In rapporto alle coincidenze significative, c'è un bel libro di Carlo Splendore, Come in basso così in alto Molto scorrevole da leggere.
Disponibile quì.
Il paragone sarebbe stato valido se in quel momento si pensasse proprio a quella persona che si incontra, come tu al tuo libro, altrimenti che paragone
Le coincidenze, o Sincrodestini, quindi sono eventi apparentemente casuali o fortuiti che costellano quotidianamente la nostra vita e generalmente, però ignorati dall’uomo: messaggi provenienti dall’Universo che, se interpretati con il giusto valore e significato, possono darci l’accesso al nostro potenziale illimitato, migliorare la nostra vita sul piano materiale, emozionale, fisico e spirituale. Che sia una telefonata ricevuta da un amico perso di vista a cui stiamo giusto pensando, un annuncio letto per caso su un giornale con il nostro lavoro ideale, un “qualcosa” che desideriamo e che compare improvvisamente nella nostra vita: riflettendo brevemente, ognuno di noi può trovare nella propria vita, esempi del genere, situazioni a prima vista insignificanti ma che portano con sé un significato più profondo.
Voi ci fate caso a questi impercettibili segnali e cercate di trovarne un senso oppure lasciate perdere?
Da cui all'evento puramente casuale che avviene semplicemente perchè compreso nella casistica degli eventi possibili e solo per questo avvengono come una lotteria che qualcuno comunque vince, ci sta semmai l'ipotesi della "telefonata cosmica" che ti "avvisa" quindi sta poi a te dargli retta o meno.
Una tesi che anche se ha il suo fascino rientrando nel campo del "lassu qualcuno mi pensa e protegge" di gran conforto per animi sensibili poi però è difficiletta da supportare.
Salvo nel rientrare in una ben più banale situazione di particolare sensibilità a dei "segnali deboli" per cui la realtà è attraversata da avvisi blandi e saperli cogliere rientra in caratteristiche relativamente normali.
Come lo stregone che fa la danza della pioggia quando a ciel sereno nota un abbassarsi del volo degli uccelli che inseguono gli insetti portati in basso dalla pressione atmosferica che si sta abbassando cosa che mediamente precede il tempo cattivo.
Per gli altri invece è stato lui a portare la pioggia.
Ogni evento ha al contorno uno sciame di segnali deboli che lo precedono e lo seguono, come i terremoti e alcune persone più di altre sono "sismografi" sensibili a tali perturbazioni più di altri.
Caso particolare gli animali ben più sensibili degli uomini ai segnali deboli naturali che però ci stanno e indicano fenomeni fissi in arrivo.
Cosa non troppo applicabile ad altre situazioni però.
Lo vedo poco congruo inserirci il senso mistico essendo prodotto e valutato in loco, quindi troppo vulnerabile alle autoinfluenze che sempre affliggono chi se la suona e se la canta che perde la capacit
Lo vedo poco congruo inserirci il senso mistico essendo prodotto e valutato in loco, quindi troppo vulnerabile alle autoinfluenze che sempre affliggono chi se la suona e se la canta che perde la capacità di valutare se stesso e l'esistestente "mistico" esiste perchè esiste o perchè il suo misticismo lo vuole fare esistere? una risposta che non può darsi da solo.
Solito banale problema per cui un sensore rileva tutto fuorchè se stesso, almeno con una affidabilità degna di tale nome per cui le "diagnostiche" interne sono affidate ad altri sensori perchè se a scassarsi è proprio il sensore che analizza se stesso domani te lo rivela.
Da cui regola fissa è che l'osservatore deve essere esterno al sistema osservato altrimenti il farvi parte invalida l'osservazione.
Infatti il senso "mistico" non ce lo inserisco io, ma deriva dall'essere la realtà di fatto sconosciuta. Una legge fisica che si dimostra superata, è in sè una legge mistica, poichè non veritiera, quasi al pari delle credenze medievali che nel loro ambito avevano una sia pur approssimativa conferma "sperimentale" dalla osservazione dei fenomeni. Il problema della realtà è che ci siamo inseriti dentro, non siamo osservatori esterni, e neanche immobili. Quando l'uomo potrà dire "fermate il mondo, voglio scendere", e sarà esaudito, allora potrà parlare di oggettività. Se però parlerà con linguaggio non umano. Infatti devono essere esterni l'osservatore e il linguaggio.
Prendiamo Wittgenstein:
1) Il mondo è tutto ciò che accade;
E chi dice che la realtà sia delimitabile in "accadimenti"? Un accadimento si misura con strumenti di laboratorio e strumenti logici, verbali. Se non abbiamo uno dei due a disposizione il mondo viene cancellato? No. Ma se il mondo non viene cancellato, allora il non contemplarlo per il fatto di non poterlo verbalizzare è misticismo bello e buono. Lo potremmo chiamare inesistenzialismo, e metterci un bel inSartre che fuma la pipa a guardia.
Dice ancora W.
Le leggi, cioè le regolarità, appartengono solo al mondo della logica, mentre "fuori della logica tutto è caso".
Forse invece la logica esiste nella natura, e l'uomo conforma dei pensieri sulla logica delle leggi insite nella natura. Il mondo non esiste perchè l'uomo lo ha nominato, quella concezione è biblica, mistica: Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche..
Ecco che ritroviamo nella genesi biblica l'origine del neopositivismo, a dimostrazione che esso nella sua rigidità formale ha una origine fideistica, calvinista.
Usare mistico per significare falso mi sembra complicarsi inutilmente la vita.
Le leggi fisiche attualmente consolidate non si rivelano false, casomai valide in certe condizioni che erano quelle dove venivano confermate, salvo poi operare in condizioni pi
Usare mistico per significare falso mi sembra complicarsi inutilmente la vita.
Le leggi fisiche attualmente consolidate non si rivelano false, casomai valide in certe condizioni che erano quelle dove venivano confermate, salvo poi operare in condizioni più estese e abbiamo la stessa legge nella formulazione estesa per cui valida in un ambito più generale con le correzioni da apportare per situzioni particolari al contesto.
Poi ci sono dati oggettivi e dati soggettivi perchè come normale che sia una stessa oggettività può avere un diverso valore soggettivo e comunque difficilmente si ha una possibilità di verificare contemporaneamente l'interezza di un fenomeno per cui di una montagna si osserva un lato, l'altro è relativo ad una nuova osservazione fatta in un momento diverso al netto di artifici vari ora possibili.
Però come si lega tutto ciò con la questione delle coincidenze?
Tante volte il caso è casuale veramente altre volte deriva solo dall'inadeguatezza o dal disinteresse di analizzare e tenere il conto di tutte le variabili intermedie che intercorrono a generare l'evento.
Complessivamente è difficile identificare il filo del discorso che si vuole effettuare.
Falso equivale a mistico nel momento in cui la realtà si scolla dalla sua rappresentazione concettuale, e cioè sempre. E' l'adamo biblico che dà un nome agli animali.
In realtà sappiamo che il caso non esiste, anche dal punto di vista scientifico.
Il moto browniano delle particelle di polvere in una stanza ha una sua precisa dipendenza da forze elettrostatiche, moti convettivi, eccetera. Nella impossibilità di fare misurazioni, per assenza di strumenti tecnici e di strumenti concettuali, possiamo fare la affermazione mistica che è un moto casuale. Tale affermazione non è dissimile da quella che si fa quando un indù parla di karma: un termine globale, falso, mistico, per definire il concetto che un ordine perturbato da una azione prevede un riequilibrio a mezzo di reazione.
Ma una reazione riequilibratrice non è karma, è accadimento. Così il caso non è caso, ma accadimento. Come sempre è l'uomo che ritaglia la realtà a mezzo del linguaggio. Il problema come sempre è che poi il linguaggio prende il sopravvento e si autogenera come un virus, nella sua imperfezione. Potremmo dire che ogni linguaggio ha inserito in se stesso il dna di una teoria che si divora la realtà.
Due citazioni:
La contraddizione che tanto sconcerta il modo di pensare ordinario deriva dal fatto che dobbiamo usare il linguaggio per comunicare la nostra esperienza interiore, la quale per sua stessa natura trascende le possibilità della lingua.
D.T. Suzuki, Buddista
Il problema del linguaggio sono quì veramente gravi. Noi desideriamo parlare in qualche modo della struttura degli atomi, ma non possiamo parlare degli atomi servendoci del linguaggio ordinario.
W. Heisenberg, scienziato
Potremmo anche invertire i nomi con le citazioni, no?
A me il tutto sembra una inutile complicazione trattando qui alla fine di normali coincidenze e non di problematiche filosofiche che poi ciascuno si canta e si suona come gli pare attribuendogli un valore che nessun ruflesso concreto riesce poi ad avere se non il decantarlo come uno dei tanti sacri principi senza conseguenze nella quotidieneità che poi è quella che interessa, magari semplice e stupidina, ma che resta quella che incontri ogni mattina.
Ovvero puoi pure morirci a dostrare il nesso causa effetto per il turbinio di ogni granello di sabbia, ma poi di ciò che ne facciamo?
Resta che ogni mattina come tutte le mattine il bipede incontra eventi che si verificano perchè li ha preparati, perseguiti e grossi ostacoli non li hanno cancellati, poi ne incontra altri che evevano una probabilità di verificarsi su cui mai ha operato per facilitarli o ostacolarli, avendone sentore se sono preceduti da avvisi di vario genere pure a lui percettibili e sempre se interessato a percepirli e altri eventi ancora che magari hanno una ragione loro di essere, ma nulla hanno a che fare con il nostro bipede e tuttavia suo malgrado lo investono senza avvisi.
Gira giira resta questo il tutto che coinvolge il bipede reale e poco gli frega delle sorti del suo equvalente esosterico che può esistere in qualche dimensione dispersa degli universi paralleli.
[QUOTE=Il gatto;1236367
Ovvero puoi pure morirci a dostrare il nesso causa effetto per il turbinio di ogni granello di sabbia, ma poi di ciò che ne facciamo?
[/QUOTE]
Non credo, l'uomo ha capito tante cose e non vedo che cosa ci sia di male a supporre che nulla è casuale, e cercarne il senso. Già i Greci con le loro divinità ben suddivise ad immagine dell'allora società cercavano il senso del Fato.
[quote=Il gatto;1236395]Si, ma il fatto che chi per mestiere si ponga certe questioni, non significa che quelle questioni attenaglino tutti, specialmente chi
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Gli oggetti hanno la capacit
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