Vinci e che quel lenzuolo rappresenterebbe dunque un esperimento di tecniche pre-fotografiche ideate dal genio rinascimentale.
Tale tesi, però, sarebbe sfatata dalla datazione della sindone di Lirey che anticipa la nascita di Leonardo di quasi un secolo.
La datazione radiometrica con la tecnica del Carbonio 14, eseguita contemporaneamente e indipendentemente nel 1988 dai laboratori di Oxford, Tucson e Zurigo, ha dato come risultato l'intervallo di tempo compreso tra il 1260 e il 1390[1], periodo corrispondente all'inizio della Storia della Sindone certamente documentata.
Tuttavia contro l'attendibilità del test sono state sollevate subito numerose obiezioni da coloro che ritengono il telo autentico. L'AMSTAR (The American Shroud of Turin Association for Research), un'organizzazione scientifica che si dedica alla ricerca sulla Sindone di Torino, ha annunciato il 19 gennaio 2005 che la prova del carbonio 14 avvenuta nel 1988 non sarebbe stata effettuata sul lenzuolo funebre originale, ma piuttosto su una zona ritessuta della Sindone, producendo così una datazione errata[31], la zona prelevata per l'analisi avrebbe infatti contenuto fili di lino del lenzuolo originale intrecciati a fili di cotone successivamente aggiunti. Tale tesi è stata tuttavia successivamente smentita, avendo gli esperti che hanno effettuato i lavori di ripulitura del 2002 escluso la presenza di rammendi o toppe sul telo[32].
Si ritiene che l'Uomo della Sindone sia l'immagine di un cadavere. L'immagine presenta evidenti segni di rigor mortis: la testa è piegata in avanti (il collo appare più corto nell'immagine frontale, più lungo in quella dorsale; a dir meglio, frontalmente la testa appare "insaccata" sulle spalle, come certamente risulta dalle immagini tridimensionali), la gamba sinistra è flessa (si può supporre che il piede sinistro fosse stato inchiodato sopra il destro), i glutei sono tondeggianti e ciò sarebbe incompatibile se si suppone appoggiassero presumibilmente su una superficie piana (la pietra del sepolcro). Inoltre le ferite visibili, specialmente quella al costato, appaiono senz'altro letali.
Dettaglio delle mani. Non c'è accordo tra gli studiosi sulla posizione precisa della ferita; secondo alcuni sarebbe nello spazio tra ulna e radio appena retrostante il polso, come in una crocifissione romana.I fori dei chiodi sono, secondo alcuni studiosi, nei polsi e non nelle palme delle mani: l'inchiodatura al palmo, tipica delle raffigurazioni tradizionali, non consentirebbe ai tessuti di reggere un peso corrispondente a quello di un uomo. Poiché nel medioevo non vi era memoria del metodo di crocifissione romana, alcuni studiosi ritengono questo un forte argomento contrario all'ipotesi che la Sindone sia stata realizzata da un falsario medievale.
In base ad alcuni studi compiuti nel XX secolo, si ritiene che generalmente i crocefissi morissero per asfissia e collasso provocati dalla prolungata sospensione per le braccia, che immobilizzava il torace e rendeva faticosa la circolazione del sangue. Fratturando le gambe al crocefisso se ne affrettava la morte in quanto gli veniva a mancare la possibilità di puntellarsi sui piedi.
Nel caso di Gesù, alcune indicazioni dei Vangeli, che trovano riscontro anche nell'immagine dell'Uomo della Sindone, suggeriscono una causa di morte diversa. La copiosa fuoriuscita di "sangue e acqua" dal costato trafitto, attestata dal Vangelo secondo Giovanni, si può spiegare infatti con le ipotesi di un emotorace o della rottura del cuore, in conseguenza delle violenze subite da Gesù prima della crocefissione (in particolare la flagellazione) e forse di un possibile precedente infarto.[senza fonte]
In un documentario hanno detto che potrebbe essere opera di Leonardo.
La cosa non mi sorprenderebbe.
L'ho visto anch'io...molto interessante!
Devo ammettere che mi ha spiazzata, sembra che possa essere considerata la prima fotografia mai eseguita!
Il problema
Dettaglio delle mani. Non c'è accordo tra gli studiosi sulla posizione precisa della ferita; secondo alcuni sarebbe nello spazio tra ulna e radio appena retrostante il polso, come in una crocifissione romana.I fori dei chiodi sono, secondo alcuni studiosi, nei polsi e non nelle palme delle mani: l'inchiodatura al palmo, tipica delle raffigurazioni tradizionali, non consentirebbe ai tessuti di reggere un peso corrispondente a quello di un uomo. Poiché nel medioevo non vi era memoria del metodo di crocifissione romana, alcuni studiosi ritengono questo un forte argomento contrario all'ipotesi che la Sindone sia stata realizzata da un falsario medievale.
Probabilmente nel medioevo ignoravano la tecnica romana di crocifissione ai polsi.
Ma se è così è comunque sicuro che le ferite nel palmo della mano di Padre Pio erano un falso clamoroso!!!
E dunque, giratela come volete, qui l'imbroglio c'è comunque: se la Sindone è vera, Padre Pio è un ciarlatano. Se Padre Pio era un miracolato, la sindone è falsa!!!
La brutta notizia per i piofili è che si dimostra che i chiodi nel palmo delle mani non reggono il peso del condannato che quindi cade.
Da cui si deduce che le ferite di Padre Pio erano una messa in scena da parte di un frate che ignorava persino come era morto il suo ispiratore.
Questo però non porta a concludere che la sindone sia vera. Se il tessuto analizzato non ha più di seicento anni, impossibile che risalga ai tempi dei romani.
La brutta notizia per i piofili è che si dimostra che i chiodi nel palmo delle mani non reggono il peso del condannato che quindi cade.
Da cui si deduce che le ferite di Padre Pio erano una messa in scena da parte di un frate che ignorava persino come era morto il suo ispiratore.
Questo però non porta a concludere che la sindone sia vera. Se il tessuto analizzato non ha più di seicento anni, impossibile che risalga ai tempi dei romani.
E figurati ai piofili quanto gliene può fregare se il palmo non regge il peso del corpo. Piuttosto penso che se Dio voleva mandare un segnale, meglio nel palmo che nel polso.
Poi, ricordo di aver letto o sentito dire che molti poveri cristi venivano appesi al contrario, quindi semmai il peso lo reggevano i chiodi che erano conficcati nei piedi.
Inoltre, nulla vietava di passare un paio di funi attraverso le braccia del condannato, così da aiutare a sostenere il peso del corpo.
E se non ricordo male, i filippini, gente molto devota tanto da farsi crocifiggere sul serio, si fanno bucare le mani, mica i polsi anche perchè farsi bucare i polsi credo che equivalrebbe a tagliarsi le vene, visto che siamo lì.
E comunque, alla fin fine... ma cosa vuoi che ci importi... noi crediamo lo stesso e a prescindere che le sua stigmate erano vere.
Poi, ricordo di aver letto o sentito dire che molti poveri cristi venivano appesi al contrario, quindi semmai il peso lo reggevano i chiodi che erano conficcati nei piedi.
E' strano che qualche devoto piofilo non mostri di sapere che
E' strano che qualche devoto piofilo non mostri di sapere che è stato proprio San Pietro ad essere crocifisso in quel modo. Un povero cristo qualunque, insomma.
Sono nato in un paesino di provincia che ha come santo protettore, San Paolo Apostolo, che come ben saprai, morì decapitato con un colpo di spada. Può bastare per passare l'esame?
Mi limito ad osservare che nei bei tempi andati i santi venivano eliminati decapitandoli, crocifiggendoli, cucinandoli in graticola e simili, mentre i santi di oggi crepano beatamente nel loro letto.
Al massimo gli sparano, ma essendo più ammanicati di quanto fossero San Pietro o San Giovanni, se la schivano per intervento speciale della madonna di Fatima (che le altre madonne erano occupate).
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