Queste riflessioni (ipotesi) sono di Albert Schweitzer, autore di un bellissimo quanto indispensabile libro per la conoscenza di un erto Gesù che sembra calzare con quanto scritto su di lui.
Già da lungo tempo prima di scrivere il suo libro "Storia della ricerca sulla vita di Gesù" Schweitzer riteneva di avere in mano il criterio per l'intera teologia storica. Lo chiamò il terzo grande aut-aut, "O l'escatologia o la sua negazione" ( il primo era stato posto da Strauss: o pura storia o pura sovrannatura; il secondo era stato sostenuto dai Tubinghesi e da Holtzmann: o i sinottici o Giovanni).
Questa alternativa gli funge da criterio per le vite di Gesù da Reimarus a Wrede. Queste comprendono Gesù o esclusivamente dal punto di vista della prossima attesa escatologica, e allora hanno a che fare con il Gesù reale della storia, oppure in senso non escatologico, e allora prendono erroneamente per Gesù storico un prodotto della propria fantasia.
Schweitzer coglie subito il problema alla radice, partendo cioè dalla parusia in modo efficace. Infatti si parte sempre dal punto decisivo del proprio sistema, cioè dall'idea. " Si dà o la soluzione escatologica, che di colpo considera storica l'esposizione marciana senza attenuare le incoerenze e le contraddizioni, o quella letteraria, la quale ritiene che il protoevangelista abbia introdotto nella tradizione di Gesù quegli elementi dogmatici eterogenei (es. il segreto messianico) e quindi in pari tempo bandisce la messianità dalla vita storica di Gesù.
Per Schweitzer il Gesù per il quale la storia naturale non esiste più, che voleva avviare la storia escatologica e quindi la fine del mondo, è il Gesù storico, il "Gesù reale", ed "è molto più facile annunciare" questo che "quello modernizzato, a patto che si lasci parlare in lui soltanto ciò che è elementare, affinché egli sia anche per noi colui che predica con forza e non come gli scribi".
Già da lungo tempo prima di scrivere il suo libro "Storia della ricerca sulla vita di Gesù" Schweitzer riteneva di avere in mano il criterio per l'intera teologia storica. Lo chiamò il terzo grande aut-aut, "O l'escatologia o la sua negazione" ( il primo era stato posto da Strauss: o pura storia o pura sovrannatura; il secondo era stato sostenuto dai Tubinghesi e da Holtzmann: o i sinottici o Giovanni).
Questa alternativa gli funge da criterio per le vite di Gesù da Reimarus a Wrede. Queste comprendono Gesù o esclusivamente dal punto di vista della prossima attesa escatologica, e allora hanno a che fare con il Gesù reale della storia, oppure in senso non escatologico, e allora prendono erroneamente per Gesù storico un prodotto della propria fantasia.
Schweitzer coglie subito il problema alla radice, partendo cioè dalla parusia in modo efficace. Infatti si parte sempre dal punto decisivo del proprio sistema, cioè dall'idea. " Si dà o la soluzione escatologica, che di colpo considera storica l'esposizione marciana senza attenuare le incoerenze e le contraddizioni, o quella letteraria, la quale ritiene che il protoevangelista abbia introdotto nella tradizione di Gesù quegli elementi dogmatici eterogenei (es. il segreto messianico) e quindi in pari tempo bandisce la messianità dalla vita storica di Gesù.
Per Schweitzer il Gesù per il quale la storia naturale non esiste più, che voleva avviare la storia escatologica e quindi la fine del mondo, è il Gesù storico, il "Gesù reale", ed "è molto più facile annunciare" questo che "quello modernizzato, a patto che si lasci parlare in lui soltanto ciò che è elementare, affinché egli sia anche per noi colui che predica con forza e non come gli scribi".



e quando sai di non sapere hai già fatto un notevole progresso perchè almeno ci vai cauto a metterci le mani.
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