Il vangelo di Giovanni si presenta come un' opera unitaria, di conseguenza si è partiti, per leggerlo, dal presupposto che possa essere letto come tale, vale a dire, come uno scritto in cui le singole parti sono in funzione di un piano o struttura d'insieme intenzionale dell'autore, struttura che a sua volta illumina il senso di ciascuna delle parti che la compongono.
Dato per certo ciò (fidati perché ci sono molti riscontri a favore) è necessario determinare se la sua struttura risponda ad un intento prevalentemente storico-narrativo o non piuttosto ad una concezione teologica.
Il tentativo di considerare il vangelo come una narrazione di carattere puramente storico, incontra immediatamente difficoltà insormontabili. analizzando il testo come se fosse opera di un cronista, si presentano, da un lato , salti nella topografia e incoerenze nella successione degli eventi e, dall'altro, omissione di dati, mancanza di logica narrativa e dettagli inverosimili.
Di fatto il piano di struttura del vangelo di Giovanni è teologico.
Non si tratta di una biografia di Gesù, e neppure di un riassunto della sua vita, ma di una interpretazione della sua parola ed opera, data da una comunità attraverso la sua esperienza di fede.
Ne consegue che il lettore deve interpretare i fatti che incontra nel testo, la storicità dei quali non viene pregiudicata, attenendosi alla finalità del vangelo, vale a dire, come linguaggio teologico.
Nella lettura di Giovanni risulta ozioso discutere per es.se, collocando l'espulsione dei mercanti dal tempio al principio della vita pubblica di Gesù anziché alla fine, egli sia più preciso dei sinottici. In questo o in altri fatti, interessa soprattutto considerare il significato che essi assumono all'interno della struttura teologica del vangelo, e scoprire se, messi a fuoco in tale prospettiva, sia giustificata la loro collocazione nel contesto.
La coerenza di Giovanni,dunque, non deve essere ricercata nella precisione storica, quanto piuttosto nell'unità tematica, in relazione al suo piano teologico. Molti problemi che creano difficoltà in questo vangelo derivano soltanto da un difetto di impostazione iniziale.
segue
Dato per certo ciò (fidati perché ci sono molti riscontri a favore) è necessario determinare se la sua struttura risponda ad un intento prevalentemente storico-narrativo o non piuttosto ad una concezione teologica.
Il tentativo di considerare il vangelo come una narrazione di carattere puramente storico, incontra immediatamente difficoltà insormontabili. analizzando il testo come se fosse opera di un cronista, si presentano, da un lato , salti nella topografia e incoerenze nella successione degli eventi e, dall'altro, omissione di dati, mancanza di logica narrativa e dettagli inverosimili.
Di fatto il piano di struttura del vangelo di Giovanni è teologico.
Non si tratta di una biografia di Gesù, e neppure di un riassunto della sua vita, ma di una interpretazione della sua parola ed opera, data da una comunità attraverso la sua esperienza di fede.
Ne consegue che il lettore deve interpretare i fatti che incontra nel testo, la storicità dei quali non viene pregiudicata, attenendosi alla finalità del vangelo, vale a dire, come linguaggio teologico.
Nella lettura di Giovanni risulta ozioso discutere per es.se, collocando l'espulsione dei mercanti dal tempio al principio della vita pubblica di Gesù anziché alla fine, egli sia più preciso dei sinottici. In questo o in altri fatti, interessa soprattutto considerare il significato che essi assumono all'interno della struttura teologica del vangelo, e scoprire se, messi a fuoco in tale prospettiva, sia giustificata la loro collocazione nel contesto.
La coerenza di Giovanni,dunque, non deve essere ricercata nella precisione storica, quanto piuttosto nell'unità tematica, in relazione al suo piano teologico. Molti problemi che creano difficoltà in questo vangelo derivano soltanto da un difetto di impostazione iniziale.
segue


Comment