[QUOTE=PACE;1227002]I ndubbiamente voi siete menti pi
La struttura piramidale di una religione pu
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Guardi che è lei che mi definisce ^ ingenuo ^; io mi sento normalissimo. Solo uno spettatore dell'opera che Dio ha fatto - e stà facendo - nella mia vita"Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l
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Originariamente Scritto da Fuchur Visualizza MessaggioQuesto è vero, e nell'ottica religiosa è l'unico senso teleologico del materialismo. In effetti il difetto del fideismo convenzionale è quello di essere una stampella che aiuta l'ipotonia dei muscoli delle gambe. Su questo sinceramente i cattolici dovrebbero fare una profonda autocritica. Però anche i materialisti dovrebbero analizzare meglio la questione del coraggio, poichè il coraggio non è altro che una struttura mentale, gli psicologi direbbero un complesso, che da parte sua può diventare anch'esso una stampella, anzi, lo è sicuramente. Il problema è quindi che al momento di spartire le medaglie, se le becca tutte il coraggio, non noi. Guardare la realtà con uno sguardo non offuscato dai vapori del "coraggio" è positivo come evitare le stampelle di una religione consolatoria.
Il tuo ragionamento mi piace, poiché analizza la situazione da più prospettive, ed ha una certa logica, ma solo se lo manteniamo al presente; poiché, a mio modo di vedere, si potrebbe svolgere anche in questo senso. Ovvero: quella che possiamo chiamare stampella dell'ateo (normalmente forza d'animo), è vero che è un processo mentale, ma gli permette e conferisce un’autonomia di pensiero che lo investe in modo autonomo e, quindi, anche la responsabilità di comportamento verso il prossimo e il mondo che lo circonda. Infatti, per comprendere meglio quello che vogliamo affermare, come ho accennato all’inizio, per parlare di stampelle o di motori, non dobbiamo analizzare solo il presente, poiché tutti gli scempi che sono stati commessi in nome della religione (parlo di quella cristiana), chi li commetteva non avevano a disposizione una stampella, ma dei veri e propri motori comportamentali. Mentre si dovrebbe considerare stampella, solo per chi non vuole commettere delle azioni contro gli altri, ma hanno bisogno di un sostegno. Tanto per fare un altro esempio fuori della cristianità, per supportare la mia tesi, i religiosi che hanno buttato giù le torri gemelle, possedevano un motore o una stampella? Oppure: i crociati che andavano a massacrare le popolazioni in terra santa, avevano un motore o una stampella. ecc.
In pratica, secondo questa logica, possedere un motore somiglia molto al fanatismo religioso che, in passato e nel presente, è quello che ha stravolto i messaggi divini.Last edited by Bruco; 18-08-2010, 02:01.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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Chi si è reso colpevole di massacri non aveva nè l'uno nè l'altro e niente ha capito di Cristo Allah o Jahvè; visto che l'odio - per giungere a tanto orrore - ha soppiantato per sempre l'amore"Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l
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C'è un bel brano dello psichiatra Rollo May nel suo libro L'uomo alla ricerca di sè dove cita D. Riesman che esemplifica l'uomo americano anteguerra come un uomo-giroscopio, endodiretto, uomo che ha introiettato le rigide norme comportamentali vittoriane. Dice che sulla sua tomba si poteva scrivere "Come il dinosauro, possedeva la potenza senza l'abilità di cambiare, la forza senza la capacità di imparare". Sparito quell'uomo è apparso l'uomo-radar, eterodiretto, che non cerca di emergere ma di adattarsi, e vive come se avesse un radar piazzato sulla testa che gli dice ciò che gli altri si aspettano da lui, e che quindi è caratterizzato da un senso di vuoto interiore, passività ed apatia. Lo psichiatra Assaggioli dal suo canto dice (sintetizzo) nel suo bel libro L'atto di volontà : Se un uomo di una civiltà antecedente - diciamo un greco antico - apparisse improvvisamente tra l'umanità di oggi, probabilmente crederebbe di essere tra una razza di maghi o semidei. Ma se egli fosse un Platone, si accorgerebbe che questo moderno "mago" capace di andare sulla luna e di scendere sul fondo dell'oceano, ha una conoscenza ed un potere sulla sua interiorità molto limitata.Originariamente Scritto da Bruco Visualizza MessaggioIl tuo ragionamento mi piace, poiché analizza la situazione da più prospettive, ed ha una certa logica, ma solo se lo manteniamo al presente; poiché, a mio modo di vedere, si potrebbe svolgere anche in questo senso. Ovvero: quella che possiamo chiamare stampella dell'ateo (normalmente forza d'animo), è vero che è un processo mentale, ma gli permette e conferisce un’autonomia di pensiero che lo investe in modo autonomo e, quindi, anche la responsabilità di comportamento verso il prossimo e il mondo che lo circonda. Infatti, per comprendere meglio quello che vogliamo affermare, come ho accennato all’inizio, per parlare di stampelle o di motori, non dobbiamo analizzare solo il presente, poiché tutti gli scempi che sono stati commessi in nome della religione (parlo di quella cristiana), chi li commetteva non avevano a disposizione una stampella, ma dei veri e propri motori comportamentali. Mentre si dovrebbe considerare stampella, solo per chi non vuole commettere delle azioni contro gli altri, ma hanno bisogno di un sostegno. Tanto per fare un altro esempio fuori della cristianità, per supportare la mia tesi, i religiosi che hanno buttato giù le torri gemelle, possedevano un motore o una stampella? Oppure: i crociati che andavano a massacrare le popolazioni in terra santa, avevano un motore o una stampella. ecc.
In pratica, secondo questa logica, possedere un motore somiglia molto al fanatismo religioso che, in passato e nel presente, è quello che ha stravolto i messaggi divini.
E poi:L'esperienza della volontà avviene in tre fasi. La prima è riconoscere che la volontà esiste, la seconda riguarda la consapevolezza di avere una volontà, la terza fase della scoperta, che la rende completa ed efficace è quella di essere una volontà.
Ancora Rollo May: La libertà è la facoltà dell'uomo di prender parte al proprio sviluppo. E' la nostra capacità di plasmarci. La libertà è l'altro aspetto della coscienza di sè: se non fossimo capaci di essere consapevoli di noi stessi, saremmo governati dall'istinto e dalla marcia automatica della storia, allo stesso modo che api o mastodonti. Che l'autocoscienza e la libertà vadano di pari passo si rivela nel fatto che quanto meno consapevolezza ha di sè una persona, tanto meno libera essa è. Cioè a dire, quanto più è controllata da inibizioni, rimozioni, condizionamenti infantili che essa ha "dimenticato" al livello conscio, ma che ancora la guidano inconsciamente, tanto più è spinta da forze su cui essa non ha alcun controllo. E ancora: Il coraggio è la capacità di far fronte all'ansia che nasce allorchè si consegue la libertà. Il coraggio in ultima analisi non è che la risposta affermativa agli shock dell'esistenza, che bisogna sopportare per realizzare la propria natura.
Ancora Assaggioli, citando Jung: Ciò che in ultima analisi induce un uomo a scegliere la sua via e ad emergere così dall'identità inconscia con le masse, come si emerge da un banco di nebbia...E' quella che viene chiamata "vocazione". Chi ha la vocazione sente la voce dell'uomo interiore; è "chiamato"...un caso storico è quello del "demone" di Socrate.
Last edited by Fuchur; 17-08-2010, 22:54._______________________________________
Gli oggetti hanno la capacit
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A mio modo di vedere, gli psicologi, sono gli unici uomini che, degli uomini (permettimi il gioco di parole e la successiva volgaritàOriginariamente Scritto da Fuchur Visualizza MessaggioC'è un bel brano dello psichiatra Rollo May nel suo libro L'uomo alla ricerca di sè dove cita D. Riesman che esemplifica l'uomo americano anteguerra come un uomo-giroscopio, endodiretto, uomo che ha introiettato le rigide norme comportamentali vittoriane. Dice che sulla sua tomba si poteva scrivere "Come il dinosauro, possedeva la potenza senza l'abilità di cambiare, la forza senza la capacità di imparare". Sparito quell'uomo è apparso l'uomo-radar, eterodiretto, che non cerca di emergere ma di adattarsi, e vive come se avesse un radar piazzato sulla testa che gli dice ciò che gli altri si aspettano da lui, e che quindi è caratterizzato da un senso di vuoto interiore, passività ed apatia. Lo psichiatra Assaggioli dal suo canto dice (sintetizzo) nel suo bel libro L'atto di volontà : Se un uomo di una civiltà antecedente - diciamo un greco antico - apparisse improvvisamente tra l'umanità di oggi, probabilmente crederebbe di essere tra una razza di maghi o semidei. Ma se egli fosse un Platone, si accorgerebbe che questo moderno "mago" capace di andare sulla luna e di scendere sul fondo dell'oceano, ha una conoscenza ed un potere sulla sua interiorità molto limitata.
E poi:L'esperienza della volontà avviene in tre fasi. La prima è riconoscere che la volontà esiste, la seconda riguarda la consapevolezza di avere una volontà, la terza fase della scoperta, che la rende completa ed efficace è quella di essere una volontà.
Ancora Rollo May: La libertà è la facoltà dell'uomo di prender parte al proprio sviluppo. E' la nostra capacità di plasmarci. La libertà è l'altro aspetto della coscienza di sè: se non fossimo capaci di essere consapevoli di noi stessi, saremmo governati dall'istinto e dalla marcia automatica della storia, allo stesso modo che api o mastodonti. Che l'autocoscienza e la libertà vadano di pari passo si rivela nel fatto che quanto meno consapevolezza ha di sè una persona, tanto meno libera essa è. Cioè a dire, quanto più è controllata da inibizioni, rimozioni, condizionamenti infantili che essa ha "dimenticato" al livello conscio, ma che ancora la guidano inconsciamente, tanto più è spinta da forze su cui essa non ha alcun controllo. E ancora: Il coraggio è la capacità di far fronte all'ansia che nasce allorchè si consegue la libertà. Il coraggio in ultima analisi non è che la risposta affermativa agli shock dell'esistenza, che bisogna sopportare per realizzare la propria natura.
Ancora Assaggioli, citando Jung: Ciò che in ultima analisi induce un uomo a scegliere la sua via e ad emergere così dall'identità inconscia con le masse, come si emerge da un banco di nebbia...E' quella che viene chiamata "vocazione". Chi ha la vocazione sente la voce dell'uomo interiore; è "chiamato"...un caso storico è quello del "demone" di Socrate.
, non ci hanno capito un cavolo, poiché le loro teorie sono basate sul nulla e rispecchiano, semplicemente, le loro nevrosi.
Credimi, non sono categorico nei loro confronti per partito preso, ma se veramente sapessero riconoscere i problemi umani, riuscirebbero a guarire le malattie dell'umanità; mentre fino ad oggi, dopo 80/90 anni dalla fondazione della psicologia, si parla ancora del caso di Anna O; a quanto pare un caso d’isteria portato a buon fine da Freud e da un suo collega. Questa premessa, per affermare che le valutazioni sugli uomini le sanno fare tutti fuorché gli psicologi che ci speculano sopra, e senza mai ottenere un qualche risultato. In tal senso, se tu conosci qualcuno che è guarito con la psicoanalisi, ti sarei grato se m’informassi dell'evento.
Pertanto, ripropongo quello che ho affermato sull'autonomia e la libertà di pensiero dell'ateo che, non applicando la fede sulle sue idee, dal momento che, non ne riconoscesse più la validità, è pronto a cambiarle. Naturalmente, il suo libero arbitrio è condizionato dalla società di provenienza, ma mai quanto quello del religioso che ha abbracciato un’idea assolutistica, ed è capace di commettere qualsiasi cosa pur di non cambiarla. Essere liberi da vincoli religiosi escatologici, pone l'uomo a un livello operativo superiore, poiché ha degli obbiettivi più umanitari di quelli religiosi, giacché le idee mutano con le diverse esigenze rendendole migliori.Last edited by Bruco; 18-08-2010, 20:21.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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Stappiamo un'altra bottiglia PACE, poiché ancora una volta mi trovo in sintonia con lei; ma la lapidazione faceva parte della legge divina ed era un dovere esercitarla. Per altro è vero che Gesù ha affermato: "Chi è senza peccato scagli la prima pietra", ma se tra quelli ve ne era uno poteva scagliarla. Ovvero: lui ha giocato sul fatto che tutti siamo peccatori, ma non ha condannato l'usanza barbara di uccidere una donna con delle pietre. Quando io parlo delle crociate o dell'inquisizione, non lo faccio per denigrare la religione cristiana, ma per ribadire che il credente è capace di uccidere e di farsi uccidere in nome di quel dio su cui ha posto la fede. Con qualche anno di ritardo possiamo vedere il replay di quegli eventi, solo che vengono attuati con mezzi moderni: uccidere tremila persone in un sol colpo, gettando dei Boeing su due grattacieli. Allora Spaitek ha ragione quando afferma: la scienza porta sulla luna, la religione sui grattacieli?Originariamente Scritto da PACE Visualizza MessaggioChi si è reso colpevole di massacri non aveva nè l'uno nè l'altro e niente ha capito di Cristo Allah o Jahvè; visto che l'odio - per giungere a tanto orrore - ha soppiantato per sempre l'amoreLast edited by Bruco; 18-08-2010, 20:16.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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Evide ntemente no, visto che parte dal presupposto di una religione piccola piccola, che non ha a cuore l'uomo, ma il potere su esso; Gesù cristo questo venne a rendere manifesto e a scardinare con l'episodio da lei - correttamente - citato."Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l
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Mi perdoni, ma non ho afferrato il significato del suo post, come risposta al mio.Originariamente Scritto da PACE Visualizza MessaggioEvidentemente no, visto che parte dal presupposto di una religione piccola piccola, che non ha a cuore l'uomo, ma il potere su esso; Gesù cristo questo venne a rendere manifesto e a scardinare con l'episodio da lei - correttamente - citato.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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Sono d'accordissimo su questo; però sono tremila e cinquecento anni che la storia ci indica che queste abberrazzioni avvengono in in tutte le religioni; quindi, PACE, non sarà venuto il momento di domandarsi se, vi è qualcosa di sbagliato in loro, o vogliamo continuare a contare i morti ammazzati nel loro nome?Originariamente Scritto da PACE Visualizza MessaggioLe deformazioni della religione - e non, quindi, la religione in sè - portano ad aberrazioni come le twin towers.
PACE, secondo me si deve prendere atto che la religione non è nata con lei, ma sono millenni che continua a macerare morti su morti e, a mio modo di pensare, non è sufficiente curarsi il proprio orticello della coscienza, affermando: io non faccio quelle cose. Le fanno altri, è vero, ma secondo me sono responsabili anche chi, quelle organizzazioni le tiene in piedi con la propria approvazione, sopratutto quella economica. A meno che lei non abbia una religione personale.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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